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Federico Zampini esclusivo: “Che forza il ‘nucleo italiano’ a Verona. Nazionale? Se Banchi non ha il mio numero…”


Non chiamatela intrusa ad alta quota, perché la Tezenis Basket Verona è tutto fuorché una sorpresa. Nella mente di chi l’ha pensata e costruita, negli occhi di chi l’ha ammirata in un primo scorcio di stagione nel quale Ramagli ha mostrato al mondo il valore dei suoi ragazzi. Gente come Federico Zampini, una delle tante frecce scagliate dall’arco, nonché una delle ragioni per la quale la Tezenis sta tenendo il passo delle big del torneo.

Prima l’upset con Milano, poi la vittoria pesante a Scafati: ma Verona lo sa che è una matricola? 
«Lo sappiamo, ma non ce ne curiamo troppo. Pensiamo solo a fare il nostro, cercando di sfruttare le occasioni che si presentano lungo il cammino. Contro Milano abbiamo messo cuore, grinta e grande determinazione nel finale, quando l’Olimpia ha perso un po’ di lucidità. A Scafati abbiamo fatto ciò che c’era riuscito tanto bene lo scorso anno, sempre nella stessa data, spuntandola al termine di una bella battaglia. Molto del merito è anche della preparazione fatta in altura durante l’estate: per competere in questa Lba, oltre ai valori tecnici, serve anche essere fisicamente al 110%. E noi in questo momento stiamo bene». 
 
La Tezenis ha cambiato poco rispetto all’A2: è il trionfo del gruppo? 
«Conoscersi è importante a ogni livello, alla lunga il nucleo italiano di Verona può rivelarsi un fattore. Ci piace giocare assieme e questa è una buona base di partenza per spingerci oltre i nostri limiti». 
 
Impressioni precoci di questa Lba? 
«Un torneo durissimo. Abbiamo affrontato Milano che ha un roster fatto di giocatori enormi, noi sopperiamo con cuore e tecnica. Però non nascondo che un vantaggio lo abbiamo: non giocando le coppe europee, abbiamo modo di preparare meglio le partite. Paradossalmente giochiamo meno rispetto anche a quanto facevamo in A2. Ma il fatto che 10 squadre italiane giochino in Europa significa che il livello è cresciuto parecchio». 
 
Zampini è partito a razzo: 15 punti a Tortona, 8 con Milano, 14 a Scafati. 
«Sto trovando una certa continuità di impiego e di conseguenza anche a livello realizzativo, e la cosa non mi dispiace. Avere una squadra che va forte però aiuta. Già nel precampionato avevamo mandato segnali importanti, bello averli confermati quando sono arrivate le partite che contano». 
 
Ha ritrovato la Lba a 27 anni: è l’età giusta per esplodere definitivamente? 
«Non so se esista un’età giusta per esplodere, ma so quello che ho fatto e come sono arrivato a questo punto. A Cremona due anni fa l’impiego era limitato, qui mi sento più dentro al progetto, cercando però di restare umile e di lavorare. Ho la maturità per sapere cosa è giusto fare in certe situazioni, e questo mi basta». 
 
Un’età nella quale si può ancora sperare in una chiamata in Nazionale? 
«Ho avuto le mie esperienze a livello giovanile, poi nella Sperimentale di Ramondino. Indossare la maglia azzurra è un’emozione unica, sarebbe bello poter avere questa opportunità, anche solo per un raduno. Non so se Banchi abbia il mio numero, ma di sicuro lo avrà di qualche dirigente di Verona e se lo volesse saprebbe come rintracciarmi». 
 
Zampini però a cosa aspira nel suo futuro? 
«Oltre alla Nazionale, mi piacerebbe un giorno avere la possibilità di disputare una competizione europea. Sono partito da casa a 14 anni, sarebbe bello riuscire a valicare i confini nazionali. Poi da umbro sarebbe ancora più speciale: a parte Brunamonti, un play che ha fatto la storia del basket italiano, seppur con caratteristiche molto diverse dalle mie, non c’è mai stata una grande tradizione a livello cestistico nella regione. Nel mio piccolo, spero di poter ispirare tanti ragazzi a raggiungere certi traguardi». 


Fonte: http://www.corrieredellosport.it/rss/basket

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