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    GP Italia, Leclerc: “Riuscirò a far tornare competitiva la Ferrari”

    ROMA – “Non è che abbia un’alternativa. Certo, ci vorrà un pò di pazienza e sono pronto ad aspettare ma è anche compito mio rendere il più breve possibile questo processo per tornare dove meritiamo di stare”. Così Charles Leclerc ha risposto a chi gli domandava se avrà la pazienza di aspettare in Ferrari se serviranno anni per vincere. “Non sarà semplice, ci vorrà del tempo però sono pronto. Il mio lavoro è fare del mio meglio in qualunque situazione ci dovessimo trovare”, ha aggiunto il pilota in vista del Gran Premio d’Italia a Monza. “Ora la cosa più importante è comprendere perché stiamo faticando così tanto. Anche perché comunque ci aiuterà anche in ottica futura – ha detto -. Sto lavorando il più duramente possibile, come tutti nel team, per comprendere i problemi e costruire le basi solide per gli anni a venire”. LEGGI TUTTO

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    GP Italia, Leclerc: “È compito mio riportare la Ferrari dove merita di stare”

    ROMA – “Non è che abbia un’alternativa. Certo, ci vorrà un pò di pazienza e sono pronto ad aspettare ma è anche compito mio rendere il più breve possibile questo processo per tornare dove meritiamo di stare”. Così Charles Leclerc ha risposto a chi gli domandava se avrà la pazienza di aspettare in Ferrari se serviranno anni per vincere. “Non sarà semplice, ci vorrà del tempo però sono pronto. Il mio lavoro è fare del mio meglio in qualunque situazione ci dovessimo trovare”, ha aggiunto il pilota in vista del Gran Premio d’Italia a Monza. “Ora la cosa più importante è comprendere perché stiamo faticando così tanto. Anche perché comunque ci aiuterà anche in ottica futura – ha detto -. Sto lavorando il più duramente possibile, come tutti nel team, per comprendere i problemi e costruire le basi solide per gli anni a venire”. LEGGI TUTTO

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    Suzuki V-Strom 1050 XT, allestimento Pro per veri viaggiatori

    Suzuki presenta la sua V-Strom 1050 XT Pro che rispetto al modello base (V-Strom 1050 XT) si fa ancora più viaggiatrice e viene collacata dalla Casa di Hamamatsu al top della sua gamma Sport Enduro Tourer. Tutto questo grazie al nuovo allestimento Pro, ricco di accessori che rendo il modello ancora più pratico, con maggiore capacità di carico e più protezione per gli organi meccanici.
    Scendiamo nei dettagli e vediamo quali elementi compongono il kit. 
    Paramotore in alluminio

    La meccanica è avvolta dal paramotore in alluminio. Uno scudo che protegge da agenti esterni (sassi, vegetazione, ostacoli sul terreno). A proteggere il sistema di scarico e l’impianto di lubrificazione ci pensa, invece, la paratia che, contemporaneamente, garantisce anche un’equilibrata dissipazione del calore, anche nelle più afose giornate estive.
    Barre paramotore

    La V-Strom 1050 XT Pro è dotata di paracoppa in alluminio e, di conseguenza, si rende necessario l’utilizzo di tubi paramotore sagomati in modo diverso rispetto a quelli della V-Strom 1050 XT standard. Grazie alla loro forma, racchiudono radiatore e convogliatore: il sistema di raffreddamento e della carrozzeria viene, quindi, salvaguardato anche in caso di caduta.
    Borse laterali in alluminio

    Per sottolineare il carattere avventuroso della moto ci sono le due borse laterali in alluminio da 37 litri. Sebbene la capacità di carico sia notevole, l’ingombro laterale resta ridotto. Ma quali sono le caratteristiche di queste borse? Gli spigoli sono rivestiti da protezioni in plastica ad alta resistenza: si tratta di un sistema di guarnizioni che protegge il loro contenuto dall’acqua e dalla polvere. In più, sono dotate di maniglie per il trasporto a mano. Sbloccate le serratura, la borsa si apre verso l’alto.
    Pedane maggiorate e regolabili

    Le già robuste pedane della V-Strom 1050 XT di base, qui sono estese con rivestimento in gomma amovibile. Questo permette, dicono da Suzuki, un controllo maggiore della moto, anche quando il meteo non è dei migliori oppure il pilota indossa stivali da off-road. Le pedane sono anche regolabili, grazie a un sistema che ne modifica l’altezza e l’avanzamento: in questo modo, ogni motociclista può personalizzare la propria posizione di guida.
    La meccanica

    Oltre al kit, la V-Strom 1050 XT Pro è dotata di telaio a doppia trave in alluminio, sospensioni completamente regolabili, cerchi a raggi con pneumatici tubeless e monta un bicilindrico Euro 5 da 107 CV. Il sistema Suzuki Drive Mode Selector, inoltre, permette al pilota di scegliere tra tre diverse curve di erogazione. A gestire i vari dispostivi ci pensa il Suzuki Intelligent Ride System, che dialoga con una piattaforma inerziale Bosch in grado di rilevare ogni movimento della moto in sei direzioni lungo tre assi. Tra le tecnologie di bordo troviamo anche il controllo della trazione regolabile su tre livelli e disattivabile, il cruise control, l’assistenza alle partenze in salita PartiFacile e i sistemi FrenaInPIega e FrenaSicuro.
    Per chi volesse acquistarla
    Il prezzo di listino della V-Strom 1050 XT Pro è di 15.390 euro F.C. ed è disponibile in tre colorazioni (nero, giallo e con la livrea bicolore bianca e arancione). Per chi fosse interessato all’acquisti, fino al 30 settembre 2020 c’è un nuovo finanziamento a interessi zero dedicato in esclusiva alla famiglia V-Strom 1050. Questo piano prevede la possibilità di finanziare un importo compreso tra i 7.000 e i 12.000 euro e di restituire poi la cifra in 36 o 48 rate mensili con un Tan dello 0% e un Taeg che può oscillare tra il 1,13% e il 2,89% a seconda della cifra erogata e della durata scelta.
    Suzuki V-Strom 1050 MACHI: l’enduro dallo spirito Adventure LEGGI TUTTO

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    GP Italia, Vettel: “La F1 deve fare di più altrimenti futuro complicato”

    ROMA – “Guardando alla situazione nel mondo ci si potrebbe chiedere qual è la posizione della Formula 1 e in quali condizioni si trova al momento. Ci sono dei problemi importanti che dobbiamo considerare e affrontare perché la F1, nelle grandi sfide del pianeta, al momento non lotta in prima linea”. Sebastian Vettel, interpellato durante la conferenza stampa pre Gran Premio d’Italia, lancia un appello mostrandosi piuttosto preoccupato per il futuro del Circus. “La Formula 1 deve fare di piu’ rispetto a ciò che sta facendo ora: deve essere un pochettino piu’ aperta e tollerante rispetto alla situazione generale nel mondo altrimenti il futuro potrà essere sempre piu’ complicato – ha spiegato il tedesco della Ferrari -. Come sport globale dovremmo agire con maggiore responsabilità, dare l’esempio e non reagire alle pressioni esterne. Ci sono tante cose che dovremmo analizzare, come la cura dell’ambiente, l’utilizzo della plastica: dovremo evolverci sempre e non farlo soltanto quando è conveniente”. E su un possibile futuro da dirigente in un team per guidare il cambiamento: “Al momento sono troppo giovane ma anche quando dirigi un team hai un’influenza piuttosto limitata. Sta agli enti governativi di questo sport imporre un cambiamento”, ha concluso Vettel.
    GP Italia, Vettel: “A Monza gara difficile come lo scorso anno” LEGGI TUTTO

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    GP Italia, Vettel: “Preoccupato per il futuro di questo sport”

    ROMA – “Guardando alla situazione nel mondo ci si potrebbe chiedere qual è la posizione della Formula 1 e in quali condizioni si trova al momento. Ci sono dei problemi importanti che dobbiamo considerare e affrontare perché la F1, nelle grandi sfide del pianeta, al momento non lotta in prima linea”. Sebastian Vettel, interpellato durante la conferenza stampa pre Gran Premio d’Italia, lancia un appello mostrandosi piuttosto preoccupato per il futuro del Circus. “La Formula 1 deve fare di piu’ rispetto a ciò che sta facendo ora: deve essere un pochettino piu’ aperta e tollerante rispetto alla situazione generale nel mondo altrimenti il futuro potrà essere sempre piu’ complicato – ha spiegato il tedesco della Ferrari -. Come sport globale dovremmo agire con maggiore responsabilità, dare l’esempio e non reagire alle pressioni esterne. Ci sono tante cose che dovremmo analizzare, come la cura dell’ambiente, l’utilizzo della plastica: dovremo evolverci sempre e non farlo soltanto quando è conveniente”. E su un possibile futuro da dirigente in un team per guidare il cambiamento: “Al momento sono troppo giovane ma anche quando dirigi un team hai un’influenza piuttosto limitata. Sta agli enti governativi di questo sport imporre un cambiamento”, ha concluso Vettel.
    GP Italia, Vettel: “Speriamo di avere SF1000 più competitiva” LEGGI TUTTO

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    F1, Montezemolo: “Il trattamento Ferrari a Vettel? Non mi è piaciuto momento e modo”

    ROMA – L’ex presidente della Ferrari Luca di Montezemolo ha voluto dire la sua riguardo il trattamento che la scuderia di Maranello sta riservando al pilota tedesco Sebastian Vettel. “Sebastian, come Michael Schumacher, ha bisogno di sentirsi a casa. Ha bisogno, come Michael, di un ambiente che lo sostenga, lo difenda e lo protegga da tutto”, ha detto in un’intervista riportata dal canale tedesco RTL. “Questo è stato il caso di Michael con Jean Todt e quello che ho fatto con Niki Lauda nei miei primi giorni”, ha aggiunto l’ex presidente.
    La critica di Montezemolo
    Per colui che è stato a capo della Ferrari dal 1991 al 2014, il rapporto tra Vettel e la “Scuderia” non può essere considerato un malinteso. “Sebastian non ha mai causato problemi, ha sempre lavorato in squadra. Ha ottenuto vittorie che altri non avrebbero ottenuto, con una macchina non sempre competitiva”, ha proseguito. Ciò che Montezemolo ha criticato è stato il modo in cui è avvenuta la rottura tra le due parti. “Non mi è piaciuto il momento e il modo in cui è avvenuta la separazione con Seb. In tutti gli aspetti della vita ci sono dei cambiamenti, ma riguarda il modo (in cui avvengono)”, ha concluso l’ex numero uno della Ferrari. LEGGI TUTTO

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    F1, Montezemolo critica il trattamento Ferrari a Vettel: “Sbagliato modo e momento”

    ROMA – L’ex presidente della Ferrari Luca di Montezemolo ha voluto dire la sua riguardo il trattamento che la scuderia di Maranello sta riservando al pilota tedesco Sebastian Vettel. “Sebastian, come Michael Schumacher, ha bisogno di sentirsi a casa. Ha bisogno, come Michael, di un ambiente che lo sostenga, lo difenda e lo protegga da tutto”, ha detto in un’intervista riportata dal canale tedesco RTL. “Questo è stato il caso di Michael con Jean Todt e quello che ho fatto con Niki Lauda nei miei primi giorni”, ha aggiunto l’ex presidente.
    La critica di Montezemolo
    Per colui che è stato a capo della Ferrari dal 1991 al 2014, il rapporto tra Vettel e la “Scuderia” non può essere considerato un malinteso. “Sebastian non ha mai causato problemi, ha sempre lavorato in squadra. Ha ottenuto vittorie che altri non avrebbero ottenuto, con una macchina non sempre competitiva”, ha proseguito. Ciò che Montezemolo ha criticato è stato il modo in cui è avvenuta la rottura tra le due parti. “Non mi è piaciuto il momento e il modo in cui è avvenuta la separazione con Seb. In tutti gli aspetti della vita ci sono dei cambiamenti, ma riguarda il modo (in cui avvengono)”, ha concluso l’ex numero uno della Ferrari. LEGGI TUTTO

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    Fiat Coupé, brivido diverso

    Per capire bene la Fiat Coupé bisogna tornare indietro di qualche annetto. Quando Fiat presentò questa auto, il mondo dell’automobile era molto diverso da quello moderno: era l’epoca delle coupé, quello della prima Mercedes CLK, della bella Peugeot 406 Coupé, della Volvo C70 Coupé e della mitica Lancia K Coupé. Fu in questo panorama che la Fiat decise di costruire la sua personale coupé basandola sul famoso pianale Tipo 2, una piattaforma con delle discrete velleità sportive sul quale nacquero diverse vetture di successo come l’Alfa 155, le Alfa 145/146 e, nel 1994, la mitica Fiat Coupé.
    Un’opera di Chris Bangle
    Figlia della matita del controverso Chris Bangle, fin dalla sua presentazione la Fiat Coupé divise in due i pareri: il suo design particolare e coraggioso rende infatti difficili le vie di mezzo, o la si ama o la si odia. Il volume frontale così sproporzionato rispetto al resto, il cofano a bocca di coccodrillo, quei graffi laterali, i passaruota lisci senza “archetti”, il terzo volume sfuggente, le ruote piccole e l’abitacolo così pronunciato: tutto nella Fiat Coupé è particolare e sfrontato, testimonianza di una Fiat coraggiosa come non la vediamo da anni.
    Che piaccia o no, la Fiat Coupé è comunque sempre stata un’auto con carattere e grinta, tesi confermata dalla motorizzazione più potente, il famoso 5 cilindri in linea 2 litri 20 valvole turbo che all’epoca impressionò tutta la stampa specializzata e che ancora oggi ha tanto da dire.

    Prestazioni superlative
    La Coupé 20 V Turbo era infatti capace di prestazioni superlative, molto al di sopra di quanto dichiarato a Torino, e di quanto ci si potesse aspettare da una “semplice” Fiat. Girata la chiave il motore borbotta sornione al minimo. Innesto la prima. Il cambio, nonostante la leva particolarmente lunga, è piacevolmente contrastato e sensibile. Infilo la seconda e affondo il gas: da davanti sale forte il sibilo della turbina e poi, passato l’inevitabile turbolag, il motore entra in coppia: l’abitacolo viene invaso dalla melodia del cinque-in-linea mentre la spinta in avanti cresce sempre di più. Allungando una marcia, il motore fa la voce sempre più grossa costantemente accompagnato dal minaccioso soffio della turbina: mentre sotto al cofano sembra si stia scatenando una tempesta e la macchina allunga in maniera talmente progressiva da sembrare surreale, io mi ritrovo appeso al volante, cercando di andare dritto con la macchina che sbanda in qua e in là mentre l’accelerazione continua, dolce, fluida, incredibile verso il limitatore.
    Cinque cilindri turbo
    Si potrebbe parlare degli interni di questa Fiat Coupé, caratterizzati da una bella striscia nello stesso colore della carrozzeria che unisce le portiere con tutto il cruscotto, ma il vero protagonista della faccenda è il cinque cilindri turbo che mi ha sconvolto, più che per la prodigiosa spinta, per il suo allungo e la sua rotondità di rotazione. Un allungo infinito, mentre la lancetta del contagiri sale verso il limitatore la spinta aumenta sempre di più. L’unico metro di paragone che mi viene in mente è il sei cilindri RB26 della Nissan Skyline. La sensazione di averne fino all’infinito è la stessa. Tuttavia, motore a parte, bisogna fare i conti con un’auto che richiede molto rispetto. Il telaio è sempre risultato preciso e affidabile ma bisogna comunque stare molto attenti al sottosterzo in uscita di curva, senza contare le forti reazioni di coppia che arrivano al volante quando il motore entra in coppia facendo sbandare vistosamente l’auto. Con il suo caratteraccio da bullo di periferia, la Fiat Coupé 20 Valvole turbo è una vera instant classic, una macchina da avere per qualunque appassionato di auto e di storia dell’automobilismo. Se infatti all’epoca la Fiat Coupé 20V Turbo costava 50 milioni di lire, oggi la si trova per poche migliaia di euro, sufficienti per portarsi a casa un’auto che vi regalerà tanti sorrisi e tanta goduria e che vi riporterà in un tempo e in una dimensione oramai dimenticate. LEGGI TUTTO