Vincere partendo da lontanissimo? Andrea Kimi Antonelli ha già dimostrato di saperlo fare, a Monza, ma meno di un mese dopo il bolognese avrebbe evitato volentieri di rivivere “l’ebbrezza” di una vigilia a interrogarsi sull’effettiva possibilità di compiere l’impresa. «Secondo me può riuscirci, al massimo finirà secondo» ha vaticinato Lando Norris. Alle 13 ora italiana, allo spegnimento dei semafori gli occhi sono sulle due Mercedes: quella del leader del Mondiale scatta dall’ottava fila dopo l’incidente in Q1, mentre davanti c’è George Russell, autore della pole position con il divario più ampio in qualifica negli ultimi tre anni, dai tempi in cui Max Verstappen dominava in lungo e in largo (mentre ieri l’olandese si è ritrovato senza batteria in Q3 finendo per mandare a quel paese il team via radio). Baku, con i suoi lunghi rettilinei, può favorire le rimonte, soprattutto per chi vanta un margine evidente sui rivali come la Mercedes: Antonelli non ha potuto approfittarne ieri, quando ha dovuto assistere alla supremazia del compagno di squadra. Tutta colpa del modo in cui ha aggredito l’interno in Curva 1, una svolta a sinistra che Kimi ha tagliato in modo eccessivo: il contatto tra l’anteriore sinistra e il muro ha messo fuori uso la sospensione della W17.
Horner stregato dalla Ferrari: “L’unico team in cui andrei. È il sogno di tutti”
Antonelli: “Un errore stupido”
«Fatemi provare a rientrare» ha chiesto Antonelli via radio, per sentirsi rispondere in modo perentorio: «Non possiamo sistemare il danno in tempo, ferma la macchina». Kimi ha dovuto obbedire, parcheggiando nella via di fuga di Curva 7. Non cambiando la power unit – sarebbe incorso in una penalità più leggera, retrocedendo di tre file anziché di una decina – Kimi scatta dall’ottava fila, un ostacolo che si unisce al pensiero di dover gestire il primo vero errore della stagione, dato che l’uscita sulla ghiaia di Zandvoort in qualifica non aveva avuto un prezzo da pagare. «Un errore stupido e non necessario» ha ammesso il ventenne, facendo autocritica dopo un errore banale, in una fase non certo decisiva e con l’accesso alla Q2 già in cassaforte. Un errore figlio anche di un feeling reso imperfetto dal tempo perso giovedì nelle libere, a causa dello stop per un problema idraulico. «L’aderenza aumentava rapidamente, giro dopo giro, quando ho girato a sinistra in Curva 1 ho avuto molto grip all’anteriore rispetto al giro prima. Ho giudicato male il grip e ho colpito il muro. Questo errore è un buon modo per tornare sulla terra e rimanere me stesso. Non c’è bisogno di stare davanti a tutti in ogni singola occasione, anche perché altrimenti possono verificarsi errori molto stupidi come questo».
Russel: “Tutto alla perfezione”
Una lezione che fa parte del percorso. Antonelli può pensare di risalire la china, magari fino al podio, grazie anche a una W17 che nei due giorni di prove è stata inarrivabile. Al punto che senza la pressione data dalla presenza di Kimi, Russell – ieri premiato da Casey Stoner, uno che in MotoGP era abituato a infliggere distacchi da marziano – oggi può pensare a vincere e, chissà, a riaprire il discorso mondiale. «Sto capendo sempre meglio questa vettura e ciò di cui ha bisogno – ha spiegato l’inglese – ero fiducioso ma quando ho visto il distacco (otto decimi su Leclerc, nde) sono rimasto sorpreso. Sapevo che il giro era stato ottimo e ho avuto anche una buona scia, è semplicemente andato tutto alla perfezione». Il predominio è stato a tutto tondo, poiché Russell ha fatto il vuoto nel T2, il settore più guidato, nonché nel T3, caratterizzato dal lungo rettilineo, a testimonianza di come non ci siano punti deboli nella performance della Mercedes. Al punto che lo stesso Antonelli ieri è stato interrogato sulle proprie possibilità di vittoria. «Provare a vincere sarà molto difficile – ha risposto – Russell sta andando forte. Di certo, l’auto sta andando alla grande».
Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/formula-1

