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Antonelli, la legge del n. 1: storia, numeri e… compagno di squadra dicono che sarà il campione


TORINO – «Non voglio complicare le cose o guidare pensando al campionato o al risultato. Voglio semplicemente guidare e fare del mio meglio». Kimi Antonelli continua a dire che non guarda la classifica e soprattutto che non intende cambiare approccio. Spingere, insomma. Anche quando domenica a Madrid stava dominando un GP fortunato (ma gestito perfettamente) e ha baciato un muretto facendo venire i capelli grigi a Toto Wolff, che poi ha ammesso: «È proprio questo a renderlo incredibilmente veloce – garantisce il team principal Mercedes –. Ha una capacità straordinaria di scindere le cose: fuori dall’abitacolo è un ragazzo genuino, ma quando si infila il casco diventa un pilota incredibilmente maturo. E se dice che non pensa al campionato, vi assicuro che è la verità. Noi adulti tendiamo a fasciarci la testa con gli scenari peggiori o gli eventi imprevisti, lui è giovane e non ci pensa».

Kimi Antonelli, 81 punti di vantaggio e il paragone con Lauda-Hunt

I numeri però parlano chiaro: 81 punti di margine sul secondo classificato a nove (probabilmente otto) Gran Premi (uno Sprint: Singapore) sono un gap enorme, che nessuno ha mai recuperato a questo punto del campionato. Gli amanti della storia azzardano un solo paragone, che data 50 anni fa: il duello da film (Rush) tra Niki Lauda e James Hunt. Il ferrarista s’era presentato in Germania con 5 vittorie in 9 gare e 35 punti di vantaggio (61 a 26) sull’inglese della McLaren. Un’eternità visto il sistema di punteggio (ai primi 6 contro gli attuali 10 classificati: 9 al primo, 6 al secondo, 4 al terzo mentre ora sono 25, 18 e 15 e ci sono pure sei Sprint da 8 punti). Ma il terribile incidente del Nürbürgring con due gare saltate, il ritorno miracoloso a Monza e il ritiro sotto il diluvio del Fuji permisero ad Hunt di conquistare il titolo per 3 punti (68-65) grazie a 4 vittorie nelle ultime 7 gare.

 

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Russell alza bandiera bianca: Antonelli vede il titolo di Formula 1

Detto che il riferimento è cupo, è vero che lo stesso Toto Wolff sostiene che bisogna restare concentrati perché tutto può ancora accadere, tipo un paio di ritiri magari per il punto debole della Mercedes, l’affidabilità. Ma a Kimi anche in caso di 9 vittorie di Russell basterebbe arrivare sempre secondo per essere campione. In caso di 8 gare (è sempre più probabile che il Qatar salti e che Abu Dhabi venga recuperato a Imola) potrebbe pure arrivare sempre terzo. Ma Russell ha vinto solo 2 gare (la prima in Australia quando pensavano tutti che avrebbe dominato il campionato e l’ottava in Austria), per il resto prendendo «delle gran mazzate» (Toto dixit) contro le 8 di Kimi. E ci sono due altre macchine potenzialmente vincenti (Ferrari, ma soprattutto McLaren) più la mina vagante Verstappen. Infatti il buon George, quinto a Madrid ha alzato bandiera bianca: «È estremamente improbabile che io sia ancora in questa lotta». 

Mercedes, McLaren e Ferrari: la corsa allo sviluppo della Formula 1

D’altronde solo tre volte un pilota che ha vinto 8 gare in stagione ha poi perso il titolo: Lewis Hamilton nel 2016 contro il compagno Nico Rosberg e nel 2021 contro Verstappen e lo stesso Max l’anno scorso per la rimonta papaya di Lando Norris. Il fatto però è che Kimi davanti ha altre otto-nove gare per vincere ancora. Molto probabile visto il suo momento magico e le 8 vittorie su 14 gare disputate. E a Sepang (fra due) arriverà un aggiornamento sulla Mercedes. La McLaren, la più in crescita, domenica ha perso schiaffi dalla direzione gara su una pista amica. La Ferrari s’è fermata. Ha capito che la coperta (motore) è troppo corta per scaldare le proprie ambizioni. Non a caso Fred Vasseur, pur sottolineando la bontà del progetto SF-26 («ciò che sviluppiamo saremo in grado di riportarlo sul prossimo»), ammette: «Continueremo a lavorare su diversi aspetti e dettagli, ma l’80% dello sviluppo svolto verrà portato sulla macchina del prossimo anno». Un deja-vu. Con immediata risposta di Toto Wolff: «Abbiamo iniziato a spostare il focus e le risorse sulla vettura del 2027 già prima della sosta estiva. Il piano va avanti senza variazioni, a prescindere dalla nostra posizione nel Mondiale». Insomma: prendeteci…


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/formula-1

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