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Azevedo (FIVB) sul calendario internazionale: “La bozza non è definitiva: ascolteremo tutti”


Dopo la conferenza stampa indetta da Gino Sirci, che ha squarciato il “velo” anche sul punto di vista dei club, sono tornate al centro dell’attenzione le proposte per il calendario internazionale avanzate dalla FIVB, che prevedono l’organizzazione degli Europei e dei Mondiali ogni due anni, non più ogni quattro, e nei mesi invernali, tra novembre e gennaio, con l’interruzione dei campionati nazionali.

Dopo il botta e risposta tra il presidente della Sir Susa Scai Perugia e quello della Polish Volleyball Federation, Sebastian Świderski, è intervenuto anche il presidente della FIVB, Fabio Azevedo, intervistato da Pasquale Di Santillo per il Corriere dello Sport.

Il presidente Azevedo inizia la sua lunga e interessante intervista sottolineando quanto il movimento pallavolistico globale sia “più forte che mai“. Nel 2026, l’audience televisiva complessiva, infatti, ha raggiunto gli 867 milioni di spettatori e oltre 1,5 milioni di fan hanno partecipato agli eventi organizzati dalla FIVB in 20 paesi. Inoltre, l’EBITDA medio annuo di Volleyball World è raddoppiato, con l’obiettivo di triplicare la cifra entro il 2032 (da 60 a 105 milioni). La “Visione Strategica 2032” della FIVB punta a coinvolgere 1,6 miliardi di persone nella pallavolo a livello globale, per renderla “più accessibile, comprensibile e sostenibile dal punto di vista economico e per avere l’opportunità di conquistare il pubblico occasionale“: obiettivo che, secondo Azevedo, è raggiungibile, in quanto i numeri stanno crescendo più rapidamente di quanto previsto.

Presidente della FIVB in carica da due anni, Azevedo ritiene che finora gli obiettivi fissati all’inizio del mandato siano stati raggiunti, addirittura superando le aspettative. Aumentando le competizioni più importanti, soprattutto in Asia (“che rappresenta il 52% della base di tifosi a livello globale“, sottolinea Azevedo) è, infatti, raddoppiato anche il numero di eventi validi per il ranking (il World Ranking è arrivato a 152 squadre maschili e 137 femminili). Inoltre, sono stati investiti quasi 60 milioni di dollari attraverso il programma “Volleyball Empowerment”, che ha sostenuto 1853 progetti in 208 Federazioni (QUI un approfondimento fino al 2025).

La crescita e la salute della pallavolo la si può vedere anche dalla rapida crescita del movimento femminile, tenendo a mente che la parità tra i generi è sempre stato un aspetto centrale della disciplina.

Nel movimento, inoltre, è la VNL a rappresentare un prodotto di punta, che non solo continua a crescere, ma rappresenta anche il 54% della distribuzione dei diritti mediatici della pallavolo a livello globale.

Nella “Visione Strategica 2032”, inoltre, rientrano le nuove regole introdotte dalla FIVB, che rispondono all’obiettivo di rendere la pallavolo più accessibile e comprensibile. Azevedo stesso sottolinea come i riscontri da parte di allenatori, atleti ed altri stakeholder siano stati positivi e come la FIVB sia pronta “ad intervenire ancora“.

Anche la modifica della frequenza di organizzazione dei Mondiali, con 32 squadre partecipanti, viene letta come “un esempio migliore per offrire alle nazionali maggiori opportunità di partecipare, competere e mettersi in luce sulla scena mondiale e ai tifosi di appassionarsi”. A chi solleva il dubbio di una svalutazione del prodotto, Azevedo risponde: “I nostri investimenti sono tesi a creare più opportunità, non meno, per la crescita globale del movimento. La salute e il benessere dei nostri atleti rimangono la priorità assoluta nella definizione del calendario. Anche con un Mondiale a cadenza biennale, l’attuale calendario internazionale prevede un numero inferiore di grandi eventi rispetto al passato. Abbiamo seguito un principio semplice: meno è meglio“.

Pilastro della “Visione Strategica 2032” è, appunto, il calendario 2029-2032 che tanto sta dividendo gli addetti ai lavori. Secondo la bozza proposta dalla FIVB, infatti, è prevista una rivoluzione dopo le Olimpiadi di Los Angeles 2028. Le competizioni che coinvolgono le nazionali, infatti, verrebbero spostate nei mesi invernali. Se questa decisione ha fatto arrabbiare alcuni addetti ai lavori, tra cui Sirci, Azevedo vede delle opportunità: “Non la definirei una rivoluzione, bensì un’evoluzione. Abbiamo l’opportunità di allontanarci da un calendario sportivo estivo già saturo, di attrarre un pubblico più vasto e di offrire agli appassionati maggiori occasioni per seguire i principali eventi delle nazionali, favorendo al contempo una sinergia più efficace con i campionati nazionali per club. La proposta è stata ampiamente discussa all’interno dell’ecosistema della pallavolo, coinvolgendo Volleyball Council, le Confederazioni continentali, i principali campionati e le Federazioni nazionali, il Consiglio dei campionati e dei club, la Commissione atleti e quella allenatori. Ad ogni modo, l’organizzazione dei Mondiali e degli Europei durante il periodo invernale europeo avverrà solo se porterà un beneficio concreto alla pallavolo a livello globale. La FIVB non prenderà mai decisioni calate dall’alto“.

Come detto, il calendario è una bozza, “non è definitivo“. Sono state tenute delle consultazioni con lo scopo di raccogliere i pareri di allenatori e giocatori a riguardo: “Abbiamo ricevuto pareri di vario tipo, sia positivi che negativi, e li stiamo prendendo tutti molto seriamente. Abbiamo tenuto in debita considerazione le preoccupazioni sollevate e stiamo adattando la proposta di conseguenza. È impossibile accontentare tutti. Tuttavia, nella prossima versione rivista della proposta, stiamo cercando di rispondere alle preoccupazioni di ciascuna parte interessata“. Il presidente della FIVB, inoltre, ha più volte sottolineato come le parti interessate saranno ascoltate e tenute in considerazione (QUI un esempio degli incontri già organizzati in passato) prima di presentare la bozza del calendario al CDA della FIVB per l’approvazione definita: “Siamo assolutamente aperti a modificare la nostra proposta dopo aver ascoltato l’intera famiglia della pallavolo. Non siamo i proprietari di questo sport. Nessuno lo è. Siamo solo i custodi temporanei. La nostra missione principale è prenderci cura del gioco e consegnarlo alle generazioni future in condizioni migliori di come lo abbiamo trovato“.

Che la decisione non sia definitiva, Azevedo lo sottolinea più volte nel corso della sua intervista, anche in risposta all’opposizione che sta coinvolgendo diversi club in Italia: “Ho sentito alcune voci, in Italia, sostenere che questa decisione è già stata presa. Non è affatto vero, e non è il mio modo di lavorare. Stiamo ascoltando, ci stiamo adattando laddove necessario e faremo esclusivamente ciò che è giusto a beneficio della pallavolo. Nutro grande rispetto per tutti i club del mondo, per la loro dirigenza, la loro passione e i loro investimenti. Senza i club, il nostro sport non sarebbe solido e sostenibile come lo è oggi. Allo stesso tempo, senza gli eventi delle nazionali, il nostro sport non sarebbe forte e visibile come lo è oggi. La sinergia tra campionati, club, atleti, allenatori e nazionali è una risorsa potentissima. Il nostro obiettivo rimane invariato: sviluppare un calendario che funzioni per l’intero ecosistema della pallavolo, sostenendo sia le attività delle nazionali che quelle dei club e dei campionati“.

(Fonte Corriere dello Sport)

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