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    F1, verso Jeddah: Ferrari sei volte vincente nei paesi arabi

    ROMA – A Jeddah è il momento del debutto per la Formula 1, che arriva in Arabia Saudita per il ventunesimo e penultimo Gran Premio stagionale. Con un campionato ancora apertissimo a sole due gare dal termine, l’attesa per la primissima sul nuovo circuito è tantissima. Max Verstappen comanda la classifica piloti con un vantaggio di soli otto punti su Lewis Hamilton, che nelle ultime due gare ha accorciato il distacco grazie a due successi in Brasile e Qatar. Il cambio di marcia del britannico ha invertito rapidamente i pronostici, che ora lo vedono come favorito nonostante lo svantaggio in graduatoria.
    Le statistiche della Ferrari
    Se per l’Arabia Saudita è una prima volta assoluta, sono ben 33 le gare disputate dalla Ferrari nei paesi di lingua araba. Il debutto assoluto risale al 1958, nel Gran Premio del Marocco. Nella storia, il Cavallino ha totalizzato ben sei successi e altrettante pole position. Nel caso della gara di Jeddah, è difficilmente pronosticabile un successo della Rossa, che proverà però a giocarsi le sue carte con Charles Leclerc e Carlos Sainz. LEGGI TUTTO

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    MotoGp, Pol Espargaro: “Sono molto esigente. L'obiettivo è il titolo”

    ROMA – Pol Espargaro traccia un bilancio della stagione appena conclusa in MotoGp, che l’ha visto chiudere in dodicesima posizione a 100 punti. Un risultato che non soddisfa il pilota della Honda, il quale prova ad analizzarne i motivi: “Non è stata l’annata che volevo. Non so se è stata quella che ci aspettavamo, perché in passato l’adattamento a questa moto è costato tanto ai diversi piloti che sono passati di qui – ha detto ai microfoni di “Marca” -. Sapevamo che la moto non era al massimo e dunque non mi sono creato aspettative particolari. Chiaramente avevo degli obiettivi ideali che non sono riuscito a realizzare e che, senza dubbio, non ho raggiunto. Sono molto esigente con me stesso, e se non lo fossi stato ad esempio quando sono passato in KTM ed eravamo in fondo alla griglia, non sarei mai stato qui con i colori HRC. È la mia filosofia”.
    Su Marquez
    “L’asticella è dettata dal più veloce della nostra marca, ovvero Marc Marquez, e abbiamo visto che quando sta bene è capace di vincere – ha aggiunto -. Lui non è stato regolare come in passato, ma anche la moto non è stata all’altezza perché ci sono state diverse cose che non ci hanno permesso di essere veloci quanto avremmo voluto. Io lavorerò al massimo per migliorare il mio livello ed essere la miglior versione di me il prossimo anno. L’obiettivo è quello di provare a lottare per il titolo, perché dev’essere il target per tutti i piloti che passano per la HRC. Tutti i piloti hanno registrato la mancanza di grip, specie al posteriore. Honda ha lavorato tantissimo su questo aspetto, che è poi ciò che mi permette di essere veloce, la trazione al posteriore. Ho dovuto adattare la mia guida alla moto. Abbiamo visto le difficoltà avute ad esempio da Lorenzo quando è passato da Yamaha a Ducati, poi il disastro alla Honda. Lo stile di guida deve cambiare, non può essere lo stesso per tutte le moto. Ad esempio Zarco, nel trasferimento da Yamaha a KTM, ha sofferto molto, e anche nel primo anno in Ducati. E così anche Rossi, sempre in Ducati”. LEGGI TUTTO

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    MotoGp, Pol Espargaro: “L'obiettivo deve essere il titolo”

    ROMA – “Non è stata l’annata che volevo. Non so se è stata quella che ci aspettavamo, perché in passato l’adattamento a questa moto è costato tanto ai diversi piloti che sono passati di qui”. Pol Espargaro, intervistato da “Marca”, traccia un bilancio della stagione appena conclusa in MotoGp, che l’ha visto chiudere in dodicesima posizione a 100 punti. Un risultato che non soddisfa il pilota della Honda, il quale prova ad analizzarne i motivi: “Sapevamo che la moto non era al massimo e dunque non mi sono creato aspettative particolari. Chiaramente avevo degli obiettivi ideali che non sono riuscito a realizzare e che, senza dubbio, non ho raggiunto. Sono molto esigente con me stesso, e se non lo fossi stato ad esempio quando sono passato in KTM ed eravamo in fondo alla griglia, non sarei mai stato qui con i colori HRC. È la mia filosofia”.
    Gli obiettivi
    “L’asticella è dettata dal più veloce della nostra marca, ovvero Marc Marquez, e abbiamo visto che quando sta bene è capace di vincere – ha aggiunto -. Lui non è stato regolare come in passato, ma anche la moto non è stata all’altezza perché ci sono state diverse cose che non ci hanno permesso di essere veloci quanto avremmo voluto. Io lavorerò al massimo per migliorare il mio livello ed essere la miglior versione di me il prossimo anno. L’obiettivo è quello di provare a lottare per il titolo, perché dev’essere il target per tutti i piloti che passano per la HRC. Tutti i piloti hanno registrato la mancanza di grip, specie al posteriore. Honda ha lavorato tantissimo su questo aspetto, che è poi ciò che mi permette di essere veloce, la trazione al posteriore. Ho dovuto adattare la mia guida alla moto. Abbiamo visto le difficoltà avute ad esempio da Lorenzo quando è passato da Yamaha a Ducati, poi il disastro alla Honda. Lo stile di guida deve cambiare, non può essere lo stesso per tutte le moto. Ad esempio Zarco, nel trasferimento da Yamaha a KTM, ha sofferto molto, e anche nel primo anno in Ducati. E così anche Rossi, sempre in Ducati”. LEGGI TUTTO

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    F1, Sainz sceglie sempre Ferrari: lo spagnolo si regala una 812 Superfast

    ROMA – Via la vecchia Volkswagen e dentro la nuova Ferrari, personalizzata e progettata su misura per lui: Carlos Sainz ha scelto. Al pilota spagnolo, ora 27enne, i genitori avevano infatti regalato la sua prima auto quando aveva compiuto 18 anni. Una Volkswagen Golf, a cui però Sainz è rimasto evidentemente affezionato. Ora però è tempo di mettere i ricordi in soffitta e di guardare al futuro: la stagione sta finendo e a Maranello stanno lavorando a tempo pieno alla nuova monoposto da presentare nella prossima griglia di Formula 1, che nel 2022 avrà nuove regole.

    La nuova Rossa dello spagnolo

    E proprio a Maranello, perno logistico e operativo della scuderia italiana, si è recato Carlos Sainz per una Ferrari nuova di zecca: la 812 Superfast, con un motore V12 da 800 CV con tanto di “55” forgiato sugli interni. “La fortuna arriva solo per chi sa aspettarla”, ha commentato infine il pilota della Ferrari che ha deciso così legarsi anche in privato alla Rossa, in attesa del nuovo Mondiale. Guidando Ferrari anche nella vita di tutti i giorni, forse Sainz potrà trovare ulteriore feeling con la monoposto che verrà, per cercare – nel 2022 – di dare l’assalto al titolo, giocandosela alla pari con le battistrada Mercedes e Red Bull. LEGGI TUTTO

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    F1. Sainz: Ferrari non solo in pista, la nuova auto dello spagnolo è una 812 Superfast

    ROMA – Carlos Sainz si è deciso: addio vecchia Volkswagen e un benvenuta alla nuova Ferrari, personalizzata e fatta su misura per lui. Il pilota spagnolo, ora 27enne, aveva infatti ricevuto la sua prima auto dai genitori quando aveva compiuto 18 anni. Una Volkswagen Golf, a cui però Sainz è rimasto evidentemente affezionato. Ora però è tempo di mettere i ricordi in soffitta e di guardare al futuro: la stagione si sta chiudendo in crescendo e a Maranello stanno lavorando da un anno alla nuova monoposto da presentare nella prossima griglia di Formula 1, che nel 2022 avrà un nuovo regolamento.
    Una nuova Ferrari per lo spagnolo
    E proprio a Maranello, cuore pulsante della scuderia italiana, si è recato Carlos Sainz per regalarsi una Ferrari nuova di zecca. La scelta è ricaduta su una Ferrari 812 Superfast, con un motore V12 da 800 CV con tanto di “55” forgiato sugli interni. “La fortuna arriva solo per chi sa aspettarla”, ha commentato infine il pilota della Ferrari che ha deciso così di avere sempre con lui la Rossa non solo in pista, dove nel 2022 cercherà di dare l’assalto al mondiale sfruttando il nuovo regolamento e una Ferrari che potrebbe lottare ad armi pari con Mercedes e red Bull, ma anche nella vita di tutti i giorni. LEGGI TUTTO

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    Taranto, truccavano bici elettriche: sequestri e multe per 40.000 euro

    L’ennesimo caso di modifica di biciclette con pedalata assistita per aumentarne le prestazioni stavolta arriva da Taranto. È accaduto il 29 novembre scorso nella città pugliese, dove un numeroso gruppo di Carabinieri,aiutato da tecnici della Motorizzazione di Bari, ha fermato i trasgressori. Sanzionati anche due minorenni senza casco, patente e assicurazione.
    Il sequestro
    Per effettuare l’operazione e fermare l’organizzazione, che sul territorio della provincia pugliese potenziava biciclette elettriche per trasformarle in dei veri e propri motorini, sono servite ben sei pattuglie. A seguito del controllo sono state sequestrate sette bici, di cui una confiscata poiché già precedentemente sottoposta al sequestro. Le modalità con cui le forze dell’ordine hanno stabilito la modifica dei mezzi a tal punto da costituire reato sono state gestite da tecnici della Motorizzazione, i quali grazie ad un macchinario con rulli hanno stabilito la velocità che i veicoli in questione avrebbero potuto raggiungere. Accertato l’illecito, oltre ai sequestri, sono state commissionate 26 multe per un totale di 38.700 euro. Durante l’operazione sono stati fermati anche due minori su uno scooter senza casco, patente e assicurazione, norme base del codice stradale per la regolare detenzione e uso del mezzo.
    Catania, tutta la famiglia riunita… sullo stesso scooter e senza casco LEGGI TUTTO

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    F1, Verstappen torna su Monza: “Hamilton non mi ha lasciato spazio”

    ROMA – Max Verstappen è tornato sull’incidente che ha coinvolto lui e Lewis Hamilton durante il Gran Premio d’Italia di Formula 1. In quell’occasione, è stato però l’olandese a subire la sanzione, con tre posizioni di penalità sulla griglia di partenza nella gara successiva a Sochi. “A Monza stavamo lottando per una posizione, e Lewis ha continuato a stringere fino a quando non c’era più spazio per due macchine; è in quel momento che ci siamo schiantati – ha detto a “squaremile.com” -.Ero lì per andare forte, ma correre in maniera corretta. E’ un peccato che sia successo, ma siamo entrambi professionisti.
    Le parole di Verstappen
    Verstappen ha anche parlato dei progressi fatti con il tempo: “Sono un pilota molto più rilassato. Ho molta più esperienza ora. Ho attraversato molti scenari e situazioni diverse nel corso degli anni. Riesci a prevedere le cose e hai una conoscenza maggiore delle macchine di Formula 1, tutto questo rende le cose molto più facili”. Poi, sul ricambio generazionale: “E’ una cosa normale, ogni 10 o 15 anni c’è un po’ di cambiamento e arrivano ragazzi giovani. In questo momento ce ne sono tanti, ed è una cosa positiva per lo sport”. LEGGI TUTTO

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    F1, Verstappen: “A Monza Hamilton ha stretto fin quando non ci siamo schiantati”

    ROMA – “A Monza stavamo lottando per una posizione, e Lewis ha continuato a stringere fino a quando non c’era più spazio per due macchine; è in quel momento che ci siamo schiantati”. Max Verstappen, intervistato da “squaremile.com”, è tornato sull’incidente che ha coinvolto lui e Lewis Hamilton durante il Gran Premio d’Italia di Formula 1. In quell’occasione, è stato però l’olandese a subire la sanzione, con tre posizioni di penalità sulla griglia di partenza nella gara successiva a Sochi. “Ero lì per andare forte, ma correre in maniera corretta. E’ un peccato che sia successo, ma siamo entrambi professionisti”.
    La crescita di Max
    Verstappen ha anche parlato dei progressi fatti con il tempo: “Sono un pilota molto più rilassato. Ho molta più esperienza ora. Ho attraversato molti scenari e situazioni diverse nel corso degli anni. Riesci a prevedere le cose e hai una conoscenza maggiore delle macchine di Formula 1, tutto questo rende le cose molto più facili”. Poi, sul ricambio generazionale: “E’ una cosa normale, ogni 10 o 15 anni c’è un po’ di cambiamento e arrivano ragazzi giovani. In questo momento ce ne sono tanti, ed è una cosa positiva per lo sport”. LEGGI TUTTO