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Leclerc da favola, beffato Piastri per un millesimo! Charles: “Ma c’è da fare”. Hamilton deluso


Baku regala alla Ferrari una prima fila che vale quasi come una pole. “Quasi”, perché Russell ha imposto un ritmo imprendibile, lasciando Leclerc a oltre otto decimi. Il secondo posto del monegasco, strappato per appena un millesimo a Piastri, racconta però molto più del cronometro: una Ferrari capace di raccogliere il massimo in una qualifica con una SF-26 altrettanto difficile da interpretare. Leclerc ha trasformato una sessione ostica in un risultato forse superiore alle attese. Il problema, più ancora del distacco, è stato il feeling con la monoposto. “La prevedibilità della vettura, per tutto il weekend, è stata davvero complicata. Di solito uno dei miei punti di forza qui è la precisione: riesco ad avvicinarmi molto ai muri e a prendermi tanti rischi”. A Baku, invece, quella libertà è mancata. “Ma questo weekend non potevo farlo, perché la macchina non reagiva esattamente nel modo in cui volevo. Era piuttosto imprevedibile”. È anche per questo che la prima fila assume un peso specifico importante. Leclerc ha costruito il risultato limitando gli errori e sfruttando anche la scia offertagli da Hamilton sul lungo rettilineo, ma senza nascondere la distanza dalla vetta: “Otto decimi e mezzo sono tanti. Ci sono molte cose su cui dobbiamo lavorare”. Vasseur ha riconosciuto la superiorità della W17, senza però considerare già chiusa la partita: “Se guardiamo a queste qualifiche, sicuramente la Mercedes sembra troppo forte. Ma sicuramente lotteremo e spingeremo fino alla fine e la gara è sempre un po’ diversa”. Per il team principal il bicchiere resta quindi mezzo pieno: Ferrari seconda con Leclerc, ma con Lewis Hamilton soltanto sesto. Il sette volte campione del mondo ha vissuto una Q3 più tormentata.

Hamilton: “Una qualifica piuttosto brutta”

Prima il contatto con il muro, poi una gestione del giro finale che lo ha lasciato senza scia. Hamilton non ha nascosto il proprio disappunto: “Si è trattata di una qualifica piuttosto brutta, ancora una volta”. Ancora più diretto il commento sulla scelta del muretto: “Quando siamo arrivati in Q3 hanno cambiato i piani. Invece di fare due run hanno deciso di me farne una. Il tutto senza prevedere che sarei uscito senza nessuno davanti a me. Ero 25 secondi dietro una potenziale scia. Insomma, la tempesta perfetta”. Vasseur ha completato il quadro spiegando che un contatto iniziale a muro e la posizione in pista hanno costretto Hamilton a inseguire, impedendogli di sfruttare bene il potenziale. In una qualifica giocata sui decimi, ogni occasione persa pesa. La fotografia della Ferrari è così racchiusa tra due estremi: Leclerc capace di portare la SF-26 oltre le sensazioni avute per gran parte del fine settimana, Hamilton frenato da errori e circostanze sfavorevoli. In mezzo, la consapevolezza che Russell abbia mostrato un passo superiore. La prima fila tiene però aperta una porta: servirà una Ferrari più solida sulla distanza per trasformare una qualifica sofferta in un’occasione concreta.


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/formula-1

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