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Team GB1 – Agli inglesi, manca il solo ultimo passo: alzareil trofeo 


Tutto nacque in Inghilterra, nel 1851. Una goletta chiamata America partì da New York e attraversò l’Atlantico a vela per andare a sfidare i migliori yacht della Gran Bretagna. Il 22 agosto di quell’anno, sola contro una flotta di quattordici imbarcazioni inglesi, vinse la regata annuale del Royal Yacht Squadron, su un percorso di 53 miglia attorno all’isola di Wight, che mise in palio la Coppa delle 100 Ghinee.

Gli armatori di America tornarono a casa e, dopo avere pensato di fondere quella brocca d’argento ricevuta come premio, per ricavarne medaglie commemorative, invece nel 1857 la donarono al New York Yacht Club per rimetterla in gioco con regate amichevoli tra paesi stranieri. Nacque così l’America’s Cup, il più antico trofeo sportivo al mondo che ancora si disputa e che i britannici non sono mai riusciti a riportare a casa, nonostante sedici tentativi dal 1870 (la prima edizione della Coppa America) al 1964. Dagli anni Sessanta hanno continuato a presentare una sfida a quasi tutte le edizioni, ma senza mai essere competitivi e vedendo altri team (australiani, statunitensi, neozelandesi e svizzeri) realizzare il loro sogno e altri ancora (gli italiani con Il Moro di Venezia e Luna Rossa) andarci molto vicino.

MISSIONE COPPA

Da qualche anno sono tornati forti. GB1 (che rappresenta ancora quel famoso Royal Yacht Squadron di Cowes, sull’isola di Wight) è stato fondato da Sir Ben Ainslie nel 2014, dopo aver vinto la Coppa America, ma da straniero, a bordo di Oracle Team USA nel 2013. Raggiunto il successo personale, è partito in missione per vincere la brocca d’argento come atto di riconoscenza per quel Paese che ha sempre fallito nell’impresa, ma che nel marzo del 2013, a Buckingham Palace, gli ha conferito il titolo di Cavaliere (Sir) per meriti sportivi: cinque medaglie d’oro olimpiche consecutive, di cui quattro d’oro in fila, conquistate dai Giochi di Atlanta ’96 a Londra 2012 (come nessun altro in questo sport). Con il proprio team, chiamato Land Rover BAR (acronimo di Ben Ainslie Racing), il fuoriclasse inglese ha esordito nella 35a America’s Cup disputata alle Bermuda nel 2017, raggiungendo le semifinali degli sfidanti. Poi, ha partecipato all’edizione successiva del 2021 ad Auckland, in Nuova Zelanda, dove è stato eliminato nella finale dei challenger da Luna Rossa. Nella 37a America’s Cup, due anni fa a Barcellona, ha compiuto un altro passo avanti: ha portato Ineos Britannia a diventare la prima barca con la Union Jack a regatare nella finale dell’America’s Cup dopo 60 anni (sconfitta poi dai neozelandesi).

GB1 è anche il Challenger of Record della 38a America’s Cup, ruolo che spetta al primo yacht club a lanciare la sfida e che, quindi, collabora con il Defender (Emirates Team New Zealand) nella stesura del regolamento. Ben Ainslie non sarà più in barca. È ora il direttore del team e ha affidato il ruolo di skipper a Dylan Fletcher (medaglia d’oro a Tokyo 2020 nella classe 49er), con il quale ha condiviso il ruolo di timoniere nell’ultima Coppa America

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