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Caso Antonelli-Minardi, il tribunale chiede i contratti Mercedes: cosa succede ora


ROMA – La causa milionaria tra Kimi Antonelli e il suo ex agente Giovanni Minardi ora coinvolge anche la Mercedes, dentro un vortice di accuse reciproche che certamente va oltre la semplice vicenda personale e privata. Come avevamo svelato a luglio, il nuovo fenomeno della Formula 1, a un passo dal conquistare il suo primo titolo mondiale, è stato trascinato in tribunale dall’uomo che lo ha scoperto quando aveva 8 anni durante una gara di kart. Sembrava un rapporto inscalfibile il loro, invece è finito a carte bollate. Il motivo? L’interruzione unilaterale – da parte di Antonelli – dell’accordo che li legava, una decisione sulla quale dovrebbe aver influito proprio la “prassi” delle grandi scuderie, che nel momento in cui investono su un giovane sono solite chiedergli di mollare rappresentanti di qualsiasi genere per avere il controllo diretto sui diritti d’immagine, sui rapporti con la stampa e sugli accordi di sponsorizzazione.

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Antonelli-Minardi, milioni in ballo

La diatriba legale va avanti dalla seconda metà del 2025 e, nel frattempo, sono falliti tutti i tentativi di trovare un accordo di transazione tra le parti. Così il 9 settembre il Tribunale di Bologna ha ordinato alla Mercedes e ad Antonelli di depositare in cancelleria copia dei contratti stipulati, nonché una corposa documentazione contabile riguardante i pagamenti riconosciuti al pilota dal momento in cui ha iniziato a gareggiare in F1. Minardi, tramite il suo legale, rivendica una percentuale tra il 10% e il 20% su tutte le somme percepite dal pilota e su quelle ancora da percepire. Parliamo di milioni di euro, considerato che nella passata stagione il campione bolognese dovrebbe averne guadagnati circa 13 e che in questa, grazie al dominio pressoché incontrastato, la cifra lieviterà. Nel conteggio dovrebbe finire tutto: l’ingaggio fisso del pilota, come i gettoni legati alle sue pole position, alle sprint, ai successi nei gran premi, ai punti conquistati e alla posizione personale nella classifica piloti e della Mercedes in quella costruttori; tutti redditi che Kimi non ha “condiviso” con Minardi, secondo il suo punto di vista legittimamente in virtù della risoluzione dell’accordo. Il Tribunale ha destinato l’ordine anche al direttore esecutivo di Mercedes, Toto Wolff, in quanto rappresentante della scuderia. Dai tedeschi filtra un certo fastidio su come sta evolvendo la vicenda. In caso di mancata ottemperanza, il team verrebbe condannato al pagamento di una sanzione amministrativa. Non è da escludere, inoltre, che lo stesso Wolff possa essere chiamato a testimoniare. Il prossimo round in aula è previsto per il 19 novembre. 


Fonte: http://www.corrieredellosport.it/rss/formula-1

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