TORINO – Basso profilo. A Maranello non viene neppure esaltata la vittoria notturna nella 6 Ore di Austin, e non solo perché arrivata per stessa ammissione di Coletta «con un po’ di fortuna» grazie alla rottura della Toyota #7 di Kobayashi, Conway, De Vries, che mantengono le vetta del mondiale piloti Endurance con Rast e Frijns, alfieri di una Bmw altrettanto ritirata. Il confronto tra Wec (anche quando si riapre la corsa rossa ai due titoli) e F1 fa male. E in Ferrari ringraziano Kimi Antonelli, perché il suo storico trionfo ha messo in secondo piano la debacle nel GP di casa. E che Charles Leclerc non si sia fatto male nel botto contro le barriere alla Parabolica. Un impatto da 15G di decelerazione che ha provocato al monegasco qualche problema di vista per fortuna subito superato. E gli esami neurologici hanno dato esito negativo. «Tutto ok» ha detto Charles in collegamento da casa con Maranello per il consueto debriefing del lunedì, nel quale piloti e tecnici analizzano nei dettagli la gara. Un GP d’Italia durato appena tre giri per Leclerc e di rabbia e lamentela per Lewis Hamilton, frustrato per l’incontro troppo ravvicinato con il compagno di squadra alla prima staccata, che gli è costato un’escursione e tante posizioni, e per la scelta contestata delle gomme medie.
Leclerc e Hamilton, il confronto dopo il GP d’Italia
Con gli ingegneri è stata una riunione molto tecnica. Non s’è parlato di quando successo al via e tanto meno delle dichiarazioni polemiche che hanno dipinto il quadro di una squadra spaccata, coi piloti divisi. Perché se Leclerc ha ammesso che «siamo andati oltre il limite», Hamilton ha rifiutato il plurale con un chiarissimo: «Alla prima curva non c’era un noi, io ero davanti e Charles mi ha spinto fuori». Con un messaggio molto forte per Fred Vasseur: «In Mercedes ci sono chiare regole d’ingaggio, qui no».
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