La pista nemica per antonomasia della SF-26 e le dichiarazioni di Christian Horner alla vigilia, che di certo non hanno lasciato nessuno indifferente. Poteva essere la tempesta perfetta, invece chiudere un weekend tanto complicato con un 20-0 sulla prima rivale nella corsa al secondo posto del Mondiale costruttori, la McLaren, dovrebbe far sorridere. Tuttavia non è il mood che si respirava ieri attorno alla Ferrari. Perché quello di Baku, che ha confermato il deficit velocistico della SF-26 sui rettilinei, è stato il quinto GP di fila senza Rosse sul podio, sebbene la prima fila ottenuta da Charles Leclerc lasciasse ben sperare. Invece la partenza a rilento del monegasco, come quasi tutti i piloti scattati dal lato “sporco” della pista, è stata il preludio a una gara anonima, con Leclerc quarto a debita distanza dalle Red Bull e con Lewis Hamilton sesto, sorpassato anche da un Kimi Antonelli che partiva da lontano. E l’aumento del divario sulla McLaren nella classifica costruttori è stato soprattutto per demeriti dei “papaya”. Poi sono arrivate le parole con cui Horner (per vent’anni team principal della Red Bull, con i poker iridati di Sebastian Vettel e Max Verstappen) ha avanzato una candidatura pubblica: “ Non ho bisogno di tornare al muretto box, ma c’è una sola squadra per cui farei eccezione, rinunciando anche a una partecipazione azionaria: la Ferrari è la più grande realtà in F1, è il sogno ” ha detto al Times. “ Il signor Horner sta cercando un lavoro, lo sanno tutti ” ha replicato Vasseur, inevitabilmente al centro dell’attenzione. “ Le voci non aiutano la Ferrari, non stiamo lavorando con la massima serenità, è frustrante. Da parte mia, continuerò a spingere fino all’ultima curva ”. Il team principal ha incassato anche la fiducia di Hamilton, che ha risposto con un netto “sì” a chi gli chiedeva se la fiducia in Vasseur fosse immutata.
“Non siamo più la seconda forza”
Per spegnere voci e dubbi, la migliore medicina sono i risultati, che però stanno mancando in questa fase della stagione. Difficile auspicarli sui lunghi rettilinei di Baku, dove il canovaccio è stato simile a Monza: “ Sapevamo che sarebbe stata dura per la velocità sul dritto – ha aggiunto Vasseur – partivamo dalla prima fila ma all’inizio perdevamo una posizione al giro. Potevamo fare meglio ”. Un concetto, quest’ultimo, ribadito da Leclerc, che ha confermato di aver corso con il motore Aduo2 (“ Avevo l’ultima specifica ”), non un dato promettente, considerando quanto anche con la power unit potenziata fosse in balia degli avversari sui rettilinei più lunghi.
Ma il monegasco ha sottolineato come “ anche nelle curve, gli altri stanno arrivando ”. Servono quindi aggiornamenti, dati pronti: “ Sono partito male e quella è l’unica cosa che poteva essere fatta meglio, dopo mi è semplicemente mancato il ritmo. Credo che McLaren e Red Bull abbiano compiuto un passo avanti con gli aggiornamenti più recenti: dobbiamo reagire, perché quando inizi a perdere terreno sugli upgrade, diventa difficile recuperare ”. “ Non siamo più la seconda forza – ha confermato Hamilton – in gara mi sono dovuto difendere in punti dove di solito non è necessario, perché i rivali sembravano avere potenza ovunque ”.
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