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Geely Starray EM-i: quanto consuma a batteria scarica e quanto costa tenerla per 15.000 km all’anno


CONSUMI A BATTERIA SCARICA

Sull’autonomia elettrica la scheda ufficiale della Starray EM-i indica 83 chilometri nel ciclo combinato WLTP, mentre la batteria al litio-ferro-fosfato dichiarata è da 18,4 kWh. Le rilevazioni su strada pubblicate finora in Italia si muovono attorno a quel valore e in qualche caso lo superano: nella prova di consumo di Motor1, condotta a gennaio su un percorso di 360 chilometri, l’uscita da Roma in modalità puramente elettrica è valsa 76 chilometri con un pieno di batteria. Sul dopo, però, la brochure ufficiale riporta, accanto ai 2,4 litri del ciclo ponderato, un secondo valore omologato: 6,2 litri ogni 100 chilometri, poco più di 16 chilometri con un litro, ed è quello che descrive il comportamento della vettura con la batteria a carica minima. Le stesse prove indipendenti lo confermano, con 16,1 chilometri con un litro nel misto urbano-extraurbano e 13,1 in autostrada, e il serbatoio da 51 litri tiene l’autonomia complessiva sopra i 650 chilometri.

IL TERMICO FA DA GENERATORE

Il motivo di quei numeri sta nell’architettura. Il quattro cilindri aspirato da 1,5 litri eroga 73 kW e per la maggior parte del tempo alimenta il motore elettrico da 160 kW invece di trascinare direttamente le ruote: lavora quindi in una finestra di giri ristretta, vicina al proprio punto di efficienza, ed evita i regimi più assetati che penalizzano un termico chiamato a muovere da solo un SUV di quasi 4,75 metri. Al volante la differenza si avverte nel modo in cui il motore entra in funzione, con una salita di giri graduale e scollegata dalla velocità dell’auto, comportamento a cui chi arriva da un’ibrida tradizionale deve fare l’orecchio. Il sito del costruttore elenca la Geely Starray versione per versione, con i valori WLTP e la dotazione di serie di ciascun allestimento, ed è il riferimento più rapido per confrontare i dati dichiarati prima di prenotare un test drive.

QUANTO COSTA IN UN ANNO

Il conto annuale si fa in fretta. Quindicimila chilometri percorsi sempre a batteria scarica, al consumo omologato in quella condizione, valgono poco meno di mille litri di benzina in dodici mesi: ai 2,077 euro al litro del prezzo medio self rilevato dall’osservatorio del ministero delle Imprese a inizio settembre, sono circa 1.900 euro l’anno di solo carburante. In uno scenario in cui una parte significativa della percorrenza annuale venga coperta in elettrico grazie a una ricarica regolare, il consumo di benzina può ridursi sensibilmente; al costo del carburante va poi aggiunta l’energia prelevata dalla presa di casa. La differenza tra i due scenari può valere diverse centinaia di euro l’anno, dipende dalle abitudini di chi guida più che dalla scheda tecnica, ed è il dato che dovrebbe orientare la scelta tra una plug-in e una full hybrid.

RICARICA A CASA O IN COLONNINA

La Starray EM-i accetta 6,6 kW in corrente alternata e 30 kW in corrente continua. Sui 18,4 kWh della batteria significa che una wallbox domestica riempie dal 25 al 100 per cento in poco più di due ore, mentre la presa di casa, che eroga circa 2,3 kW, ne chiede sei: differenza che conta per chi ricarica ogni notte. Alla colonnina in corrente continua il passaggio dal 30 all’80 per cento resta invece nell’ordine dei venti minuti. Il cavo per la ricarica domestica è incluso di serie soltanto sulla Sky Blue Edition, dettaglio da controllare in fase d’ordine per chi conta di attaccare l’auto in garage. Chi si affida solo alle colonnine pubbliche perde gran parte del vantaggio economico, perché il divario tra tariffa domestica e tariffa pubblica pesa più della differenza di consumo tra le modalità di marcia.

GARANZIA, BATTERIA E RETE

Una parte del costo di gestione si stabilisce prima ancora di mettersi al volante. La copertura di serie è di sei anni o 150.000 chilometri sulla vettura e di otto anni sulla batteria di trazione, con assistenza stradale attiva per tutta la durata della garanzia: è la voce che sposta di più il conto complessivo, perché stabilisce chi paga un guasto al sistema ad alta tensione dopo il terzo anno. Sull’accumulatore Short Blade i dati dichiarati dal costruttore parlano di prove oltre il milione di chilometri e di uno stato di salute del 92,12 per cento dopo 3.500 cicli di ricarica. Conta anche la rete: i punti vendita e assistenza operativi in Italia sono oggi 57, altri tredici in apertura e l’obiettivo dichiarato è arrivare a cento. Vale allora la pena verificare una cosa sola prima di firmare, cioè se in garage arriva una presa: chi ricarica di rado spende intorno ai 1.900 euro di benzina l’anno, chi la attacca con regolarità una quota sensibilmente inferiore.


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/motori

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