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    Sbk, GP Teruel: Rea imprendibile, record e Superpole

    ROMA – Jonathan Rea ha centrato una pole position record al termine della Superpole in vista del GP del Teruel, quinto round della Superbike 2020 di Superbike. Il campione del mondo è stato l’unico a girare sotto l’1’49” mettendo a segno un 1’48”767 che gli permetterà di partire davanti a tutti. Per il pilota della Kawasaki si tratta della 26/a pole position in carriera nel WorldSBK. Accanto a lui l’italiano Michael Ruben Rinaldi e Scott Redding con il terzo tempo per un assalto Ducati al campione Kawasaki.
    Sykes in seconda fila
    Sykes conquista la seconda fila insieme alle Honda di Bautista ed Haslam, Razgatlioglu e Davies aprono la terza con Baz. Decimo tempo per Caricasulo che partirà dalla quarta fila con al su fianco Van der Mark e Scheib. Tredicesimo Gerloff, 17° Melandri, 20° Ferrari. Discussioni in pista tra Barrier e Van der Mark, brutta scena con anche una carenata tra i due. LEGGI TUTTO

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    Sbk, GP Teruel: Rea da record, sua la Superpole

    ROMA – Jonathan Rea ha centrato una pole position record al termine della Superpole in vista del GP del Teruel, quinto round della Superbike 2020 di Superbike. Il campione del mondo è stato l’unico a girare sotto l’1’49” mettendo a segno un 1’48”767 che gli permetterà di partire davanti a tutti. Per il pilota della Kawasaki si tratta della 26/a pole position in carriera nel WorldSBK. Accanto a lui l’italiano Michael Ruben Rinaldi e Scott Redding con il terzo tempo per un assalto Ducati al campione Kawasaki.
    Barrier e Van der Mark discutono
    Sykes conquista la seconda fila insieme alle Honda di Bautista ed Haslam, Razgatlioglu e Davies aprono la terza con Baz. Decimo tempo per Caricasulo che partirà dalla quarta fila con al su fianco Van der Mark e Scheib. Tredicesimo Gerloff, 17° Melandri, 20° Ferrari. Discussioni in pista tra Barrier e Van der Mark, brutta scena con anche una carenata tra i due. LEGGI TUTTO

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    F1, Gp Italia: diretta delle qualifiche alle ore 15

    ROMA – Occhi puntati sul circuito di Monza, dove oggi andranno in scena le qualifiche del Gp d’Italia di Formula 1. La battaglia per la vittoria, salvo sorprese, sarà ancora tra le Mercedes di Hamilton e Bottas ma attenzione a Verstappen che con la sua Red Bull sta provando a tenere testa ai due rivali. Mancherà la Ferrari dalla lotta alle prime posizioni a causa di una vettura decisamente più debole rispetto agli anni precedenti.

    Le qualifiche in diretta tv
    Le qualifiche del GP d’Italia, ottava tappa del Mondiale 2020 di F1 saranno trasmesse in diretta su Sky Sport F1 (canale 207) e Sky Sport Uno (canale 201) alle ore 15. La gara sul circuito di Monza, invece, è in programma domani, domenica 30 agosto, alle 15.10. LEGGI TUTTO

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    GP Italia, Isola: “Monza gara a una sosta. I team hanno provato diverse tattiche”

    ROMA – “Le prestazioni dei pneumatici oggi sono state in linea con quanto avevamo previsto, anche se è difficile fare un paragone preciso con il 2019 viste le diverse condizioni meteo”. Così Mario Isola, responsabile F1 di Pirelli, ha fatto il consueto briefing dopo le prove libere di ieri in vista del GP d’Italia di Formula 1. “Il divario tra hard e soft è di circa un secondo, con 6 decimi tra Red soft e Yellow medium e 4 decimi tra Yellow medium e White hard. Abbiamo visto alcuni long run su tutte e tre le mescole, di conseguenza pensiamo che la mescola piu’ dura possa giocare un ruolo importante in quella che si prospetta essere una gara a una sosta” afferma Isola. “Come previsto, abbiamo visto i Team provare diverse tattiche in ottica qualifica, un elemento fondamentale per la gara di Monza. Le temperature dovrebbero rimanere piuttosto alte per tutto il weekend, quindi i dati ottenuti oggi dai Team dovrebbero essere molto rappresentativi per qualifiche e gara. I pneumatici sono stati molto consistenti durante i long run nel ‘Tempio della velocità’, anche su soft”. LEGGI TUTTO

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    GP Italia, Isola: “Provate dai team diverse tattiche per le qualifiche”

    ROMA – “Le prestazioni dei pneumatici oggi sono state in linea con quanto avevamo previsto, anche se è difficile fare un paragone preciso con il 2019 viste le diverse condizioni meteo”. Così Mario Isola, responsabile F1 di Pirelli, ha fatto il consueto briefing dopo le prove libere di ieri in vista del GP d’Italia di Formula 1. “Il divario tra hard e soft è di circa un secondo, con 6 decimi tra Red soft e Yellow medium e 4 decimi tra Yellow medium e White hard. Abbiamo visto alcuni long run su tutte e tre le mescole, di conseguenza pensiamo che la mescola piu’ dura possa giocare un ruolo importante in quella che si prospetta essere una gara a una sosta” afferma Isola. “Come previsto, abbiamo visto i Team provare diverse tattiche in ottica qualifica, un elemento fondamentale per la gara di Monza. Le temperature dovrebbero rimanere piuttosto alte per tutto il weekend, quindi i dati ottenuti oggi dai Team dovrebbero essere molto rappresentativi per qualifiche e gara. I pneumatici sono stati molto consistenti durante i long run nel ‘Tempio della velocità’, anche su soft”. LEGGI TUTTO

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    San Gimignano e Volterra, metropoli di un tempo antico

    Campi di grano, vitigni e antichi borghi. È questo lo scenario che si presenta nel cuore della Toscana più antica, uno dei luoghi più affascinanti d’Italia e uno di quelli più apprezzati dai turisti stranieri. C’è tanto da scoprire in questo territorio, partendo proprio da San Gimignano, o meglio la Manhattan del Medioevo. La cittadina in provincia di Siena si è guadagnata questo appellativo per via delle quattordici torri che compongono il suo skyline e che la rendono molto simile ad un metropoli dell’antichità. Tanto che l’Unesco, nel 1990, l’ha iscritta nella World Heritage List in quanto “eccezionale esempio di un complesso architettonico e paesaggistico, testimonianza di importanti tappe della storia umana”. Un percorso a ritroso nel tempo da compiere immergendosi completamente nell’atmosfera del borgo, che visse nel Trecento una stagione di ricchezza economica e artistica. Quando mercanti e pellegrini percorrevano la Via Francigena che lo attraversava da Porta San Giovanni a Porta San Matteo e su cui oggi si affacciano negozi di pelletteria e ceramiche dipinte a mano, ma anche di specialità gastronomiche della zona: olio, dolci, salumi e naturalmente i vini, Vernaccia e Chianti. Passando da piazza della Cisterna, piazza del Duomo e dall’adiacente piazza delle Erbe, si sale tra il verde degli ulivi alla Fortezza di Montestaffoli, che regala una bella vista sulle torri e la campagna.

    In meno di trenta chilometri in direzione mare si passa dalla provincia di Siena a quella di Pisa per raggiungere la città di Volterra, che domina dall’alto le balze e la campagna della Val di Cecina. Del glorioso passato etrusco sono ancora visibili i resti delle possenti mura, con una fra le porte ad arco più antiche del mondo, e nel punto più alto del borgo le rovine di quella che era l’acropoli, nel Parco archeologico Enrico Fiumi con le fondamenta di due templi del II secolo a.C. e del III secolo d.C. Oggi a Volterra convivono impronte etrusche, romane, medievali e rinascimentali e sopravvivono antichi mestieri, come la lavorazione dell’alabastro, fiore all’occhiello dell’artigianato volterrano. Cuore della città è la bella piazza dei Priori, con il duecentesco Palazzo, il più vecchio municipio di tutta la Toscana, e il Palazzo Pretorio, la cui torre è chiamata Torre del Porcellino per la caratteristica forma della pietra che si trova sulla sommità. In piazza San Giovanni, la cattedrale di Santa Maria Assunta, del XII secolo, è un mix di architettura romanica e rinascimentale, e il Battistero che conserva all’interno un bellissimo fonte battesimale in marmo scolpito nel 1502 da Andrea Sansovino.

    Prima di perdersi tra ristoranti e negozi di oggetti in alabastro, vale la pena di fare una visita alla Pinacoteca ospitata all’interno del Palazzo Minucci-Solaini, per vedere la famosa Deposizione di Rosso Fiorentino e, nella medievale Torre Minucci, il Museo dell’Alabastro, che ne descrive la storia della lavorazione dagli etruschi ai nostri giorni. Ultima tappa al Museo Guarnacci, che custodisce la misteriosa Ombra della sera, straordinaria statuetta votiva etrusca in bronzo dall’espressione enigmatica a dalle pro- porzioni moderne. LEGGI TUTTO

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    Ravenna, infiniti mosaici da ammirare

    Ammirando i mosaici di Ravenna non stupisce affatto la decisione presa dall’Unesco, nel lontano dicembre 1996, di iscrivere ben otto monumenti cittadini (la Basilica di San Vitale, il Mausoleo di Galla Placidia, i Battisteri degli Ariani e degli Ortodossi, la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo e in Classe, la Cappella Arcivescovile e il Mausoleo di Teoderico) nella Lista del Patrimonio dell’Umanità. Si tratta di capolavori religiosi paleo-cristiani e bizantini che testimoniano l’antica arte del mosaico. Impossibile vederli tutti in un solo giorno, non solo per questioni numeriche e logistiche, ma soprattutto per il piacere di apprezzarli senza fretta, lasciandosi meravigliare ed emozionare da tanta bellezza.
    Per una prima volta a Ravenna impossibile non cominciare dalla Basilica di San Vitale, consacrata nel 548, che colpisce prima di tutto per la pianta ottagonale, molto particolare rispetto alle basiliche a tre o cinque navate così diffuse in Italia. Entrando, lo sguardo viene catturato dagli alti spazi, dalle decorazioni dell’abside e dagli affreschi barocchi della cupola. I mosaici di San Vitale, con i cortei di Giustiniano e di Teodora, sono tra i più belli della cristianità.

    A pochi passi, il Mausoleo di Galla Placidia, è un piccolo scrigno, semplice e modesto all’esterno quanto ricco negli interni, decorati da mosaici che ricoprono pareti, archi, lunette e cupola, le cui innumerevoli stelle illuminate dalla luce dorata che filtra attraverso le finestre di alabastro, creano un’atmosfera magica. Il mausoleo fu fatto costruire dalla sorella dell’imperatore Onofrio nella prima metà del V secolo ma non fu mai utilizzato in quanto Galla Placidia morì e fu seppellita a Roma.

    Sempre nel centro storico ci sono il Battistero Neoniano e il Battistero degli Ariani, a testimonianza dei due diversi culti cristiani che convivevano a Ravenna verso la fine del V secolo quando ormai Teodorico aveva consolidato il suo dominio. Ciò che accomuna questi due piccoli edifici, oltre alla pianta ottagonale, è la raffigurazione a mosaico del battesimo di Cristo delle loro cupole, ma due scene sono molto diverse per colori, composizione e significato e meritano di essere viste in successione, per meglio apprezzarne similitudini e differenze.
    Per scoprire com’era la Ravenna del tempo bisogna entrare nella Basilica di Sant’Apollinare Nuovo. Negli splendidi cicli a mosaico che decorano la navata centrale è raffigurata la città quando ancora dava sul mare, con il porto di Classe e, in centro, il magnifico Palazzo di Teodorico, oggi andato perduto, accanto al quale la basilica fu fatta costruire. Fu intitolata a Sant’Apollinare nel IX secolo, quando vi furono traslate le reliquie del santo dalla Basilica di Sant’Apollinare in Classe, a 8 chilometri dal centro di Ravenna. Grandiosa e solenne, è stata definita il più grande esempio di basilica paleocristiana. All’interno colpisce il mosaico dell’abside, con Apollinare, patrono della città, che allarga le braccia in un gesto di accoglienza. LEGGI TUTTO

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    Volkswagen ID.4, mostrati gli interni del SUV 100% elettrico

    Sempre più vicino il giorno della presentazione ufficiale della nuova Volkswagen ID.4. Il primo SUV totalmente elettrico della Casa Wolfsburg verrà svelato a settembre con le prime consegne previste già per la fine dell’anno. L’attesa è tanta anche per Volkswagen che oggi ha tolto il velo sugli interni e alcuni dettagli dell’abitacolo.
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    Interni ampi e spaziosi
    L’abitacolo della nuova ID.4 si rivela subito molto spazioso e ampio. Merito della nuova piattaforma MEB sviluppata da VW per i modelli full electric del gruppo. Klaus Zyciora, responsabile del design del gruppo Volkswagen, spiega così la filosofia del modello: “libertà fuori, spazio libero all’interno”. Un’architettura elettrica, rispetto a una tradizionale, impone infatti molti meno vincoli a designer e ingegneri, e permette di sfruttare meglio i volumi sia fuori che dentro al veicolo.

    La ID.4 punta fortemente sul suo carattere da Suv, non solo esteticamente ma anche nell’esperienza d’uso. A partire dalla seduta alta che garantisce una migliore visibilità e dalle porte ampie apribili tramite maniglie a filo della carrozzeria con sblocco elettrico. Garantito il massimo dello spazio anche ai passeggeri che occupano i sedili posteriori. Anche il bagagliaio non delude le aspettative, con 543 litri di spazio utilizzabile con gli schienali posteriori in posizione eretta.
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    Design essenziale
    Per quanto riguarda lo stile adottato nell’abitacolo sono stati ripresi i concetti che caratterizzano il design esterno, ovvero minimalismo, modernità e pulizia delle linee. La plancia appare molto pulita con due schermi che riassumono tutte le funzioni principali. Il cruscotto e la plancia non sono collegati, dando la sensazione che gli elementi siano fluttuanti. Anche il tunnel centrale è stato disegnato all’insegna del minimalismo. Appare centrato quindi l’obiettivo di rendere la ID.4 estremamente ariosa e luminosa, sensazioni che potranno essere amplificate dal grande tetto in vetro optional.

    La plancia è dominata nello stile da una  striscia luminosa  che non ha una funzione solo estetica. A seconda della necessità può cambiare colore per dare informazioni al guidatore, e per esempio lampeggiare per suggerire un cambio di corsia o avvisare che l’auto si trova sulla corsia sbagliata.
    Lancio con la versione 1st Max
    La nuova ID.4 verrà proposta all’inizio nella versione 1st Max, che costituirà l’allestimento top al momento del lancio. Oltre alle dotazioni citate in precedenza, questa versione destinata alla Germania vanterà anche il sigillo di approvazione della AGR, la campagna tedesca per la schiena sana, nonché rivestimenti in similpelle realizzata senza uso di materiali animali e al 20% di una fibra derivata da PET riciclato.
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