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Poeta, il Triplete non è bastato: Milano drastica, l’Eurolega sentenzia l’addio


Una picconata dopo l’altra, la panchina di Peppe Poeta è andata in frantumi. All’Armani, che ieri ha esonerato il tecnico, è bastato poco per dimenticare il triplete della scorsa stagione e i trofei vinti dall’allenatore che aveva raccolto in corsa l’eredità di Ettore Messina. A pesare sono state soprattutto le otto sconfitte consecutive in Eurolega, l’ultima giovedì sera contro il Valencia dell’ex Armoni Brooks. Nel dopogara Poeta aveva rimandato alla società le valutazioni, comprese quelle sul mercato. La dirigenza, che meno di un mese fa gli aveva ribadito piena fiducia, ha scelto la soluzione più drastica.

Tobey e Banchi i nomi caldi, ma non mancano le alternative

Poeta paga i risultati di una squadra costruita non in solitario, ma insieme alla dirigenza. Quella che, come spesso accade nello sport, ieri ha scelto la mossa più immediata per provare a cambiare il corso della stagione. Le critiche di queste ultime settimane rivolte all’ex tecnico milanese riguardavano anche il suo modo di allenare deputato da alcuni troppo “soft”. Poeta però era lo stesso allenatore che, con il suo atteggiamento e il suo modo di stare in panchina, aveva guidato l’Armani a fagocitare tutti i trofei italiani in palio la scorsa stagione (la Supercoppa da vice di Messina e poi Coppa Italia e scudetto), oltre a vincere la Supercoppa di Tortona nello scorso mese di settembre. Poeta però in questi due mesi di stagione non è riuscito a dare un’identità a una squadra rivelatasi certamente peggio del previsto e affossata, soprattutto in Eurolega, dai risultati. Il 2-20 con cui era iniziata la partita contro Valencia era stato un clamoroso campanello dall’allarme poi rientrato giovedì sera durante la gara, almeno fino alla sfuriata finale di Brooks. Tanto si era parlato la scorsa estate del giocatore e dei rimpianti per non essere riusciti a trattenere il suo talento. La squadra di quest’anno è stata costruita con un’altra filosofia più democratica se vogliamo, con meno accentratori e, almeno in teoria, più gioco di sistema. Quel gioco che però non è mai arrivato e da ieri non arriverà più, almeno sotto il segno di Peppe Poeta che ora dovrà ripartire nella sua giovane carriera da allenatore. Milano, dunque, volta pagina e ora partirà anche l’inevitabile toto allenatore, mentre è evidente che sul discorso mercato con ogni probabilità l’Olimpia vorrà almeno aspettare un confronto diretto con quello che sarà il nuovo tecnico dell’Armani. Il nome più caldo in questi giorni è quello di Mike Tobey di Verona, ma tanti sono i nomi che sono stati offerti alla dirigenza. Un innesto potrà allungare le rotazioni. La scossa con cui l’Olimpia spera di raddrizzare la stagione, per ora, è il cambio in panchina. A guidare i campioni d’Italia domani nella sfida casalinga (ore 17) contro Trento ci andrà Marco Ramondino, già tecnico di Tortona e che proprio quest’anno era stato chiamato dall’Olimpia come vice di Poeta. La caccia al potenziale nuovo candidato è già partita e il nome in pole position pare essere quello di Luca Banchi. L’incastro con il CT azzurro sarebbe un ritorno a un memorabile passato per l’Olimpia: quella del coach che nel 2014 riportò lo scudetto a Milano dopo 18 anni. Il primo trofeo dell’era “Armani”. Tra le alternative saltate fuori nelle scorse settimane erano usciti anche i nomi di Giannīs Sfairopoulos e di Ergin Ataman. Libero è anche Paolo Galbiati dopo la fina dell’avventura a Vitoria, chissà se tra questi nomi ci sarà il prossimo tecnico dell’Olimpia.


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/basket

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