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    Ufficiale: Lorenzo Sonego sostituisce Lorenzo Musetti in Davis Cup

    FIlippo Volandri a Torino (Foto Brigitte Grassotti)

    Era scontato, ma adesso è ufficiale: sarà Lorenzo Sonego a sostituire Lorenzo Musetti nel team italiano impegnato la prossima settimana alla Final 8 di Davis Cup a Bologna. L’ha affermato Filippo Volandri a Torino, confermando i convocati. “La nostra squadra rimane forte e importante, abbiamo grande consapevolezza. Sarà composta da Cobolli, Berrettini, Sonego, Bolelli e Vavassori. Siamo pronti a battagliare, per rimanere in alto e continuare a far bene”. dichiara il capitano azzurro, due volte campione nella competizione in quel di Malaga tra 2023 e 2024.
    Lorenzo Musetti ieri sera nella press conference seguente alla sconfitta subita da Alcaraz aveva informato della sua decisione, presa di comune accordo col capitano, di non giocare a Bologna, tra la stanchezza accumulata nell’intenso finale di stagione e la situazione familiare, con il secondo genito in arrivo proprio la prossima settimana.
    L’Italia, campione in carica, esordirà a Bologna contro l’Austria. Sarà interessante vedere la scelta di Volandri: le gerarchie seguiranno il ranking, ossia Cobolli n.1 e quindi Sonego n.2 e Berrettini n.3, oppure Matteo sarà preferito come secondo singolarista nonostante l’ingresso del torinese in squadra? Quest’ultima appare la scelta più probabile, vista l’esperienza di Berrettini, leader riconosciuto del gruppo, ma saranno gli allenamenti da Bologna a scogliere gli ultimi dubbi. Il doppio, in assenza di Sinner, non dovrebbe vedere sorprese, con la collaudata coppia Bolelli – Vavassori (in semifinale alle Finals) con la chance di competere nella Final 8.
    Da Torino, Marco Mazzoni LEGGI TUTTO

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    Top 30 ATP: cosa cambia davvero nel 2026 per i migliori giocatori del mondo

    Luciano Darderi ITA, 2002.02.14 – Foto Patrick Boren

    Ogni anno, al momento di aggiornare il ranking finale, non si tratta soltanto di celebrare chi ha vinto di più o chi ha ottenuto i progressi più significativi. Chiudere la stagione nella top 30 ATP rappresenta infatti molto più di un risultato simbolico: è un traguardo che definisce l’intero quadro di obblighi e diritti con cui un tennista affronterà la nuova stagione.La ATP utilizza la classifica di fine anno per stabilire quali giocatori saranno soggetti a un regolamento speciale, fatto di vantaggi esclusivi ma anche di impegni che durano per tutto il 2026, indipendentemente da come potrà evolvere il loro ranking nei mesi successivi.
    Premi economici e criteri di idoneitàEssere tra i primi trenta significa entrare automaticamente nella corsa ai bonus stagionali destinati ai rendimenti nei Masters 1000 e negli ATP 500. L’ATP mette in palio un fondo economico riservato esclusivamente a questo gruppo, premiando chi saprà raccogliere il maggior numero di punti nelle due categorie di tornei.Tuttavia, l’accesso ai bonus non è garantito: i giocatori devono rispettare una serie di condizioni, che spaziano dagli obblighi antidoping alla partecipazione agli eventi promozionali, fino al pagamento delle eventuali multe accumulate nel corso della stagione. L’inosservanza di una sola di queste norme comporta l’esclusione automatica dal programma premi.
    Masters 1000: presenze obbligatorie, eccezioni limitatePer i top 30, i tornei Masters 1000 rappresentano un nodo cruciale dell’intera programmazione. Con l’unica eccezione di Montecarlo, tutti gli eventi di questa categoria sono considerati obbligatori. Chi decide di non partecipare senza presentare un certificato medico valido incorre in una doppia penalizzazione: una sanzione economica e un risultato pari a zero in classifica, senza la possibilità di sostituire quel torneo con un altro valido per il ranking. Un deterrente pesante, soprattutto per chi punta ai bonus di fine anno.
    ATP 500: almeno cinque partecipazioniIl regolamento non riguarda soltanto i Masters 1000. Anche la categoria ATP 500 gioca un ruolo centrale. I giocatori che iniziano l’anno in top 30 devono programmare almeno cinque partecipazioni a questi tornei, con la possibilità di spingersi fino a nove, considerando che alcuni di essi si svolgono in contemporanea.La mancata partecipazione al numero minimo richiesto comporta due conseguenze: l’esclusione dal bonus stagionale e un inevitabile zero nel conteggio dei punti. A fronte di queste regole rigorose, l’ingresso diretto garantito nei tabelloni principali dei 500 rappresenta uno dei principali vantaggi competitivi di cui dispone questo gruppo.
    I protagonisti della stagione 2026A partire dal nuovo anno, questi saranno i giocatori che beneficeranno dei privilegi e affronteranno gli obblighi previsti dall’ATP:Carlos Alcaraz, Jannik Sinner, Alexander Zverev, Novak Djokovic (esonerato dai tornei obbligatori grazie al regolamento sulla longevità), Ben Shelton, Taylor Fritz, Álex de Miñaur, Félix Auger-Aliassime, Lorenzo Musetti, Jack Draper, Alexander Bublik, Casper Ruud, Daniil Medvedev, Alejandro Davidovich, Holger Rune, Andrey Rublev, Jiri Lehecka, Karen Khachanov, Jakub Mensik, Tommy Paul, Francisco Cerúndolo, Flavio Cobolli, Denis Shapovalov, Joao Fonseca, Tallon Griekspoor, Luciano Darderi, Cameron Norrie, Learner Tien, Arthur Rinderknech e Frances Tiafoe.
    Francesco Paolo Villarico LEGGI TUTTO

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    Iga Swiatek allunga la stagione: guiderà la Polonia nel playoff della Billie Jean King Cup 2025

    Iga Swiatek POL, 31.05.2001 – Foto Getty Images

    Iga Swiatek non smette mai di sorprendere per dedizione, ambizione e attaccamento ai colori del proprio Paese. La numero uno polacca ha deciso di prolungare di una settimana la sua stagione per rispondere alla chiamata della nazionale e partecipare al playoff della Billie Jean King Cup 2025.
    La Polonia sarà impegnata in un triangolare decisivo contro Romania e Nuova Zelanda, con in palio un posto nei Qualifiers del prossimo anno. La presenza di Swiatek rappresenta un impulso enorme per la squadra, determinata a ritagliarsi un ruolo da protagonista nella competizione a squadre più prestigiosa del tennis femminile.
    Un obiettivo personale (e storico)Oltre a sostenere la propria nazionale, Swiatek ha anche la possibilità di chiudere l’anno con un nuovo traguardo statistico. Se dovesse vincere i due match di singolare previsti nel playoff, diventerebbe la giocatrice con più vittorie nel 2025, raggiungendo quota 64 successi.Supererebbe così i 63 ottenuti da Aryna Sabalenka, issandosi in vetta per il quarto anno consecutivo come tennista con più partite vinte a fine stagione — un dato che conferma la straordinaria continuità della campionessa polacca.
    Marco Rossi LEGGI TUTTO

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    Berrettini rilancia: “La Davis per me è tutto. A Bologna vendermo cara la pelle. Jannik? Mi ha aiutato tantissimo”

    Matteo Berrettini a Torino

    Mentre all’Inalpi Arena “infuria” un’edizione di grandissima qualità delle ATP Finals, nei campi di allenamento dello Sporting (a due passi) anche Lorenzo Sonego e Matteo Berrettini stanno lavorando alacremente in questa settimana torinese. Il primo attende una probabile chiamata di capitan Volandri, ancor più dopo l’ufficialità del forfait di Lorenzo Musetti, svuotato da un fine stagione durissimo e soprattutto per motivi familiari, con la nascita del secondo genito (Leandro) attesa nei prossimi giorni, proprio mentre gli azzurri saranno a Bologna a difendere i due titoli conquistati a Malaga nel 2023 e 2024. Due vittorie storiche, trascinati da un fortissimo Jannik ma, lo scorso anno, anche da Matteo Berrettini, ormai vero leader emotivo del nostro team e nell’edizione passata decisivo al successo finale con le sue 6 vittorie conquistate tra la fase a gironi di Bologna e le Final 8 di Malaga. Proprio del suo amore per la Davis, del suo ruolo nel gruppo e delle aspettative per le finali della prossima settimana ha parlato Berrettini in un’intervista al Corriere della Sera. Secondo il romano tutto è aperto e nonostante l’assenza dei due migliori tennisti italiani, il gruppo è forte e consapevole, con ragazzi ormai esperti e la voglia di “vendere cara la palle”. Matteo ha anche raccontato di come Jannik gli sia stato molto vicino dopo l’ultimo infortunio, un legame importantissimo. Allenarsi con lui a Monte Carlo qualche settimana fa l’ha riconnesso con il suo mondo.
    “La Davis è tutto. Per me è un obiettivo, un onore, un’emozione” racconta Berrettini. “L’anno scorso la Davis è stato lo stimolo che mi ha fatto ripartire: volevo tornare in quella squadra, volevo riprendermi le belle emozioni, volevo esserne parte attiva. E l’ho vinta. Quest’anno la stessa cosa. Quando l’estate scorsa mi sono fermato, mi sono chiesto: perché dovrei ricominciare a giocare, una volta rimesse a posto le questioni fisiche? Per divertirmi, certo, per godere di questo mondo caotico e bellissimo, per ritrovare un po’ di gioia; e per giocare la Coppa Davis a fine stagione. Ora che ci siamo, vediamo di fare bene a Bologna”.
    Mancheranno Jannik e Lorenzo, ma gli altri sono “pronti”: “La cosa bella è che, venuti a sapere dell’assenza di Jannik e, forse, di Lorenzo (l’intervista è stata rilasciata prima dell’annuncio di Musetti, arrivato ieri verso le 23, ndr), nessuno di noi si è guardato dicendo: e adesso come facciamo? Non c’è paura, non tremiamo. Non c’è alcuna tensione. Siamo tutti giocatori esperti, Vavassori e Bolelli stanno giocando benissimo in doppio, Cobolli sta avendo la miglior stagione della sua carriera, Sonego e Darderi sono signor tennisti e io, da parte mia, mi sento di poter garantire il mio apporto. Il numero uno in squadra fa comodo a tutti ma a Bologna venderemo cara la pelle. Saranno finali di Davis molto equilibrate ma in azzurro ci trasformiamo tutti“.
    A Malaga 2023, Berrettini era il primo dei tifosi in panchina e dopo il successo Jannik promise a Matteo “la vinceremo insieme l’anno prossimo”. Una promessa diventata realtà, che ha rafforzato il legame tra i due campioni. “Nel 2023, dopo essermi rotto la caviglia a New York, ho chiamato il c.t. Volandri e gli ho detto: Filo io mi sento che devo venire a dare supporto, una scossa. E lui: vieni quando vuoi. Mi ricordo ancora le facce dei ragazzi quando sono entrato in spogliatoio. C’è stato il cambio di marcia di cui c’era bisogno. L’energia che ci unisce tutti è uno sei segreti della nostra Nazionale“.
    Matteo così racconta il suo momento: “Mentalmente e come lettura della partita mi sento maturo e più bravo di tanti anni fa. L’altro giorno parlavo con il mio coach, Alessandro Bega, e ragionavamo: nonostante gli infortuni, nonostante i tornei saltati quest’anno, resto comunque nei top 50. C’è di peggio. Ci sono state cose molto positive, finché non ho avuto ancora un problema agli addominali. Sono ripartito da lì, dalle vittorie sui top 10, dai quarti di Miami, dalle vittorie a Montecarlo. Io sono sicuro che ci sono ancora cose buone che posso fare in questo sport. Sinner non è certo l’obiettivo: è troppo grande e alto, per me. Ma se sto bene, rispettando il mio corpo e la mia testa, so di poter dare ancora al tennis.. L’equilibrio tra tennis e vita privata è importante. Il tennis non è tutto. Avere pause capita a tutti. Ero arrivato a un certo punto in cui mi sentivo un po’ soffocato, ho dovuto prendermi cura di questo aspetto. Continuare a giocare non è la soluzione. È importante fermarsi e respirare, dando priorità alle cose importanti”.
    È presto per parlare del dopo carriera, ma Berrettini così risponde: “Sono curioso, vedo moltissime possibilità davanti a me. Così tante che, oggi, non ho le idee chiare. Credo che il tennis sarà sempre parte integrante della mia vita: non so se da allenatore, spettatore, tifoso. So che colpire la pallina è ciò che mi fa sentire più vivo. Qualche mese fa ero in difficoltà, mi sono allenato con Jannik a Montecarlo e mi sono sentito subito meglio, più sereno. Giocare a tennis mi rende libero, non so come spiegarlo. Quando sarà il momento cercherò di capire come trasformare questa sensazione in un futuro. Capitano di Davis? Sarebbe bellissimo. Ora c’è Volandri che sta facendo un lavoro egregio. Magari a 60-65 anni, quando smetterò…”.
    Da Torino, Marco Mazzoni LEGGI TUTTO

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    Semifinali ATP Finals 2025: l’ordine di gioco di sabato 15 novembre. Bolelli-Vavassori e Jannik Sinner nel pomeriggio

    Jannik Sinner nella foto (foto Brigitte Grassotti)

    La giornata di sabato alle Nitto ATP Finals 2025 promette spettacolo puro. Sul campo andranno in scena le semifinali di singolare e le decisive sfide di doppio, con grande presenza italiana sia in campo che sugli spalti. Ecco nel dettaglio il programma ufficiale della giornata.
    📅 Order of Play – Sabato 15 Novembre 2025AFTERNOON SESSION – Start ore 12:00Simone Bolelli 🇮🇹 / Andrea Vavassori 🇮🇹 [7] vs H. Heliovaara 🇫🇮 / H. Patten 🇬🇧 [2] o M. Arevalo 🇸🇻 / M. Pavic 🇭🇷 [4]Gli azzurri aprono la giornata con una semifinale di doppio che si preannuncia in ogni caso equilibratissima. Vavassori e Bolelli, già protagonisti di una buona stagione, cercano un posto nella finale di domenica.
    Not Before 14:30Jannik Sinner 🇮🇹 [2] vs Alex de Minaur 🇦🇺 [7]È il momento più atteso dal pubblico italiano: Jannik Sinner torna in semifinale alle Finals per sfidare l’australiano de Minaur. I due si conoscono bene, ma Sinner arriva al match in splendida forma e con il sostegno totale della folla.
    EVENING SESSION – Not Before 18:00Joe Salisbury 🇬🇧 / Neal Skupski 🇬🇧 [5] vs Julian Cash 🇬🇧 / Lloyd Glasspool 🇬🇧 [1]Semifinale tutta britannica nel secondo doppio di giornata: equilibrio, rivalità e tennis spettacolare sono assicurati.
    Not Before 20:30Carlos Alcaraz 🇪🇸 [1] vs Alexander Zverev 🇩🇪 [3] oppure Felix Auger-Aliassime 🇨🇦 [8]In chiusura, l’altra semifinale di singolare. Alcaraz, numero 1 del mondo, affronterà uno tra Zverev e Auger-Aliassime, a seconda dell’esito dell’ultimo match del round robin. LEGGI TUTTO

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    ATP Finals 2025 – Torino: I risultati completi della sesta giornata. Oggi si chiude la fase a gironi. In campo Sinner e il match fuori o dentro tra Zverev vs Auger (LIVE)

    Scritto da Giuliano da ViareggioE se Sinner giocasse questa partita senza “coltello tra i denti”, per non rischiare di dover pagare gli sforzi inutili nella/e partita/e successiva/e?Meglio perdere eventualmente questa che perdere il titolo di “MAESTRO DEI MAESTRI”, al quale puo’ e deve legittimamente aspirare se rimane bello pimpante!ATTENZIONE, QUESTO MIO POST, RAPPRESENTA SOLO UNA PENSATA DA FURBACCHIONE CHE, SONO CERTISSIMO NON RIENTRA NELLE CARATTERISTICHE DEL NOSTRO FUORICLASSE.Scusate se mi sono permesso di scriverlo……..
    Il bello delle finals che non puoi e non devi fare questi calcoli, ogni partita vinta sono 200 punti Atp e 396.500 dollari, in più se vinci il torneo senza mai perdere una partita il montepremi del vincitore passa da 2.367.000 dollari a 5.071.000 dollari…..E’ il bello di questo torneo per motivi vari i giocatori devono sempre dare il massimo LEGGI TUTTO

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    Musetti salta la Coppa Davis 2025: “Questioni fisiche e familiari”

    Il carrarino, dopo la sconfitta contro Alcaraz e la sua eliminazione alle Atp Finals, ha annunciato in conferenza stampa che non giocherà la Coppa Davis 2025: “Vista la mia condizione fisica ho parlato di comune accordo con Filippo Volandri e abbiamo deciso che, data anche la mia situazione fuori dal campo, per quest’anno non giocherò la Coppa Davis. C’è molto rammarico e molto dispiacere”
    MUSETTI-ALCARAZ, HIGHLIGHTS

    Ora è ufficiale: Lorenzo Musetti non giocherà la Final 8 di Coppa Davis, in programma a Bologna dal 18 al 23 novembre. A confermarlo è lo stesso carrarino in conferenza stampa dopo l’eliminazione al round robin delle Atp Finals: “Vista la mia condizione fisica ho parlato di comune accordo con Filippo Volandri e abbiamo deciso che, data anche la mia situazione fuori dal campo, per quest’anno non giocherò la Coppa Davis. C’è molto rammarico e molto dispiacere”. Sulla partita giocata contro Alcaraz: “Ho cominciato bene, servendo molto bene. L’unica chance che avevo per fare partita contro Alcaraz. Gli auguro il meglio per la semifinale. Sapevo che voleva vincere. Ha servito molto bene, mi ha messo pressione negli scambi. L’avevo visto in questa superficie con molti up and down, oggi invece è stato solido. Devo ancora scoprire come battere Jannik e Carlos. Hanno qualcosa di diverso dagli altri. Il modo in cui si muovono negli scambi è la cosa più impressionante, oltre al modo in cui sono capaci di passare da attacco a difesa”. Sul 2026: “Spero di migliorare sempre di più. Il lato fisico è stato quello che mi ha dato più problemi. Sono orgoglioso di questo torneo, abbiamo due semifinali azzurre con Sinner e Bolelli-Vavassori. È stato un anno fantastico per il tennis italiano. Ma sapremo essere ancora più sorprendenti”. LEGGI TUTTO

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    Alex De Minaur come Nalbandian e Nishikori: semifinale “miracolosa” alle ATP Finals

    Alex De Minaur nella foto (Foto Brigitte Grassotti)

    Sembrava impossibile, ma Alex de Minaur ce l’ha fatta. L’australiano si è qualificato per le semifinali delle Nitto ATP Finals 2025 pur avendo vinto una sola partita nella fase a gironi — un evento rarissimo nella storia del torneo.Grazie a una combinazione di risultati favorevole e a un miglior bilancio di set e giochi, De Minaur è riuscito a massimizzare il valore del suo unico successo, quello ottenuto contro Taylor Fritz, conquistando così un insperato pass per la penultima fase del torneo di Torino.
    Un’impresa che pochi hanno realizzatoPrima di lui, solo due giocatori nella storia delle Finals erano riusciti a qualificarsi in semifinale con una sola vittoria:David Nalbandian 🇦🇷 nel 2006Kei Nishikori 🇯🇵 nel 2016
    Entrambi si fermarono poi in semifinale, un dato che rende ancora più stimolante la sfida di De Minaur, deciso a riscrivere la storia e a diventare il primo a raggiungere la finale con un simile percorso.
    Una qualificazione di carattereIl cammino dell’australiano a Torino è stato tutt’altro che lineare. Dopo le due sconfitte iniziali, il trionfo su Fritz — arrivato dopo una delle settimane più difficili della sua carriera — gli ha ridato fiducia e, complice la matematica, lo ha proiettato tra i migliori quattro.
    Con questa impresa, De Minaur entra in un club esclusivo e dimostra ancora una volta di possedere una straordinaria resistenza mentale. Dopo giorni di frustrazione e delusione, il 26enne di Sydney torna a sorridere, consapevole che la sua stagione non è ancora finita.Ora lo attende una semifinale contro uno dei giganti del circuito il nostro Jannik Sinner. Ma se c’è una cosa che Torino ha confermato, è che Alex de Minaur non smette mai di crederci.
    Marco Rossi LEGGI TUTTO