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Pazza gioia Antonelli: “Dio mio, che storia! Il mio giorno più bello”


Appena passato il traguardo urla via radio tutta la sua gioia con un «Dio mio, cos’ho combinato?» che dice tutto o quasi di una giornata che nessuno dimenticherà. Così speciale, storica, che Toto Wolff apre la radio a Maggie, la sorella undicenne: «Yes Kimi, com’hai guidato!». Roba da piangere, come papà Marco Antonelli che perde la voce. E mamma Veronica che trattiene le lacrime. La sua famiglia, il suo mondo. Che lo protegge da quello fuori. Semplicemente, come la consueta cena della sera prima nell’hospitality Mercedes. Con i genitori ai fornelli. Tagliatelle al ragù, carne, insalata, olive il menù. «Con pure un bicchiere di whisky» svela Marco. E una partita a briscola (vinta) insieme all’amico Bezzecchi. Il modo miglior per proiettarsi sulla rimonta più fantasmagorica di sempre nel GP d’Italia.

Kimi Antonelli racconta la vittoria a Monza

Kimi, come si sente? «Sto ancora cercando di realizzare quello che è appena successo. Non avrei mai pensato di essere qui, è assurdo. Mi sono svegliato bene, avevo buone sensazioni, il sentore che potesse arrivare un podio, ma la vittoria no. Quella era un sogno. E siamo riusciti a realizzarlo. Una cosa incredibile».

Come l’ha costruita? E quando ci ha creduto? «Sono partito per fare una grande gara, ma realisticamente ero da quarta-quinta posizione. Tutto è cambiato dopo la seconda partenza. Quando ho visto che ero lì davanti (già sesto, ndr), mi sono detto: “Questa la devo vincere, questa la devo vincere”. E sono veramente contento perché è stata una giornata fantastica. E poi il supporto dei tifosi è stato incredibile».

Antonelli e i tifosi italiani dopo il trionfo di Monza

Una marea rossa che non ha pensato alla delusione Ferrari e ora è tutta per lei. «Già durante la gara, all’uscita della prima chicane, guardavo la tribuna di destra e vedevo che erano tutti gasati. C’era una carica incredibile. Devo dire grazie anche a tutti i tifosi perché mi hanno dato quel qualcosa in più. E poi, vedere tutta quella gente sotto il podio, sul rettilineo. Sì, mi sono lasciato andare».

Stage diving come una rock star… Il modo di festeggiare la sua vittoria migliore? «Sicuramente il giorno più bello della mia vita, quello che ricorderò per sempre, anche se spero che quello più bello debba ancora arrivare. Ma non dico altro, sono scaramantico… Comunque sì, questa è la vittoria più speciale, per come è stata vinta e perché è la gara di casa. Dà gusto, come emozione è più forte della prima in Cina».

Antonelli-Russell, la battaglia decisiva per la vittoria

È arrivata dopo una dura battaglia con Russell. «A un certo punto la squadra mi ha detto di rallentarci perché Verstappen stava tornando su. Ho obbedito, ma dentro di me sapevo che non sarebbe durato molto. Continuavo a dirmi che non potevo non provare a vincere dopo essere arrivato fino a quel punto. Poi è uscita la Virtual Safety Car e abbiamo deciso di rientrare ai box e da lì è iniziato il recupero».

Però in un attacco a Russell è finito anche sulla ghiaia, ha fatto rally… «C’era un problema con l’asfalto, che si stava rompendo un po’ come a Monaco. E c’erano pure i residui di gomma. Ho girato più largo per evitare George e quando ho sterzato ero sullo sporco e la macchina è andata completamente dritta. Sono finito fuori e ho detto: “Ecco, ho perso la mia occasione”. Ma in un giro sono riuscito a ritornare subito sotto».

Antonelli a Monza: il miglior crono e la bandiera italiana

E nell’ultimo ha anche voluto realizzare il miglior crono della gara. (ride) «Bono (il suo ingegnere, ndr) continuava a dirmi: “Porta la macchina a casa”. E pure Toto (Wolff, ndr) via radio mi ha detto che non gli è piaciuto…».

Che effetto fa aver riportato la bandiera tricolore sul grandino più alto di Monza dopo sessant’anni? «Per me i numeri sono meno importanti rispetto all’aver ottenuto un gran risultato e avere la mia famiglia qua con me. Poter condividere questo momento con loro è stato il massimo. Ovviamente poi, era tanto che un italiano non vinceva qui e sono contento di essere stato io quello che ci è riuscito, ma non ci fermiamo qua. È soltanto l’inizio».

Antonelli e il Mondiale di Formula 1: «I conti li faremo alla fine»

Scaramanzia a parte, il suo vantaggio è di 66 punti: si può parlare di Mondiale? «Quando sono venuto a Monza, sapendo della penalità per il cambio motore, pensavo che avrei perso terreno e invece ne ho guadagnato, ma questo non cambia il mio approccio. Continua a non guardare alla classifica. Gli ultimi campionati ci hanno dimostrato che le cose in F1 cambiano in fretta. Devo continuare a pensare gara per gara, massimizzando le prestazioni per prendere più punti possibili. I conti li faremo alla fine. È importante stare nel momento e lavorare per alzare ancora l’asticella».

Kimi Antonelli dopo Monza: niente festa, subito i kart

Allora buona festa per Monza… «Sono distrutto, l’adrenalina è calata. Niente festa, farò qualcosa di tranquillo con la mia famiglia». Ma oggi sarà già in pista: giornata sui kart, prenotata da tempo. Perché questo è Kimi: divertimento puro. Anche se mercoledì volerà già a Madrid. Circuito nuovo, altra storia da scrivere.


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/formula-1

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