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    Mondiali di ciclismo, cronometro: Ganna e Affini sul podio dietro Evenepoel

    Solo Remco Evenepoel va più veloce di Pippo Ganna a cronometro. Questo è il verdetto ribadito dai Mondiali di Zurigo. Nella prova contro il tempo, il talento belga conquista l’oro davanti all’azzurro come all’Olimpiade di due mesi fa a Parigi e come al Mondiale dello scorso anno a Glasgow. Evenepoel si conferma così campione del mondo nella specialità e vince il terzo titolo iridato della sua carriera considerando anche quello in linea del 2022. A cronometro invece è la quinta medaglia: nel 2022 e nel 2021 sono arrivati due bronzi e un argento nel 2019. Nel 2020 e nel 2021 invece la prova fu vinta da Ganna, costretto ancora ad “accontentarsi” dell’argento dal fenomeno classe 2000. Il piemontese però si conferma ancora un sublime interprete della prova contro il tempo e come a Parigi ha fatto la differenza nella seconda metà del percorso, in cui ha recuperato diversi secondi a Evenepoel. Il belga alla fine si è imposto per 6” con il tempo di 53.01,98, corsi alla media di oltre 52 km/h. Ha chiuso invece a 54” dalla vittoria l’ottimo Edoardo Affini, medaglia di bronzo dopo l’Europeo vinto lo scorso 11 settembre. Per il classe 1996 si tratta della prima medaglia singola ai Mondiali dopo quelle conquistate nella staffetta a squadre mista (argento nel 2022 e bronzo nel 2021).

    Ganna: “Solo un fuoriclasse mi ha battuto”
    Il corridore del team Ineos-Grenadiers ha commentato così la sua medaglia: “Sono dispiaciuto di aver perso l’oro per soli sei secondi, ma non sono stato sconfitto da un outsider, bensì da un fuoriclasse come Remco. Sono venuto a questo Mondiale per rimettermi in gioco e credo di aver onorato al meglio la maglia azzurra”. La gioia per il podio è condivisa con Affini: “Sono molto contento per Edoardo, è dal Mondiale di Firenze del 2013 che corriamo insieme e finalmente siamo entrambi sullo stesso podio”. Affini conferma: “Sono contento perché, anche se non ho visto i dati, credo di aver fatto la mia miglior prestazione di sempre. Peccato per l’oro mancato di Filippo, ma stare sul podio insieme è una grande emozione. Quella di oggi è la conferma che la vittoria all’Europeo non era arrivata per caso”. LEGGI TUTTO

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    Memorial Marco Pantani, vince lo svizzero Marc Hirschi

    Dopo la classica di San Sebastian, Bretagne Classic, il Gp Industria & Artigianato e la Coppa Sabatini, lo svizzero Marc Hirschi si aggiudica il Memorial Marco Pantani, il quinto successo in poco più di un mese. Il ciclista della Uae Emirates ha vinto uno sprint su circa quaranta corridori, precedendo Lorenzo Milesi (Movistar Team) e Vincenzo Albanese (Arkea B&B Hotels). La gara organizzata dal Gruppo Sportivo Emilia di patron Adriano Amici, è partita da Cesena con arrivo a Cesenatico LEGGI TUTTO

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    Ciclismo, Pogacar: “Io come Merckx? Lusinghiero ma anche fastidioso”

    “Non posso paragonarmi a Eddy Merckx perché corriamo in due tempi diversi. È un po’ lusinghiero, ma allo stesso tempo può essere fastidioso perché vuoi solo essere te stesso, vuoi fare le tue cose, fare le tue gare e andare per la tua storia, non per quella di qualcun altro”. Così Tadej Pogacar in un’intervista alla ‘CNN’. Il corridore sloveno ha parlato a 360° della sua carriera, tra titoli vinti e prossimi obiettivi. “Corro solo per divertirmi, non per sentirmi obbligato o qualcosa del genere, e vado alle gare con la mente libera”. 

    “Olimpiadi? Ho preso la decisione giusta”

    Sul Tour de France vinto quest’anno (il terzo della sua carriera), ha spiegato: “Quando ero più giovane, non avrei mai pensato di poter vincere una tappa al Tour de France”. E sul futuro: “Non mi piace parlare di cosa potrebbe succedere in futuro, quali record potrebbero essere battuti. Ora sono a tre Tour e con forse altri 10 anni di carriera se sto bene. Quindi le probabilità di avere ancora cinque Tour de France sono piuttosto buone, ma non è questo l’obiettivo che voglio”. E proprio sul Tour, Pogacar ha ammesso che “il fatto che Jonas (Vingegaard nrd) è arrivato primo due volte al Tour de France mi ha reso ancora più affamato di partecipazione al Tour e mi ha dato una motivazione ancora maggiore”. Infine, sulla scelta di non partecipare alle Olimpiadi di Parigi: “Penso di aver preso la decisione giusta”, ha concluso Pogacar. 

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    Europei di Ciclismo, oro per l’Italia nella cronometro a squadre mista

    Altra medaglia d’oro per l’Italia negli Europei di Ciclismo su strada, in programma dall’11 al 15 settembre in Belgio. La squadra azzurra, composta da Edoardo Affini, Mirko Maestri, Mattia Cattaneo, Vittoria Guazzini, Elena Cecchini e Gaia Masetti, ha vinto la gara del Mixed Team Relay-Staffetta Mista. I ciclisti italiani hanno percorso la prova, che si è svolta sulla distanza dei 52 chilometri, in 1h01’43” e hanno replicato il successo già ottenuto nel 2021 a Trento confermandosi al vertice europeo.

    Sul podio anche la Germania e il Belgio
    Affini e Cattaneo tornano così sul podio dopo l’oro e il bronzo conquistati nella cronometro individuale maschile nella giornata di mercoledì. Gli azzurri hanno preceduto la Germania di 17 secondi (1h.02’00”) e i padroni di casa del Belgio di 33″ (1h.03’16”). Quarto posto per la Polonia, mentre l’Ucraina e la Bulgaria hanno chiuso rispettivamente quinta e sesta. LEGGI TUTTO

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    Ciclismo, Affini campione europeo a cronometro. Argento Kung, bronzo per Cattaneo

    Edoardo Affini è campione d’Europa. È sua la cronometro individuale maschile nel primo giorno degli Europei di ciclismo su strada, la 30^ edizione in programma dall’11 al 15 settembre in Belgio. Il classe 1996 – già vincitore della Cronometro Under-23 agli europei di Glasgow nel 2018 – chiude col tempo finale di 35:15.47. Va detto, pur senza un big come Ganna alla partenza, così come senza alcuni dei migliori specialisti in circolazione, da Evenepoel al campione uscente, il britannico Joshua Tarling. Ed è anche storica doppietta azzurra. 

    Bronzo per Cattaneo
    Nel percorso pianeggiante da Heusden-Zolder ad Hasselt di 31,3 km, Affini ha preceduto lo svizzero Stefan Kung, secondo staccato di 9”, podio completato dalla doppietta azzurra a firma Mattia Cattaneo, a 19” da Affini. L’Italia diventa così la seconda nazionale a fare doppietta nella cronometro maschile agli Europei (prima c’era riuscita solo Svizzera nel 2022 con Bissegger-Kung, oro e argento in quel caso). È la sesta medaglia continentale italiana nella specialità, dopo il secondo posto di Ganna nel 2021 e i terzi posti a firma Moreno Moser nel 2016, dello stesso Edoardo Affini già nel 2019, e sempre di Filippo Ganna nel 2022.  LEGGI TUTTO

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    Vuelta 2025, prime tappe in Italia: accordo con la Regione Piemonte

    Dopo il Tour de France, l’Italia potrebbe ospitare anche la partenza della Vuelta di Spagna 2025. A confermare l’interesse di Torino è stata l’assessore allo sport della Regione Piemonte Marina Chiarelli: “I nostri uffici sono attualmente a Madrid per organizzare al meglio questo grande evento”, ha dichiarato alla presentazione del Giro del Piemonte. L’Italia potrebbe ospitare 3 tappe: Venaria Reale-Novara, Cherasco-Alba e San Maurizio Canavese-Ceres.

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    Torino potrebbe ospitare la sesta partenza all’estero
    Quella del 2025 potrebbe essere la sesta partenza della Vuelta fuori dalla Spagna dopo Lisbona 1997 (Portogallo), Assen 2009 (Olanda), Nimes 2017 (Francia), Utrecht 2022 (Olanda) e Lisbona 2024 (Portogallo). Secondo Tuttobiciweb la spesa stimata per la Regione Piemonte sarebbe intorno ai 6 milioni di euro. Torino potrebbe entrare ancora di più nella storia della Vuelta: il primo corridore azzurro a conquistare una tappa fu Edoardo Molinar, di Rocca Canavese, mentre il primo italiano a vincere la classifica fu il torinese Angelo Conterno nel 1956. LEGGI TUTTO

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    Vuelta, Roglic trionfa per la quarta volta. 21^ tappa a Kung

    Primoz Roglic ha fatto poker, vincendo la Vuelta per la quarta volta in carriera. Lo sloveno si è imposto dopo i successi del 2019, 2020, 2021 al termine di tre settimane estremamente combattute e avvincenti, caratterizzate dal grande recupero nei confronti di Ben O’Connor. Il leader della squadra Red Bull-Bora ha così eguagliato il record di vittorie alla Vuelta stabilito dallo spagnolo Roberto Heras nei primi anni 2000 (2000, 2003, 2004, 2005). Dopo 21 tappe e quasi 60.000 metri di dislivello, Roglic ha chiuso con 2 minuti e 36 secondi di vantaggio sull’australiano Ben O’Connor, che ha indossato la maglia rossa di leader per tredici giorni. Lo spagnolo Enric Mas ha conservato il terzo posto sul podio, davanti all’ecuadoriano Richard Carapaz, quarto. L’australiano Kaden Groves ha lasciato Madrid con la maglia verde della classifica a punti, mentre il suo connazionale Jay Vine ha chiuso in testa alla classifica dei migliori scalatori.

    Roglic, che recupero su O’Connor nella classifica generale
    Roglic ha dovuto lottare per la maglia rossa dopo una corsa estenuante iniziata tre settimane fa in Portogallo e caratterizzata da alcune delle salite più dure che questo sport possa offrire. Ha vinto la quarta tappa per prendere il comando della classifica generale, ma poi O’Connor (team Decathlon AG2R La Mondiale) è balzato in testa alla classifica generale con quasi cinque minuti di vantaggio. Roglic ha lentamente intaccato l’enorme vantaggio dell’australiano con una serie di ottimi piazzamenti in montagna. Ha recuperato la maglia rossa di leader dopo la sua terza vittoria nella 19^ tappa. Questo trionfo alla Vuelta è servito a compensare la delusione per la caduta che ha chiuso il Tour de France a luglio. Già sicuro del trionfo finale visto l’ampio vantaggio sui rivali, Roglic ha chiuso al secondo posto l’inedita cronometro finale di Madrid, vinta da Stefan Küng (Groupama-FDJ) in 26’28”. Lo svizzero ha preceduto di 30″ Roglic e 41″ Mattia Cattaneo (T-Rex Soudal-QuickStep). LEGGI TUTTO