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    Le venticinque semifinali Slam per il tennis azzurro al maschile, da De Morpurgo a Sinner

    Jannik Sinner, prima semifinale a US Open

    Da Wimbledon 2023 a US Open 2024 corrono circa 14 mesi. In quest’arco di tempo davvero ristretto Jannik Sinner ha completato un personale e prestigiosissimo en plein di semifinali nei tornei dello Slam. La sua quarta “semi” è in programma oggi a New York (ore 21) contro Jack Draper, in palio la finale nel quarto major in stagione. In caso di vittoria, per il pusterese sarebbe la seconda finale Slam in carriera e nell’anno, dopo quella vinta a Melbourne lo scorso gennaio. La semifinale raggiunta dal nostro n.1 è la terza a US Open per un tennista italiano e 25esima in assoluto al maschile per i nostri colori nei quattro tornei più importanti dell’annata tennistica. Il 2024 resterà negli annali come stagione migliore di sempre per i nostri tennisti: infatti Sinner ha giocato le semifinali in Australia, Roland Garros e US Open, e Musetti a Wimbledon più quella Olimpica, quindi di fatto una sorta di “Golden Slam” di semifinalisti.
    Nicola Pietrangeli detiene il record per il tennis italiano di semifinali Slam giocate: 5. Tutto lascia pensare che Jannik, arrivato a quota 4 a US Open 2024, spazzerà via anche questo primato del leggendario tennista romano, ma intanto ripercorriamo le 25 presenze di nostri giocatori tra i migliori quattro dei major. Si parte da molto lontano, i ruggenti anni ’30 sul rosso parigino.
    Il primissimo tennista azzurro a giocare una semifinale Slam è stato Uberto De Morpurgo a Parigi nel 1930: non ebbe fortuna, non riuscendo ad issarsi al match per il titolo, stoppato da uno dei leggendari “moschettieri” Henri Cochet (7-5 6-1 6-2 il punteggio della partita). Dopo solo due anni l’Italia torna protagonista a Roland Garros, con Giorgio de Stefani che si qualifica per la semifinale e la vince, regolando il ceco Roderich Menzel in quattro set (6-3 2-6 7-5 6-4 lo score). Purtroppo non riuscì a vincere la finale, stoppato da Cochet in quattro set (6-0 6-4 4-6 6-3). De Stefani ci riprova nel ’34, sua seconda semifinale a Roland Garros, ma stavolta è battuto da Gottfried Von Cramm al termine di una battaglia di cinque set (3-6 6-4 6-1 3-6 6-2).
    Arriva la seconda guerra mondiale, e dobbiamo aspettare gli anni ’50 per rivedere un tennista italiano tra i migliori quattro di uno Slam. Sarà ancora a Parigi, sulla nostra “amata” terra battuta, grazie alle imprese di Beppe Merlo prima e di Nicola Pietrangeli dopo. Merlo nel 1955 e 1956 gioca e perde per due anni di fila la semifinale a Bois de Boulogne: la prima contro Sven Davidson, sconfitta piuttosto netta in tre set (6-3 6-3 6-2), e la seconda contro uno dei più forti di sempre, l’australiano Lewis Hoad con il suo polso d’acciaio e forse il tennis più completo di sempre (6-4 7-5 6-4 lo score per il “canguro”).
    Passano tre anni e sale in cattedra il talento e tocco di palla fantastico di Nicola Pietrangeli, che finalmente porta un tennista italiano sul trono di un torneo dello Slam. “Nick” nell’arco di sei anni gioca le sue 5 semifinali Slam tra Parigi e Wimbledon. Con il suo tennis completo e ricco di variazioni, Pietrangeli nel 1959 raggiunge la prima “semi” a Parigi dove batte Neale Fraser, completando il suo torneo da sogno con la vittoria in finale contro il sudafricano Ian Vermaak (3-6 6-3 6-4 6-1 lo score). Nel 1960 arriva un anno d’oro per le racchette azzurre. Infatti a Roland Garros i semifinalisti italiani sono due, Pietrangeli e Orlando Sirola. Nicola batte Robert Haillet in semifinale e alza il suo secondo (e ultimo) trofeo Slam in carriera regolando in finale il cileno Luis Ayala in cinque set (3-6 6-3 6-4 4-6 6-3); proprio Ayala sconfisse Sirola in semifinale.
    Forse del suo miglior momento in carriera, Pietrangeli gioca un tennis fantastico anche sui prati di Wimbledon, dove sbarca tra i migliori quattro del torneo e costringe il più forti di tutti, Rod Laver, a dare il 101% per batterlo. Il mancino australiano si impone al termine di una battaglia epica, rimontando uno svantaggio di due set a uno all’italiano, per 4-6 6-3 8-10 6-2 6-4. Pietrangeli non riuscirà a tornare in semifinale ai Championships londinesi, ma sbarca per altre due volte in semifinale a Parigi. Nel 1961 batte lo svedese Jan Erik Lundquist in tre set, 6-4 6-4 6-4 il punteggio, ma non riesce a completare un tris di vittorie consecutive, stoppato in finale da Manuel “Manolo” Santana. Nicola tornerà in semifinale anche nel 1964, battendo di nuovo Lundquist (4-6 6-4 6-3 6-3), e sconfitto poi in finale di nuovo da Santana, 6-3 6-1 4-6 7-5 lo score, con l’amarezza per non aver sfruttato sei set point nel quarto set.
    Dopo l’era Pietrangeli, si passa all’era Open e alle imprese dei nuovi campioni azzurri: Adriano Panatta e Corrado Barazzutti, che negli anni ’70 portano la prima storica Coppa Davis in Italia (1976) e riportano per cinque volte il tricolore in semifinale negli Slam. Panatta sbarca per la prima volta in carriera tra i migliori 4 di un Major a Roland Garros 1973, dove è fermato in tre set (6-4 6-3 6-2) dallo jugoslavo Niki Pilic. Passano due anni e Adriano ci riprova, sempre a Parigi, e stavolta cede alla ragnatela di Bjorn Borg in quattro set (6-4 1-6 7-5 6-4). Panatta nel 1976 vive il suo anno d’oro: stavolta a Parigi nessuno riesce a fermarlo. Nei quarti si prende la rivincita su di un fortissimo Borg (6-3 6-3 2-6 7-6), in semifinale supera Eddie Dibbs (6-3 6-1 7-5) e vince la finale, suo unico alloro Slam, contro Harold Solomon (6-1 6-4 4-6 7-6).
    Subito dopo Panatta, tocca a Corrado Barazzutti portare l’Italia per due volte in semifinale Slam. Nel 1977 è battuto da Jimmy Connors a Forest Hills sulla terra verde americana (7-5 6-3 7-5). Fu il primo italiano tra i migliori 4 nello Slam americano, e quel match è passato alla storia per l’incredibile scorrettezza subita dal friulano per colpa dell’allora n.1 Connors. Durante il settimo game del primo set, su una palla break a favore di Barazzutti, Connors giocò un rovescio incrociato con la palla chiamata in gioco dal giudice di linea. Barazzutti contestò la chiamata, indicando chiaramente il segno “out” della palla, ma Jimbo accorse nel punto incriminato e incredibilmente cancello col piede il segno, rendendo impossibile la verifica del giudice di sedia, Quest’episodio davvero grave risultò decisivo nell’innervosire l’azzurro, facendo girare l’incontro a favore di Connors. Nel 1978 Barazzutti arrivò in semifinale a Roland Garros, ma fa demolito dalla regolarità di Bjorn Borg (6-0 6-1 6-0 lo score).
    Terminata l’epopea dei campioni degli anni ’70, il tennis italiano vive annate grigie, pochissime soddisfazioni e le semifinali Slam restano un sogno proibito. È necessario attendere ben 40 anni, il 2018, per ritrovare un azzurro in semifinale a Parigi. L’impresa, davvero sorprendente, è di Marco Cecchinato che gioca il miglior torneo della vita, sbattendo fuori pure Novak Djokovic nel torneo e issandosi in “semi”, dove si arrende al gioco potente di Dominic Thiem, 7-5 7-6 6-1 il punteggio. È la prima fiammata del Rinascimento del tennis italiano. L’anno seguente (2019) esplode a New York Matteo Berrettini, che inizia sul cemento nord americano la sua straordinaria carriera di vertice che lo porta tra i top10, tre volte in semifinale in tre diversi Slam e addirittura in finale ai Championships, primo e unico italiano a riuscirci. A US Open 2019 è stoppato in “semi” dalla potenza e diritto mancino di Rafael Nadal (7-6 6-4 6-1). Nel 2021 il romano vola sui prati di Wimbledon, è quasi ingiocabile al servizio e in semifinale sconfigge Hubert Hurkacz (6-3 6-0 6-7 6-4), guadagnandosi la chance di vincere i Championship. In finale vince il primo set contro Djokovic, poi subisce la rimonta del campione serbo. Berrettini segna un’altra pagina storica per il tennis azzurro approdando per la prima volta nel  2022 in semifinale agli Australian Open, di nuovo stoppato da Nadal (6-3 6-2 3-6 6-3). È la terza e per ora ultima semifinale Slam del romano.
    Siamo arrivati all’attualità, a Jannik Sinner e Lorenzo Musetti. Sinner cresce, migliora il suo gioco con un servizio più efficace e un diritto pesantissimo. Rimette a posto il fisico e inizia a volare sul tennis mondiale. A Wimbledon 2023 sbarca per la prima volta in semifinale in uno Slam. Perde da Djokovic in tre set (6-3 6-4 7-6) ma impara moltissimo. Lavora ancor più duramente in estate e autunno, e dall’ottobre 2023 si prende tutto, diventando quasi imbattibile sul cemento e fortissimo in ogni contesto. Vince l’Australian Open 2024, battendo Djokovic in semifinale (6-1 6-2 6-7 6-3) e quindi Daniil Medvedev in finale, rimontando due set al russo; a Roland Garros arriva con discreti problemi all’anca ma riesce comunque ad issarsi in semifinale, dove Carlos Alcaraz rimonta uno svantaggio di due set e a uno (2-6 6-3 3-6 6-4 6-3). A Wimbledon 2024 è Lorenzo Musetti a far sognare l’Italia, con una fantastica cavalcata che lo porta in semifinale, dove è battuto da Djokovic in (6-4 7-6 6-4), sua prima semifinale in un Major. Jannik invece nel torneo è stoppato nei quarti da Medvedev, ma si prende una sonora rivincita a US Open, ancora nei quarti. Un successo che gli apre le porte alla sua prima semifinale, quella di stasera contro Jack Draper. In questi anni d’oro, sognare le vittorie Slam non è più peccato.
    Marco Mazzoni LEGGI TUTTO

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    Adriano Panatta: “Jannik Sinner potrà essere al vertice per molti anni”

    Jannik Sinner e Adriano Panatta nella foto

    In Italia, l’eco della recente vittoria della Coppa Davis non smette di risuonare. Il trionfo ottenuto dalla squadra guidata da Filippo Volandri a Malaga (Spagna) circa un mese fa ha riacceso i riflettori sul tennis nel Bel Paese. Al centro di questa rinnovata attenzione c’è Jannik Sinner, che ha giocato un ruolo fondamentale nei successi raggiunti dalla nazionale sia in Coppa Davis che in altri tornei a partire da settembre.
    Adriano Panatta, campione italiano e figura storica del nostro tennis, non ha esitato a esprimere il suo pensiero su Sinner, prevedendo per lui un futuro luminoso ai vertici del tennis mondiale. In una recente intervista rilasciata al Quotidiano di Puglia, Panatta ha sottolineato le potenzialità di Sinner: “È un giovane atleta con tutte le carte in regola per crescere ancora molto e diventare un campione per molti anni. Diamogli il tempo di crescere e celebriamo insieme a lui e alla squadra azzurra questo prestigioso successo che mancava da tempo. Il tennis, come ogni sport, vive di cicli e, in questo momento, l’Italia può contare su giocatori di grande talento, con molti anni davanti per continuare a crescere e affermarsi.”
    Panatta ha poi parlato dell’impatto che questo successo ha avuto sull’interesse generale per il tennis in Italia: “Quest’importante affermazione ha suscitato un forte entusiasmo tra gli italiani, appassionati di tennis e non, e potrebbe certamente contribuire a un maggiore avvicinamento verso questo sport rispetto al recente passato.”
    Riguardo alle differenze tra la vittoria attuale e quella storica del 1976 in Cile, Panatta ha preferito non fare paragoni diretti: “Da italiano, sono orgoglioso dei risultati raggiunti dai nostri atleti. Le epoche sono diverse, molte cose sono cambiate, ma vincere la Coppa Davis rimane sempre un’emozione grandissima.”Francesco Paolo VIllarico LEGGI TUTTO

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    Panatta interviene sulla scelta di Sinner e sull’esclusione di Fognini dalla Coppa Davis

    Jannik Sinner ITA, 2001.08.16 – Foto Getty Images

    L’eco delle decisioni recenti nel mondo del tennis italiano continua a risuonare, e questa volta a prendere la parola è Adriano Panatta, ex leggenda del tennis tricolore. Durante un’intervista a “La Domenica Sportiva”, Panatta ha espresso la sua opinione riguardo alla controversa decisione di Jannik Sinner di declinare la convocazione della Nazionale per la Coppa Davis. Il giovane campione azzurro ha scelto di non partecipare, probabilmente a causa del lento recupero dopo i tornei giocati in nordamerica.
    “Sinner ha rifiutato anche alle Olimpiadi – ha sottolineato Panatta – Mi torna in mente Bagnaia che torna in sella solo tre giorni dopo. Oggi i tennisti sono come aziende: la priorità sembra essere il profitto e i guadagni. E non tanto per il bene degli atleti, quanto piuttosto per chi li circonda. La componente emotiva, il legame con la maglia, sembra oggi essere messo in secondo piano nel mondo del tennis”.
    Ma il discorso di Panatta non si è limitato solo alla vicenda di Sinner. L’ex campione italiano ha voluto spendere qualche parola anche sull’esclusione di Fabio Fognini dalla Coppa Davis, decisione presa dal capitano della squadra azzurra, Filippo Volandri.
    “Fognini è uno dei più grandi talenti che l’Italia abbia mai visto. È stato tra i top ten del ranking mondiale e ha dato tantissimo alla Davis, sia in singolo che in doppio. Secondo me, rimane ancora oggi il doppista italiano più forte. La sua esclusione mi ha veramente sorpreso. Non so perché Volandri abbia preso questa decisione, ma al di là delle motivazioni ufficiali, credo che si debba sempre avere un dialogo con il giocatore. Questo è il rispetto che merita, è fondamentale non dimenticare ciò che un atleta ha fatto per il proprio paese”.
    La presa di posizione di Panatta riecheggia le sentimenti di molti appassionati italiani, sottolineando quanto le scelte recenti abbiano generato dibattito nel panorama tennistico nazionale.Marco Rossi LEGGI TUTTO

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    Panatta crede nelle chance di Sinner: “Può vincere un 1000, anche a Roma”

    Adriano Panatta

    I magnifici quattro del tennis azzurro, Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Antonio Zugarelli, si sono ritrovati a Roma per il lancio del film “Una Squadra”, che ripercorre la splendida impresa del team azzurro di Davis nel 1976. Durante la presentazione, hanno risposto a qualche domanda sull’attualità tennistica.
    Per Bertolucci, la decisione di Wimbledon di escludere i tennisti russi è totalmente sbagliata: “È un errore clamoroso, è una scelta fatta dagli inglesi che comporta l’esclusione di più di 20 atleti tra maschi e femmine, non potranno giocare non solo Wimbledon ma tutti i tornei su erba, Eastbourne, Nottingham. È una cosa ingiusta, una decisione che non doveva essere presa, i giocatori sono dei professionisti. Il fatto che siano nati in Russia piuttosto che in Italia o in Australia non deve significare niente, loro rappresentano se stessi, non la nazione”.
    Spostando l’attenzione ai prossimi Internazionali BNL d’Italia, secondo Adriano Panatta Jannik Sinner può arrivare sino in fondo: “Chi può vincere Roma? Anche Sinner può farcela, ha le qualità per vincere un 1000. Anche perché Djokovic non sta certamente in forma, ha qualche problema fisico, Nadal è quello più forte storicamente sulla battuta ma anche lui ha avuto dei problemi fisici. Non è che ci siano tutti questi fenomeni… C’è Zverev, Alcaraz, Tsitsipas, tutta gente battibile da Sinner. Poco tempo fa avevamo al massimo della loro forma Federer, Nadal, Djokovic, per gli altri era molto difficile anche andare in finale. Oggi c’è la prospettiva che uno come Sinner possa vincere”. LEGGI TUTTO

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    Adriano Panatta: L’impresa di Nadal, la questione Djokovic, Berrettini e Sinner

    Adriano Panatta nella foto

    Adriano Panatta, ex tennista, è stato intervistato ai microfoni de “il Diabolico e il Divino”, trasmissione in onda su New Sound Level 90FM. Ecco di seguito le sue parole:
    Ti ha stupito la vittoria di Rafa Nadal all’Australian Open?È stata un’impresa fuori dal comune quella degli Australian Open, se pensiamo che Nadal 3 mesi fa non era sicuro nemmeno di tornare a giocare a tennis e si trovava davanti il giocatore più in forma del mondo. Ha dimostrato un carattere e una forza fisica incredibile, ha giocato quasi 5 ore e mezza senza colpo ferire.
    Sulla questione Djokovic:“Le regole vanno rispettate, non conta se sei il numero del mondo; Djokovic poteva evitare tutto questo casino.”Ci sono delle regole, le regole vanno rispettate da tutti e dunque se lui non ha la vaccinazione non può giocare, punto e a capo. Non si può trovare un escamotage perché lui è Djokovic, tutto questo casino che è successo se lo poteva anche risparmiare. Probabilmente qualcuno della direzione del torneo, sbagliando, gli ha dato qualche speranza di poter partecipare e dunque sicuramente c’è qualche responsabilità esterna. È inutile discutere se sia giusto o non giusto, la regola è quella.
    Sulla nuova generazione di tennisti italiani:“Sono sicuro che prima o poi arriveranno a vincere uno Slam. Sinner allenato da McEnroe sarebbe un grade attestato per il giovane tennista italiano.”Sicuramente c’è una nuova stagione del tennis maschile italiano, con Berrettini, Sinner e Sonego in particolare, ed erano tanti anni che non succedeva. È ovvio che quando non si riesce a vincere i tifosi ci rimangono male, ma c’è tempo e prima o poi lo vinceranno questo Slam, così la smettono di rompere le palle a me che sono l’ultimo ad averne vinto uno (ride ndr). Ho letto che McEnroe ha detto che gli piacerebbe allenare Sinner. Era un rompipalle micidiale in campo, non so come potrà essere da allenatore ma sarebbe sicuramente un bell’attestato per Sinner. Io ero molto amico di John, ci ho giocato anche il doppio a Parigi nel torneo delle leggende e mi è anche molto simpatico. Era uno un po’ arrogante e prepotente ma si tratta di un grandissimo campione e di un uomo molto molto intelligente. Tra l’altro McEnroe mi ricorda un po’ Mourinho, istrionico e protagonista nel contesto della gara, c’è a chi piace e a chi non piace.
    Medvedev ha detto che è infastidito dai continui fischi e dalle critiche verso di lui, che ne pensi?“A Roma si dice fatti una domanda e datti una risposta, il suo comportamento disturba il pubblico.”A Roma si dice fatti una domanda e datti una risposta, probabilmente il suo atteggiamento in campo non è piacevole per lo spettatore, lui ha un’aria un po’ strafottente in campo. È sicuramente un grande giocatore anche se a me non piace così tanto ma è il numero due del mondo, ma in campo l’atteggiamento è quello che è, non lo si può paragonare a quello di Nadal o Federer o tanti altri. Il pubblico se ne accorge subito e non gli fa il tifo a favore, probabilmente dipende dal suo modo di essere ma questo finisce per andare contro di lui. LEGGI TUTTO

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    Adriano Panatta su Jannik Sinner: “Jannik nel 2020 ha dimostrato di avere la stoffa del campione”

    Jannik Sinner ITA, 2001.08.16

    Adriano Panatta ha pubblicato un articolo sul quotidiano “La Stampa” venerdì scorso ed ha parlato di Jannik Sinner: “Sul futuro di Jannik Sinner mi sono già sbilanciato, quindi devo ripetermi: ha grandi qualità e l’anno prossimo potrà entrare fra i primi dieci del mondo”.
    “Nonostante il lungo stop che rischiava di penalizzare i tennisti più giovani, Jannik nel 2020 ha dimostrato di avere la stoffa del campione. Ha battuto Alexander Zverev e Stefanos Tsitsipas e al Roland Garros, anche nel match perso contro Rafael Nadal, ha fatto capire di potersela giocare con i più forti in assoluto.È stato bravo a circondarsi delle persone giuste, di uno staff che sa come consigliarlo. Ragiona come uno di 25 o 26 anni, mentre fisicamente deve ancora crescere e Riccardo Piatti si aspetta di vederlo al top tra due anni.”

    “Diamogli tempo, senza pretendere che vinca subito un torneo del Grande Slam. Il suo tennis è universale, adatto sia alla terra sia al cemento, ma non processiamolo se perderà ancora qualche partita con il pronostico a favore, perché capiterà.Deve stare lontano dagli infortuni e sperare che nel 2021 si possa presto tornare alla normalità, alla sua età è importante giocare tanto. Un consiglio che nulla ha a che fare con il tennis. Vedo che twitta tanto in inglese: a me piacerebbe vederlo usare di più l’italiano. Per fare capire a tutti che ha sempre i piedi per terra” . LEGGI TUTTO

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    Coppa Davis: Sinner nel Dream Team azzurro con Panatta, Pietrangeli, Fognini e Barazzutti

    Jannik Sinner nella foto

    Bella iniziativa degli organizzatori delle Davis Cup Finals che, vista la mancata disputa del torneo a causa dell’emergenza Coronavirus, hanno scelto, nei giorni scorsi, di proporre una serie di sondaggi sui canali social per determinare le rose delle diciotto squadre inserite nei sei gironi della manifestazione, con il possibile impiego di ex giocatori. Il Dream Team dell’Italia è composto da Jannik Sinner, Adriano Panatta, Nicola Pietrangeli, Fabio Fognini e Corrado Barazzutti: nel medesimo raggruppamento degli azzurri anche gli Stati Uniti con il tridente Agassi-Sampras-McEnroe ed una Colombia decisamente più “abbordabile” con Santiago Giraldo e Alejandro Falla come tennisti di punta.
    GRUPPO ASpagna: Rafael Nadal, David Ferrer, Carlos Moya, Juan Carlos Ferrero, Feliciano LopezRussia: Marat Safin, Yevgeny Kafelnikov, Nikolay Davydenko, Daniil Medvedev, Mikhail YouzhnyEcuador: Nicolas Lapentti, Andres Gomez, Pancho Segura, Miguel Olvera, Ricardo Ycaza

    GRUPPO BCanada: Denis Shapovalov, Milos Raonic, Felix Auger-Aliassime, Vasek Pospisil, Daniel NestorKazakistan: Mikhail Kukushkin, Alexander Bublik, Andrey Golubev, Aleksandr Nedovyesov, Yuriy SchukinSvezia: Stefan Edberg, Bjorn Borg, Mats Wilander, Jonas Bjorkman, Anders Jarryd
    GRUPPO CFrancia: Jo-Wilfried Tsonga, Richard Gasquet, Guy Forget, Yannick Noah, Gael MonfilsGran Bretagna: Andy Murray, Tim Henman, Jamie Murray, Fred Perry, Greg RusedskiRepubblica Ceca: Tomas Berdych, Ivan Lendl, Petr Korda, Radek Stepanek, Jan Kodes
    GRUPPO DCroazia: Ivan Ljubicic, Marin Cilic, Goran Ivanisevic, Mario Ancic, Ivan DodigAustralia: Lleyton Hewitt, Rod Laver, Pat Rafter, Todd Woodbridge, Mark WoodfordeUngheria: Marton Fucsovics, Attila Balazs, Balazs Taroczy, Istvan Gulyas, Laszlo Markovits
    GRUPPO EUSA: Andre Agassi, Pete Sampras, John McEnroe, Bob Bryan, Mike BryanItalia: Adriano Panatta, Nicola Pietrangeli, Corrado Barazzutti, Fabio Fognini, Jannik SinnerColombia: Santiago Giraldo, Alejandro Falla, Juan Sebastian Cabal, Robert Farah, Daniel Galan
    GRUPPO FSerbia: Novak Djokovic, Janko Tipsarevic, Viktor Troicki, Nenad Zimonjic, Ilija BozoljacGermania: Boris Becker, Michael Stich, Tommy Haas, Philipp Kohlschreiber, Patrik KuhmenAustria: Dominic Thiem, Thomas Muster, Jurgen Melzer, Dennis Novak, Alexander Peya LEGGI TUTTO

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    Feliciano Lopez parla di Jannik Sinner: “Sinner ha un grande potenziale e può vincere dei tornei del Grande Slam” e sulla questione di Monte Carlo parla Adriano Panatta ” io non discuto le scelte, più che legittime, di altre persone e molti lo facevano anche ai miei tempi, ma io non ho mai voluto farlo”

    Jannik Sinner ITA, 2001.08.16

    Feliciano Lopez ha raccontato ai microfoni di Fanpage cosa pensa di Jannik Sinner.“Penso che Jannik Sinner sia già adesso un grande giocatore, credo che sia pronto, non lo considero il futuro del tennis perché è già il presente.Lui ha già la possibilità di battere i migliori giocatori del mondo e non so se potrà diventare il numero 1, il numero 3 o il numero 5 del mondo. Prevedere una cosa del genere è troppo difficile perché ci sono anche tanti altri giocatori di livello, tanti ragazzi nati negli anni ’90 che sono cresciuti davvero tanto.Ma confermo che Sinner ha un grande potenziale e può vincere dei tornei del Grande Slam”.

    Parliamo poi del cambio di residenza di Jannik Sinner che ha cambiato la residenza portandola a Monte Carlo e sono arrivate alcune critiche. Su questo argomento parla Adriano Panatta.
    “Il cambio di residenza di Sinner? Beh, io non discuto le scelte, più che legittime, di altre persone e molti lo facevano anche ai miei tempi, ma io non ho mai voluto farlo. La verità è che era una cosa che non mi andava, ho sempre preferito restare a Roma, questa è casa mia!” LEGGI TUTTO