in

Paradosso MotoGP, aiutiamo la Spagna: Ducati e Aprilia dominano, ma non con i piloti italiani 


Per un’Italia che vince ce n’è una che soffre. Se in Formula 1 grazie ad Andrea Kimi Antonelli l’inno di Mameli si è trasformato quasi nella normalità. In MotoGP il Gran Premio di casa a Misano ha regalato una top 6 completamente spagnola in MotoGP e podi senza italiani anche nelle classi inferiori (quarto Matteo Bertelle in Moto3, quinto Tony Arbolino in Moto2). Da contraltare, per una Ferrari che in F1 non vince dal 2007 tra i piloti (Kimi Raikkonen) e dal 2008 come scuderia, sulle due ruote da sei stagioni a questa parte il dominio delle Case italiane è netto. Ducati si è aggiudicata gli ultimi 6 mondiali costruttori e gli ultimi 4 piloti. Una striscia che grazie all’incredibile rimonta di Marc Marquez potrebbe proseguire, ma che anche se interrotta, porterebbe comunque una Casa italiana davanti a tutti: la Aprilia. La Casa di Noale è leader del Mondiale Team, mentre si è vista soffiare la leadership iridata e quella costruttori dalla coppia Marquez-Ducati che nelle ultime sette gare ha recuperato 102 punti alla coppia Jorge Martin e Marco Bezzecchi. Con il romagnolo che ieri ha pubblicato sui propri social la celebre intervista di Alberto Malesani – allora allenatore del Genoa – che rivendicava il non essere un “mollo”. Seguendo quello fatto anche da Flavio Cobolli dopo aver raggiunto la semifinale a Cincinnati.

Dominio Spagna e Talenti Azzurri

Il Bez ha preso l’eredità di Pecco Bagnaia – sempre più irriconoscibile in sella alla sua Desmosedici GP – come capodelegazione della nazionale italiana in MotoGP. La sua uscita di scena al primo giro del GP San Marino, insieme ai problemi tecnici di Fabio Di Giannantonio e Luca Marini e l’inspiegabile periodo di Pecco hanno regalato alla Spagna un risultato storico per gli iberici. Non era mai accaduto che tutta la top6 di un GP fosse monopolizzata da piloti spagnoli. Marc e Alex, Pedro Acosta, Fermin Aldeguer, Martin e Raul Fernandez. Tutti piloti spagnoli su moto italiana (ad eccezione di Pedro, che guida una KTM ma che presto salirà sulla Ducati Factory accanto all’attuale leader di campionato). Una debacle che è frutto anche del caso. «Senza la caduta del Bez staremmo parlando di tutt’altro» ha commentato Marini, miglior Honda e migliore de-gli italiani nel GP fino a pochi giri dal termine quando ha avuto un problema che lo ha costretto a farsi sfilare da Diggia ed Enea Bastianini. «Magari quando avrò finito di correre aprirò la EB Academy» ha commentato quest’ultimo a chi gli chiedeva cosa servisse per ritrovare tanti italiani al vertice nel Mondiale. In una recente intervista a Motosprint, il presidente della Federmoto Giovanni Copioli, parlando proprio del progetto Talenti Azzurri ha spiegato: «La FMI autofinanzia l’82% del proprio bilancio, nonostante questo facciamo tante attività coi Talenti Azzurri. Se avessimo più attenzioni dalle Case, autodromi, Governo e in parte anche da qualche team, sarebbe più facile far emergere i talenti italiani, che ci sono».

Tempesta Pecco

Dentro un’altra tempesta è finito Pecco. Il torinese è stato ripreso da Dazn Spagna parlare con Diggia: «Se metti una configurazione abbastanza normale… ti dico la mia è veramente base, secondo me…» il romano è stato interrotto da Bagnaia che ha chiuso il discorso con un lapidario: «Non me lo fanno fare». Cinque parole che pesano come un macigno sul rapporto tra la Casa bolognese di cui Pecco è ancora il volto immagine sulla facciata della fabbrica e il due volte iridato MotoGP.


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/moto

Tagcloud:

Bezzecchi cade ancora ma non molla. E sui social posta… Malesani!

Antonelli, la legge del n. 1: storia, numeri e… compagno di squadra dicono che sarà il campione