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    Il doppio sogno di Bergamo

    Samuel Vincent Ruggeri e Giuseppe Magoni di FAIP

    Il campo di partecipazione del Trofeo FAIP-Perrel può essere impreziosito da Flavio Cobolli e Fabio Fognini: in entrambi i casi, le trattative per una wild card sono in fase avanzata. Sarà all’Italcementi anche Samuel Vincent Ruggeri, primo bergamasco nel main draw dopo moltissimi anni. Entusiasmo per la 18esima edizione di un torneo che diventa maggiorenne, in attesa di spiccare il volo quando avrà trovato la sede definitiva.
    Il colpo a effetto è arrivato alla fine della conferenza, accendendo ancora di più l’attesa per la 18esima edizione del Trofeo FAIP-Perrel, in programma dal 29 ottobre al 5 novembre e presentata presso la Sala Galmozzi del Comune di Bergamo. Oltre al bergamasco Samuel Vincent Ruggeri, sono in fase molto avanzata le trattative per assegnare due wild card a due giocatori di primissimo piano: il giovanissimo Flavio Cobolli (classe 2002) e l’esperto Fabio Fognini (1987). Ne ha parlato il direttore del torneo Marco Fermi, entusiasta per la “maggiore età” compiuta da un torneo che spicca nel (ricco) panorama dei tornei italiani per longevità, nonché entusiasmo e partecipazione del pubblico. Il 2023 sarà un anno di transizione perché segna il trasloco presso la Palestra Italcementi, in grado di ospitare 850 spettatori in attesa di trovare sede definitiva e – magari – salire di categoria e montepremi. Ma non ci sarà alcuna transizione sul piano tecnico, visto che le due potenziali stelle vanno ad aggiungersi a un campo di partecipazione di sicuro interesse, guidato da quel Jack Draper che sarà presente alle Davis Cup Finals, forse anche da protagonista, visto il recente infortunio (a Vienna) del connazionale Daniel Evans. C’è poi Brandon Nakashima, detentore del titolo alle Next Gen Finals e un bel gruppetto di italiani in ascesa. Occhi puntati su Giulio Zeppieri (attualmente n.128 ATP), che vuole emulare Cobolli e diventare il prossimo italiano a entrare tra i top-100, senza dimenticare Matteo Gigante e Francesco Passaro. Non mancherà Andrea Vavassori, interprete di un serve and volley per intenditori. Senza dimenticare la stella David Goffin, ex numero 7 del mondo e finalista alle ATP Finals nel 2017. Ma i tornei Challenger sono affascinanti perché tutti hanno la chance di vincere, compresi gli outsider provenienti dalle qualificazioni.
    FOGNINI & COBOLLI, ESPERIENZA E GIOVENTÙLa presenza di Cobolli e Fognini rinforzerebbe il parco giocatori fino a rendere questa edizione una delle migliori di una storia iniziata nel 2006. E forse sta iniziando a germogliare il sogno di Giuseppe Magoni di FAIP, uno dei due title sponsor dal lontano 2012. “Mi piacerebbe molto che un giorno il torneo fosse vinto da un bergamasco”. Gli organizzatori gli hanno fatto un doppio regalo: non solo è stata assegnata la wild card a Vincent Ruggeri (attuale n.363, suo best ranking), ma lo stesso 21enne di Albino era presente – molto emozionato – alla conferenza. “Sarò entusiasta, felice ed emozionato di giocare davanti alla mia gente, nonché onorato di queste aspettative – ha detto – sono coetaneo di Cobolli e Musetti: in questo momento loro mi sono davanti, ma sto lavorando duramente per avvicinarli”. Se Fognini non ha bisogno di presentazioni (è stato top-10, è un pilastro del tennis italiano), Cobolli è appena diventato il 47esimo italiano a entrare tra i top-100 ATP in virtù di una stagione molto positiva. Tra l’altro è quasi sicuro di qualificarsi per le Next Gen Finals 2023, che da quest’anno si giocano a Jeddah, in Arabia Saudita.
    UN GIOCO DI SQUADRAL’evento si è tenuto nell’ex sede del Consiglio Comunale di Bergamo, come ha ricordato l’Assessora allo Sport del Comune, Loredana Poli. “È la decima volta su diciotto edizioni che partecipo alla conferenza stampa di presentazione: per noi è un grande piacere perché questo torneo è qualcosa a cui teniamo particolarmente. A Bergamo passano i giocatori del futuro: ormai è una connotazione molto chiara del nostro evento. Siamo soddisfatti perché, con il necessario cambio di sede, ci siamo mossi con il dovuto anticipo e siamo arrivati con serenità alla vigilia dell’appuntamento”. Grande entusiasmo da parte di Lara Magoni: l’ex campionessa di sci alpino è attualmente Sottosegretario per Sport e Giovani presso la Regione Lombardia: oltre ad aver ricordato i grandi numeri del tennis in Italia, in particolare della Lombardia, si è soffermata sull’impegno degli sponsor, quei FAIP e Perrel che da aziende ben radicate nel territorio credono nello sport e lo sostengono, permettendo che un torneo di questo livello possa essere così longevo. “Ormai il FAIP-Perrel potrebbe essere chiamato Torneo Magoni!” ha scherzato, giocando sul suo cognome e su quello dei titolari delle due aziende-sponsor. Come detto, la novità principale extra-campo riguarda la logistica: l’accogliente Palestra Italcementi è stata tirata a lucido anche grazie al lavoro di Bergamo Infrastrutture, che era rappresentata dal suo presidente, l’avvocato Attilio Baruffi. “Quello che storicamente era il campo secondario diventa il Centrale – ha detto – non è stato facile, perché Marco Fermi è un vulcano di idee, sempre molto esigente. Ma noi cerchiamo sempre di venirgli incontro perché garantisce un servizio di qualità e ha sempre portato i risultati, a partire da una partecipazione di pubblico straordinaria”: Il torneo nasce nel 2006 su iniziativa dell’ASD Olme Sport, che era rappresentata dal suo presidente Glauco Merelli. Oltre a mandare i saluti di papà Gabriele, co-fondatore del torneo, ha sottolineato la longevità dell’evento. “Ringrazio Fermi per l’energia e la forza nell’andare avanti, e a tutte le persone che compongono uno staff molto numeroso, tra chi ci aiuta come sponsor e chi si mette a disposizione come forza lavoro”. In assenza di Gabriele Magoni di Perrel, a rappresentare i title-sponsor c’era Giuseppe Magoni di FAIP. “Abbiamo iniziato nel 2012, quasi per scherzo, con un accordo triennale, poi abbiamo tacitamente rinnovato anno dopo anno, con enorme soddisfazione. Questo torneo offre grande visibilità alle nostre aziende: me ne accorgo dalle continue richieste di informazioni per pass e biglietti. Inoltre è un torneo che aiuta lo sviluppo dello sport in tutta la città di Bergamo, che peraltro quest’anno (insieme a Brescia) è Capitale italiana della Cultura. Oggi lo posso dire: finché gli organizzatori andranno avanti, noi ci saremo!”. A chiudere, prima di annunciare le trattative per le wild card e lasciare la parola a Vincent Ruggeri, Marco Fermi, ha sottolineato l’importanza degli sponsor, dal più grande al più piccolo. “Perché è vero che FAIP e Perrel sono i principali, e quest’anno abbiamo il ritorno di Intesa Sanpaolo come presenting sponsor, ma per un evento di questo tipo, con un budget superiore ai 200.000 euro, sono tutti davvero importanti”. Nella speranza che il torneo possa crescere ancora di più quando avrà trovato la sua casa definitiva.
    BIGLIETTERIA PER LE ULTIME TRE GIORNATEPer la prima volta dopo oltre dieci anni, gli organizzatori hanno deciso di istituire il biglietto d’ingresso. Non è una mossa con finalità di lucro, ma una scelta ponderata per dare a tutti gli appassionati la certezza di assistere agli incontri. D’altra parte, negli anni passati è capitato che qualcuno restasse fuori nonostante una capienza di 2.500 spettatori, dunque la scelta è obbligata. L’ingresso sarà comunque gratuito fino a giovedì 2 novembre, poi i tagliandi costeranno 10 euro (5 ridotto) per la giornata di venerdì 3, mentre sabato 4 e domenica 5 l’ingresso costerà 15 euro (10 ridotto) per le fasi finali. Non ci sarà prevendita, ma i biglietti per il weekend si potranno acquistare sin da lunedì direttamente presso il Centro Italcementi. Fino a giovedì mattina si giocherà anche presso il palasport di Alzano Lombardo, secondo campo dal 2011 al 2020, che torna protagonista dopo un paio di edizioni di assenza.
    (Clicca per vedere l’entry list) Challenger Bergamo (MD) Inizio torneo: 30/10/2023 | Ultimo agg.: 26/10/2023 08:37Main Draw (cut off: 193 – Data entry list: 12/10/23 – Special Exempts: 0/0)

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    Bergamo accoglie gli eredi di Sinner e Rune

    David Goffin nella foto

    I tre migliori ragazzi del 2005 saranno tra le attrazioni principali del Trofeo Faip-Perrel: Jakub Mensik, “Jerry” Shang e Dino Prizmic vogliono confermare la tradizione secondo cui Bergamo lancia una futura superstar. Un’entry list da sogno è completata dall’ex top-10 David Goffin e quattro italiani: attesa per Zeppieri e Vavassori.
    La presenza di un ex finalista del Masters è sufficiente per mettersi sull’attenti, ma la storia recente del Trofeo FAIP-Perrel porta a sfrugugliare l’entry list a caccia di un nuovo baby-fenomeno da battezzare a Bergamo, come accaduto nel 2019 con Jannik Sinner e nel 2021 con Holger Rune. Esito positivo: si ritroveranno alla Palestra Italcementi i tre migliori ragazzi nati nel 2005, tutti in ascesa impressionante. I bergamaschi potranno scegliere se affezionarsi al talento di Jakub Mensik (ceco, n.151 ATP), la creatività di Juncheng “Jerry” Shang (cinese, n.156) o la tigna di Dino Prizmic (croato, n.168). I tre non hanno in comune soltanto l’anno di nascita, ma vantano anche una finale junior nei tornei del Grande Slam. Nel caso di Prizmic è arrivato addirittura il successo, quattro mesi fa al Roland Garros. Ma la carriera giovanile è ormai alle spalle: i tre puntano forte ai top-100 ATP e Bergamo offrirà loro una bella chance per avvicinarli, con il miraggio di agguantare l’ammissione diretta per l’Australian Open 2024. La suggestione è enorme: dopo che il 2003 ci ha regalato Alcaraz e Rune, il 2005 si propone come la nuova grande annata del tennis mondiale. E i suoi migliori esponenti saranno a Bergamo, laddove fioriscono le stelle. Senza dimenticare che per Mensik sarà la prova generale per le Davis Cup Finals, laddove la sua Repubblica Ceca sarà outsider e lui punta deciso a un posto da titolare. Il recente terzo turno allo Us Open e la netta vittoria contro Dusan Lajovic nella fase a gironi sono ottime credenziali.
    STELLA GOFFINNel rispetto della sua tradizione, Bergamo avrà altri grandi nomi. Su tutti, l’ex top-10 David Goffin. Il belga non ha bisogno di presentazioni: finalista alle ATP Finals 2017, ha vinto sei titoli ATP (il più importante a Tokyo 2017), vanta quattro quarti di finale nei tornei del Grande Slam (due a Wimbledon, l’ultimo nel 2022) e la finale al Masters 1000 di Cincinnati. È stato uno degli immediati rincalzi durante l’epopea dei Big Three e vanta almeno una vittoria contro Federer, Nadal, Djokovic… e anche su Alcaraz. Come se non bastasse, nel 2015 e nel 2017 ha trascinato il Belgio a giocarsi per due volte la finale di Coppa Davis. Un grande campione appena rientrato tra i top-100, segno che il suo tennis leggero e talentuoso ha ancora parecchio da dare. L’entry list è guidata dal rampante britannico Jack Draper, numero 92 soltanto perché quest’anno ha saltato quattro mesi per acciacchi vari. A inizio anno era entrato tra i top-40 e lo scorso anno era giunto in semifinale alle Next Gen Finals. Perse al tie-break del quinto contro Brandon Nakashima, che quel torneo lo vinse… ed è tra gli altri giocatori presenti a Bergamo. Impreziosirà un’entry list di ottimo livello, una delle migliori che si ricordino nella quasi ventennale storia del torneo, con il cut-off collocato al numero 193 ATP. Significa che i giocatori sotto tale soglia saranno costretti a giocare le qualificazioni.
    QUATTRO ITALIANI GUIDATI DA ZEPPIERIMa Bergamo è in Italia, dunque è doveroso un occhio di riguardo per i nostri giocatori. In attesa dell’assegnazione delle tre wild card, per ora sono in quattro già certi di esserci Giulio Zeppieri, Andrea Vavassori, Matteo Gigante e Francesco Passaro. Attesa soprattutto per i primi due: il laziale è prossimo all’ingresso tra i top-100 e – pur essendo cresciuto sulla terra battuta – ha dimostrato di essere molto forte sul cemento indoor, come hanno dimostrato la vittoria a Cherbourg e la finale a Rovereto. Quanto a Vavassori, il suo serve and volley è perfetto per le condizioni di gioco di Bergamo e punterà a migliorare i quarti di finale dello scorso anno. Attesa anche per i giovani Matteo Gigante (classe 2002) e Francesco Passaro (2001). Ci sono poi buone possibilità che riescano a entrare in tabellone gli esperti Stefano Travaglia, Federico Gaio e Alessandro Giannessi, fuori di pochissime posizioni dal cut-off. Nel rispetto delle norme ATP in vigore dal 2023, c’è anche posto in tabellone per alcuni dei migliori junior dell’anno precedente. A Bergamo ne ha approfittato il belga Gilles Arnaud Bailly, campione del mondo ITF junior nel 2022 (che giusto qualche settimana fa ha vinto un torneo ITF a Santa Margherita di Pula). Ci sono tutte le premesse per un torneo storico, in linea con i gioielli sfornati nelle passate edizioni. Bergamo è pronta.
    (Clicca per vedere l’entry list) Challenger Bergamo (MD) Inizio torneo: 30/10/2023 | Ultimo agg.: 13/10/2023 10:04Main Draw (cut off: 193 – Data entry list: 12/10/23 – Special Exempts: 0/0)

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    Bergamo 2023: linea di passaggio verso il futuro

    L’ultimo sold-out fatto registrare dallo storico palazzetto di Bergamo, dal 2023 destinato ad altre attività

    La diciottesima edizione del Trofeo Perrel-Faip si giocherà presso la Palestra Italcementi, accogliente impianto a due passi dal centro città, in attesa che la città abbracci il nuovo Chorus Life. Appuntamento dal 29 ottobre al 5 novembre, col pieno sostegno delle istituzioni e l’obiettivo di trovare i nuovi Berrettini, Sinner e Rune.
    Non c’è dubbio che l’edizione 2023 del Trofeo Faip – Perrel di Bergamo rappresenterà un unicum nella sua lunga storia. La riorganizzazione delle strutture cittadine, infatti, ha destinato ad altro uso lo storico palazzetto, laddove hanno giocato – e vinto – decine di campioni e future leggende. In ordine di tempo, gli ultimi sono stati Matteo Berrettini, Jannik Sinner e Holger Rune. Senza dimenticare Otto Virtanen, campione in carica che nei giorni scorsi ha trascinato la Finlandia a uno storico piazzamento nei quarti di finale di Coppa Davis. I ricordi rimarranno indelebili, scolpiti nella memoria di decine di migliaia di appassionati che dal 2006 contribuiscono al successo di uno dei più longevi tornei italiani. A differenza di altre realtà cittadine che sono emigrate in provincia, il Trofeo Faip – Perrel resterà a Bergamo e rafforzerà – se possibile – un legame indissolubile con la città. La 18esima edizione si giocherà presso la Palestra Italcementi, storico “secondo campo” del torneo e in grado di ospitare circa 1.100 spettatori, capienza perfettamente in linea con i tornei di categoria. Si tratta di una struttura accogliente, distante appena un chilometro dal centro città e situata proprio sotto i colli che conducono verso la Città Alta. Detto che il secondo campo tornerà a essere il palazzetto di Alzano Lombardo (l’ultima volta era stato utilizzato nel 2020), l’edizione 2023 rappresenterà una linea di passaggio verso il futuro. Nel 2024, infatti, dovrebbe essere pronto il nuovissimo Chorus Life, impianto di ultima generazione che cambierà le abitudini degli sportivi bergamaschi (e non solo). Gli organizzatori sono già in contatto con la proprietà e si è aperto il dialogo per inaugurare una collaborazione che possa iniziare già nel 2024 (anno in cui il torneo diventerà “maggiorenne”) e portare l’evento a vette ancora più alte. Ma ci sarà tempo per pensare al futuro: l’appuntamento è dal 29 ottobre al 5 novembre, confermando la data inaugurata nel 2021 che si è rivelata perfetta e ha garantito un sostanzioso “upgrade”, impreziosendo il campo di partecipazione.
    CAMPI DI PROPRIETÀAncora una volta, le istituzioni sono vicine al torneo. Anche per quest’anno la Regione Lombardia ha garantito il proprio supporto grazie alla disponibilità della Sottosegretaria Lara Magoni, senza dimenticare sia il Comune di Bergamo tramite l’Assessora allo Sport Loredana Poli, sia Bergamo Infrastrutture tramite l’Avv. Attilio Baruffi, il cui contributo è ancora più prezioso in un anno particolare come questo. La continuità del torneo, l’entusiasmo degli organizzatori e la capacità di rinnovarsi non sono sfuggite a partner di livello come Banca IntesaSanpaolo, che quest’anno tornerà a essere presenting sponsor, così come il brand Decathlon Artengo continuerà ad essere il partner tecnico. Una bella novità di questa edizione riguarda la scelta – che rappresenta un vero e proprio investimento – di acquistare direttamente i campi di gioco anziché ricorrere al tradizionale sistema dell’affitto. L’iniziativa esalta lo spirito del Trofeo Faip – Perrel, proteso a una sincera e concreta promozione del tennis. L’acquisto dei campi permetterà di riutilizzarli nel contesto della città di Bergamo, laddove uno sponsor ne garantirà la possibilità di utilizzi di vario genere. E nulla vieterà l’organizzazione di altri eventi o esibizioni, senza dimenticare la possibilità di affittarlo ad altri tornei, in modo da recuperare ancora più rapidamente l’investimento. Più in generale, si tratta di una scelta che certifica le intenzioni di Olme Sport e del suo storico Direttore Marco Fermi: dare sempre più lustro a un torneo che rappresenta un piccolo gioiello nel calendario dei Challenger italiani. Sul piano tecnico gli obiettivi non cambiano: accogliere un giusto mix tra giocatori d’esperienza e giovani di belle speranze, a partire dagli italiani. In questo momento ci sono ben dodici azzurri tra la centesima e la duecentesima posizione del ranking ATP, dunque potenziali partecipanti a un torneo che vivrà il suo primo atto ufficiale martedì 10 ottobre, quando uscirà l’entry list che presenterà il parco giocatori. Ma la storia insegna che Bergamo ha sempre il top. Non c’è dubbio che sarà così anche nel 2023. LEGGI TUTTO

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    La nuova stella di Bergamo si chiama Rune

    l titolo è andato al 18enne Holger Vitus Nodskov Rune, che tra poche ore sarà impegnato alle Next Gen ATP Finals di Milano. – Foto Antonio Milesi

    Non era facile aggiornare l’albo d’oro con un nome capace di non sfigurare accanto a quelli di Berrettini e Sinner. La prima edizione novembrina del torneo di Bergamo ha trovato il baby fenomeno Holger Vitus Nodskov Rune. Travolto dall’affetto dei bergamaschi, vince il quarto torneo in Italia e promette: “Tra un anno sarò tra i primi 15-20”. Lo aspettavano tutti. Holger Vitus Nodskov Rune non ha tradito, dando lustro all’albo d’oro del Trofeo FAIP-Perrel di Bergamo (44.820€, Indoor). Non era facile trovare un nome che potesse essere all’altezza di Matteo Berrettini e Jannik Sinner, ma Bergamo ce l’ha fatta. “Il 7 novembre del 2022 punto a essere top-20, o magari top-15” ha sibilato il danese poco prima di correre in hotel per un rapido check-out e recarsi a Milano, laddove martedì esordirà nelle Next Gen ATP Finals di Milano. Fenomeno annunciato, Rune punta a ripercorrere la strada dei giocatori che lo hanno preceduto al Pala Agnelli. In finale avuto bisogno di due ore e dieci minuti per battere il combattivo Cem Ilkel col punteggio di 7-5 7-6, evidenziando le stimmate del campione: nonostante abbia appena 18 anni, è già in grado di vincere (quasi) tutti i punti importanti. Nel primo set è stato Rune a dover fronteggiare tre palle break (due sullo 0-1, una sul 3-4) e le ha cancellate tutte con il servizio. Il break decisivo è arrivato nell’undicesimo game, con Ilkel che si è innervosito per una chiamata dubbia sul primo punto, salvo poi commettere un paio di errori banali negli scambi successivi. Segnali ancora più evidenti nel secondo set, nel quale – va detto – Ilkel ha bruciato un’occasione enorme. Avanti 5-2 grazie a un break al sesto game, aiutato da alcuni dritti sparacchiati da Rune (che litigava con la tensione delle corde della sua racchetta, mandata frettolosamente a incordare), ha servito per il set sul 5-3 ed è stato un game eterno, durato 18 punti, in cui ha avuto tre setpoint. Grida vendetta l’ultimo: Rune si era buttato a rete senza granché in mano, il passante era buono e il danese ha giocato una volèe di pura opposizione. Ilkel aveva un passante facile, a campo aperto, ma l’ha incredibilmente sbagliato in lunghezza. Non è andato in escandescenza, ma ha patito il contraccolpo. Rune ha ricucito lo svantaggio, poi il set è arrivato al tie-break, sempre condotto da Rune. Il danese aveva un paio di matchpoint, entrambi annullati (il primo da una fantastica volèe bassa di Ilkel), ma sul 6-6 alzava il volume del suo tennis e poteva alzare le braccia al cielo, intascando il quarto Challenger in carriera, il quarto del 2021, il quarto nella penisola italiana dopo i successi a Biella, San Marino e Verona. MARGINI DI MIGLIORAMENTO“Potrebbe essere stato l’ultimo Challenger della mia carriera – ha detto Rune – forse potrei giocarne ancora un paio per entrare tra i top-100 ATP, poi mi focalizzerò sugli Slam e i tornei del circuito maggiore. Sono entusiasta all’idea”. Come a dire che Bergamo è riuscito a prenderlo per un soffio, appena prima che la sua carriera spicchi il volo. “Ci rivediamo l’anno prossimo?” gli ha chiesto lo speaker Pako Carlucci durante la premiazione. “Forse” ha replicato lui, con lo sguardo furbetto di chi la sa lunga. Diplomazia che profuma di riconoscenza per il pubblico di Bergamo, che ha riempito il palazzetto per ogni suo match e gli ha fornito grande sostegno, ma il suo futuro sembra già scritto. Non è stata una settimana facile: qualche problemino fisico e la zavorra psicologica delle Next Gen Finals gli hanno creato più di un ostacolo. Ha lasciato un set a Horansky, Dzumhur e Molcan, ha rischiato di cederne uno anche a Ilkel, ma alla fine ha vinto sempre lui. E può esultare perché il suo tennis ha ancora notevoli margini di miglioramento, a partire dalla potenza di un dritto che – nella pura esecuzione – ricorda vagamente quello di Del Potro, e da un utilizzo più accorto della palla corta. “Credo che la cosa più difficile di questa finale sia stata l’aspetto mentale. Lui ha giocato un ottimo torneo, ha espresso il suo miglior tennis – dice Rune – avevamo giocato in condizioni simili un paio d’anni fa e fu una battaglia, ma anche stavolta ho trovato un modo per vincere”. IL GIRO PORTAFORTUNA IN BICICLETTAIl rapporto di Rune col nostro Paese è sempre più forte. “Non capita tutte le settimane di avere una tifo del genere, ma in Italia sì. Mi è sempre piaciuto giocare nel vostro Paese, poi ho un atteggiamento e un approccio simile a quello degli italiani”. Il successo a Bergamo lo porterà al numero 109 ATP, a un passo dall’ammissione diretta nel tabellone principale dell’Australian Open. Proprio in virtù di questo, dopo la campagna milanese (“Sarà divertente, sono entusiasta all’idea di provare il format dei set a 4 game e del punto secco sul 40-40, voglio giocare il mio tennis e soprattutto divertirmi”) è possibile che giochi ancora qualche torneo per evitare la scocciatura delle qualificazioni australiane. Immaginarlo ad alti livelli è un pronostico facile, scontato, che i bookmakers non quoterebbero nemmeno. E poi ha la benedizione di Bergamo, suggellata dal tradizionale giro di campo in sella alla bicicletta elettrica messa a disposizione dal co-title sponsor FAIP, con bandiera danese al vento, che tanta fortuna ha portato ai suoi predecessori. È l’ultima cartolina di un’edizione fortemente voluta dalla Olme Sport, che mai e poi mai avrebbe permesso di lasciare un buco nell’albo d’oro del torneo. Una tenacia premiata da un vincitore di lusso, un torneo perfettamente riuscito sul piano organizzativo e l’ennesimo successo di pubblico, suggellato dall’ennesimo sold-out. Dopo la complicata organizzazione dell’edizione post-COVID, Bergamo può finalmente respirare per qualche settimana per poi iniziare a pensare – con le consuete tempistiche – all’edizione numero 17 e al recupero della piena normalità. Sarà il secondo indennizzo dopo la mancata finale del 2020. Il primo è stata la vittoria di Holger Vitus Nodskov Rune. La stellina del futuro. CHALLENGER Bergamo (Italia) – Finale, cemento (al coperto) Palaagnelli – Ora italiana: 16:30 (ora locale: 4:30 pm)1. [3] Holger Vitus Nodskov Rune vs Cem Ilkel CH CH Bergamo Rune H.77 Ilkel C.56 Vincitore: Rune H. ServizioSvolgimentoSet 2Tiebreak0-0* 0*-1 1*-1 1-2* 2-2* 2*-3 3*-3 4-3* 4-4* 5*-4 6*-4 6-5* 6-6* 7*-66-6 → 7-6Rune H. 0-15 0-30 15-30 30-30 40-305-6 → 6-6Ilkel C. 0-15 15-15 30-15 30-30 30-40 40-40 A-405-5 → 5-6Rune H. 0-15 30-15 30-30 40-30 40-40 A-40 40-40 A-404-5 → 5-5Ilkel C. 0-15 15-15 15-30 15-40 30-40 40-40 A-40 40-40 A-40 40-40 40-A 40-40 40-A 40-40 A-40 40-40 A-40 40-A3-5 → 4-5Rune H. 15-0 15-15 30-15 40-152-5 → 3-5Ilkel C. 0-15 15-15 30-15 40-152-4 → 2-5Rune H. 0-15 15-15 15-30 30-30 30-402-3 → 2-4Ilkel C. 15-0 30-0 40-02-2 → 2-3Rune H. 15-0 30-0 40-0 40-151-2 → 2-2Ilkel C. 15-0 15-15 30-15 40-151-1 → 1-2Rune H. 0-15 15-15 15-30 30-30 40-30 40-40 A-400-1 → 1-1Ilkel C. 15-0 30-0 30-15 40-150-0 → 0-1ServizioSvolgimentoSet 1Rune H. 0-15 15-15 30-15 40-15 40-30 40-40 A-406-5 → 7-5Ilkel C. 0-15 0-30 15-30 15-405-5 → 6-5Rune H. 0-15 15-15 30-15 40-154-5 → 5-5Ilkel C. 0-15 15-15 30-15 40-154-4 → 4-5Rune H. 15-0 30-0 30-15 40-15 40-30 40-40 40-A 40-40 A-403-4 → 4-4Ilkel C.3-3 → 3-4Rune H. 15-0 30-0 40-02-3 → 3-3Ilkel C. 0-15 15-15 30-15 40-152-2 → 2-3Rune H. 15-0 30-0 30-15 40-151-2 → 2-2Ilkel C. 0-15 15-15 30-15 30-30 40-301-1 → 1-2Rune H. 15-0 15-15 15-30 15-40 40-40 A-400-1 → 1-1Ilkel C. 15-0 15-15 30-15 40-150-0 → 0-1 LEGGI TUTTO

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    Da Bergamo: Rune, l’eredità di Sinner è a un passo

    Holger Rune – Foto Antonio Milesi

    Il baby danese vince una semifinale complicatissima contro Alex Molcan e adesso vuole completare l’opera, prendendosi il torneo che nel 2019 lanciò la stella di Jannik Sinner. Sarebbe l’ennesimo big lanciato dal torneo di Bergamo. Ma prima dovrà battere il solido Cem Ilkel, giocatore concreto e resistente. Grande successo di pubblico.
    “Onestamente sono un po’ preoccupato”. Con queste parole, il direttore del torneo Marco Fermi ha accolto la vittoria di Holger Vitus Nodskov Rune nella prima semifinale del Trofeo FAIP-Perrel di Bergamo (44.820€, Indoor). Ma era la preoccupazione più bella e piacevole per chi ricopre il suo ruolo: c’è il rischio che la presenza del baby fenomeno danese costringa a tenere fuori un po’ di persone dal Pala Agnelli in occasione della finale, come peraltro accaduto in alcune occasioni passate. Stavolta è diverso perché la capienza è ridotta al 60% per le ovvie ragioni normative legate al COVID, dunque potrebbe ripetersi la stessa situazione vissuta sabato, durante il 7-5 1-6 6-4 con cui il danese ha superato Alex Molcan, garantendosi l’ennesima finale Challenger sul territorio italiano. Rune ha vinto con il carattere, con la voglia infinita di vincere, più forte di una serie di acciacchi fisici: schiena, piede sinistro, adduttore, una sbucciatura al ginocchio… Eppure, nonostante sia imminente l’impegno alle Next Gen Finals di Milano, ha rispettato a fondo il torneo bergamasco. Il match contro Molcan è stato duro e interessante, perché aveva di fronte un giocatore in piena fiducia. Aiutato dalla superficie piuttosto lenta, Molcan ha cercando di tessere una ragnatela di lunghi scambi, cercando di portare Rune all’errore. C’è riuscito per lunghi tratti, soprattutto in un secondo set in cui Rune ha evidenziato qualche problema fisico e l’ha lasciato un po’ andare, cercando di riprendere energie per il terzo. Si è fatto trattare alla schiena dal fisioterapista, ma in avvio di terzo set sembrava sull’orlo del ritiro. Invece ha trovato le energie necessarie per rimettere in piedi la partita. Ha recuperato il break di svantaggio e poi ha giocato un gran game in risposta quando Molcan ha servito sul 4-5, sigillandolo con un paio di bordate vincenti con il rovescio. Durante il match si è raggiunto il limite della capienza consentita, al punto che ogni uscita dal palazzetto è stata ritenuta definitiva per dare la possibilità di entrare a quelli che erano fuori in attesa. Rune ha confermato di avere una cilindrata maggiore rispetto al suo avversario, che per oltre due ore ha mantenuto lo stesso rendimento. Il problema di Molcan è che non aveva la possibilità di ingranare una marcia più alta. Al contrario, il danese è ha giocato un match pieno di alti e bassi: per sua fortuna, ha saputo spingere nel momento adeguato.
    ILKEL PASSA, CHE RIMPIANTO PER MAROZSANIn finale se la vedrà con Cem Ilkel, emerso dalla semifinale meno “nobile” ma altrettanto interessante. Due ore di colpi di scena hanno sancito il suo match contro Fabian Marozsan. Il turco si è imposto 7-6 5-7 6-4, ma l’esito avrebbe potuto essere molto diverso. Il grosso rimpianto di Marozsan, il cui tennis è davvero brillante, sono i due setpoint bruciati sul 5-4 nel primo set. Si è trovato 15-40 sul servizio di Ilkel: il turco ha cancellato il primo con un gran servizio, mentre sul secondo l’ungherese si è fatto ingolosire da una palla non troppo difficile, ma ha sparato il dritto fuori di almeno un metro. Marozsan ha avuto un’altra mezza chance (6-5 e 0-30 sul servizio di Ilkel), ma poi ha perso nettamente il tie-break e ha patito il contraccolpo in avvio di secondo set. La mancanza d’esperienza si è vista nella fretta nel riprendere il gioco tra un punto e l’altro, mentre Ilkel si prendeva tutti i secondi necessari. Sotto 7-6 4-1, Marozsan sembrava già con un piede sull’aereo per Budapest. Sul 5-2 è stato a due punti dalla sconfitta, ma ha trovato la forza di risollevarsi. Con cinque game consecutivi ha incredibilmente prolungato il match al terzo. La fiducia accumulata nel 2021 ha dato una grossa mano a Ilkel, uscito dal campo per cambiarsi e tornato in campo come se niente fosse. È salito 4-1, ma ancora una volta Marozsan lo ha riagganciato. Quando tutto sembrava pronto per un arrivo al fotofinish, il turco ha avuto un pizzico di fortuna nell’ultimo game: ha preso un paio di righe che hanno destabilizzato l’ungherese, infilando l’ultimo break addirittura a zero. Ilkel dovrebbe garantire una finale combattuta, visto che ha l’esperienza necessaria per provare a mettere in difficoltà Rune, anche se ha perso l’unico precedente, un paio d’anni fa in Coppa Davis. Ma erano altri tempi, ed entrambi erano altri giocatori. Detto che il titolo di doppio è andato ai cechi Zdenek Kolar e Jiri Lehecka (per Kolar è il secondo titolo consecutivo), i quali si candidano per un posto da titolari per la Repubblica Ceca alle Davis Cup Finals, la finale è programmata alle ore 16.30 ma la cerimonia inaugurale, uno dei momenti più iconici del torneo, la anticiperà di circa mezz’ora e al pubblico è consigliato di arrivare il prima possibile per garantirsi il suo posto in tribuna, vista la capienza limitata. La voglia di tennis dei bergamaschi è infinita, a maggior ragione se c’è da ammirare un futuro campione. Uno che soltanto due mesi fa scippava un set a Novak Djokovic.
    TROFEO FAIP-PERREL BERGAMO (44.820€, indoor)Semifinali SingolareHolger Rune (DAN) b. Alex Molcan (SVK) 7-5 1-6 6-4Cem Ilkel (TUR) b. Fabian Marozsan (UNG) 7-6(2) 5-7 6-4
    Finale DoppioZdenek Kolar / Jiri Lehecka (CZE-CZE) b. Lloyd Glasspool / Harri Heliovaara (GBR-FIN) 6-4 6-4 LEGGI TUTTO

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    Da Bergamo: Cem Ilkel, il turco che ride sempre

    Cem Ilkel – Foto Antonio Milesi

    Forgiato dal guru Gavin Hopper, Cem Ilkel ha trovato la piena maturità. A Bergamo sta battendo una testa di serie dopo l’altra e rivela: “La Turchia sta diventando una nazione del tennis. Il merito è di Hopper, che ha cambiato la nostra mentalità. Speriamo di diventare come l’Italia”. Molcan sempre più vicino ai top-100
    Il suo luogo di allenamento si chiama Soul Tennis Academy, maxi-struttura con 50 campi a disposizione e diretta dal mitico coach Gavin Hopper, un passato al fianco di Monica Seles e Mark Philippoussis e oggi trapiantato in Turchia anche dopo qualche problema con la giustizia (ha trascorso un paio d’anni in carcere per molestie sessuali su giovani allieve negli anni 80). Ogni volta che si nomina il tecnico australiano, gli occhi di Cem Ilkel si illuminano. Il turco è semifinalista a sorpresa al Trofeo FAIP-Perrel di Bergamo (44.820€, Indoor) dopo il bel successo su Liam Broady, uno dei favoriti per la vittoria finale. Un 7-5 3-6 6-1 che suggella la bella stagione del ragazzo di Istanbul, un tipo simpatico, sempre con il sorriso sulle labbra e qualche fisima tutta sua: per esempio, dopo ogni match fugge dal palazzetto ancora vestito da tennis perchè preferisce farsi la doccia in hotel. Anche se Hopper non lo accompagna a Bergamo (è seguito da un tecnico dell’accademia), cambia espressione quando si parla di lui. “Lo conosco da quando avevo 12 anni: oggi ne ho 26 e lavoriamo ancora insieme. Quando mi trovo a Istanbul sono sempre con lui, ci vediamo ogni giorno, È il mio coach, il mio mentore, c’è un bel rapporto anche tra le nostre famiglie. È la persona che ha cambiato il tennis turco. Oggi abbiamo alcuni giocatori tra i top-200 ATP e WTA ed è unicamente merito suo. È una leggenda”. Ilhan ha vinto il suo unico Challenger nel febbraio 2020 a Quimper, in Francia, in condizioni simili a quelle trovate a Bergamo. Chissà che non possa ripetersi, specie dopo aver eliminato il n.4 del tabellone Albot e poi il n.5 Broady. “Credo sia stata una bella partita, spettacolare anche per il pubblico – dice il turco – Liam gioca molto bene sul cemento, un mese fa ha vinto un torneo in queste condizioni ed è difficile affrontarlo perché il suo rovescio è privo di rotazione ed è difficile generare potenza. Inoltre viene spesso a rete, serve bene… sono rimasto tranquillo, ho giocato ogni punto con la stessa intensità e alla fine sono stato fortunato”.
    “TURCHIA PAESE DEL TENNIS”Il momento cruciale è stato il secondo game del terzo set, in cui il britannico ha commesso tre doppi falli che hanno dato una mano a Ilkel, la cui superiorità nel palleggio da fondocampo era comunque abbastanza marcata. E il campo non era sufficientemente veloce per favorire le trame offensive di Broady. Non era mai capitato che un tennista turco andasse così avanti a Bergamo: nel 2014 ci provò Marsel Ilhan, che però perse al primo turno. Ancora oggi rimane il miglior tennista turco di sempre, pur essendo nato in Uzbekistan. “Ma si è trasferito in Turchia da giovane, quindi può essere considerato turco a tutti gli effetti – dice Ilkel – oggi è il capitano di Coppa Davis, mi ha aiutato quando ero piccolo e lo fa ancora oggi. È un idolo per tutti noi, quello che ha fatto in Turchia è incredibile, spero di poter fare meglio di lui”. Riuscirci vorrebbe dire migliorare la 77esima posizione colta da Ilhan nel 2015. “A breve termine vorrei entrare tra i top-100, mentre per il resto della carriera non posso ancora dire quali sono i miei desideri” dice con un sorriso furbetto il ragazzo che fa un gran tifo per il Galatasaray. “Ovviamente ieri ho visto la partita di Europa League, sono un grande tifoso. Credo che preferirei una vittoria del Galatasaray in Champions League a un mio successo in un torneo ATP”. E giù un’altra risata. Chissà se è sincero. Di sicuro lo è quando parla dell’impetuosa crescita del tennis nel suo Paese. “Fino a qualche anno fa non era molto popolare, poi la federazione ha fatto ottime cose. Tuttavia, il merito è di Gavin Hopper che ha cambiato la mentalità. Negli ultimi anni sono successe molte cose, stiamo diventando una nazione del tennis e la prossima generazione sarà migliore della nostra. Spero che un giorno arriveremo ad avere tanti giocatori come l’Italia, anche se ci vorrà ancora qualche anno”. Per adesso Ilkel effettua una lotta a distanza con Altug Celikbilek per chiudere l’anno da numero 1 turco: lui è numero 158, Celikbilek 160 e ha perso nei quarti a Tenerife. I punti raccolti a Bergamo gli daranno una mano a consolidare il vantaggio. D’altra parte, il 2021 è di gran lunga la sua miglior stagione: “L’età mi ha reso più maturo, avendo giocato molte partite so come comportarmi nei momenti difficili e come giocare i punti importanti. Col tempo sono diventato più professionale e il mio gioco è cambiato. In meglio”.
    MOLCAN NON SI FERMA PIÙ: 57 VITTORIE IN STAGIONEHa centrato un posto in semifinale anche Alex Molcan. Non c’è alcuna animosità tra cechi e slovacchi, due popoli che fino al 1993 erano sotto la stessa bandiera, ma c’è da credere che Molcan abbia provato una certa soddisfazione nel battere Zdenek Kolar, forse stanco dopo l’infinita battaglia di mercoledì contro O’Connell e i tanti impegni in doppio (laddove ha poi colto la finale insieme a Jiri Lehecka). Molcan ha confermato il gran momento di fiducia con un doppio 6-4, peraltro dopo aver rimontato da 1-4 nel primo set e vinto un delicato sesto game del secondo: in svantaggio 3-2, ha annullato tre palle break in un game di sedici punti, sfibrando mentalmente il suo avversario. Non a caso, nel game successivo lo ha brekkato a zero, aprendosi la strada per la vittoria numero 57 della sua fantastica stagione. Il traguardo dei top-100 ATP (e l’ammissione diretta all’Australian Open) è sempre più vicino. LEGGI TUTTO

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    Rune, la scheggia gialla che illumina Bergamo

    Holger Rune – Foto Antonio Milesi

    Quel cappellino giallo, così particolare, così sbarazzino, simboleggia la differenza tra Holger Vitus Nodskov Rune e tutti gli altri partecipanti del Trofeo FAIP-Perrel (44.820€, Indoor). È presto per dire se vincerà il torneo, ma è chiaro che i Challenger sono una semplice tappa di passaggio in un percorso ben più ampio, ambizioso, importante.
    I bergamaschi lo hanno capito e hanno invaso il Pala Agnelli per assistere al suo match contro Filip Horansky, onesto mestierante di categoria. Rune è sceso in campo poche ore dopo aver appreso della qualificazione alle ATP Next Gen Finals: il forfait di Jannik Sinner gli permetterà di giocare all’Allianz Cloud di Milano contro i migliori Under 21 del circuito, compreso quel Carlos Alcaraz che sta facendo sfracelli. La notizia avrebbe potuto avere un doppio effetto sul suo rendimento bergamasco: da una parte poteva stimolarlo a fare bene, giocando più match possibili in condizioni identiche a quelle che troverà a Milano, a meno di 50 km di distanza. Dall’altra, tuttavia, avrebbe potuto demotivarlo. Ma il danese non ha ancora l’età per fare calcoli: per lui, il tennis è sfida, lotta, divertimento. Si esalta nella battaglia. Per questo si è innervosito quando ha rischiato di perdere la partita, e ha cercato una via per uscire dalle sabbie mobili. L’ha trovata e si è imposto col punteggio di 5-7 6-4 6-2, regalando a Bergamo un super quarto di finale contro Damir Dzumhur. Non è stato facile: forse sottovalutando l’avversario, Rune ha giocato un tennis sperimentale per tutto il primo set. Non arretrava mai, giocava quasi di controbalzo e si presentava spesso a rete (laddove deve migliorare parecchio). Risultato: giocava nel territorio preferito del suo avversario. Dal 5-5 ha perso cinque giochi di fila e si è pure innervosito con il giudice di sedia Andrea Mangione per una presunta chiamata sbagliata. Ma le stimmate del campione sono emerse nel momento del bisogno: sotto 7-5 3-0 ha iniziato a giocare con attenzione. Niente più esperimenti, tanta concretezza e una condizione fisica straripante gli hanno permesso di vincere cinque giochi di fila e rovesciare la trama del match. Nel terzo è scappato via già al terzo game e non ha concesso alcun margine a Horansky. Il povero slovacco è rimasto in campo due ore senza alcun punto di riferimento: fino a quando Rune glielo ha permesso ha trovato ottime soluzioni, poi è stato oscurato dal danese, fin quasi a diventare una comparsa. Il torneo conserva dunque la sua stellina e si presenta ai quarti con sei delle otto teste di serie ancora in gara: hanno fallito l’appuntamento soltanto Milojevic e Albot. Senza offesa per gli altri sette, tuttavia, l’interesse è soprattutto su Holger Rune. Le suggestioni che porta con sé sono troppo abbaglianti, proprio come quel cappellino giallo che illumina ancor di più le sue sembianze nordiche.
    Secondo Turno SingolareDennis Novak (AUT) b. Evgeny Donskoy (RUS) 6-1 2-6 6-1Cem Ilkel (TUR) b. Radu Albot (MDA) 7-5 6-3Alex Molcan (SVK) b. Nerman Fatic (BIH) 6-1 6-4Holger Rune (DAN) b. Filip Horansky (SVK) 5-7 6-4 6-2
    Quarti di Finale DoppioFederico Gaio / Francesco Forti (ITA-ITA) b. Duje Ajdukovic / Pavel Kotov (CRO-RUS) 6-7(6) 7-5 10-6Zdenek Kolar / Jiri Lehecka (CZE-CZE) b. Romain Arneodo / Sergiy Stakhovsky (MON-UCR) 6-4 2-6 10-6Lloyd Glasspoll / Harri Heliovaara (GBR-FIN) b. Evgeny Donskoy / Mikhail Kukushkin (RUS-KAZ) 7-6(2) 6-4Radu Albot / Artem Sitak (MDA-RUS) b. Damir Dzumhur / Nerman Fatic (BIH-BIH) 6-4 7-5 LEGGI TUTTO

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    Da Bergamo: Alex Molcan e il bello di essere numero 1

    Alex Molcan nella foto

    Per la prima volta in carriera, Alex Molcan è testa di serie numero 1 in un Challenger. “Non leggo nella mente altrui, ma credo che possa essere un vantaggio e condizionare i miei avversari”. Nel frattempo è nei quarti e in caso di vittoria entrerebbe tra i top-100 ATP. Fuori Albot, l’Italia si consola col doppio.
    Quando si è presentato ad Antalya per giocare il primo torneo del 2021, Alex Molcan era numero 313 ATP. Non avrebbe mai immaginato di presentarsi a novembre da serie numero 1 del Trofeo FAIP-Perrel di Bergamo (44.820€, indoor), forte di una classifica che lo vede in 114esima posizione. In mezzo ha raccolto addirittura una finale ATP a Belgrado, giocata contro il numero 1 Novak Djokovic. E poi il fantastico terzo turno allo Us Open che ha fatto conoscere la sua storia, mettendo in luce i sacrifici compiuti da mamma Andrea per aiutarlo a diventare un professionista. Coetaneo di Zverev e Rublev, con i quali ha condiviso l’attività junior, il (quasi) 24enne slovacco sembra aver trovato la sua dimensione. L’assalto ai top-100 prosegue a Bergamo, laddove ha centrato i quarti battendo Nerman Fatic, sostenuto a gran voce dal connazionale (e compagno di doppio) Damir Dzumhur. Un 6-1 6-4 senza patemi, che Molcan analizza lucidamente. “Nel primo set ho giocato un buon tennis: pochi errori e qualche aiuto da parte sua, ma credo di averlo meritato al 100%. Nel secondo lui ha avuto qualche chance sul mio servizio, ma ho trovato il modo di salvarmi. Mi sono trovato 0-30 e 15-40 in un game, poi in un altro ho dovuto annullare una palla break. Mi sono sempre salvato, poi l’ho brekkato. Alla fine ho un po’ tremato, il servizio non mi ha aiutato troppo, ma sono ugualmente soddisfatto”. Molcan fa il professionista da sette anni e ha giocato quasi 300 partite, ma non era mai stato testa di serie numero 1 in un Challenger. “Sensazione nuova, ma non avverto pressione. Anzi, credo che potrebbe darmi una mano: io credo in me e magari gli avversari possono essere condizionati dal fatto di giocare contro il numero 1. Non so, non leggo nella mente altrui, ma potrebbe essere così… Di certo sto giocando bene, merito questo ranking e cerco di vincere ogni partita perché la competizione è dura e giocano tutti bene”.
    “NON PENSO A ZVEREV E RUBLEV”A distanza, mamma Andrea lo segue con grande passione dopo averlo condotto da Presov a Bratislava per aiutarlo nel suo sogno. “Spero che sia orgogliosa di me, lo spero davvero – dice Molcan – il tennis non è la cosa più importante del mondo. Mi piacerebbe che lei fosse orgogliosa di me come persona, poi il tennis viene in secondo piano”. Durante lo Us Open, lo slovacco aveva fatto parlare di sé per i vistosi tatuaggi. La tigre rappresenta la grinta, Buddha gli ricorda la necessità di pensare durante un match. Senza dimenticare la data di nascita della madre tatuata sul petto. “Pianifico di farne altri – dice con un sorriso – non so quando, ma se avrò il tempo potrei farne un altro già a fine stagione”. Da junior è stato top-20 ITF, sfidando gente che giocherà il Masters come Alexander Zverev e Andrey Rublev. “Bisogna accettare che altri giocatori arrivino tra i top-100 a diciotto anni e oggi giochino le ATP Finals. Forse sono più bravi di me, bisogna riconoscerlo. Io devo lavorare duro per raggiungere il loro livello, e vedremo quale sarà il mio limite. Forse i loro successi mi danno un po’ di motivazione in più, ma non li guardo più di tanto”. Il suo presente, infatti, si chiama Zdenek Kolar: i due si sono sfidati due mesi fa nelle qualificazioni dello Us Open e per lui è un ricordo dolcissimo. “Lo conosco bene, è un ottimo giocatore, gli piace essere aggressivo, spingere duro, entrare in campo e chiudere il punto. Sarà un match duro per entrambi, io proverò a giocare il mio miglior tennis”. Per Molcan sarà un match molto importante, perché gli darebbe punti preziosi per avvicinare l’ammissione diretta all’Australian Open, suo grande obiettivo di fine anno. Dovesse vincere il torneo, festeggerebbe addirittura l’ingresso tra i top-100 ATP. Mamma Andrea, dalla sua casetta di Presov, sarebbe ancora più orgogliosa di lui.
    AVANZA NOVAK, CHE BRAVI GAIO-FORTINel frattempo il torneo ha perso la testa di serie numero 4: Radu Albot ha sciupato un break di vantaggio nel primo set e poi si è arreso al turco Cem Ilkel, autore di una partita ordinata che conferma il suo ottimo stato di forma. Adesso il turco se la vedrà con Liam Broady, non prima di aver fatto il tifo per il suo Galatasaray nella partita di Europa League contro la Lokomotiv Mosca. Centra i quarti il numero 2 del tabellone Dennis Novak, emerso da un match denso di alti e bassi contro Evgeny Donskoy. A parte un secondo set in cui gli entrava quasi ogni palla, il russo ha giocato un match al di sotto delle aspettative e si è arreso col punteggio di 6-1 2-6 6-1. L’Italia si consola con il doppio: dopo le tante delusioni in singolare, abbiamo piazzato una coppia in semifinale. Federico Gaio e Francesco Forti hanno recuperato un set di svantaggio a Kotov-Ajdukovic e venerdì giocheranno la seconda semifinale su due tornei in coppia: lo scorso anno avevano fatto altrettanto a Ortisei. Il prossimo impegno sarà decisamente più complicato, poiché sono attesi dai numeri 1 del tabellone, la coppia anglo-finlandese composta da Lloyd Glasspoll e Harri Heliovaara. LEGGI TUTTO