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Russell nervi saldi, Ferrari da 4: F1, le pagelle di Baku


Semaforo verde

Russell 10 Domina la tappa azera dall’inizio alla fine. In gara, però, la vittoria si trasforma in un esercizio di nervi saldi: due Safety Car gli azzerano il margine e lo costringono a respingere Verstappen centimetro dopo centimetro, fino alla bandiera a scacchi, staccato di appena un decimo. Non è la gestione tranquilla di chi amministra un tesoretto, è la resistenza di chi si difende con le unghie e non molla di un millimetro. Prestazione totale, di quelle che pesano doppio dopo mesi passati a rincorrere un compagno di squadra sembrato, fino a ieri, semplicemente irraggiungibile.

Verstappen 8,5 Parte dalla quarta fila e chiude a un soffio dalla vittoria, in una delle prove più solide della sua stagione. Supera Hamilton e Norris nelle fasi iniziali, poi sfrutta la ripartenza per guadagnare posizioni preziose e si getta all’inseguimento di Russell con la ferocia consueta. Va detto, però, che il muretto gli semplifica parecchio la vita, tenendo a debita distanza un Hadjar più veloce di lui per larghi tratti di gara. Meriti acquisiti sul campo, certo, ma con un piccolo, provvidenziale aiutino di famiglia.

Hadjar 9 Il rientro più convincente della stagione. Torna dall’infortunio al polso come se non si fosse mai fermato e, gomme morbide alle spalle, per lunghi tratti è addirittura più rapido dello stesso Verstappen. La squadra lo richiama ai box per ragioni di strategia, negandogli forse una gara ancora più prestigiosa. Il primo podio in carriera arriva comunque, meritatissimo, e certifica che la Red Bull ha ritrovato, dopo mesi di cantiere aperto, una seconda guida vera.

Antonelli 6 Venerdì da dimenticare: un errore incomprensibile in Q1 lo spedisce in sedicesima posizione, in un weekend storto fin dalle prove libere, con tanto di avaria all’impianto idraulico a complicare tutto. La rimonta fino al quinto posto, nel peggior fine settimana dell’anno per lui, è una performance alla Alain Prost, ma anche contestualizzata: senza i disastri di Piastri e Colapinto, difficilmente sarebbe andato oltre l’ottava piazza. Resta comunque leader del Mondiale, ma i segnali di vitalità di Russell non vanno affatto sottovalutati. Come ha detto lui stesso, da Sepang in poi bisognerà rimettere le cose in ordine.

Leclerc 6.5 Fa i salti mortali con una vettura che sui rettilinei di Baku continua a lasciare secondi preziosi per strada, con un motore da “GP2” che riporta alla mente l’Alonso furibondo di qualche stagione fa. Quarto davanti ad Antonelli e conferma ancora una volta il suo feeling storico con questo tracciato. Onesto, senza guizzi possibili: il massimo estraibile con quello che ha a sua disposizione.

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Semaforo giallo

Norris sv Vittima incolpevole della sbandata di Colapinto al restart di curva 1: gara chiusa anzitempo, senza colpe. Il ritiro non si giudica, ma il conto salato in classifica arriva comunque, e proprio nel weekend in cui la McLaren aveva portato in pista una versione B.

Gasly sv Semplicemente nel posto sbagliato al momento sbagliato, travolto dall’errore del compagno di squadra senza alcuna colpa propria. Una gara che non si può votare, solo archiviare come pura, banale sfortuna.

Semaforo rosso

Hamilton 5 Sesto posto che pesa come un macigno, per l’anonimato con cui viene raccolto. Mai in lotta con nessuno, sempre un passo indietro rispetto al compagno di garage: una gara vissuta in trasparenza, tra lamentele continue dal primo all’ultimo metro sulla gestione dell’energia. Un tuffo nella sua versione 2025, in salsa Ferrari, per Sir Lewis.

Piastri 4.5 L’australiano finisce dietro la lavagna. Stava costruendo la gara del riscatto, quella verso quello che sarebbe stato il primo podio dopo Miami, quando un bloccaggio lo spedisce dritto nella via di fuga. Da possibile terzo posto a un desolante quattordicesimo, senza punti: un errore che si somma a una crisi senza fine.

Ferrari 4 Un altro fine settimana con i piloti costretti sulla difensiva. La macchina continua a mancare in termini di potenza sul dritto e anche nella gestione delle gomme. E il fatto che Frederic Vasseur citi i punti in più ottenuti rispetto alla McLaren non è esattamente un buon presagio.

Colapinto 3 Il bloccaggio che innesca la carambola in curva 1 si porta via lui, il compagno Gasly e lo stesso Norris: un pomeriggio da matita blu che manda in fumo punti pesanti per l’Alpine di Briatore, difficilmente disposto a prenderla con filosofia. Pilota veloce, indubbiamente, ma sempre più spesso inaffidabile proprio nei momenti che contano davvero.


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/formula-1

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