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    Monopattini elettrici,130 incidenti da giugno: servono regole

    Forse si sono accorti del problema. Il post del sindaco di Milano Beppe Sala che, dopo l’ennesimo incidente grave di ieri – il 130esimo da giugno – scrive relativamente ai monopattini elettrici: “…ciò che io vedo sono comportamenti tutt’altro che esemplari nell’utilizzo di questi veicoli…il codice della strada non può essere sottoposto ad interpretazioni, né a deroghe… i monopattini sono veicoli utili ed ecologici per gli spostamenti in città, ma devono essere usati in modo consapevole, con prudenza e rispetto”.

    I pericoli dell’assenza di regole
    Non discutiamo sulla obiettiva utilità dei monopattini elettrici ma nelle velate parole di Sala c’è un chiaro allarme sulla loro pericolosità e per un utilizzo fuori dalle regole. Un rischio su cui il Governo, quando ne ha liberalizzato l’uso sulle strade con limiti fino a 50 km/h, doveva riflettere. L’Onorevole Luciano Nobili di Italia Viva promotore dei monopattini elettrici forse era meglio che inserisse nelle norme per il loro uso anche l’obbligatorietà del casco e un’assicurazione.
    L’ultimo incidente di Milano con una persona in coma è la conferma che utilizzando determinati sistemi di prevenzione – leggi un casco – si limiterebbero i danni, almeno fisici.
    Fare una legge e poi lasciare alle autorità locali il compito di applicare le regole quando queste sono difficili o meglio impossibili da far rispettare è una mancanza di una corretta visione della realtà.
    Cosa che troppo spesso sfugge ai nostri politici che pensano da “Paese modello” quale purtroppo non siamo. Abbiamo riempito le nostre auto di sistemi di sicurezza attivi e passivi per evitare incidenti e poi lasciamo che senza regole i monopattini possano sfrecciare – dovrebbero avere una velocità limitata ma basta un app per aumentarla – senza il minimo rispetto del codice della strada.
    Onorevole Nobili, ci ripensi e faccia un passo indietro modificando la legge e imponendo casco e assicurazione: questi incidenti non le sono bastati? LEGGI TUTTO

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    MotoGp: due giorni di test a Portimão

    ROMA – Due giornate di prove presso il circuito di Portimão, sede dell’atto finale del Motomondiale 2020.  Mercoledì 7 e giovedì 8 ottobre, aluni tra i protagonisti della MotoGP scenderanno sulla pista portoghese per scoprire le caratteristiche del circuito.
    Collaudatori e piloti ufficiali
    Le prove si svolgeranno a ridosso del Gran Premio di Francia in programma a Le Mans il prossimo 11 ottobre. I due giorni di test sono riservati principalmente ai collaudatori della MotoGP che forniranno dati preziosi ai piloti impegnati nelle squadre ufficiali in vista del debutto di Portimão nel calendario iridato. Saranno presenti Jorge Lorenzo (Yamaha), Michele Pirro (Ducati), Dani Pedrosa (KTM) e Stefan Bradl (Honda). Mercoledì 7 ottobre saranno raggiunti anche da alcuni protagonisti della classe regina che useranno moto da strada così da poter familiarizzare con la pista. LEGGI TUTTO

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    MotoGp: test a Portimão il 7 e 8 ottobre

    ROMA – L’Autodromo Internacional do Algarve di Portimão sarà la sede dell’atto finale del Motomondiale 2020. Alcuni protagonisti della MotoGP effettueranno due giornate di test, mercoledì 7 e giovedì 8 ottobre, per scoprire le caratteristiche del circuito portoghese.
    Presenze importanti
    Le prove si svolgeranno a ridosso del Gran Premio di Francia in programma a Le Mans il prossimo 11 ottobre. I due giorni di test sono riservati principalmente ai collaudatori della MotoGP che forniranno dati preziosi ai piloti impegnati nelle squadre ufficiali in vista del debutto di Portimão nel calendario iridato. Saranno presenti Jorge Lorenzo (Yamaha), Michele Pirro (Ducati), Dani Pedrosa (KTM) e Stefan Bradl (Honda). Mercoledì 7 ottobre saranno raggiunti anche da alcuni protagonisti della classe regina che useranno moto da strada così da poter familiarizzare con la pista. LEGGI TUTTO

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    Nuovo codice della strada, automobilisti messi all'angolo

    L’hanno approvato definitivamente in legge alla Camera, il Decreto Semplificazione che si portava dietro alcune modifiche sostanziali al Codice della Strada. Pochissime corrette, quasi tutte distorte e  senza senso. Novità che complicheranno invece di semplificarla la vita degli automobilisti. Per quella tendenza punitiva nei confronti dei cittadini che utilizzano l’auto per vivere, lavorare, muoversi.
    Caos multe
    La modifica al Codice della Strada che sa tanto di demonizzazione è quella che prevede l’autorizzazione – soggetta al parere del Prefetto – di installare apparecchi fissi per il controllo della velocità, cioè gli autovelox, sulle strade urbane, nei quartieri delle nostre città. E anche in quelle locali dove il limite è di 30 km/h. Una norma che rischia di generare valanghe di multe e ricorsi. Ma l’art. 12 bis riesce a fare ancora peggio, perché consente ai dipendenti dei Comuni e delle società per la gestione della sosta di accertare le violazioni in ambito urbano con “poteri speciali” estesi anche ai dipendenti delle municipalizzate (come trasporti urbani o imprese per la raccolta dei rifiuti) solo nei casi “connessi all’espletamento delle predette attività”. Accertamento possibile con ‘’tecnologia digitale e strumenti fotografici’’ da parte di persone senza precedenti penali e dopo il superamento “di una adeguata formazione’’. Allucinante.
    Bici contromano, i rischi
    La dimensione integralista del decreto riemerge ancora più evidente nell’articolo che consente alle bici di circolare contromano! Lo faranno unicamente su strade urbane con limite a 30 km/h o nelle Ztl e “indipendentemente dalla larghezza della carreggiata, dalla presenza e dalla posizione di aree per la sosta veicolare e dalla massa dei veicoli autorizzati al transito’’.
    In più, oltre alla ridefinizione della corsia ciclabile – che potrà essere impegnata anche da altri veicoli come i bus o attraversata – debutta la cosiddetta strada urbana ciclabile. Ha un’unica carreggiata, banchine pavimentate e marciapiedi, con limite di velocità non superiore a 30 km/h. In questa situazione, manco a dirlo, la priorità è per i velocipedi. Precedenza alle bici anche nelle strade urbane a senso unico in cui è consentita la circolazione a doppio senso ciclabile.
    Tra tante nefandezze, qualche cosa giusta: ammessa la circolazione alle targhe straniere, la regolamentazione della sosta negli spazi per la ricarica delle auto elettriche, da liberare un’ora dopo il termine dell’operazione, mentre è caduto il divieto per Taxi e NCC che ora potranno utilizzare anche vetture a noleggio a lungo termine e non solo quelle in leasing. Altra cosa positiva, l’abolizione del divieto di circolare in autostrada con moto a tre ruote da 250 cc. Troppo poco.
    Pioggia di critiche
    Che sia una situazione che va ben oltre il paradosso, lo confermano le parole del Presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, critico su tutta la linea. “L’ACI è sempre soddisfatta quando il Legislatore si occupa di sicurezza stradale soprattutto se teso a semplificare. In questa occasione, però, purtroppo così non è. Anzi: ci si muove nella direzione opposta. Riteniamo un errore scrivere nel Codice della Strada che la durata del giallo debba essere almeno di 3 secondi, perché può creare malintesi. L’individuazione della giusta durata del giallo semaforico deriva da un calcolo complesso e unico per ogni incrocio. Non ci sembra corretta anche la possibilità di installare autovelox perfino sulle strade locali con limite orario di 30 Km/h. L’autovelox è un utile strumento per controllare e limitare la velocità degli utenti nei punti più critici o pericolosi e guidare in sicurezza. È, viceversa, diseducativo l’autovelox diffuso, magari installato per far cassa e nemmeno correttamente segnalato, come previsto dalla legge”.    
    Ancora più negativo Sticchi-Damiani sulla deriva… ciclistica della mobilità cittadina: “Restiamo infine, fermamente contrari alle bici contromano ed alla possibilità che possano transitare sulle corsie riservate al trasporto pubblico. I dati di incidentalità ci dicono che si tratta di pratiche estremamente pericolose, anche in considerazione dell’esposizione al rischio del ciclista rispetto ai veicoli a quattro ruote: più di 50 volte superiore. Inoltre, sembrerebbe che, in città, basti imporre il limite di 30 km/h e la bicicletta possa fare tutto: avere sempre la precedenza, andare contromano, appaiati e magari sorpassare. Questa sorta di “deregulation” della mobilità ciclabile ha un forte effetto diseducativo. Alle biciclette tutto è permesso e, per conseguenza, anche ai monopattini elettrici, che sono equiparati ai velocipedi, mentre è evidente che, nella mobilità metropolitana, l’anarchia non va assolutamente d’accordo con la sicurezza stradale!”.
    Chiusura con i fuochi d’artificio: “Ci auguriamo non sia vero che da domani anche gli operatori ecologici possano emettere multe o far rimuovere i veicoli. E che la proposta riguardi solo l’ampliamento delle funzioni degli ausiliari del traffico. Non ci si può sostituire alla Polizia Municipale”.
    A quando la rivoluzione? LEGGI TUTTO

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    People Of Shibuya e MINI annunciano la nuova partnership

    People Of Shibuya, il brand d’abbigliamento tecnico outdoor, e MINI annunciano la partnership in occasione del lancio della Nuova MINI Countryman. Un esperimento avanguardistico che vede i due brand coinvolti nella creazione della inedita Eco-Design Jacket of the Future, un capospalla multifunzionale progettata dal designer Joe London Amoruso dello studio The Paperplane Workshop.
    La condivisione di valori quali la volontà di fare vivere ai propri clienti emozioni forti, la propensione al viaggio e a nuove esperienze, l’attenzione alla sostenibilità e la continua ricerca di materiali innovativi e di tecnologie all’avanguardia, rendono People Of Shibuya il partner ideale per accompagnare MINI in un nuovo percorso per la realizzazione di un capospalla unico nel suo genere.
    Il modello infatti sarà il risultato di un innovativo processo di affinamento funzionale, con un’attenzione particolare non solo al comfort e alla libertà di chi la indossa ma anche dell’ambiente. L’impronta ecologica del progetto sarà infatti sostenuta da scelte di filiera produttiva con l’utilizzo di materiali riciclati. Anche la commercializzazione e i relativi trasporti verranno compensati sostenendo il finanziamento di un’organizzazione devota alla riforestazione del pianeta che sarà selezionata e comunicata in concomitanza alla presentazione del capo.
    Il processo di ricerca e sviluppo consegnerà alle aziende il prototipo a Novembre 2020, mentre il capo sarà ufficialmente presentato alla stampa ed agli operatori del settore in occasione della 99° Edizione di Pitti Immagine Uomo a Gennaio 2021. Un’edizione limited edition della giacca sarà consegnata in esclusiva a MINI, mentre il modello sarà distribuito nel mese di agosto a selezionati retailer italiani. LEGGI TUTTO

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    Webber: “Il rapporto tra Leclerc e Ferrari potrebbe terminare prima del previsto”

    ROMA – “Sto tenendo d’occhio Leclerc, sono interessato a lui e ai suoi prossimi anni in Ferrari”. Così Mark Webber, ex pilota tra le altre di Minardi e Red Bull, analizza il futuro del prossimo capo-squadra della Ferrari. La prossima stagione di Formula 1 la scuderia di Maranello perderà Sebastian Vettel mentre il pilota monegasco diventerà la punta di diamante. Ma la permenanza a Maranello non è cosi scontata per il pilota australiano: “Adesso è il momento della luna di miele, ma tra 2 forse 3 anni potremmo ritrovarci qui a dire che anche lui è stanco della scuderia”, spiega in un’intervista alla Tv britannica Channel 4. “Guidare per la Ferrari non è facile e finirà presto sotto i riflettori”, conclude Webber. LEGGI TUTTO

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    F1, Webber: “Leclerc? Potrebbe stancarsi di questa situazione”

    ROMA – “Sto tenendo d’occhio Leclerc, sono interessato a lui e ai suoi prossimi anni in Ferrari”. Queste le parole di Mark Webber, ex pilota tra le altre di Minardi e Red Bull, riguardo il futuro del prossimo capo-squadra della Ferrari. La prossima stagione di Formula 1 la scuderia di Maranello perderà Sebastian Vettel mentre il pilota monegasco diventerà la punta di diamante. Ma la permenanza a Maranello non è cosi scontata per il pilota australiano: “Adesso è il momento della luna di miele, ma tra 2 forse 3 anni potremmo ritrovarci qui a dire che anche lui è stanco della scuderia”, spiega in un’intervista alla Tv britannica Channel 4. “Guidare per la Ferrari non è facile e finirà presto sotto i riflettori”, conclude Webber. LEGGI TUTTO

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    Automobilista a 85 km/h, ma l'autovelox lo beffa e segna il doppio

    Anche gli autovelox sbagliano, ormai è risaputo. Non capita spesso, ma alcuni sfortunati automobilisti si sono visti recapitare multe da capogiro per infrazioni ai limiti di velocità non commessi e causati, invece, da un errore dell’apparecchio elettronico. Anche nella presissima e puntualissima Svizzera capitano cose del genere. Un uomo è stato erroneamente beccato dall’autovelox mentre andava alla velocità di 175 km/h, all’altezza dell’entrata sull’A1, direzione Ticino, dove il limite massimo è 100. Niente di più sbagliato!
    Autovelox e pedoni: arriva il nuovo Codice della Strada
    Stava andando a 85 km/h
    L’automobilista, al momento del flash, si trovava dietro a un camion e stava andando alla velocità di 85 km/h, rispettando perfettamente il limite. Immaginate la sua rabbia nel ricevere la sanzione. In Svizzera, inoltre, per una violazione del genere le conseguenze sono davvero amare: al ritiro della patente seguono il sequestro dell’auto e l’arresto del conducente. Proprio per questi motivi, il povero automobilista ha immediatamente contestato la multa e spiegato la dinamica, affermando di trovarsi dietro un camion e che quindi sarebbe stato impossibile guidare a quella folle velocità. Qualche settimana dopo, per fortuna, è arrivata la telefonata più attesa: l’errore è stato dell’autovelox che aveva misurato per due volte la velocità (a causa della vicinanza tra auto e camion) sommandola e facendo scrivere sul verbale ben 175 km/h.
    Folle velocità sulla A5: 240 km/h e 900 euro di multa LEGGI TUTTO