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    GP 70° Anniversario, ufficiale: Perez positivo al tampone, Hulkenberg resta sulla Racing Point

    ROMA – Arriva l’ufficialità: Sergio Perez non correrà nel Gp del 70° anniversario di Silverstone. Il test sul Covid-19 effettuato nel pomeriggio di ieri al termine del suo periodo di quarantena ha dato esito positivo. Quindi sarà Nico Hulkenberg ancora al volante della Recing Point per il quinto appuntamento del Mondiale di Formula 1. “Nico Hülkenberg continuerà a guidare per il BWT Racing Point F1 Team al fianco di Lance Stroll nel Gran Premio del 70o Anniversario di questo fine settimana a Silverstone al posto del pilota ufficiale Sergio Perez”, spiega la Racing point in una nota. “Il 32enne tedesco si è unito al team per il Gran Premio di Gran Bretagna dello scorso fine settimana e ha subito impressionato”, ha spiegato il team, sottolineando che il test a cui è stato sottoposto Sergio Perez è andato bene, continuerà a seguire i protocolli, ma “sta fisicamente bene e si sta riprendendo. Tutta la squadra augura bene a Sergio e alla sua famiglia e non vediamo l’ora del suo ritorno”.
    Le parole di Hulkenberg
    “Sono entusiasta di tornare a lavorare con la squadra – ha detto Hulkenberg – Lo scorso weekend è stato un vero passo verso l’ignoto essendo stato lontano dal team per alcuni anni e rapportandomi con una macchina che non avevo mai guidato prima. Tuttavia, ho imparato molte cose in poco tempo e sono pronto a mettermi nuovamente in gioco in questo fine settimana. Correre di nuovo sulla stessa pista rende le cose un po’ più facili e il team ha fatto un ottimo lavoro aiutandomi a mettermi al passo. Penso che possiamo lottare per la zona punti e questo è sicuramente il mio obiettivo. Voglio anche augurare a Checo tutto il meglio per la sua guarigione”. LEGGI TUTTO

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    Utilitarie e compatte: “piccole” grandi Mazda

    Quando lo spazio a disposizione è poco, devi aguzzare l’ingegno. Un vero e proprio mantra per i giapponesi “di città”, da sempre abituati a sfruttare al meglio il poco spazio disponibile nelle affollate metropoli del Sol Levante. Un’attitudine, in campo automotive sublimata in uno stile minimal e hypertech, votato all’efficienza e alla praticità, che Mazda ha saputo far suo sin dalle origini; senza mai arrivare a sacrificare quel fattore emozionale – estetico e funzionale – alla base della sua produzione. In altre parole, l’arte di saper rendere grandi anche le “piccole”, che sin dagli esordi ha caratterizzato lo sviluppo e la commercializzazione delle utilitarie e delle compatte della Casa di Hiroshima. 

    IL PRIMO SUCCESSO FU UNA MICROCAR
    Già nel 1940, Mazda aveva realizzato il prototipo di una piccola berlina capace di restituire sensazioni tipiche di auto di maggiori dimensioni. Ma bisogna attendere il 1960, per vedere concretizzarsi l’ingegnosa capacità del marchio di dar vita a mezzi di piccole dimensioni, ma dalla grande personalità; modelli che sarebbero diventati un pilastro centrale della sua produzione.Compatta, due porte, forme da coupé. La mitica R360 spuntava meno di quattrocento chili sulla bilancia (380 il dato dichiarato) e raggiungeva i 90 Km/h di velocità massima. Ma soprattutto, questa microcar di successo rappresentò un lucido esempio di quella capacità nella ricerca stilistica e tecnologica, che ha forgiato negli anni il DNA di Mazda, caratterizzandolo come produttore di mezzi emozionali, mai scontati, e divertenti da guidare.

    Il motore a quattro tempi era più silenzioso, pulito e parco nei consumi, rispetto ai due tempi usati dalla concorrenza. Un V-twin da 360 cm3 (all’epoca c’erano dei limiti imposti dal governo giapponese per questo genere di auto) capace di appena 16 CV, che però, grazie al peso ridotto (risultato raggiunto utilizzando leghe leggere in alluminio e magnesio), consentiva comunque una guida spigliata e divertente. Oltre al motore a quattro tempi, la R360 vantava anche un tecnologico cambio manuale e semiautomatico opzionale a quattro velocità, il primo convertitore automatico di coppia del Giappone.
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    EVOLUZIONE DELLA SPECIE
    La Mazda Carol, che seguì nel 1962, arrivò prima in versione a due porte, per poi affermarsi come la berlina a quattro porte più compatta del mondo. Nonostante una lunghezza analoga alla R360 Coupé, l’aspetto della Carol era caratterizzato dal passo più lungo e dal lunotto posteriore invertito, che aumentava lo spazio interno; inoltre, la robusta carrozzeria monoscocca e le sospensioni indipendenti sulle quattro ruote, la rendevano particolarmente confortevole in marcia. Replicando il successo della R360, la Carol divenne una hit immediata raggiungendo la quota di due terzi del segmento delle microcar in Giappone nel 1962.
    LA COMPATTA PER LA “FAMILIA”
    In un repentino consolidamento della gamma auto, nel 1963 esordisce la compatta Mazda Familia, disegnata da Giorgetto Giugiaro e proposta in 3 varianti: berlina, wagon e coupé. Un modello di successo, versatile, capace di ospitare a bordo 5 persone e improntato alla massima praticità, che fu rinnovato nel 1967, e l’anno seguente fu reso disponibile anche con il motore rotativo. Noto come Familia Rotary/R100, il propulsore a doppio rotore da 100 CV permetteva di coprire il quarto di miglio in 16,4 secondi e di raggiungere una velocità massima di 180 km/h. La R100 fu anche una delle prime Mazda rotative esportate in Europa (insieme alla Mazda RX-2), sebbene fossero più popolari i meno costosi modelli Familia con motore a pistoni. 
    VOCE DEL VERBO HATCHBACK
    Era il 1977, quando sul mercato esordiva la Mazda 323. Dallo spiccato stile europeo, si trattava di una hatchback proposta in versioni a tre o cinque porte e in seguito come wagon. Il modello più longevo e più venduto di Mazda fino a oggi, che nella seconda metà degli anni ‘80 fu proposto anche in potenti versioni di serie, da quelle a quattro ruote motrici, alla 323F (prodotta dal 1989 al 1998, una fastback a cinque porte sportiva “da famiglia” con fari a scomparsa), fino alla 323 con motore V6 uscita nel 1994. 
    PICCOLE FUORI, GRANDI DENTRO
    Di una taglia più piccola, la Mazda 121, introdotta nel 1986, seguì le prime Mazda nel fatto di apparire grande all’interno nonostante i soli 3,5 metri di lunghezza esterna. Fra le soluzioni tecniche, spiccava il divano posteriore scorrevole dotato di un meccanismo azionabile sia dal bagagliaio che dai sedili stessi. NEL 1996 arriva poi la Mazda Demio, un’utilitaria minivan con maggiore spazio per la testa, configurazione variabile dei sedili e portellone posteriore molto ampio. Ribattezzata Mazda2 nella maggior parte del mondo, la generazione successiva (2002-2007) ne ha mantenuto le linee pulite mentre aggiungeva in Giappone una versione e-4WD dotata di un motore elettrico che agiva sulle ruote posteriori per migliorare la trazione.
    MAZDA3
    Dopo 36 anni di onorato servizio, nel 2003 la 323 lascia il posto alla compatta Mazda3, dotata di un inedito accento prestazionale. In particolare la versione MPS da 260 CV (2006-2013), che poteva arrivare a 100 km/h in circa 6 secondi, per una velocità di punta prossima ai 250 km/h. La Mazda3 ha rappresentato un passo avanti in termini di design e comfort con opzioni come i sedili in pelle e i fari allo xeno, solitamente riservate a vetture molto più costose.

    MAZDA2, IL SALTO!
    Nel frattempo, la Mazda2 di nuova generazione, arrivata nel 2007, adottava una forma a due volumi più compatta e aerodinamica; al contempo diminuiva il peso e migliorava la dotazione tecnica: i 100 kg in meno sulla bilancia e le sospensioni migliorate fecero crescere prestazioni e agilità. Già Nel 2012 in Giappone ne è stata offerta una versione elettrica a batteria a tiratura limitata, primo “laboratorio” esperenziale per la crossover elettrica MX-30 che ha esordito quest’anno.

    INNOVAZIONE AL POTERE
    La tecnologia Skyactiv è arrivata per la prima volta sulle piccole Mazda nel 2013 con la terza generazione della Mazda3 e, un anno dopo, con il lancio della nuova Mazda2. Utilizzando materiali inediti e una nuova tecnologia intelligente, la gamma totalmente rinnovata per motori, trasmissioni, carrozzerie e telai ha migliorato tutti gli aspetti in termini di prestazioni, efficienza e sicurezza.Entrambi i modelli sono stati sottoposti anche a una revisione stilistica totale secondo il linguaggio di design Kodo, minimal e raffinato. Allo stesso tempo, Mazda ha portato l’ergonomia dell’abitacolo a un nuovo livello con il suo concetto di interni umanocentrici, in cui tutto è studiato per migliorare la vita a bordo di guidatore e passeggeri. I progressi nell’ingegneria continuano ancora oggi con il sistema ibrido Mazda M Hybrid disponibile su entrambi i modelli, che riduce significativamente il consumo di carburante. C’è anche lo Skyactiv-X, il primo motore a benzina di serie al mondo con accensione per compressione che combina i vantaggi del benzina con quelli dei diesel.
    Tutta la gamma Mazda: il listino completo LEGGI TUTTO

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    GP Repubblica Ceca, Nakagami primo nelle libere, ottavo Valentino Rossi

    BRNO – Takaaki Nakagami, in sella alla Honda LCR, si dimostra il più veloce nelle prime libere del Gran Premio della Repubblica Ceca di MotoGP. Il pilota giapponese fa segnare il tempo di 1:57.353 precedendo di 0.011 la Suzuki di Joan Mir. Sul terzo gradino del podio si piazza Pol Espargaro con la KTM staccato di 0.039. Valentino Rossi, con la Yamaha M1, chiude in ottava posizione a 0.293 mostrando di trovarsi subito a suo agio su una pista che lui ama tanto.
    Quartararo solo tredicesimo
    Pochissima differenza tra i piloti scesi in pista visto che i primi dieci sono racchiusi in soli 4 decimi. Joan Zarco, con la Ducati Avintia, si ferma ai piedi del podio mentre Maverick Vinales è quinto con la prima delle Yamaha. Dovizioso e Petrucci, con le due Rosse ufficiali, si piazzano in sesta e settima posizione mentre Morbidelli, Yamaha Petronas, e Cal Crutchlow, Honda LCR, chiudono la Top Ten. Fabio Quartararo, leader del mondiale, è solo tredicesimo. LEGGI TUTTO

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    GP Repubblica Ceca, Nakagami vola nelle libere, Valentino Rossi ottavo

    BRNO – Takaaki Nakagami, con la Honda LCR, vola nella mattina di Brno nelle prime libere del Gran Premio della Repubblica Ceca di MotoGP. Il pilota giapponese ferma il cronometro a 1:57.353 e precede di 0.011 la Suzuki di Joan Mir. Sul terzo gradino del podio c’è Pol Espargaro con la KTM staccato di 0.039. Valentino Rossi, con la Yamaha M1, chiude in ottava posizione a 0.293 mostrando di trovarsi subito a suo agio su una pista che lui ama tanto.
    Tempi strettissimi
    Pochissima differenza tra i piloti scesi in pista visto che i primi dieci sono racchiusi in soli 4 decimi. Joan Zarco, con la Ducati Avintia, si ferma ai piedi del podio mentre Maverick Vinales è quinto con la prima delle Yamaha. Dovizioso e Petrucci, con le due Rosse ufficiali, si piazzano in sesta e settima posizione mentre Morbidelli, Yamaha Petronas, e Cal Crutchlow, Honda LCR, chiudono la Top Ten. Fabio Quartararo, leader del mondiale, è solo tredicesimo. LEGGI TUTTO

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    GP 70° Anniversario, Leclerc: “Innamorato della F1 dai tre anni”

    SILVERSTONE – “Per me Formula 1 significa velocità, adrenalina ma anche spirito di squadra”. Charles Leclerc si apre ai giornalista svelando quali siano gli aspetti più significativi per lui alla vigilia del Gran Premio del 70° Anniversario sulla pista di Silverstone.
    Curva Sainte Dévote
    Il pilota della Ferrari ha raccontato le sue emozioni quando sale in macchina: “E’ bellissima la sensazione che si prova a guidare una di queste macchine a velocità altissime su piste spettacolari. Se poi si riesce a lottare per la vittoria è ancora più speciale perché, sapendo quanto sforzo ci sia da parte di tutti per conseguire il risultato, è ancora più bello poter condividere con tutto il team la gioia del podio” continua monegasco. “Mi sono appassionato alla Formula 1 quando avevo tre o quattro anni e un amico dei miei genitori aveva un appartamento che si affacciava sulla curva di Sainte Dévote. Penso di essermi innamorato della Formula 1 in quel momento”.
    Nuova mescola
    Leclerc si aspetta una corsa anche più complicata di quella di una settimana fa: “Con gomme di mescola più soffice è più probabile avere una gara con due soste, anche se ne sapremo di più dopo che saremo scesi in pista per le prime prove. Come sempre sarà fondamentale curare ogni dettaglio per massimizzare il potenziale della vettura”. Si è anche parlato del weekend accorciato che caratterizzerà il Gran Premio dell’Emilia Romagna a Imola dell’1 novembre, che vedrà una sola sessione di prove libere al sabato mattina prima della qualifica.
    Charles, al pari di Vettel, ha commentato così il nuovo format: “Non cambia moltissimo per noi, perché un’ora basta per imparare una pista anche se non ci hai mai girato prima. Sarà fondamentale però non avere problemi di affidabilità: andare in qualifica, su una pista bella ma complicata come Imola, senza aver fatto nemmeno un giro potrebbe essere tutt’altro che ideale” ha concluso Leclerc. LEGGI TUTTO

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    GP 70° Anniversario, Leclerc: “Lo spirito di squadra è fondamentale”

    SILVERSTONE – “Per me Formula 1 significa velocità, adrenalina ma anche spirito di squadra”. Sono queste le prime parole di Charles Leclerc durante l’incontro con la stampa alla vigilia del Gran Premio del 70° Anniversario sulla pista di Silverstone.
    Innamorato dai tre anni
    Il pilota della Ferrari ha raccontato le sue emozioni quando sale in macchina: “E’ bellissima la sensazione che si prova a guidare una di queste macchine a velocità altissime su piste spettacolari. Se poi si riesce a lottare per la vittoria è ancora più speciale perché, sapendo quanto sforzo ci sia da parte di tutti per conseguire il risultato, è ancora più bello poter condividere con tutto il team la gioia del podio” continua monegasco. “Mi sono appassionato alla Formula 1 quando avevo tre o quattro anni e un amico dei miei genitori aveva un appartamento che si affacciava sulla curva di Sainte Dévote. Penso di essermi innamorato della Formula 1 in quel momento”.
    Corsa complicata
    Leclerc si aspetta una corsa anche più complicata di quella di una settimana fa: “Con gomme di mescola più soffice è più probabile avere una gara con due soste, anche se ne sapremo di più dopo che saremo scesi in pista per le prime prove. Come sempre sarà fondamentale curare ogni dettaglio per massimizzare il potenziale della vettura”. Si è anche parlato del weekend accorciato che caratterizzerà il Gran Premio dell’Emilia Romagna a Imola dell’1 novembre, che vedrà una sola sessione di prove libere al sabato mattina prima della qualifica.
    Charles, al pari di Vettel, ha commentato così il nuovo format: “Non cambia moltissimo per noi, perché un’ora basta per imparare una pista anche se non ci hai mai girato prima. Sarà fondamentale però non avere problemi di affidabilità: andare in qualifica, su una pista bella ma complicata come Imola, senza aver fatto nemmeno un giro potrebbe essere tutt’altro che ideale” ha concluso Leclerc. LEGGI TUTTO

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    MotoGp, Bagnaia: “Il prossimo anno sarò con Ducati, ma non so in quale squadra”

    ROMA – Vicino al podio nella seconda gara di Jerez de la Frontera, Pecco Bagnaia ha confermato alla vigilia del weekend di Brno che sarà un pilota della Rossa anche nel 2021. “Il mio obiettivo era di rimanere in Ducati, perché tre anni fa avevamo fatto una scommessa insieme e io volevo fare il mio debutto in MotoGP con la Ducati. Non ho ancora firmato un contratto, ma sono contento perché so che resterò con loro anche nel 2021” ha detto Bagnaia. “Anche se non so ancora in quale squadra”, ha poi aggiunto l’ex campione del mondo di Moto2. “Al momento sto cercando di essere veloce e costante. Bisognerà continuare come abbiamo fatto a Jerez e vedere cosa succederà. L’importante è riuscire comunque ad essere una delle Ducati più veloci, se non la più veloce. Questo è l’obiettivo principale”, ha proseguito il pilota italiano.
    Podio mancato a Jerez
    “A Jerez ero quello più efficiente nella fase di frenata ed ingresso. Le piste non sono tutte uguali. Vedremo qua, dove comunque ci sono delle frenati importanti, nelle quali si può fare la differenza, quindi cercheremo di adeguare la stessa cosa anche a questo tracciato”. Mentre per quanto riguarda la rottura del motore della sua Ducati che gli ha tolto un podio in cassaforte ha spiegato: “Non so cosa sia successo, ma è un qualcosa a cui io non devo pensare. Il mio lavoro è andare in moto, poi ci sono i tecnici per vedere queste cose. Ovviamente vorrei sapere se si tratta di un problema che potrebbe ricapitare o meno. Una volta che so quello, però, non ho neanche troppa voglia di approfondire il discorso. Ormai tanto è andata così”. LEGGI TUTTO

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    MotoGp, Bagnaia: “Nel 2021 resto in Ducati, ma non so in quale team”

    ROMA – Vicino al podio nella seconda gara di Jerez de la Frontera, Pecco Bagnaia ha confermato alla vigilia del weekend di Brno che sarà un pilota della Rossa anche nel 2021. “Il mio obiettivo era di rimanere in Ducati, perché tre anni fa avevamo fatto una scommessa insieme e io volevo fare il mio debutto in MotoGP con la Ducati. Non ho ancora firmato un contratto, ma sono contento perché so che resterò con loro anche nel 2021” ha detto Bagnaia. “Anche se non so ancora in quale squadra”, ha poi aggiunto l’ex campione del mondo di Moto2. “Al momento sto cercando di essere veloce e costante. Bisognerà continuare come abbiamo fatto a Jerez e vedere cosa succederà. L’importante è riuscire comunque ad essere una delle Ducati più veloci, se non la più veloce. Questo è l’obiettivo principale”, ha proseguito il pilota italiano.
    Podio mancato a Jerez
    “A Jerez ero quello più efficiente nella fase di frenata ed ingresso. Le piste non sono tutte uguali. Vedremo qua, dove comunque ci sono delle frenati importanti, nelle quali si può fare la differenza, quindi cercheremo di adeguare la stessa cosa anche a questo tracciato”. Mentre per quanto riguarda la rottura del motore della sua Ducati che gli ha tolto un podio in cassaforte ha spiegato: “Non so cosa sia successo, ma è un qualcosa a cui io non devo pensare. Il mio lavoro è andare in moto, poi ci sono i tecnici per vedere queste cose. Ovviamente vorrei sapere se si tratta di un problema che potrebbe ricapitare o meno. Una volta che so quello, però, non ho neanche troppa voglia di approfondire il discorso. Ormai tanto è andata così”.

    Ducati, Dovizioso con ottimismo verso Brno LEGGI TUTTO