Un podio che vale il titolo Mondiale con cinque gare d’anticipo, una gara che disegna già il duello del prossimo anno tra due fenomeni che si annusano e stimano. A Singapore (dove non c’era mai riuscito) vince ancora Max Verstappen, ma a uscire vincitore è anche e soprattutto Kimi Antonelli, che con un colpo da maestro e il nono posto di George Russell (scattato 19° per il cambio motore) si porta a +102 e guadagna il primo match point mondiale da giocarsi fra due settimane ad Austin. In Texas per laurearsi campione dovrà vincere col compagno di squadra nono o peggio, ma se (come molto probabile visti l’attacco all’aeroporto di Riad) verranno cancellati gli ultimi due GP in Qatar e Abu Dhabi, magari recuperandone uno a Imola come passerella per il ventenne che riporterà l’Italia sul tetto del mondo della Formula 1 ben 73 anni dopo Alberto Ascari, al bolognese basterà perdere due punti sul vicino di box. Insomnia, una formalità. Con altre almeno cinque occasioni per celebrare. E già un occhio al 2027, perché l’ultima settimana ha rilanciato la Red Bull e il cannibale olandese, disegnando un mega duello tra due fenomeni che si annusano reciprocamente da tempo come simili e quindi si rispettano e ammirano. Max infatti chiude il trittico Baku-Sepang-Singapore da numero 1 e scavalca Kimi nella mini classifica degli ultimi cinque GP (109 a 98), con gli altri staccatissimi, compresa la Ferrari e un ottimo Charles Leclerc (secondo) che mitiga un errore da super-ego di Lewis Hamilton (da terzo a sesto in pochi giri). Un Verstappen perfetto con una RB22 tornata una macchina da guerra, quasi come quella del 2023 (“mi piacerebbe, ma questa è più difficile”), nonostante i guai iniziali alla batteria e quelli alla radio per tutta la gara che hanno costretto il suo ingegnere in uscita Giampiero Lambiase (va in McLaren – dove ne hanno bisogno… – e viene premiato con la presenza sul podio) a inventarsi una specie di codice morse per decidere come fare in caso di safety car o incidenti negli ultimi giri per non bruciare una vittoria mai messa in discussione dopo la chiusura decisa di Max su Leclerc alla prima curva.
Verstappen: “Fatto un passo avanti”
“La nostra macchina ha fatto un bel passo avanti: è diventata solo più guidabile e più prevedibile. Era quello che volevo e di cui avevo bisogno per trovare l’ultimo spunto per lottare davanti. Non possiamo vincere il campionato, Kimi è avanti anni luce. Per me conta solo vincere e voglio divertirmi fino alla fine” afferma un rilassato Verstappen, che invece di riposarsi per il prossimo trittico nelle Americhe volerà in Portogallo per sfidare Valentino Rossi (ma anche il fratello di Leclerc e il figlio di Patrese) nel GT World Challenge Europe. Antonelli invece si godrà per qualche giorno l’attesa per la festa con la consapevolezza di chi è davvero campione. Per tutto il GP (anzi, il weekend) soffre una macchina diventata “diversamente guidabile” col nuovo pacchetto introdotto in Malesia e pure il caldo atroce che lo costringe ha refrigerarsi mettendo le mani fuori dall’abitacolo manco i nostri genitori nei viaggi senza aria condizionata verso le vacanze. Poi vede un’occasione e ci si tuffa con un colpo doppio, approfittando come un gatto della battaglia tra Hamilton e Norris, entrambi poco lucidi e non solo in quell’occasione. Gli vale il podio e la quasi matematica iridata.
Antonelli: “Siamo agli sgoccioli”
“È da tanto tempo che si parla di Mondiale, adesso stiamo arrivando agli sgoccioli – sorride Kimi -. So che sono vicino, ma lo stesso tempo so che se non faccio le cose per bene non arrivo al risultato. Devo continuare a fare il meglio che posso con quello che ho e cercare di continuare a fare più vittorie possibile. Se faccio così il risultato arriverà. E comunque ho un bellissimo gruppo di persone attorno a me che mi fanno tenere i piedi per terra”. Compreso Toto Wolff che lo riprende ancora per i track limits (superati). “Gli metterò un cuscino dell’hotel sotto il sedere, così potrà finalmente vedere la strada!”. Ma Kimi guarda già ben oltre. Con e come Verstappen. Non a caso si sofferma sull’evoluzione della Mercedes (lui ha usato quella nuova, Russell la vecchia), pensando già al 2027. “Credo che torneremo tutti e due con il pacchetto nuovo. Il potenziale c’è, ma dobbiamo capire in quale direzione andare per il prossimo anno. Ad Austin sarà importantissimo fare tante modifiche e cercare di esplorare il più possibile le tre prove libere”. Parole da leader. Parole da campione. Parole da numero uno.
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