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    Borg nella nuova autobiografia rivela il suo passato con la droga: “Sono stato vicino alla morte due volte”

    Bjorn Borg, 11 volte campione Slam

    “Non lo faccio per soldi. Era come portare un enorme peso sulle spalle. Dovevo liberarmene. La gente mi conosce attraverso il tennis, ma non sa davvero cosa mi è successo come persona. Pubblicare questo libro mi ha dato sollievo. Negli anni novanta non ero pronto, ho avuto delle ricadute, anche se non gravi come negli anni ottanta”. Con queste accorate parole Bjorn Borg racconta in anteprima al quotidiano di Londra Times la sua decisione di scrivere una autobiografia, intitolata “Battiti” (uscirà tra qualche giorno anche in italiano) nella quale svela con dovizia di particolari i momenti più cupi della sua vita, inclusa la lotta contro il cancro di questi giorni e il passato tossico per l’uso di droghe poco dopo il ritiro dal tennis professionistico.
    L’ex tennista svedese, vincitore di 11 titoli del Grande Slam, ha deciso di raccontarsi senza filtri in un libro scritto insieme alla moglie Patricia, appena uscito in Svezia. “Non volevo un estraneo per raccontare la mia vita, le più cose intime. Patricia è la mia migliore amica”. Se nelle ultime pagine rivela la diagnosi di un tumore alla prostata “estremamente aggressivo”, nel libro svela come la sua dipendenza dalla droga l’abbia portato per due volte a un passo dalla morte. Il primo di questi drammatici episodi risale al febbraio 1989, a Milano, quando la sua moglie dell’epoca Loredana Bertè lo trovò privo di sensi e lo portò di corsa in ospedale. Ufficialmente la crisi fu attribuita a una reazione avversa a dei sonniferi presi per alleviare un dolore allo stomaco dopo una cena al ristorante, ma in realtà si trattava di ben altro. A salvarlo la tempestività dell’intervento della moglie e le cure dei medici, che praticarono tutte le operazioni necessarie a farlo riprendere, tra cui una lavanda gastrica. “Il fatto che sia ancora vivo è merito di Loredana” racconta Borg. La seconda volta in cui vide la morte in faccia fu qualche anno più tardi, in Olanda, dove fu colpito da un infarto mentre si trovava su un ponte. “Battiti” si apre proprio da quel momento: il cuore che si ferma, la caduta a terra e la fortuna di avere vicino persone pronte a soccorrerlo e salvargli la vita.
    È un’autobiografia onesta, a tratti cruda, nella quale Bjorn si prende la colpa per i tanti sbagli che l’hanno portato in difficoltà economica con scelte di investimenti sbagliati, e ancor più ammette di aver perso il controllo della propria vita dopo il ritiro dal tennis a soli 25 anni. “Non avevo alcun piano quando ho smesso” afferma lo svedese. “Oggi i giocatori hanno una guida, io ero perso nel mondo. C’erano droghe, pillole, alcol: servivano a fuggire dalla realtà”.
    Il sei volte vincitore del Roland Garros e cinque volte campione a Wimbledon racconta la prima volta in cui provò la cocaina: nell’estate del 1982, a New York, in un notissimo locale della “movida” newyorkese, frequentato da star di ogni tipo. “A Manhattan c’erano sempre feste. Un giorno ci sono andato: non giocavo più a tennis e pensai di poter provare la cocaina. La sensazione di euforia era simile a quella che provavo in campo”. Borg afferma non fare uso di droghe da oltre 25 anni. Nel libro ripercorre anche la dura scoperta della malattia e la battaglia contro il cancro alla prostata, ora in remissione: “Il medico dice che ci sono ancora cellule tumorali nel mio corpo, ma al momento sono inattive. Potrebbero rimanere così per anni”.
    Interessante la risposta di Borg alla domanda su quale posto pensa di meritare nella storia del tennis: “Tra i primi cinque ci posso stare. Ma più dei numeri, credo che io, Federer e Nadal abbiamo portato il tennis in un’altra dimensione”.
    Marco Mazzoni LEGGI TUTTO

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    Zeppieri vola al secondo turno ad Hangzhou: battuto Sun, ora sfida con Learner Tien

    Giulio Zeppieri nella foto – Foto getty

    Buona partenza per Giulio Zeppieri all’ATP 250 di Hangzhou. L’azzurro ha superato con autorità il cinese Fajing Sun, sconfitto con il punteggio di 6-3 6-2, approdando così al secondo turno del torneo.La partita è stata sempre sotto controllo per il mancino di Latina: nel primo set è stato decisivo il break piazzato nel quarto gioco, che gli ha permesso di prendere il comando delle operazioni e chiudere 6-3 senza concedere chance al suo avversario. Nella seconda frazione Zeppieri ha alzato ulteriormente il ritmo, strappando due volte il servizio a Sun e chiudendo agevolmente per 6-2.
    Al secondo turno Zeppieri se la vedrà con il giovane statunitense Learner Tien, classe 2005, 19 anni compiuti lo scorso 2 dicembre e numero 54 del ranking mondiale. Un test di rilievo per l’azzurro, chiamato a confermare il buon avvio contro un talento emergente che sta scalando rapidamente la classifica ATP.
    Per Zeppieri, che era entrato in tabellone dopo aver superato le qualificazioni, Hangzhou rappresenta un’occasione preziosa per raccogliere punti e fiducia in vista del finale di stagione.
    ATP Hangzhou Giulio Zeppieri66 Fajing Sun32 Vincitore: Zeppieri ServizioSvolgimentoSet 2G. Zeppieri 0-15 15-15 15-30 30-30 30-40 40-40 A-405-2 → 6-2F. Sun 15-0 15-15 15-30 15-40 30-40 40-40 40-A4-2 → 5-2G. Zeppieri 15-0 30-0 40-0 40-15 df 40-303-2 → 4-2F. Sun 15-0 15-15 15-30 30-30 40-303-1 → 3-2G. Zeppieri 0-15 0-30 15-30 30-30 30-40 40-40 40-A 40-40 ace A-40 40-40 df A-40 ace ace2-1 → 3-1F. Sun 0-15 0-30 15-30 15-401-1 → 2-1G. Zeppieri 0-15 df 15-15 ace 15-30 30-30 ace 30-40 40-40 A-400-1 → 1-1F. Sun 0-15 0-30 15-30 30-30 30-40 40-40 A-400-0 → 0-1ServizioSvolgimentoSet 1G. Zeppieri 15-0 30-0 40-05-3 → 6-3F. Sun 0-15 0-30 df 15-30 30-30 40-30 ace 40-40 A-40 40-40 A-405-2 → 5-3G. Zeppieri 15-0 40-0 ace4-2 → 5-2F. Sun 15-0 15-15 15-30 30-30 40-30 40-40 df A-404-1 → 4-2G. Zeppieri 15-0 30-0 30-15 df 40-153-1 → 4-1F. Sun 0-15 0-30 0-402-1 → 3-1G. Zeppieri 15-0 15-15 15-30 30-30 30-40 df 40-40 A-40 ace ace1-1 → 2-1F. Sun 15-0 15-15 30-15 40-15 40-301-0 → 1-1G. Zeppieri 15-0 30-0 40-00-0 → 1-0
    !DOCTYPE html >Statistiche Tennis: Zeppieri vs Sun

    Statistica
    Zeppieri 🇮🇹
    Sun 🇨🇳

    STATISTICHE DI SERVIZIO

    Rating del servizio
    300
    218

    Ace
    10
    1

    Doppi falli
    5
    2

    Prima di servizio
    34/59 (58%)
    34/57 (60%)

    Punti vinti sulla prima
    27/34 (79%)
    21/34 (62%)

    Punti vinti sulla seconda
    15/25 (60%)
    8/23 (35%)

    Palle break salvate
    5/5 (100%)
    3/6 (50%)

    Giochi di servizio giocati
    9
    8

    VELOCITÀ DI SERVIZIO

    Velocità massima
    223km/h (138 mph)
    204km/h (126 mph)

    Velocità media prima
    205km/h (127 mph)
    187km/h (116 mph)

    Velocità media seconda
    164km/h (101 mph)
    147km/h (91 mph)

    STATISTICHE DI RISPOSTA

    Rating della risposta
    191
    61

    Punti vinti su prima di servizio
    13/34 (38%)
    7/34 (21%)

    Punti vinti su seconda di servizio
    15/23 (65%)
    10/25 (40%)

    Palle break convertite
    3/6 (50%)
    0/5 (0%)

    Giochi di risposta giocati
    8
    9

    STATISTICHE DEI PUNTI

    Punti vinti a rete
    0/0 (0%)
    0/0 (0%)

    Vincenti
    0
    0

    Errori non forzati
    0
    0

    Punti vinti al servizio
    42/59 (71%)
    29/57 (51%)

    Punti vinti in risposta
    28/57 (49%)
    17/59 (29%)

    Totale punti vinti
    70/116 (60%)
    46/116 (40%) LEGGI TUTTO

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    Billie Jean King Cup 2025: Gran Bretagna ultima semifinalista

    Katie Boulter GBR, 01.08.1996. – Foto Getty Images

    Saranno semifinali di altissimo livello quelle che prenderanno il via domani alla Billie Jean King Cup 2025. L’ultima nazionale a staccare il pass è stata la Gran Bretagna, capace di superare il Giappone senza neppure dover ricorrere a Emma Raducanu.A trascinare le britanniche ci hanno pensato Sonay Kartal, vittoriosa su Ena Shibahara con il punteggio di 6-3 7-6(4), e Katie Boulter, che ha dominato Moyuka Uchijima 6-2 6-1. Due successi netti che hanno chiuso il discorso già dopo i singolari, confermando la forza e la solidità della squadra guidata da Anne Keothavong.
    Il tabellone delle semifinali promette ora spettacolo, con diverse giocatrici top-10 pronte a scendere in campo e a infiammare il pubblico di Shenzhen. Le sfide si disputeranno tra venerdì e sabato, con in palio un posto nell’atto conclusivo della competizione.
    Semifinali Billie Jean King Cup 2025:Italia vs Ucraina (venerdì)Stati Uniti vs Gran Bretagna (sabato) LEGGI TUTTO

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    Musetti: “Torino è il mio obiettivo e il mio sogno. La Cina sarà un test importante”

    Lorenzo Musetti nella foto – Foto Getty Images

    L’Italia del tennis continua a vivere un momento d’oro e tra i protagonisti c’è senza dubbio Lorenzo Musetti, che dopo un 2025 di grandi progressi si trova ora in piena corsa per la qualificazione alle ATP Finals di Torino.L’azzuurro, attualmente ottavo nella Race, è consapevole di quanto sia importante la tournée asiatica per accumulare punti decisivi in vista del Masters di fine stagione:
    “L’Italia sta vivendo un periodo fantastico: Jannik è una conferma, io quest’anno ho fatto molti passi in avanti. Per raggiungere Torino manca tanto, c’è ancora tanto lavoro da fare, ma sto cercando di prenderla come motivazione per migliorare. La Cina sarà un bell’esame per me per capire a che punto siamo. Spero e mi auguro di poter regalare questa soddisfazione ai nostri tifosi. Torino è il mio obiettivo, l’ho già detto e confermato, ma oltre un obiettivo sarebbe anche un sogno poter giocare di fronte a un pubblico di casa”.
    Musetti arriva in Asia con la necessità di riscattarsi dopo una fase complicata. La stagione su terra battuta lo aveva visto protagonista assoluto, con le semifinali raggiunte a Montecarlo, Madrid, Roma e Roland Garros, risultati che lo avevano proiettato tra i primi candidati per un posto alle Finals. Tuttavia, la successiva tournée sull’erba e quella sul cemento nordamericano hanno frenato la sua corsa, rendendo indispensabile un buon finale di stagione.
    L’azzurro sa che iniziare con il piede giusto è fondamentale:“Sarà importante iniziare bene in Cina, è una trasferta con tanti punti in palio e qua a Chengdu può essere importante iniziare col piede giusto. Non vedo l’ora di scendere in campo”. LEGGI TUTTO

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    l’Italia cerca la doppietta in Billie Jean King Cup e Coppa Davis: azzurri in pole per il tris, tra le donne in quota è testa a testa con l’Ucraina (domani le azzurre in campo alle ore 11)

    Jasmine Paolini nella foto – Foto Getty Images

    Una storica doppietta tra Billie Jean King Cup e Coppa Davis: è quello che sogna l’Italia del tennis in campo femminile e maschile. Le azzurre capitanate da Tathiana Garbin, dopo aver eliminato le padrone di casa della Cina con due partite durate quasi tre ore ciascuna con protagoniste Elisabetta Cocciaretto e Jasmine Paolini ed aver centrato le semifinali, cercano il successo anche contro l’Ucraina di Elina Svitolina (numero 13 Wta) e Marta Kostyuk (numero 26). In quota, come riporta Agipronews, è però testa a testa: vale infatti 1,84 la vittoria dell’Italia, contro l’1,86 offerto per l’Ucraina.
    In campo maschile, sono stati invece sorteggiati i tabelloni della Coppa Davis: l’Italia di Filippo Volandri, detentrice del trofeo, se la vedrà con l’Austria a partire dal 19 novembre. In semifinale, in caso di vittoria, per gli azzurri ci sarà una tra la Francia e il Belgio. Sinner e compagni vanno a caccia, da favoriti, della quarta Coppa Davis: vale infatti 2,25 lo storico tris, con la Spagna del neo numero 1 al mondo Carlos Alcaraz che insegue a quota 3,50. Chiude il podio, a 5, la Repubblica Ceca, che può contare su ottimi singolaristi come Tomas Machac, Jakub Mensik e Jiri Lehecka. LEGGI TUTTO

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    Berdych critica la scelta di Mensik e Machac di giocare la Laver Cup: “Quella settimana poteva essere sfruttata meglio”

    Tomas Berdych, oggi capitano in Davis per la Rep. Ceca

    C’è un gran battage mediatico per scaldare l’atmosfera in vista dell’edizione 2025 della Laver Cup, da domani al via a San Francisco, tra la presenza del suo ideatore Federer a stimolare il talento ancora acerbo di Fonseca a gite turistiche dei protagonisti alla scoperta delle bellezze della Bay Area, come il leggendario penitenziario di Alcatraz. Ma c’è anche chi critica la scelta di giocare questa esibizione, sostenendo che si poteva usare meglio lo spazio della settimana. È Tomas Berdych a criticare la scelta dei suoi connazionali Jakub Mensik e Tomas Machac, in squadra per il team Europe rispettivamente come giocatore effettivo e prima riserva agli ordini del nuovo capitano Yannick Noah. Il capitano in Davis della Repubblica Ceca, reduce dalla favolosa affermazione negli USA nei qualifiers di Davis che ha aperto le porte alla sua nazionale alla Final 8 di Bologna, ha parlato in modo schietto, affermando di non condividere la scelta dei suoi due giocatori di disputare la ricca esibizione a squadre.
    “È la mia opinione personale, ma se fossero i ragazzi a chiedermelo, risponderei allo stesso modo” ha dichiarato l’ex n.4 al mondo alla stampa nazionale, dopo aver guidato la sua squadra al trionfo in Coppa Davis in Florida. “Per me, al momento, quella di giocare adesso la Laver Cup non sarebbe affatto un’opzione. Hanno già tanto alle spalle e molto altro ancora da affrontare nel corso della stagione”.
    “La Laver Cup a mio avviso è più adatta a giocatori già consolidati in posizioni di vertice. Capisco perché vogliano partecipare, ma quella settimana potrebbe essere sfruttata in maniera più efficace. È così che la vedo. Non che mi dia particolarmente fastidio, ma questo è il mio punto di vista” conclude Berdych, che ha giocato una volta l’esibizione, proprio l’edizione inaugurale nella “sua” Praga nel 2017.
    Parole che certamente non lasceranno indifferenti quelle di Berdych, ma con un fondamento molto solido. Mensik in particolare è attualmente al diciannovesimo posto nella Race to Turin; staccare il pass per le Finals è forse un obiettivo remoto, ma negli ultimi due mesi di tour ci sono tanti punti da assegnare, in tornei che si addicono assai alle sue caratteristiche, come gli indoor europei dove il suo servizio “bomba” e potenza nei colpi può essere quasi inarrestabile. Ma oltre a questa speranza di entrare nel lotto delle Finals, effettivamente il dopo US Open è un momento importante per riposo e preparazione: basta vedere la scelta di Jannik Sinner, bravissimo a sfruttare al meglio nelle scorse annate questo spazio per presentarsi preparato al massimo per il rush finale dell’annata. È curioso che un personaggio pacato come Berdych abbia punzecchiato due dei suoi migliori tennisti proprio durante il lancio di uno degli eventi meglio promossi nell’intera stagione, mostrando un lato che forse non conoscevamo.
    Marco Mazzoni  LEGGI TUTTO

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    Billie Jean King Cup 2025: gli Stati Uniti volano in semifinale dopo una battaglia con il Kazakistan

    Gli Stati Uniti in semifinale – Foto Getty Images

    Gli Stati Uniti hanno conquistato un posto nelle semifinali della Billie Jean King Cup 2025 al termine di una sfida tesissima contro il Kazakistan, decisa soltanto dal doppio.Nel primo incontro, Emma Navarro ha regalato il punto iniziale agli americani con una vittoria da brividi contro Yulia Putintseva: dopo aver annullato due match point, la statunitense si è imposta per 7-5, 2-6, 7-6(8), firmando un successo che ha subito indirizzato la sfida.
    Il Kazakistan ha però risposto con Elena Rybakina, che nel secondo singolare ha dominato Jessica Pegula imponendosi 6-4, 6-1 e rimettendo la serie in equilibrio. Tutto si è così deciso al doppio.A quel punto Pegula si è riscattata in coppia con Taylor Townsend: le due americane hanno avuto la meglio su Rybakina e Putintseva per 6-2, 7-6(1), portando gli Stati Uniti in semifinale.La squadra a stelle e strisce affronterà ora la vincente della sfida tra Giappone e Gran Bretagna, con l’obiettivo di tornare a lottare per il trofeo.
    Billie Jean King Cup 2025 – Quarti di finaleStati Uniti 2 – 1 KazakistanEmma Navarro b. Yulia Putintseva 7-5, 2-6, 7-6(8)Elena Rybakina b. Jessica Pegula 6-4, 6-1Jessica Pegula / Taylor Townsend b. Elena Rybakina / Yulia Putintseva 6-2, 7-6(1)➡️ Stati Uniti in semifinale contro la vincente tra Giappone e Gran Bretagna. LEGGI TUTTO

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    ATP 250 Hangzhou: rientro amaro per Berrettini, cede nettamente Svrcina

    Matteo Berrettini

    Troppa “ruggine”, poca fiducia e ancor meno ritmo, con una certa difficoltà nel trovare la giusta distanza dalla palla negli impatti e un rendimento della risposta assai modesto, come quello con la seconda di servizio. Impossibile con questi problemi performare al meglio, far frullare il braccio a mille con il servizio e colpire quelle accelerazioni micidiali di diritto che “spaccano” la palla e flirtano con le righe. Stavolta il rientro a tutto gas non riesce a Matteo Berrettini, sconfitto all’esordio dell’ATP 250 di Hangzhou dalla velocità e costanza di Dalibor Svrcina, vittorioso sull’italiano per 6-3 6-3 al termine di una partita condotta dal ceco con ordine, eccellente copertura del campo e schemi di gioco tanto semplici quanto efficaci per mettere a nudo le difficoltà dell’italiano, rientrato sul tour in Cina dopo la sconfitta al primo turno a Wimbledon i primi di luglio. Troppi gli errori di Berrettini in spinta (sono ben 35 a fine match, con 23 vincenti), ma niente ha funzionato al meglio nel suo tennis, in difficoltà nel reggere il ritmo e angoli imposti dal rivale nello scambio, bravo a rimettere sempre una palla in più, profonda e precisa, quasi sempre angolata in modo da non far colpire l’italiano da fermo.
    Quasi tre mesi stop non sono uno scherzo, ma si sperava che Berrettini si trasformasse per l’ennesima volta in meravigliosa “Araba Fenice” e riuscisse a rientrare sul tour con la sua grande forza, come più volte gli è capitato in carriera, addirittura vincendo un titolo al primissimo torneo. Stavolta non è andata così: è mancata la fluidità generale, di spostamento e negli impatti; poca la fiducia nell’aggredire la palla e imporre sul rivale la sua maggior potenza; scarso il rendimento in risposta, dove non ha mai trovato la misura finendo troppo corto quando bloccava e sbagliando – anche di molto – quando ha provato a spingere liberando il braccio. Ancor più grave come sia finito sotto sulle proprie seconde di servizio, con Svrcina lucidissimo nell’entrare con energia e misura, intuendo che non fosse necessario pizzicare la riga per fare il punto, bastava mettere pressione e spostare molto Berrettini per portarlo all’errore. Così purtroppo è andata, con Dalibor bravissimo nel mettere a suo favore l’aver già giocato match nel torneo, conoscere le condizioni e soprattutto imporre una condizione fisica (e generale) assai superiore a quella dell’azzurro.
    Svrcina non ha fatto niente di clamoroso ma forse proprio questa è stata la chiave del suo successo. Provare a fare “lo splendido” sfidando Berrettini sui vincenti sarebbe stato un rischio eccessivo, per questo ha scelto saggiamente di giocare un match aggressivo ma solido, colpendo con buona intensità ma anche discreto margine, per sbagliare il meno possibile e portare l’italiano a giocare sempre una palla in più in scambio e mai potendola colpire da fermo. Un tennis ridotto all’osso, schematico ma positivo, forte di piedi rapidi nel coprire il campo e scelte di gioco corrette. Quando Matteo ha provato a tirare più forte, Dalibor si è appoggiato bene e ha rimesso palle piuttosto profonde; quando si è scambiato alla velocità del ceco, quasi mai Berrettini è riuscito ad andare sopra, finendo per forzare col diritto oppure rallentare fin troppo col back di rovescio, dando così comodi assist al rivale, prontissimo ad avanzare un metro in campo e prendersi un netto vantaggio.
    È evidente che contro un “motorino” come Svrcina, Berrettini non possa far gara di corsa, doveva sovrastarlo con la sua spinta superiore, a partire dal servizio. Purtroppo la partita si è messa subito male con il break subito in apertura, e questo ha avuto un duplice effetto negativo: ha dato spinta al ceco e allo stesso tempo ha irrigidito l’italiano ancor più. Non ci voleva una partenza ad handicap, Matteo non è mai riuscito a prendere ritmo col servizio, in particolare la seconda palla non è stata all’altezza del suo valore, e ancor più è stato in difficoltà in risposta. Ma niente ha davvero funzionato nel suo gioco. All’inizio del 2025 era piaciuto moltissimo il rendimento del rovescio coperto, colpito con le braccia meno distese e più sciolto, con una sicurezza in scambio molto interessante; oggi non ha mai convinto, anche per colpa della difficoltà nell’arrivare bene all’impatto, col timing migliore. La reattività viene dall’allenamento e dalla fiducia, dal trovare il momento per scattare e coordinarsi al meglio; in questo la mancanza di match competitivi si è fatta sentire moltissimo, troppo. È mancata una reazione emotiva, di forza, di rabbia incanalata in energia positiva, cosa che ha sostenuto tante volte in carriera Matteo, mentre oggi è sfociata nella frustrazione per non ritrovarsi in campo come voleva e sperava.
    Non c’è niente da fare, è andata così, è andata male. I rischi di un rientro dopo un lungo stop sono tanti. Purtroppo non c’è altra medicina del riprovarci appena possibile, continuando a lavorare bene. A volte bastano due – tre game giocati “bene” per sbloccarti, farti riassaporare sensazioni positive e ripartire. Oggi non è accaduto. Prossima fermata il 500 di Tokyo, dove Berrettini è entrato in tabellone. Forza Matteo!
    Marco Mazzoni

    La cronaca
    Berrettini fin dai primi scambi mostra una discreta reattività e buona velocità nella copertura del campo, mentre è meno fluido nella spinta, sente sicuramente la “ruggine” delle tante settimane fuori dal tour e forse è trattenuto nel liberare tutta la sua potenza. Svrcina è tennista con poca potenza, ma copre benissimo il campo ed è preciso, lo si vede nel secondo game quando punisce un paio di attacchi non così incisivi dell’italiano. Matteo si ritrova sotto 15-40, e concede il break sul 30-40, molto bravo Svrcina nel correre avanti e abbassarsi quasi fino al terreno per rimettere con la punta della racchetta un passante stretto che sorprendi Berrettini. 2-0 Svrcina. Matteo cerca con insistenza il back di rovescio, non vuole dare “punch” a un avversario che già di suo ne ha poco. Non funziona il diritto del romano, qualche errore di troppo in scambio e anche con la risposta non è preciso. Una risposta bloccata in rete gli costa il 3-0, Svrcina è in controllo in quest’avvio, ai ritmi e velocità del ceco Matteo non può fare gara di corsa, deve liberare il braccio e tirare più forte. Prova lo schema servizio e diritto Berrettini nel primo punto del quarto game, ma come ci arriva bene Svrcina e trova un bel passante di rovescio. Finalmente arriva l’Ace di Matteo, primo del match, l’aiuto del servizio è fondamentale. Due di fila, poi un terzo sul 30 pari e un quarto, che gli vale un game con 4 “assi”. 3-1. Sul 30-15 l’azzurro vince lo scambio più bello del match, bravo a correre avanti e toccare uno strettino col diritto imprendibile. Con una progressione finalmente da Berrettini, con una serie di diritti potenti in progressione, forza il game ai vantaggi. La chance di break però non arriva, resta solido e al comando Svrcina (4-1). Il set scorre sui game di battuta, più tonico Matteo con la prima palla, ma non riesce a trovare il varco in risposta, mentre Svrcina è bravo a comandare, spostare l’azzurro e prendersi il punto con la sua ordinata costruzione. Dalibor si appoggia bene alla palla di Berrettini e trova angoli mettono in difficoltà l’italiano, che a sua volta non è continuo e preciso in risposta, non trova la misura andando o troppo corto o lungo. Il set si chiude 6-3 per Svrcina con un turno a zero, butta un po’ via la risposta Matteo sul 40-0. Un solo break per il ceco, ma anche la netta sensazione che Berrettini sia cercando ancora ritmo, sensazioni e fiducia.
    Berrettini riprende al servizio nel secondo set, un buon game vinto a 30, sostenuto dal servizio, ma ancora non incide in risposta. Svrcina varia molto angolo e rotazione del servizio, non dà mai all’italiano una palla comoda da poter spingere col diritto. La difficoltà di Matteo nel giocare sciolto la si vede tutta dal brutto rovescio lungo linea sul 40-30, braccia bloccate e palla che non passa la rete (1-1). Almeno il diritto inside out dal centro dopo una buona prima palla ora funziona e Dalibor su queste bordate non ci prova nemmeno, fermo a metri dalla palla. Forse per la frustrazione, vola via un diritto del romano, è il suo errore n.20 e gli costa uno scomodo 15-30. Tirato il suo sguardo, ma si affida ancora al diritto per l’affondo e poi uno smash potente. Esterna la sua frustrazione Matteo parlando con se stesso, insoddisfatto per come non riesca a trovare sicurezza e ritmo. Vince il game, 2-1, poi in risposta cerca di essere più aggressivo ed è pure piuttosto sfortunato sullo 0-15, quando una volée dorsale molto difficile gli esce di un niente. Svrcina regala col diritto, raro errore in una prestazione finora impeccabile, 15-30, e poi un altro errore col diritto – tirato con un po’ di fretta – gli costa il 30-40, prima palla break del match per Berrettini. Male Matteo, si scambia sulla diagonale di rovescio ed è totalmente fermo sul secondo colpo, con la palla che vola via lunga un metro. Chance sprecata e 2 pari. Qualcosa di negativo frulla nella testa di Berrettini, è evidente per come non si prepara dopo una risposta profonda del ceco, e poi butta via un diritto inside out colpito su palla troppo alta… 15-40, due palle break a dir poco delicate. Attacca il romano col diritto ma sotto rete tocca male col diritto e la palla muore in rete. BREAK Svrcina, passaggio molto negativo per Berrettini, ora sotto 3-2. Dalibor veleggia sicuro, copre bene il campo e si prende un altro solidissimo game al servizio, 4-2, mentre Matteo è entrato in “fase monologo”, le cose non vanno e non trova una reazione emotiva per sbloccarsi e tentare un ultimo assalto. Tira forte col diritto, ma sono giocate estemporanee, perché quando c’è da costruire si vede la mancanza di fiducia e ritmo, come sull’attacco sul 40-30, troppo lento e prevedibile… diventa un assist per il passante di Svrcina. E pure, ai vantaggi, su come pretenda di uscire da uno scambio lento con tanti back con una sbracciata di diritto tirata in corsa e con zero equilibrio, con la palla che può terminare la sua corsa solo nella rete. Enormi difficoltà, ma Berrettini non crolla, resta aggrappato alla partita vincendo un game di ben 14 punti (senza concedere palle break). Matteo serve sotto 5-3, e non serve bene, non trova punti facili, mentre la risposta di Dalibor è ficcante, in fiducia. Fermo il romano sul 15 pari, affossa malamente col diritto, quindi tira un diritto a mezza rete, del tutto scarico con le gambe. 15-40, due Match Point per Svrcina. Annulla il primo Berrettini con un solido attacco col diritto e chiusura di tocco sotto rete; sul 30-40 si gioca sulla seconda di servizio ed è pure sfortunatissimo per una deviazione del nastro che rende impossibile la volée dell’azzurro. Finisce mestamente una partita non gioca bene, poco continuo, poca energia e anche la mancanza di una reazione emotiva per invertire l’inerzia di una partita in cui è stato quasi sempre sotto il ritmo del rivale. Rientrare è difficile, la strada per Matteo è in salita.

    Matteo Berrettini vs Dalibor Svrcina ATP Hangzhou Matteo Berrettini [8]33 Dalibor Svrcina66 Vincitore: Svrcina ServizioSvolgimentoSet 2M. Berrettini 15-0 15-15 15-30 15-40 30-403-5 → 3-6D. Svrcina 0-15 15-15 30-15 40-153-4 → 3-5M. Berrettini 0-15 15-15 30-15 ace 30-30 40-30 40-40 A-40 40-40 A-40 40-40 A-40 40-40 A-402-4 → 3-4D. Svrcina 15-0 30-0 40-02-3 → 2-4M. Berrettini 0-15 15-15 15-30 15-402-2 → 2-3D. Svrcina 0-15 df 15-15 15-30 30-30 30-40 40-40 A-402-1 → 2-2M. Berrettini 15-0 15-15 15-30 30-30 40-301-1 → 2-1D. Svrcina 15-0 30-0 40-0 40-151-0 → 1-1M. Berrettini 15-0 30-0 30-15 30-30 40-30 ace0-0 → 1-0ServizioSvolgimentoSet 1D. Svrcina3-5 → 3-6M. Berrettini 0-15 15-15 ace 30-15 30-30 40-30 40-40 A-402-5 → 3-5D. Svrcina 15-0 30-0 30-15 40-15 40-302-4 → 2-5M. Berrettini 15-0 30-0 40-0 ace1-4 → 2-4D. Svrcina 15-0 30-0 30-15 30-30 40-30 40-40 A-401-3 → 1-4M. Berrettini 0-15 15-15 ace 30-15 ace 30-30 40-30 ace0-3 → 1-3D. Svrcina 0-15 df 15-15 ace 15-30 30-30 40-300-2 → 0-3M. Berrettini 15-0 15-15 15-30 15-40 30-400-1 → 0-2D. Svrcina 15-0 15-15 30-15 40-150-0 → 0-1
    !DOCTYPE html >Statistiche Tennis: Berrettini vs Svrcina

    Statistica
    Berrettini 🇮🇹
    Svrcina 🇨🇿

    STATISTICHE DI SERVIZIO

    Rating del servizio
    232
    315

    Ace
    7
    1

    Doppi falli
    1
    2

    Prima di servizio
    37/63 (59%)
    37/51 (73%)

    Punti vinti sulla prima
    27/37 (73%)
    29/37 (78%)

    Punti vinti sulla seconda
    8/26 (31%)
    9/14 (64%)

    Palle break salvate
    3/6 (50%)
    1/1 (100%)

    Giochi di servizio giocati
    9
    9

    VELOCITÀ DI SERVIZIO

    Velocità massima
    222km/h (137 mph)
    196km/h (121 mph)

    Velocità media prima
    207km/h (128 mph)
    169km/h (105 mph)

    Velocità media seconda
    176km/h (109 mph)
    137km/h (85 mph)

    STATISTICHE DI RISPOSTA

    Rating della risposta
    57
    180

    Punti vinti su prima di servizio
    8/37 (22%)
    10/37 (27%)

    Punti vinti su seconda di servizio
    5/14 (36%)
    18/26 (69%)

    Palle break convertite
    0/1 (0%)
    3/6 (50%)

    Giochi di risposta giocati
    9
    9

    STATISTICHE DEI PUNTI

    Punti vinti a rete
    0/0 (0%)
    0/0 (0%)

    Vincenti
    0
    0

    Errori non forzati
    0
    0

    Punti vinti al servizio
    35/63 (56%)
    38/51 (75%)

    Punti vinti in risposta
    13/51 (25%)
    28/63 (44%)

    Totale punti vinti
    48/114 (42%)
    66/114 (58%) LEGGI TUTTO