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F1, la Ferrari a Monza per la svolta: Hamilton scalpita, Leclerc promette battaglia


Un sabato sorprendente, caldissimo. Un sabato che a Monza ha raccontato una doppia storia che nessuno, probabilmente, si sarebbe aspettato: quella di una Ferrari capace di firmare soltanto il quarto e il quinto tempo davanti al proprio pubblico e quella, ancora più clamorosa, di Pierre Gasly in pole con l’Alpine. Il primo a ricostruire un pomeriggio complicato è stato Frederic Vasseur, che parte dallo spavento della Q2 – quando entrambi i piloti hanno rischiato l’esclusione per pochissimi millesimi – diventato quasi un campanello d’allarme per il Cavallino: «Abbiamo deciso di iniziare il primo stint con le gomme usate, ma poi abbiamo avuto un problema con la batteria e siamo arrivati molto vicini ad essere esclusi. Però è stato un bell’avvertimento in vista della sessione successiva, visto che ci siamo salvati. Ma è stata molto serrata, perché quando ci sono dieci macchine in due decimi è tutto molto al limite». La Ferrari, del resto, ha scelto di non trasformare la caccia alla scia in un’ossessione. «Ci sono due opzioni: o vai nel gruppo e hai l’effetto positivo nel rettilineo e poi quello negativo in curva. O se hai una macchina con una penalità, puoi fare come ha fatto la Mercedes per Russell o la Red Bull per Verstappen», ha spiegato Vasseur, prima di aggiungere: «Però alla fine io preferisco avere le due macchine in seconda fila».

Amarezza Leclerc

Una lettura razionale, quasi opposta all’amarezza di Charles Leclerc. Per lui, il problema non è stato dunque soltanto il risultato, ma il modo in cui è arrivato. «Ho iniziato il mio ultimo giro in Q2 con le gomme nuove proprio quando il problema della batteria si è manifestato di più. E quindi il mio tempo non valeva nulla». E poi c’è Lewis Hamilton, quinto in qualifica, protagonista di un sabato diverso ma ugualmente frustrante. Dopo una FP3 che sembrava aver restituito fiducia e certezze, «per la prima volta in assoluto non ho cambiato nulla prima di andare in qualifica», il britannico si è trovato intrappolato nel caos della pit lane. «L’idea era di fare un programma push-cool-push, ma dato che tutti stavano aspettando e nessuno voleva uscire per primo, ho dovuto attendere a mia volta, e alla fine sono riuscito a fare un solo giro lanciato. Questo ci ha reso le cose parecchio difficili». E in Q3 il ritardo accumulato ha definitivamente spezzato il ritmo. Così, mentre Gasly celebrava una pole impossibile, la Ferrari si è ritrovata a fare i conti con le proprie imperfezioni. Ma la classifica di partenza cambierà: la penalità comminata a Oscar Piastri per l’impeding ai danni di Liam Lawson consentirà infatti a entrambi i ferraristi di guadagnare una posizione: Leclerc scatterà terzo, Hamilton quarto, con due SF-26 nuovamente affiancate in seconda fila. Un piccolo regalo di un sabato che aveva riservato ben poche soddisfazioni, ma che potrebbe cambiare le prospettive della domenica. Perché Leclerc promette battaglia: «Farò di tutto per provare a fare una magia». Ferrari avrà una seconda fila tutta sua. Da cui provare a trasformare l’amarezza in qualcosa di speciale.

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