«Demotivato, mollo… ma che mollo!», recita una celebre clip di Alberto Malesani, diventata virale sul web e risalente ai tempi in cui allenava il Genoa. Virale a tal punto da essere ripresa in diverse occasioni anche da personalità di spicco dello sport, come il tennista Flavio Cobolli meno di un mese fa dopo la vittoria a Cincinnati contro Tommy Paul e ieri da Marco Bezzecchi, pur non essendo appassionato di calcio. Il pilota Aprilia ha vissuto una domenica da dimenticare nel proprio Gran Premio di casa a Misano, concludendo la corsa con una caduta al primo giro mentre si trovava in testa davanti a quel Marc Marquez che ha poi approfittato al meglio del passo falso di Bez, andando a vincere prendendosi la leadership del Mondiale per la prima volta in stagione.
Bezzecchi, i lati positivi
Eppure, nonostante la debacle di domenica, Marco ha preferito guardare gli aspetti positivi: «C’è tanto di buono da considerare, la velocità messa in mostra, la pole, una buonissima Sprint ed una bella partenza», aveva detto il riminese dopo il fine settimana, pronto a ripartire immediatamente andando ancora una volta all’attacco. «Le cose stanno così ed è inutile focalizzarsi sugli aspetti negativi, avere l’Austria senza una pausa in mezzo è sicuramente un vantaggio e io non mollo l’osso», chiaro riferimento alla grafica del casco utilizzato a Misano che si è sposato bene con il sopracitato tormentone di Malesani.
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Bezzecchi e il distacco da Marquez e Martin
D’altronde non tutto è perduto ed è giusto non abbattersi dopo una battuta d’arresto come quella vissuta da Bezzecchi, soprattutto in un Mondiale come quello di quest’anno in cui i ribaltamenti di fronte sono stati all’ordine del giorno. Come dimostrato dallo stesso Bez, che dopo i primi weekend di gara sembrava già lanciato verso il titolo con Marquez a -102, mentre ora è il catalano a comandare la classifica (a pari merito con Jorge Martin), mentre il romagnolo deve ripartire da un distacco di 33 lunghezze. «Ci sono ancora tante gare, dopo sette GP avevo un bel vantaggio ma non ho mai pensato di aver già messo le mani sul titolo, così come sono sicuro che non lo stia facendo nemmeno Marquez in questo momento dopo altri sette GP – ha aggiunto –. Siamo tutti sotto pressione, fa parte del nostro mestiere di pilota, se non avessi voluto stare in questa situazione sarei andato a lavorare in officina con mio padre». E invece è papà Vito a seguire Marco ogni weekend.
Fonte: http://www.corrieredellosport.it/rss/moto
