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    Pagelle 2024: il meglio, …e il peggio, della stagione maschile

    Jannik Sinner trionfa agli Australian Open

    Sognare non costa niente, ma viverlo ad occhi aperti e con il cuore che batte a mille all’ora è molto, molto più bello…. Il 2024 è entrato nei libri di storia come la stagione più vincente di sempre per il tennis italiano, grazie a Jannik Sinner e tantissimo altro. Le nostre nazionali, la crescita di tanti giovani, il ritorno di Berrettini, l’esplosione ad altro livello di Musetti, una Paolini che tocca il cielo con un dito e vince l’Oro Olimpico con Errani. Niente è impossibile ma non sarà facile vivere un’altra annata così ricca di soddisfazioni. Anche a livello internazionale sono davvero tanti i temi che hanno arricchito la stagione da poco andata in archivio, tra novità, conferme e delusioni.
    Andiamo a rivivere il meglio e il peggio del 2024 al maschile, con i nostri “Oscar” in salsa tennistica. Fatti, veloci riflessioni e un pizzico d’ironia, per emozionarci di nuovo ripensando a momenti che non si potremo mai dimenticare.

    Giocatore dell’anno: Jannik Sinner
    Dopo le ultime travolgenti settimane del 2023, tutti ci aspettavamo un 2024 di Sinner di grandissimo livello e ricco di vittorie, ma… Jannik è andato oltre ogni più rosea aspettativa, ha raggiunto risultati che nemmeno osavamo sognare. Si temeva che il suo fisico non reggesse nel tempo lo sforzo di un tennis così veloce e aggressivo, la qualità degli avversari o altro ancora… niente. Sinner ha sbaragliato la concorrenza con un gioco in continuo miglioramento e un fisico ancor più solido. Si è preso tutto o quasi, dominando in modo assoluto sui campi in duro, vincendo il suo primo torneo in carriera su erba, chiudendo di nuovo l’annata da “tiranno” con le ATP Finals e la conferma in Davis Cup, ovviamente da n.1 nel ranking con un distacco enorme su tutta la concorrenza. Ha demolito ogni record del tennis italiano con una stagione tra le migliori di sempre nell’era moderna della disciplina, con il macigno sul groppone della bruttissima vicenda Clostebol, una mazzata  che avrebbe distrutto chiunque. Non lui, per un motivo molto semplice: la sua forza morale unita alla consapevolezza di non aver fatto NIENTE di male. Due Slam, record su record e soprattutto un tennis clamorosamente avvincente, sempre più ricco e completo. Vederlo volare sul rettangolo di gioco mulinando accelerazioni clamorose per velocità e controllo è un’esperienza sensoriale impagabile. Grazie Jannik.

    Sublime from Sinner
    The Italian clinches his maiden Grand Slam title
    He triumphs in five hardfought sets 3-6 3-6 6-4 6-4 6-3 to win #AO2024. @janniksin • @wwos • @espn • @eurosport • @wowowtennis pic.twitter.com/DTCIqWoUoR
    — #AusOpen (@AustralianOpen) January 28, 2024

    Delusione dell’anno: Holger Rune
    Non è stata una scelta facile. Nella categoria più scomoda si poteva optare per Djokovic, ma si è “salvato” con l’Oro Olimpico, o per Medvedev, in grande crisi tecnica e con zero titoli vinti, o anche su Tsitsipas, perso in altre faccende. Alla fine complessivamente e in rapporto al valore del giocatore, Holger Rune è tra i big di talento il tennista che meno ha performato e più ha deluso nel 2024. Aveva chiuso il 2023 al n.8 ATP, con le Finals disputate; quest’anno le Finals non l’ha nemmeno sfiorate per colpa di una stagione negativa sotto ogni punto di vista, certificata dal modestissimo n.13 ATP di fine anno. Nessun torneo vinto per il coetaneo di Alcaraz, ma soprattutto una regressione preoccupante a livello tecnico e di attitudine. Quel tennista potente, sportivamente “cattivo” e capace di spaccare la palla si è perso in quel sorriso beffardo con il quale sottolinea in più momenti dei suoi incontri la frustrazione per il non riuscire ad imporsi e giocare il suo miglior tennis. Holger è vittima di se stesso e il malato che non accetta la malattia è un paziente molto difficile da curare… Inutile girarci intorno, il pessimo anno del danese è purtroppo farina del suo sacco, non c’è sfortuna che tenga. Il tourbillon di coach e di scelte sbagliate, aggravato da problemi fisici e la fretta di rientrare, l’ha fatto crollare in un vortice perverso. Non è lucido in campo, sbaglia l’atteggiamento, la selezione dei colpi, la tattica di gioco. Rare nel 2024 le partite ben giocate, in un caos micidiale che l’ha depotenziato. Ha troppo talento per restare lontano dai migliori, ma serve uno strappo netto, e serve subito. Razionalità, una guida stabile e sicura, recuperare un tennis più semplice e basato sulle sue qualità agonistiche, questi gli obiettivi da perseguire nel 2025 per tornare a battagliare con i migliori.

    Match dell’anno: Sinner – Medvedev, finale Australian Open
    Chi legge potrà obiettare che ci sono state nel 2024 partite tecnicamente migliori (per esempio Sinner – Berrettini a Wimbledon, o Alcaraz – Sinner a Pechino per dirne due) o segnate da una battaglia ancor più avvincente (vedi Shelton – Tiafoe a US Open) ma la vittoria di Jannik in rimonta su Daniil nella finale di Melbourne è stata una partita non solo bella, ma fondamentale per il 2024 del nostro campione. Per mille motivi. La prima finale Slam, due set giocati con la normale tensione della prima volta – e sotto i colpi di avversario fortissimo – e quindi la capacità di ribaltarla con quella scossa di rabbia alla fine del secondo set, il cambio tattico e la furia in risposta. In quei 3 minuti tutto è cambiato: Sinner è salito in cattedra e si è preso il campo, le gambe e la testa dell’avversario. “Sono morto” diceva a Vagnozzi, ma invece è risorto come un meraviglioso Lazzaro sportivo, andando a prendersi il primo Major in carriera. Un successo decisivo, tonnellate di autostima e uno slancio clamoroso per il resto della stagione. Sono convinto che se non fosse riuscito a ribaltare quella finale, non avrebbe disputato un 2024 così vincente. La partita è stata anche molto bella a tratti, ma è soprattutto il suo peso specifico ad eleggerla come la più importante dell’anno.

    Ritorno dell’anno: Matteo Berrettini
    Quanto è bello scrivere questo commento. Il nostro Matteo-Nazionale negli ultimi anni ha trangugiato una quantità di fiele che avrebbe abbattuto qualsiasi essere umano… Non lui. Tutto è nato a Malaga 2023, su quella scomodissima panchina azzurra in Davis. Lì a soffrire e poi gioire con gli altri, ma da tifoso, non da protagonista. Ma come… io che ho dato idealmente il via a questo Rinascimento azzurro, non sono in campo a vincere? L’anno prossimo ci sarò io lì con Jannik. Una promessa a se stesso che si è trasformata in una forza brutale che per una volta è stata più forte degli infortuni e pure della sfiga atavica che non lo lascia mai in pace. C’ha messo qualche mese a carburare e sanarsi al 100%, poi The Hammer è torneo, ha vinto ed è stato anche sfortunato sui prati, dove ha trovato prima Draper e poi un Sinner irreale a bloccarlo, altrimenti poteva arrivare il terzo titolo a Stoccarda e a Wimbledon chissà… Ma dopo la doppietta estiva sulle Alpi, ha messo a fuoco proprio quella Davis e ha vinto, tra Bologna e Malaga, vero grande protagonista della nostra terza “insalatiera”. Pure il migliore in assoluto per rendimento sul rosso, ma quei numeri sono quisquilie. L’unica cosa che conta è che Berrettini è tornato.

    Impresa dell’anno: Musetti semifinale a Wimbledon
    Sul rosso di Parigi i segnali erano forti e chiarissimi. Lorenzo Musetti ha cambiato passo. Due match dominati, poi quella partita notturna persa contro Djokovic, ma che qualità. Anticipo, un tennis più diretto e una posizione migliore. E uno sguardo più intenso, con gli occhi solo sulla palla e non su territori autodistruttivi. Per questo mi ero spinto a dire appena prima della stagione su erba che Musetti proprio sull’erba avrebbe spiccato il volo, che i prati sarebbero diventati la sua miglior superficie se fosse riuscito a tenere quell’attitudine, facendo ancor più tesoro delle peculiarità del contesto “verde” per affinare il suo gioco ed elevarlo ulteriormente. La previsione si è rivelata azzeccata. “Muso” ha fiutato l’erba, l’ha fatta sua e il suo tennis è decollato. Ha giocato settimane stellari, non ha vinto per poco al Queen’s, ma a Wimbledon ha giocato un torneo spettacolare, esplodendo tutta la qualità del suo braccio e volando in semifinale, suo miglior risultato in carriera in uno Slam,. Il tennis di qualità, mano e variazioni di Lorenzo è ideale per come si interpreta oggi il gioco su erba, e Wimbledon l’ha dimostrato. C’è riuscito finalmente credendo in se stesso e razionalizzando i tempi di gioco, con sincronie mai così adeguate e rapide. Sullo slancio dei Championships è tornato a Parigi e si è preso un bronzo Olimpico meritatissimo, stoppato solo da un Djokovic “in missione”. Peccato per le finali perse in Cina e Umago, ma il suo Wimbledon 2024 resta l’impresa dell’anno e pietra angolare su cui costruire una nuova carriera, a caccia della top10 e oltre…

    Torneo dell’anno: Australian Open
    Altra scelta non facile, ma oltre alla clamorosa vittoria di Sinner, molte sono state le partite belle e significative del torneo. La semifinale di Jannik vs. Djokovic, con i primi due set nei quali ha forse toccato il suo miglior tennis in carriera; l’altra semifinale tra Medvedev e Zverev, battaglia feroce, e poi Medvedev – Hurkacz e Zverev – Alcaraz, o De Minaur – Rublev e Shelton – Mannarino… tante le partite interessanti che fanno preferire gli AO24 ad altri bei tornei stagionali.

    Fattaccio dell’anno: il ricorso della WADA alla positività di Sinner al Clostebol
    Non ha senso adesso ripercorrere tutti gli spigoli di una faccenda a dir poco spigolosa. Solo sottolineo quello che ritengo essere IL fattaccio. C’è stato un errore. Terribile, evidente e se mi passate il termine grottesco da parte di professionisti di quel livello nel team di Jannik. Ma… se un tribunale indipendente ha accertato i fatti con una sentenza che parla di quantità di sostanza ridicola e nessuna pratica dopante, e la stessa WADA riconosce che NON c’è stata la volontà di alterare le prestazioni con una pratica illecita, allora… di cosa stiamo parlando? L’attività antidoping è sacrosanta per cacciare a pedate nel sedere dallo sport coloro che barano. Qua si riconosce che non si è barato e non c’è stata la volontà di farlo. Allora tutto il resto è un teatro dell’orrore, che fa male allo sport e alla sua credibilità.

    Punto dell’anno: back di diritto difensivo di Berrettini contro Kokkinakis in Davis Cup
    Nel web e tv girano highlights di ogni tipo, tra difese assurde (clamorosa quella di Sinner vs. Alcaraz a Indian Wells), tweener o tuffi (ancora Jannik ad Halle, incredibile quello vincente vs. Griekspoor!), ma ancora per il peso specifico e tensione del momento, scelgo la difesa leonina e taglio sotto col diritto improvviso di Berrettini contro Kokkinakis nella fase decisiva della semifinale in Davis Cup. Partita di una durezza totale, con il “Kokk” che è uomo Davis vero, e il nostro Matteo che non accetta la sconfitta. Scambio terribile, comanda l’australiano e il nostro corre con disperata lucidità verso destra tirando un diritto difensivo in chop che taglia il campo e sorprende il rivale. Esplode lo stadio, e quell’improvvisa giocata di classe tramortisce il rivale e consegna idealmente la vittoria a Berrettini. Idealmente consegna anche la coppa, perché se Matteo perde quel match, non sappiamo come sarebbe andata a finire contro la fortissima coppia australiana nel doppio decisivo… Un colpo di classe e davvero fondamentale.

    Matteo Berrettini that is OUT OF THIS WORLD #DavisCup | @MattBerrettini | @federtennis pic.twitter.com/zL2iDbtYkG
    — Davis Cup (@DavisCup) November 23, 2024

    Giocatore più migliorato: Jack Draper
    Ho sempre esaltato la qualità e differenza del britannico, ma viveva di sprazzi isolati. Nell’estate 2024 finalmente Jack è esploso al massimo livello, facendo vedere a tutti che razza di tennista sia. Gioca forte, gioca bene, fa il punto da ogni posizione e ti fa giocare pure malissimo perché controlla, varia e ti porta in posizioni molto scomode. Dopo anni di alti e bassi per problemi fisici e pure uno stato ansioso che non riusciva a domare in troppe occasioni – portandolo pure ad infortunarsi per eccesso di tensione – Draper a US Open ha messo il mostra il meglio del suo repertorio e solo un Sinner troppo forte l’ha stoppato. Ha cambiato passo, come tennis e come testa. Se il fisico lo lascia in pace (ha dichiarato di riuscire ad allenarsi meglio e con continuità) è facile pronosticarlo come prossimo top10 e tennista da corsa nei grandi tornei. Non gli manca niente, ma proprio niente, per sedersi al banchetto dai grandi, e non per star lì solo a guardare… Una menzione anche per il bravissimo Flavio Cobolli: incredibile quel che è riuscito a fare a livello tecnico e di prestazione nel 2024. Incredibile!

    La foto dell’anno: Nadal che saluta il pubblico di Roma dalla passerella del Foto Italico
    Dopo Roger 2019, a spasso per il Foro su di una sorta di “Papa-Mobile” attorniato da un’orda di appassionati festanti, come dimenticare Rafa che sulla passerella tra Centrale e area giocatori saluta una marea umana, tutta per lui. Una foto memorabile, e momento che ho avuto la fortuna di vivere lì a due passi. Brividi. Giusto tributo al tennista più amato dell’era moderna insieme a Federer. Le due icone più amate del nostro sport.

    Un sassolino nella scarpa…: nessun progresso sul calendario stagionale
    Il calendario stagionale è e resta il grande problema del tennis attuale, che con la durezza e fisicità raggiunta dal gioco fa diventare il tutto poco sostenibile. Visto che di voglia di intervenire sulle condizioni non sembra essercene (purtroppo), si dovrebbe almeno entrare a gamba testa sullo schedule, togliendo storture e problemi. Invece la via intrapresa non sembra affatto quella corretta. Il puntare una sorta di “all-in” sui M1000 di 12 giorni non piace alla stragrande maggioranza dei giocatori; si è tolto un torneo su erba, quando questa è tornata la superficie che regala il miglior tennis; in America Latina si giocherà solo per tre settimane, penalizzando un continente che ama il tennis come pochi altri; fioccano continue esibizioni; non si riesce a trovare una miglior sistemazione alla Davis, che almeno vedrà le finali in Italia (grazie FITP). Insomma, problemi tanti, volontà di intervenire in modo strutturale e deciso, poca. Non è facile, il compito è dir poco arduo, ma si potrebbe fare molto di più.

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    Melzer crede nella coppia Djokovic – Murray: “Novak può ancora imparare qualcosa da Andy”

    Novak Djokovic con Andy Murray in una foto di archivio

    Jurgen Melzer scommette su nuove vittorie di Novak Djokovic e crede che la partnership con Andy Murray possa fornire al serbo la spinta decisiva a riportarlo alla vittoria. L’ex top10 austriaco in un’intervista rilasciata al media nazionale tennisnet è convinto che la visione di gioco di Murray e il suo carisma possa essere la benzina per accendere di nuovo l’ex rivale, apportando qualche novità al suo gioco. Nonostante i 37 anni e mezzo, secondo Melzer c’è ancora spazio di apprendimento nel tennis super completo di Djokovic.
    “Penso che la coppia Djokovic/Murray sia incredibile, è un fatto estremamente positivo per il tennis”, afferma Melzer. “Una cosa da prima pagina, ma non solo: Murray può aiutare molto Djokovic. Sono pochi coloro che hanno un’intelligenza tennistica alta come Andy Murray. Anche un Djokovic può ancora imparare qualcosa. La domanda è: Nole chi ascolta? Con Murray, ora ha qualcuno con cui può discutere allo stesso livello. E questo può rendere questa partnership molto vincente”.
    Secondo Jurgen, Novak sarà da corsa per vincere i tornei del Grande Slam nel 2025 e tutto partirà da una rinnovata attività in allenamento, concentrata in aree specifiche. “Novak deve allenarsi in modo diverso e più intelligente rispetto a quando aveva 30 anni. Non può più gestire quei carichi di lavoro, deve scegliere esattamente le aree in cui vuole migliorare. Un corpo alla sua età si rigenera in modo diverso. Ma è esattamente per questo che ha portato Murray a bordo, perché ha attraversato sulla propria pelle tutto questo negli ultimi anni. E un Andy Murray può essere una spinta motivazionale enorme. Lo scozzese può portare una nuova gioia e stimoli in campo e in allenamento. Per Nole, è tutto incentrato sui tornei del Grande Slam. Se perde prima del solito in un 1000, pazienza. Credo che Djokovic sarà da corsa per vincere tutti i tornei del Grande Slam nel 2025” conclude Melzer.
    Osservazioni interessanti quelle dell’austriaco, in particolare su due aspetti. Il fatto che Murray abbia vissuto in prima persona gravi problemi fisici e la necessità di tarare gli allenamenti su aree molto specifiche è qualcosa che potrà essere sicuramente riprodotto con Djokovic, che sulla soglia dei 38 anni non può pensare di affrontare la prossima stagione spingendo a tutta per ogni settimana di allenamento. Inoltre il fatto di esser stato a sua volta un campione, lo rende autorevole agli occhi di Novak e quindi i due potranno instaurare un dialogo “alla pari”. Non sono molti gli allenatori o ex giocatori capaci di tenere testa ad una persona con un carisma e carattere così forte come quello di “Nole”, Andy può essere uno di quelli, come lo è stato in passato – e con successo – Goran Ivanisevic. Non resta che attendere il torneo di Brisbane, e soprattutto gli Australian Open, per vedere se Djokovic sarà pronto a battere Alcaraz, Sinner e i migliori su piazza, a caccia dello Slam n.25.
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    Fils da Jeddah: “Le Nextgen 2024 sono già la nuova stagione. Sorridere è una delle cose più importanti”

    Arthur Fils (foto ATPtour)

    Dopo aver sfiorato il titolo l’anno scorso, Arthur Fils ci riprova, ma con tutt’altro spirito, maggior esperienza e soprattutto con un bel sorriso, elemento che in capo e nella sua vita non deve mancare mai. Il talento francese, attualmente n. 2o ATP dopo un 2024 di ottima crescita che l’ha visto vincere ai tornei 500 di Amburgo e Tokyo, è uno dei favoriti delle NextGen ATP Finals 2024, pronte a scattare in Arabia Saudita. Dopo la prima esperienza dell’anno scorso, dove fu sconfitto in finale dal serbo Medjedovic, il 20enne di Bondoufle è deciso a riprovarci con ancor più determinazione in un torneo che di fatto considera già come l’avvio della nuova stagione, visto che inizia a pochi giorni dal 2025. Fils ha rilasciato alcune dichiarazioni al sito ATP, che riportiamo.
    “Quest’anno il torneo è a fine stagione. In realtà è quasi la nuova stagione” commenta Fils. “Abbiamo già iniziato ad allenarci molto duramente nella pre-season e tutto il resto. Sono quattro settimane che mi alleno con intensità”.
    Come ogni anno alle NextGen vengono provate regole diverse. Sono 3 i minuti di warm up prima dell’incontro, rispetto ai 5 canonici del tour, ma per il francese è ok: “Tre minuti sono abbastanza. Cinque minuti a volte sono un po’ troppi”.
    Fils è tennista ambizioso. Non nasconde la voglia di primeggiare e vincere i grandi tornei. Non per questo ha smarrito la capacità di continuare a divertirsi in campo e in partita, nonostante la pressione di competere al massimo livello. Si è prefissato l’obiettivo personale di sorridere durante ogni partita ed è stato felice di esserci riuscito praticamente sempre in questa stagione. “Sorridere è la cosa più importante. Penso che per il mio gioco sia una dello degli aspetti decisivi perché se non sento alcun piacere nell’essere in campo, allora non gioco bene. Cerco di divertirmi, di godermi il momento. Quando mi sento così, so che sto giocando bene”.
    È una dichiarazione che sottolineiamo con grande piacere e non banale, ancor più detta da un ragazzo estremamente competitivo. Alla fine non ci dobbiamo mai dimenticare che gli atleti in campo sono dei giovani appassionati e che stiamo parlando di tennis. Di sport. Qualcosa che deve portare gioia alla gente, non odio. Bravo Arthur.
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    Forget: “Deve essere tremendo risultare positivo ad una sostanza in quantità infinitesimale consapevole di non aver imbrogliato. Humbert può stare in top 5”

    Guy Forget

    Guy Forget si mette nei panni di Jannik Sinner e afferma che deve essere terribile sentirsi attaccato e messo alla gogna per un test antidoping positivo per una quantità infinitesimale, consapevole di non aver imbrogliato. Questo e molti altri temi ha discusso l’ex n.4 francese in una lunga intervista rilasciata al media nazionale Tennis Actu, nella quale sprona Ugo Humbert a credere nelle proprie capacità, anche puntando a vincere uno Slam. Guy pronostica un buon futuro per Fils e Mpetshi Perricard e vede un Djokovic ancora competitivo nel 2025 se sano fisicamente. Riportiamo i passaggi più interessanti del pensiero di Forget, tennista dal gesto davvero elegante e passato alla storia del tennis nazionale (e non solo) per la straordinaria vittoria in Coppa Davis nel 1991 contro lo squadrone USA, insieme a Leconte e guidato dal carisma di Yannick Noah. Oggi Forget, esser stato per anni anche capitano di Davis Cup e poi direttore di  Roland Garros, si gode un periodo di riposo praticando il golf, sua grande passione.

    “Le positività dei due n.1 al mondo? Sono temi terribilmente complicati” afferma Forget. “Dobbiamo lottare contro questi flagelli con la massima fermezza, ma ho l’impressione che sia stato raggiunto un tale grado di sofisticazione nei test da rendere possibile rintracciare un granello di zucchero in una piscina olimpionica… Tutti i giocatori assumono integratori alimentari e vitamine, prodotti che possono contenere tracce di sostanze inquinate e quindi, anche senza saperlo, finiscono per risultare positivi ai test. Quando questo succede è una tragedia assoluta per gli innocenti… non parlo dei colpevoli e dei recidivi. Mi sono messo nei panni di un atleta risultato positivo ad una sostanza in quantità infinitesimale. Possiamo dire a noi stessi “mi sarà impedito di vivere la mia passione”, non ho imbrogliato e mi ritrovo in questa situazione, è tremendo. La vedo un po’ così per Halep, Swiatek e Sinner. Il problema è che non può esserci una soluzione a due livelli. Non possiamo pensare di sospendere un giocatore per un anno e l’altro per tre settimane, è un doppio standard che rappresenterebbe una ingiustizia e un problema. Non dubito della buona fede di Sinner, a differenza di altri casi. Qualora si arrivasse per Sinner a una sanzione retroattiva, per lui sarà dura”.
    Situazioni che non fanno bene all’immagine del tennis: “Lo sport è stato e sarà danneggiato in futuro ogni volta che si registra una storia di doping, anche senza imbrogliare. Questo non è mai un bene per lo sport e di questo dovremmo preoccuparci. L’atleta deve essere vigile quando prende qualcosa, perché anche noi due se facciamo un test oggi potremmo risultare positivi. L’atleta non può permettersi di essere negligente o di lasciarsi andare. È come quando assistiamo a un’indagine su qualche altro tipo di crimine, anche in caso di innocenza, la storia lascia sempre una traccia”.
    Forget parla di Djokovic, con qualche letico dubbio sul suo futuro ma convinto che possa ancora eccellere: “Credo che Novak sia motivato dai record, raggiungere una vetta mai scalata. Si allena solo per quello. Adora gli Australian Open. È un giocatore non vuole mai perdere, confido che Novak mantenga questo stato d’animo. D’altra parte, se fosse indebolito fisicamente e perdesse contro giocatori che gli sembrano inferiori, non so se gli piacerà continuare giocare a lungo. Non vedo Novak giocare diverse settimane perdendo partite, come ha fatto Nadal. Il 2025 come suo l’ultimo anno? Secondo me solo i problemi fisici potrebbero farlo smettere. Questo è stato il caso di Roger e Rafa. Il suo livello di gioco alle Olimpiadi era incredibile, è stato capace di battere Alcaraz. Ricordo la finale di Roland Garros quest’anno, onestamente ritengo che se Federer, Nadal o Djokovic avessero giocato questa finale ad un loro livello medio, avrebbero vinto tutti e tre contro Alcaraz o Zverev. Se Novak riuscirà a giocare come le Olimpiadi, può ancora battere Sinner o Alcaraz”.
    “Credo che Sinner e Alcaraz debbano ancora crescere, saranno al loro topo tra tre anni, assai più forti di quanto lo sono oggi, adesso non li vedo ancora al livello di Roger, Rafa e Novak”.
    Ovvia la domanda sul tennis francese, con Humbert sugli scudi al Masters 1000 di Bercy di fine stagione. “Humbert non mi ha sorpreso, quando gioca bene è pulito, efficace, ben costruito. Ha raggiunto un alto livello in tutte le aree del gioco. Stava cercando il suo tennis un anno e mezzo fa e aveva problemi di salute, deve aver messo troppa pressione su se stesso. Oggi lo vedo più sereno. Un po’ come Sinner e Alcaraz, può ancora migliorare e credo che nelle stagioni a venire potrà ottenere risultati ancora superiori. Quali? Deve puntare a un titolo del Grande Slam. Non arriverà dall’oggi al domani. Intanto deve già puntare alla vittoria nei Masters 1000. Ma con un buon tabellone in Australia, magari una semifinale può essere un obiettivo raggiungibile. Tutto è fattibile alla fine. Ricordiamo Jo Tsonga contro Djokovic. Jo non era lontano. Le grandi carriere iniziano così. Ugo può essere migliorato in molti aspetti del gioco, tatticamente può giocare meglio, può progredire nei colpi deve ancora sviluppare la parte superiore del corpo per la forza… Ci sono cose che mi piacciono molto e altre che non mi piacciono, sono sicuro che con Jeremy Chardy colmeranno questi gap che lo separano dalla top 5. Credo davvero che Ugo possa puntare a stare subito dietro a Sinner e Alcaraz“.
    Non solo Humbert, in Francia ci sono grandi aspettative anche su Fils e Mpetshi Perricard. Forget è ottimista per il loro futuro. “Possiamo essere ottimisti. La gente mi incontra e dice ‘tennis francese, la prossima generazione non c’è…’. Non sono d’accorso. Abbiamo Arthur Fils e Giovanni Mpetshi, ben classificati, perfettibili e in progresso. Quello che mi piace di Arthur è la sua forza fisica, ha una solida base, può vincere un Masters 1000 su campi in terra battuta e cemento. Per Giovanni è molto difficile vedere il suo futuro. Ho l’impressione che stia inventando un nuovo modo di giocare, qualcosa che non si vedeva in passato. Guadando ai suoi risultati, è capace di passare dal nulla alla vittoria di un torneo. Deve cercare di vincere anche quando il suo servizio è meno buono, ma è difficile decifrare cosa farà Giovanni in futuro. Quello che è certo è che con Manu Planque, il suo allenatore, dovrà lavorare molto”.

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    Sinner n.1 anche su Wikipedia: è il più cercato in Italia nel 2024

    Jannik Sinner (foto Brigitte Grassotti)

    Si dice e si scrive sempre più spesso che il tennis sia diventato “mainstream”, ossia più attraente e attrattivo, con moltissimi nuovi appassionati o semplici curiosi che prima non non erano interessati alla sport della racchetta, e che ora invece grazie alle imprese di Berrettini, Sinner, Paolini e tutti gli altri azzurri si sintonizzano sui match in tv, leggono sui siti specializzati e non, cercano sul web informazioni tennistiche. La conferma arriva anche dal notissimo portale Wikipedia, enciclopedia online gratuita e collaborativa, che rende noti (fonte Wikimedia) i dati dei personaggi più cercati tra le sue pagine in Italia nel 2024. Indovina chi è il più cliccato? Naturalmente “lui”, Jannik Sinner. Non è una grande sorpresa, vista la portata del personaggio e la sua straordinaria annata vincente, che ha spinto tante persone ad andare a cercare informazioni sul pusterese. Quel che sorprende non poco invece è l’enorme margine di distacco tra il numero di letture su Jannik e quelle sul secondo più “cliccato”, il Napoli calcio. Infatti la pagina relativa n.1 del mondo su Wikipedia nel 2024 ha ottenuto 5.023.355 visite, mentre quella al Napoli calcio 2.863.957 visite, ossia quasi 2,2 milioni di ricerche in meno, poco meno del doppio. Al terzo posto tra i più visitati sulla enciclopedia online quest’anno troviamo la RAI, nel settantesimo della sua fondazione.

    Questa la top10 Wikipedia in Italia nel 2024:
    1 – Jannik Sinner – 5.023.355 visite (ha pesato la forza del personaggio, entrato in tutte le case degli italiani, anche quelli che non seguono il tennis con continuità)
    2 – SSC Napoli – 2.863.957 visite (dopo il grande Scudetto del 2022/23, la caduta e quindi la risalita con Antonio Conte)
    3 – Rai – 2.400.763 visite (70° anniversario dall’inizio delle trasmissioni televisive e il 100° dalla prima messa in onda dei programmi dell’Unione radiofonica italiana, oltre l’enorme impatto del Festival di Sanremo)
    4 – Facebook – 2.280.076 visite (molti interessati al 20 anni del social network e le indagini della UE)
    5 – Italia – 2.018.285 visite (è un evergreen per la enciclopedia, ma pesa anche l’anno Olimpico)
    6 – Mango – 1.941.212 visite (dato a sorpresa, molti giovani non conoscevano affatto il parà di Angelina, morto prematuramente)
    7 – Angelina Mango – 1.870.711 visite (vittoria a Sanremo, presenza all’Eurovision Contest e personaggio globale più cercato su Google in Italia quest’anno)
    8 – EURO 2024 – 1.781.970 visite (gli europei di calcio, con poca fortuna per l’Italia eliminata dalla Svizzera)
    9 – Omicidio di Elisa Claps – 1.696.558 visite (fatto di cronaca nera tornato in auge quest’anno grazie ad un documentario e una mini-serie)
    10 – Povere creature! – 1.694.016 visite (film pluripremiato, anche agli Oscar)

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    Isner avverte Alcaraz: “Se non farà benissimo all’Australian Open sarà criticato per le tante esibizioni giocate”

    Alcaraz e Shelton nella esibizione al Madison Square Garden di NYC

    John Isner lancia un severo avvertimento a Carlos Alcaraz: mentre Sinner ha concentrato la massima attenzione a riposo e preparazione nel corso il suo eccezionale 2024 e in particolare nella off-season, Alcaraz ha preso parte a varie esibizioni e se le sue prestazioni all’avvio del 2025 non fossero all’altezza sarà certamente criticato per questo. Il gigante USA è intervenuto nel Nothing Major podcast, soffermandosi sulla situazione dello spagnolo. Il n.3 del mondo in effetti prende parte a diversi eventi extra tour, e nel mese di dicembre è stato negli USA prendendo parte a vari eventi promozioni e disputando due esibizioni: a New York contro Ben Shelton, e poi in North Carolina contro Frances Tiafoe.
    “Nessuno ha niente in contrario al fatto che Carlos abbia scelto di scendere in campo negli Stati Uniti in dicembre e abbia incassato due assegni enormi, ma Sinner ha tenuto una condotta diversa: testa bassa e pedalare. Dopo il suo anno fantastico Jannik è presto tornato al lavoro, mantenendo un basso profilo per ripresentarsi in campo al massimo della condizione”.
    “Entrambi saranno pronti per andare in Australia. Ma penso che se Carlos non si performerà così bene all’Australian Open, molte persone si scaglieranno contro il fatto che era negli Stati Uniti a dicembre a giocare esibizioni invece di prepararsi come il suo rivale. Non penso che sia giusto, ognuno può scegliere di prepararsi come vuole, ma se succedesse, sono sicuro così che andrà.”
    Parole quelle di Isner che aprono a interessanti riflessioni sulla preparazione dei tennisti nella breve finestra temporale della off-season, tra fine novembre e dicembre. Moltissime sono state le esibizioni organizzate un po’ ovunque, con tanti giocatori di primo livello presenti. Pochi i tennisti che hanno scelto di evitarle a fine anno e pensare solo alla preparazione, tra questi Jannik Sinner, che dopo un periodo di riposo attivo a Monte Carlo è di base a Dubai per affinare fisico e colpi in vista degli Australian Open, al via tra meno di un mese.
    Gli Australian Open sono il torneo dello Slam nel quale Alcaraz ha ottenuto i peggiori risultati. Infatti il giovane spagnolo ha trionfato a US Open 2022, suo primissimo titolo Slam, quindi poi a Wimbledon nel 2023 (e 2024) e a Roland Garros 2024. A Melbourne invece vanta come miglior risultato gli quarti di finale di questa stagione, e in totale in carriera ha disputato solo 10 partite nel torneo.
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    Dimitrov vince lo “Stefan Edberg Sportsmanship Award” 2024

    La infografica dell’ATP

    Grigor Dimitrov è stato scelto dai suoi colleghi come vincitore del premio “Stefan Edberg Sportsmanship Award 2024”, ossia il tennista più corretto dell’anno, quello che più di ogni altro sul tour Pro ha mostrato fair play, professionalità e integrità, in campo e fuori.
    “Sono molto grato, molto riconoscente a tutti i miei fan, a tutti i miei colleghi, a tutti coloro che mi hanno sostenuto per tutto questo tempo. Mi sento molto fortunato”, afferma Dimitrov. “Grazie a tutti per questo incredibile apprezzamento e mi assicurerò di continuare e di impegnarmi per essere migliore”.
    “Tutti amano Dimi” recita il post social che ha accompagnato su X la proclamazione del giocatore 2024 più corretto e leale.

    Everyone loves Dimi @GrigorDimitrov has been selected by fellow players as the winner of the 2024 Stefan Edberg Sportsmanship Award. #ATPAwards
    — ATP Tour (@atptour) December 13, 2024

    Il bulgaro ha vissuto una stagione 2024 molto buona dal punto di vista agonistico, chiudendo con un record di 46 vittorie e 18 sconfitte. Ha iniziato molto bene trionfando a Brisbane, nono titolo in carriera; quindi ha raggiunto altre tre finali, a Marsiglia, al Masters 1000 di Miami (battuto da un Sinner in stato di grazia), e quindi a Stoccolma. Ottimi anche i piazzamenti nei quarti di finale al Roland Garros e US Open, ad anche al Rolex Paris Masters. Buoni risultati che hanno permesso a Grigor di concludere l’anno al n. 10 nella classifica mondiale, suo miglior piazzamento nel ranking di fine stagione dal 2017, quando trionfò alla Finals di Londra e terminò quell’annata al n. 3 al mondo.
    Dimitrov ha vinto questo riconoscimento prestigioso per la prima volta, seguendo le orme di Casper Ruud (2022) e Carlos Alcaraz (2023). Dal 2004 al 2021 il premio di tennista più sportivo è stato vinto solo da Roger Federer o Rafael Nadal, con lo svizzero vincitore per ben 13 volte e lo spagnolo 5.
    Stefan Edberg vinse il premio cinque volte tra il 1988 e il 1995. Diventato icona dello sport non solo per le sue bellissime volée ed eleganza ma anche per il suo comportamento irreprensibile, l’ATP ha deciso nel 1996 di intitolargli questo riconoscimento, proprio nella sua ultima stagione competitiva.
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    I migliori tornei ATP del 2024: premiati Indian Wells, Queen’s e Doha

    La infografica dell’ATP

    Dopo il “ritorno dell’anno”, vinto stra-meritatamente dal nostro Matteo Berrettini, l’ATP comunica l’Award 2024 per i migliori tornei del 2024, nelle tre canoniche categorie: sono Indian Wells (Masters 1000), Queens’ (500), Doha (250). Questi eventi sono ormai degli habitué ai riconoscimenti di miglior evento stagionale. Per il Cinch Championships, storico appuntamento su erba a Londra prima di Wimbledon, c’è un doppio premio: ha ricevuto un riconoscimento speciale per i suoi standard di eccellenza, insieme al Rolex Shanghai Masters e al Nordea Open di Bastad.
    Indian Wells è ormai da anni il 1000 più ricco, ambito e gradito da pubblico e giocatori, tanto che il riconoscimento 2024 è il decimo l’ATP Award consecutivo di miglior torneo Masters dell’anno. E pensare che a metà anni 2000 rischiava di scomparire, sommerso dai debiti e quasi “comprato” dal torneo di Acapulco del ricchissimo patron Carlos Slim. Quando la situazione era quasi disperata, l’allora direttore Buchholz trovò nuovi investitori e salvò l’evento, che quindi fu acquistato da Larry Ellison, guru di una delle new company hi-tech e tra gli uomini più ricchi al mondo. Forte della sua infinita disponibilità economica e passione per il gioco, Ellison ha trasformato il torneo californiano nel meglio organizzato al mondo, ormai dietro solo ai 4 Slam e alla Finals per prestigio. Immerso nella natura desertica della California, l’Indian Wells Tennis Garden offre strutture e servizi di prima qualità per i giocatori, numerosi campi di allenamento che consentono ai fan di guardare gli atleti da vicino e servizi di ristorazione di massimo livello.
    “Siamo onorati che per ben 10 anni di fila, i giocatori ATP abbiano votato Indian Wells come miglior 1000 del Tour”, ha affermato il direttore del torneo Tommy Haas. “Questo risultato senza precedenti è una testimonianza dell’impegno incrollabile verso l’eccellenza del nostro staff e dei volontari del torneo, nonché del supporto dedicato del nostro proprietario Larry Ellison, dei nostri sponsor, dei nostri fan e di tanti altri che contribuiscono al successo del nostro evento”.

    The @BNPPARIBASOPEN in Indian Wells, the @QueensTennis at the Queen’s Club in London, and the @QatarTennis in Doha continue to set the standard on the ATP Tour, winning Tournament of the Year honours in their respective categories in the 2024 #ATPAwards.
    — ATP Tour (@atptour) December 13, 2024

    Anche per il torneo del Queen’s il nuovo ATP Award è una solida conferma, terzo premio di fila e sesto in assoluto (2015-16, 2018, 2022-24). Tommy Paul è il campione 2024, su Lorenzo Musetti in finale. Un torneo che si svolge nell’incantevole cornice di un club storico, e che quest’anno vedrà il ritorno di un torneo femminile prima di quello maschile. Fatto questo che ha portato non poche discussioni per la preoccupazione di quel che potrà essere il manto erboso dopo una settimana di tennis “rosa”. “Siamo molto lieti di essere stati votati ATP 500 Tournament of the Year per il terzo anno consecutivo”, ha affermato l’amministratore delegato Chris Pollard. “Nel 2024, abbiamo accolto Jamie Murray come direttore del torneo, la cui conoscenza dell’ATP Tour ha contribuito a migliorare ulteriormente l’esperienza per i giocatori. Questo premio è il riconoscimento del duro lavoro che tutti coloro che gestiscono il torneo dedicano a fornire servizi di altissima qualità ai giocatori”.
    Karim Alami, ex pro marocchino e oggi direttore dell’ATP 250 di Doha, saluta con grande soddisfazione il premio ricevuto. Sarà l’ultimo in questa categoria, visto che il torneo già dal 2025 passerà a 500. “Siamo lieti di aver ricevuto il titolo di miglior torneo nella categoria ATP 250 per la sesta volta”, ha affermato il direttore del torneo Karim Alami. “Questo risultato riflette il nostro impegno continuo nel fornire un’esperienza sportiva di alto livello per giocatori e appassionati di tennis”. Il Qatar ExxonMobil Open infatti ha ottenuto questo riconoscimento nel 2015, 2017, 2019, 2021 e 2022. Un torneo che quest’anno, da neo 500, vedrà al via campioni come Sinner, Djokovic e Medvedev. “Con il torneo ora promosso alla categoria ATP 500, riaffermiamo il nostro impegno a continuare i nostri sforzi per offrire un’esperienza eccezionale e per rendere il torneo ancora più vincente negli anni a venire. Il nostro obiettivo è di renderlo una destinazione preferita per i migliori giocatori e fan del mondo” conclude Alami.
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