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Antonelli, Kimi boom! È diventato un brand e vola in pista e fuori


Kimi Boom. Il campione del mondo più giovane della storia della Formula 1, il terzo italiano 73 anni dopo Alberto Ascari e 75 dopo Nino Farina, non ha molto tempo per festeggiare, visto che ieri è tornato sulla sua Mercedes a Interlagos. L’obiettivo lo traccia lo stesso bolognese: «Restare concentrato, sono qui per provare a vincere. Ora dobbiamo lavorare sul 2027, useremo queste ultime gare come preparazione al nuovo anno, per continuare a spingere sempre di più». Mai fermarsi, conquistare sempre di più. A partire dal chiudere in conti anche con il Mondiale costruttori: la Mercedes deve conquistare 3 punti in più della Ferrari. E infatti l’inizio del weekend è mostruoso: Antonelli vola, rifilando due decimi e mezzo a Lando Norris, Max Verstappen e al compagno di squadra George Russell che però domani scatterà in griglia con 5 posizioni di penalità per il cambio del motore endotermico 

Kimi è diventato un brand

Ma non basta. Il freschissimo titolo che Kimi s’è assicurato domenica scorsa ad Austin ha fatto schizzare tutto l’indotto Antonelli: quotazione, social, merchandising. La Mercedes, che quest’anno l’ha pagato meno di 3 milioni (ma con i bonus per vittorie e titolo arriverà a 10), gli ha già fatto sapere che dal 2027 il suo stipendio salirà a 30 milioni. Molti altri guadagnai arriveranno dall’esplosione del suo valore, certificato dall’interesse degli sponsor e dai social, con i follower schizzati in pochi giorni oltre il muro dei 10 milioni. E ovviamente dl marketing. Catawiki, il portale dedicato alle vendite di memorabilia, ieri ha comunicato che quelle legati a Kimi sono aumentate di oltre 12 volte rispetto a un anno fa e che il valore medio dei lotti è cresciuto di quasi il 20%. In più sono schizzati i prezzi per accaparrarsi un oggetto originale di Antonelli. Un esempio? Il cappellino autografato in due settimane è passato da 125 a 467 euro, ovvero con un incremento di valore del +270%. La conseguenza è un’asta speciale con 40 oggetti da collezione, con una visiera originale autografata, scarpe da corsa in edizione limitata e un casco in scala 1:2 autografato. 

Antonelli: “Soldi? Non ho hobby costosi. Ma le macchine…”

È innegabile (e naturale) che Kimi sia già diventato un brand. Con annessi e connessi, anche se lui continua a pensare solo a correre. E a farlo bene. Così in Brasile, prima di salire in macchina per le libere, è intervenuto su quando detto dai genitori Veronica e Marco (e che ha suscitato le solite polemiche da social), ovvero sul fatto che ancora adesso ha una “paghetta”, un budget mensile. «I miei genitori hanno sempre cercato di insegnarmi il valore dei soldi e ora che guadagno delle cifre importanti vogliono assicurarsi che sappia come li spendo e dove – sottolinea Antonelli -. Però diciamo che con me è un compito abbastanza semplice, perché già di mio non sono uno che ha hobby costosi. Ho il mio simulatore a casa, quindi mi diverto con quello, non ho bisogno di fare shopping. Li spendo in cibo, cose per la casa, benzina e qualche nuova pista su cui girare al simulatore». Il suo punto debole però sono le macchine: «Sì, su quello mi devono controllare… Ce ne sono un paio che mi vorrei proprio comprare. E penso che per il Mondiale titolo una me la regalerò». Può permetterselo. E lo fanno tutti i suoi colleghi e sportivi famosi. Chissà se sarà Rossa.


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/formula-1

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