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    GP Repubblica Ceca, Binder: “Lo sognavo da bambino”

    BRNO – “Non ho parole dopo questa vittoria, è un giorno che sognavo da quando ero bambino, vorrei che ci fossero qui i miei genitori che mi hanno sempre sostenuto, ringrazio il mio team che mi ha consegnato una moto perfetta, ha fatto un lavoro perfetto, spero che sia la prima di tante vittorie”. Brad Binder, il sudafricano della Ktm alla prima vittoria in MotoGP, è felicissimo e, al tempo stesso, incredulo dopo il trionfo nel Gran Premio della Repubblica Ceca che lo fa salire al quinto posto della classifica mondiale. Era dal 2013 che un rookie non vinceva un Gran Premio nella classe regina: allora era stato Marc Marquez.
    Su uno dei circuiti più iconici del Motomondiale, il numero 33 del team austriaco si fa il miglior regalo di compleanno possibile visto che compirà 25 anni domani. Mai prima di oggi nella classe regina si era registrato un successo della Ktm. Al tempo stesso, il Sudafrica non aveva mai primeggiato nella top class. LEGGI TUTTO

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    GP Repubblica Ceca, Binder: “Un sogno che si realizza”

    BRNO – “Non ho parole dopo questa vittoria, è un giorno che sognavo da quando ero bambino, vorrei che ci fossero qui i miei genitori che mi hanno sempre sostenuto, ringrazio il mio team che mi ha consegnato una moto perfetta, ha fatto un lavoro perfetto, spero che sia la prima di tante vittorie”. Non nasconde la propria felicità Brad Binder, il sudafricano della Ktm alla prima vittoria in MotoGP, che lo fa salire al quinto posto della classifica iridata. Era dal 2013 che un rookie non vinceva un Gran Premio nella classe regina: allora era stato Marc Marquez.
    Su uno dei circuiti più iconici del Motomondiale, il numero 33 del team austriaco si fa il miglior regalo di compleanno possibile visto che compirà 25 anni domani. Mai prima di oggi nella classe regina si era registrato un successo della Ktm. Al tempo stesso, il Sudafrica non aveva mai primeggiato nella top class.

    Moto Gp, Brno: prima vittoria per Binder e la Ktm, 5° Rossi LEGGI TUTTO

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    GP 70° Anniversario, Verstappen: “Grandissima gioia”

    SILVERSTONE – “Non mi aspettavo di vincere anche se dopo il primo stint sembrava che fossimo molto più delicati sulle gomme rispetto alle Mercedes. Siamo riusciti a spingere, è una grandissima giornata, tutto è filato liscio e sono incredibilmente felice di aver vinto”. Non nasconde la propria felicità Max Verstappen, dopo la grande prestazione sul circuito britannico di Silverstone, che gli ha consentito di trionfare nel Gran Premio del 70° Anniversario, quinta prova del Mondiale di Formula 1.
    Ipotesi soft per Barcellona
    “Fino ad ora non avevamo mai avuto un’opportunità di metterli sotto pressione, finalmente oggi ci siamo riusciti” ha aggiunto l’olandese della Red Bull nel post gara. “La prossima gara a Barcellona? Non ho idea di come potrà essere, penso che dovremmo poter usare anche le soft. Ma ora mi godo questa vittoria” ha concluso Verstappen. LEGGI TUTTO

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    GP 70° Anniversario, Isola: “Verstappen ha vinto sfruttando le hard”

    SILVERSTONE – “La gara di questo fine settimana è stata tutta una questione di pura strategia, attuata alla perfezione da Red Bull e Max Verstappen. La sua strategia è iniziata sabato pomeriggio, con la coraggiosa decisione di girare con pneumatici hard in Q2 e iniziare così la gara con questi, qualcosa che ha dato i suoi frutti”. Il responsabile F1 e Car Racing della Pirelli Mario Isola facendo una valutazione del Gran Premio del 70° Anniversario, ha elogiato il pilota olandese e la sua scuderia per la strategia di gara e la scelta perfetta delle mescole. Un successo che lo lancia all’inseguimento di Hamilton nella classifica mondiale.
    Stint più lungo
    Verstappen è stato l’unico dei primi 10 in griglia a partire con gomme hard e ha sfruttato la loro durata per effettuare un primo stint più lungo, che gli ha prima permesso di passare al comando e poi difendere il proprio vantaggio. Il numero 33 della Red Bull ha utilizzato una strategia hard-medium-hard, uno dei soli due piloti a farlo (l’altro è stato Carlos Sainz su McLaren). L’olandese ha preceduto sul traguardo entrambe le Mercedes, che partivano dalla prima e dalla seconda casella in griglia, e hanno invece utilizzato una strategia medium-hard-hard.
    “Dopo aver guadagnato posizioni in pista in virtù di un primo stint più lungo” spiega Isola, “è stato in grado di controllare entrambe le Mercedes dietro di lui, che avevano comunque mostrato un ottimo ritmo essendosi qualificate prima e seconda. Sebbene Silverstone sia una delle piste più impegnative per quanto riguarda i pneumatici e le mescole fossero uno step più morbide rispetto alla scorsa settimana, tutto ciò ha rappresentato una sfida che ha contribuito a rendere più vivace lo show in pista. Come previsto abbiamo visto del blistering ma solo su poche vetture e nulla che abbia influito sul risultato della gara. La gestione dei pneumatici è stata una parte integrante della tattica di oggi, ma i piloti sono certamente stati all’altezza e il pubblico si è così goduto gara tanto emozionante quanto imprevedibile”.
    Quasi tutti i piloti si sono fermati due volte, ma Charles Leclerc (Ferrari) si è fermato solo una volta passando dall’ottavo posto in griglia al quarto sul traguardo. Esteban Ocon (Renault) è stato l’unico altro pilota a finire tra i primi 10 con una sola sosta. Sia Leclerc che Ocon sono partiti su medium e poi sono passati alle hard. LEGGI TUTTO

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    Formula E, Da Costa si laurea campione a Berlino

    Il quarto atto a Tempelhof non esalta sotto il profilo sportivo, ma è il più importante nell’economia del campionato di Formula E. DS Techeetah riprende la vittoria, dopo l’assaggio di gloria strappato da Max Guenther, lo fa con Jean Eric Vergne, pole e successo. C’è, però, altro. Il titolo piloti, ancora per la compagine franco-cinese: Antonio Felix Da Costa è irraggiungibile a due ePrix dal termine, con 156 punti contro gli 80 di Vergne e i 69 di Guenther.
    Alla prima stagione con DS Techeetah il portoghese centra il primo titolo piloti in Formula E, proseguendo la striscia di titoli del Vergne-1 e Vergne-2 nelle ultime due stagioni. Terzo assolo nel Costruttori per Techeetah, il secondo successo dalla creazione della partnership con DS Automobiles lo scorso campionato.

    Il passaggio da BMW e la realtà precedentemente gestita da Andretti al sedile DS Techeetah è stato caratterizzato da velocità e costanza di rendimento, in una Stagione 6 unica per il suo sviluppo. “Sono senza parole, a volte sono stato così vicino a mollare ma grazie alle persone intorno a me non l’ho mai fatto. Grazie a questi ragazzi, un grazie enorme a JEV, mi ha spronato in continuazione”, le prime parole di Da Costa.
    In cinque a caccia del podio
    Il quarto ePrix a Berlino vede i primi 5 piloti in griglia arrivare grossomodo a posizioni invariate. Pole di Vergne, che gestisce l’andatura, cede il passo a Da Costa poco prima dei 25 minuti dalla bandiera, leadership ripristinata ai 7 dal termine, che porteranno JEV a vincere e Da Costa in controllo di un Sebastien Buemi veloce con Nissan.

    Parte dietro Rowland al via, lo supera ai 3’50” dal termine, lasciando il secondo alfiere Nissan a difendersi da De Vries, tra le belle sorprese di questa Stagione 6, lui debuttante con Mercedes. L’olandese assalta la posizione di Rowland e chiude quarto, dopo una qualifica da quinto posto.
    Guenther subito ritirato
    Bastano 3 curve per capire come, quella di Da Costa, sarebbe stata poco più di una formalità. Il più immediato inseguitore nella classifica di campionato è Guenther, solo 21° in qualifica.
    Nessuno dei primi 8 piloti della graduatoria riesce a fare una qualifica da top ten – merito a Da Costa per l’accesso in Superpole dal Gruppo 1 -, così quando Guenther tampona fuori da curva 2 l’incolpevole Turvey e porta alla Safety Car (5 minuti di neutralizzazione), per Da Costa, con 76 punti di margine su Di Grassi – terzo in classifica prima del via – l’ePrix e la conquista del titolo piloti diventava poco più di un portare a termine la gara, visto il ritiro dell’alfiere BMW.

    Lotterer di rimonta
    Va via il gruppetto, prima 8 piloti racchiusi in 5”, fino ai Lynn, Rast, Massa, in vista nelle prime fasi di gara. Poi la scrematura lascia ai 18 minuti dalla conclusione 5 piloti correre in 2”1, sono i nomi di chi andrà a battagliare per il podio.
    Per la gloria e per i punti si sfidano Di Grassi, Evans, Lotterer, Lynn e Massa, nell’ordine a completare la top ten, con il recupero più importante compiuto da Lotterer. Il pilota Porsche, partito 18°, si produce nella consueta carrellata di sorpassi e gara d’attacco fino a chiudere bene all’ottavo posto.
    Martedì si tornerà nuovamente in pista a Tempelhof, su una tracciatura inedita, modificata nel primo e secondo settore, per il penultimo ePrix stagionale LEGGI TUTTO

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    Sbk, Portogallo: Rea fa il tris ed è il nuovo leader

    ROMA – Jonathan Rea comanda in Portogallo. Dopo gara 1 e Superpole Race, il pilota nordirlandese della Kawasaki cala il tris all’Autodromo Internacional do Algarve e, per la prima volta in stagione, conquista la vetta della classifica iridata, approfittando delle difficoltà dei rivali. Rea torna così davanti e va a dominare la gara, centrando un successo che gli vale anche la leadership del Mondiale Superbike con 4 punti di vantaggio su Scott Redding. Quest’ultimo, in sella alla Ducati, porta a casa il secondo posto dopo essere partito quinto. Terzo Michael van der Mark (Yamaha). Il compagno di box di Redding in casa Ducati, Chaz Davies, conquista il quarto posto e precede di due secondi Alvaro Bautista (Team HRC). 
    Tra le conferme c’è anche quella di Michael Ruben Rinaldi (Team GoEleven), sesto all’arrivo. Tom Sykes (Bmw) è settimo a due secondi dall’italiano, piu’ attardato Razgatlioglu, finito a terra alla curva 5. Leandro “Tati” Mercado (Motocorsa Racing) firma il suo miglior risultato del 2020 con il decimo posto conquistato in Gara 2. Dietro di lui arriva Garrett Gerloff (GRT Yamaha WorldSBK Junior Team) che a cinque giri dalla fine si tocca con Xavi Fores (Kawasaki Puccetti Racing) alla curva 2: lo spagnolo non arriva al traguardo mentre lo statunitense riesce a proseguire. Eugene Laverty (Bmw) finisce a terra alla curva 5 e chiude 12° davanti a Leon Haslam (Team HRC), caduto anche lui nella stessa zona. Per Marco Melandri (Barni Racing Team) 14esima piazza finale, ritirati Baz e Alex Lowes (Kawasaki). LEGGI TUTTO