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    Porsche Taycan, una sorpresa senza fine: la nostra prova

    Una sorpresa senza fine. Al cospetto dell’innovazione, si inchina, senza prostrarsi, anche la tradizione. Perchè quando sai fare le macchine, le sai fare sempre. Che siano a motore termico o elettriche, come questa splendida Porsche Taycan, la prima a zero emissioni di Zuffenhausen, l’autentica rivale della Tesla Model S.
    Capace di sorprendere non solo noi, che l’abbiamo guidata sul pistino di prova di Embsen, un’ora da Amburgo, il circuito dove l’Automobil Club tedesco testa le vetture. Ma anche tutto il mercato europeo, visto che è il modello Porsche più venduto ad agosto, davanti a mostri sacri come 911 o Cayenne e Macan. Una vettura capace di rappresentare nei primi nove mesi dell’anno, il 5,7% delle vendite mondiali di Porsche (10.944 su 191.547 totali) e che in Italia dovrebbe chiudere il 2020 al 7% di tutte le vendite Porsche.

    Poi, sali a bordo, inizi a guidare e capisci l’entusiasmo (oltre alle possibilità) di chi se l’è portata a casa spendendo tra 158.000 e 192.000 euro, optional esclusi. Una sorpresa senza fine, appunto. Agile, scattante, reattiva, stabile, nonostante stazza e mole farebbero pensare tutto il contrario, con quegli oltre 23 quintali di peso distribuiti sui quasi 5 metri (4,96, per l’esattezza) di lunghezza. E invece no. Questa Porsche Taycan è davvero un gioiello: divertente, godibile, reattiva, leggera e maneggevole anche ad alta velocità. Un compromesso perfettamente riuscito, tra la sempreviva tradizione 911 e la modernità dei propulsori che non emettono CO2 (o ne emettono meno) ma riescono ugualmente  a garantire quella dote imprescindibile quando di metti al volante di una Porsche: il piacere di guida.
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    Come al luna park
    Così dopo il tradizionale esame di sotto e sovrasterzo, su asfalto bagnato, abbiamo potuto spingere l’acceleratore sul pistino di handling, davvero tecnico e velocissimo. E qui è uscita tutta la qualità di Porsche Taycan, costruita con grande maestria ed equlibrio. A cominciare dal telaio, perfetto con scocca in acciaio e alluminio, per finire all’aerodinamica che tra frontale, cofano, tetto e quelle feritoie che scendono dai gruppi ottici verso il basso, raggiunge il valore record con un cx di 0,22. Aggiungeteci un baricentro più basso di quello della Carrera, grazie alle batterie (396 celle a sacchetto della LG Chem con capacità effettiva di 83,7 kWh) stese sul pavimento, e guidare questa Taycan è come andare al luna park: stabilità totale, assetto sempre lineare e trasferimenti di carico quasi non percepibili, come spostassimo una piuma e non i 23 quintali di cui sopra.
    I giri si susseguono e la Taycan fa esattamente quello che si vuole: dove la metti sta. E poco importa se guidiamo la versione basica, la Taycan S, quella con 500 kW, cioè 680 cv di potenza massima (e 800 Nm di coppia) grazie al launch control – quella in marcia si ferma a 625 cv – che ferma il cronometro a 3”2 per arrivare a 100 km/h. Del resto la Turbo e la Turbo S, che impiegano 2”8 per fare lo stesso lavoro, arrivano a 761 cv e 1.050 Nm: roba da corsa.
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    Innovazione e tradizione
    Innovazione nella tradizione, anche questa, visto che la Taycan è la prima vettura a montare un sistema elettrico a 800 Volt e non a 400, come tutte le emissioni zero. Un sistema figlio dei due motori elettrici sui due assi (234 o 254 cv davanti; 450 dietro) sincroni a eccitazione permanente con il vantaggio di racchiudere motore, cambio (a due velocità sul posteriore) e inverter in un modulo compatto con la più alta densità di potenza sul mercato.

    E dentro Taycan è all’altezza della rivoluzione copernicana di Porsche: tre display, uno come quadro strumenti, un pannello Oled da 16,8” e altri due da 10,9” uno di fronte al guidatore e l’altro sulla consolle. Senza dimenticare un quarto su richiesta per il passeggero. Poi senti rombare la 911 e ti assale un pizzico di nostalgia (canaglia), ma questa Taycan continua a stupire fino a quando purtroppo dobbiamo sistemarla nel suo box, anche questo mix perfetto di tradizione e innovazione la nuova formula Porsche.
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    Gp Aragon, Viñales leader delle prime libere

    ALCANIZ – La casa dei tre diapason mette subito le cose in chiaro in Spagna. Sono infatti le Yamaha le grandi protagoniste delle prove libere del venerdì mattina del Gran Premio di Aragon. Maverick Viñales fa registrare il giro più veloce fermando il cronometro sul tempo di 1’49″866. Dietro di lui spicca un buon Franco Morbidelli (+0″085). Terzo tempo per il leader del Mondiale Fabio Quartararo, che cade nel finale ma senza conseguenze.
    Indietro le Ducati
    Decide di non forzare e di non prendersi rischi Andrea Dovizioso (Ducati), lontano dai primi 10 tempi, così come il compagno di squadra Danilo Petrucci. Le FP1 sono state posticipate di mezz’ora per le basse temperature in pista che hanno condizionato la sessione mattutina. La classe regina farà il suo ritorno in pista nel pomeriggio alle ore 14:10 con le seconde libere che chiudono la giornata di venerdì. LEGGI TUTTO

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    Gp Aragon, Viñales domina le libere del mattino

    ALCANIZ – Le Yamaha dominano le prove libere del venerdì mattina del Gran Premio di Aragon. Maverick Viñales fa registrare il giro più veloce fermando il cronometro sul tempo di 1’49″866. Dietro di lui spicca un buon Franco Morbidelli (+0″085). Terzo tempo per il leader del Mondiale Fabio Quartararo, che cade nel finale ma senza conseguenze.
    Ducati prudenti
    Decide di non forzare e di non prendersi rischi Andrea Dovizioso (Ducati), lontano dai primi 10 tempi, così come il compagno di squadra Danilo Petrucci. Le FP1 sono state posticipate di mezz’ora per le basse temperature in pista che hanno condizionato la sessione mattutina. La classe regina farà il suo ritorno in pista nel pomeriggio alle ore 14:10 con le seconde libere che chiudono la giornata di venerdì. LEGGI TUTTO

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    MotoGP, Meregalli: “Lorenzo al posto di Valentino Rossi? È un'ipotesi”

    ROMA – “Ieri sera non sono riuscito a parlare con lui. Mi dispiace molto, non si è mai pronti a ricevere notizie simili, Cercheremo di fare a meno di lui”. Lo ha detto Massimo Meregalli, team director della Yamaha, parlando ai microfoni di Sky Sport della positività al Covid-19 di Valentino Rossi. “Abbiamo un lasso di tempo di 10 giorni per trovare un sostituto a Rossi. Di sicuro non lo faremo per Aragon 1, non abbiamo ancora parlato se farlo per Aragon 2”, ha spiegato. Sull’ipotesi di schierare Jorge Lorenzo, Meregalli ha chiarito: “Non escludiamo questa ipotesi, anche se stando a quando visto nei test di Portimao ha bisogno di girare ancora”. “Se Vale non dovesse essere in grado di tornare a Valencia prenderemo più in considerazione l’ipotesi di sostituire Vale con Lorenzo. Jorge ha girato un giorno e mezzo a Sepang a febbraio – ha concluso Meregalli – poi non è più sceso su alcuna moto. Ha perso l’abitudine alla frenata, alla velocità, all’accelerazione, deve girare ancora in moto”. LEGGI TUTTO

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    MotoGP, dt Yamaha: “Lorenzo al posto di Valentino Rossi? Dieci giorni per decidere”

    ROMA – “Ieri sera non sono riuscito a parlare con lui. Mi dispiace molto, non si è mai pronti a ricevere notizie simili, Cercheremo di fare a meno di lui”. Lo ha detto Massimo Meregalli, team director della Yamaha, parlando ai microfoni di Sky Sport della positività al Covid-19 di Valentino Rossi. “Abbiamo un lasso di tempo di 10 giorni per trovare un sostituto a Rossi. Di sicuro non lo faremo per Aragon 1, non abbiamo ancora parlato se farlo per Aragon 2”, ha spiegato. Sull’ipotesi di schierare Jorge Lorenzo, Meregalli ha chiarito: “Non escludiamo questa ipotesi, anche se stando a quando visto nei test di Portimao ha bisogno di girare ancora”. “Se Vale non dovesse essere in grado di tornare a Valencia prenderemo più in considerazione l’ipotesi di sostituire Vale con Lorenzo. Jorge ha girato un giorno e mezzo a Sepang a febbraio – ha concluso Meregalli – poi non è più sceso su alcuna moto. Ha perso l’abitudine alla frenata, alla velocità, all’accelerazione, deve girare ancora in moto”. LEGGI TUTTO

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    Coronavirus F1: il Gran Premio del Vietnam annullato

    ROMA – Nessuna corsa in Asia in questa travagliata annata di Formula 1. Il Gran Premio del Vietnam è stato ufficialmente annullato a causa della crisi sanitaria legata alla pandemia di Covid-19 che sta attraversando il paese asiatico. Il primo Gp organizzato in Vietnam era inizialmente previsto per aprile e sarebbe stata la terza gara della stagione del circus, ma il Coronavirus ha stravolto il calendario della F1, che è passato da 22 a 13 e poi, adesso, a 17 gare. In Vietnam si sarebbe dovuto correre a novembre ma gli organizzatori, con “una decisione difficile ma necessaria”, hanno comunicato l’annullamento della prova, “vista l’incertezza causata dalla pandemia”. Il calendario 2020 resta quindi a 17 Gran Premi, 11 dei quali già disputati in questa stagione. LEGGI TUTTO

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    Coronavirus F1: cancellato il Gran Premio del Vietnam

    ROMA – Il Gran Premio di Formula 1 del Vietnam è stato ufficialmente annullato a causa della crisi sanitaria legata alla pandemia di Covid-19 che sta attraversando il paese asiatico.Il primo Gp organizzato in Vietnam era inizialmente previsto per aprile e sarebbe stata la terza gara della stagione del circus, ma il Coronavirus ha stravolto il calendario della F1, che è passato da 22 a 13 e poi, adesso, a 17 gare. In Vietnam si sarebbe dovuto correre a novembre ma gli organizzatori, con “una decisione difficile ma necessaria”, hanno comunicato l’annullamento della prova, “vista l’incertezza causata dalla pandemia”. Il calendario 2020 resta quindi a 17 Gran Premi, 11 dei quali già disputati in questa stagione. LEGGI TUTTO

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    Formula E, Nissan conferma i piloti Buemi e Rowland per il Mondiale 2021

    Dei 167 punti che hanno permesso a Nissan e.dams di chiudere al secondo posto la Stagione 6 di Formula E, Buemi e Rowland hanno contribuito praticamente alla pari: davanti l’elvetico, quarto nel campionato piloti con 84 punti, quinto l’inglese con 83. Ed è una formazione confermata per la Stagione 7 del mondiale elettrico.
    Il campionato alle spalle ha rappresentato un sfida sostanziale per i tecnici Nissan e.dams, visto il divieto di utilizzare la configurazione con doppio motogeneratore elettrico, sviluppata e introdotta in Stagione 5 con sostanziali vantaggi ottenuti specialmente in qualifica.
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    Gli esiti del ritorno al singolo MGU sono stati complessivamente buoni, con 5 podi, una pole position e una vittoria, ottenuta da Oliver Rowland a Tempelhof – penultimo ePrix stagionale – al primo successo in F.E.
    “E’ fantastico che Seb e Oli continuino a correre per Nissan e.dams, entrambi sono piloti di incredibile talento e hanno dimostrato continuamente la loro forte determinazione e impegno. Siamo entusiasti di poter contare sul loro duro lavoro e dedizione per ottenere risultati ancora migliori”, le parole dei team principal Olivier e Gregory Driot.
    A Rowland e Buemi si aggiunge la conferma di Takaboshi nel ruolo di tester e pilota di riserva, mentre Mardenborough sarà il pilota del simulatore.
    Dalle corse l’affinamento tecnico del prodotto
    “Seb e Oli hanno fatto un gran lavoro per noi. Salutiamo la stabilità e la consistenza che proseguire con loro porta alla squadra. Ci prepariamo a sviluppare sui successi precedenti, tuttavia non è il nostro unico obiettivo, vincere in Formula E.
    A ogni gara impariamo sempre più su ogni aspetto delle nostre elettriche ad alta prestazione, che successivamente dà inforazioni allo sviluppo delle nostre auto stradali. Attraverso le corse evolviamo continuamente le nostre competenze sull’elettrico”, ha commentato Tommaso Volpe, direttore delle attività motorsport globali di Nissan.
    Sarà una Stagione 7 di continuità regolamentare e con misure votate al contenimento dei costi, nella quale sarà possibile procedere con un’unica omologazione di motogeneratore elettrico nell’arco di due campionati (Stagione 7 e Stagione 8). “Sono felicissimo di restare con la squadra, abbiamo ottenuto molto insieme e abbiamo corso una grande Stagione 6. Finire al secondo posto nel campionato ci aiuterà a mantenere lo slancio e la fiducia che servono per diventare ancora più competitivi.
    Con Oliver lavoriamo molto bene insieme, con l’esperienza e le competenze interne alla squadra siamo in una buona posizione per inseguire molti altri successi in Formula E”, commenta Buemi.
    Rowland, impegno ripagato
    I punti di Buemi e Rowland riflettono l’equilibrio dell’abbinata, con Rowland che segnala i progressi compiuti nel corso dell’ultimo anno: “E’ stata una grande Stagione 6 per il team e per me. Sono felicissimo d’aver ottenuto la prima vittoria in Formula E con Nissan e.dams, dopo tutto il duro lavoro e la pratica riversata per essere più consistente.
    Confermare il sedile per la prossima stagione, insieme a Seb, è un altro pezzetto di buone notizie. Torneremo più forti che mai”. LEGGI TUTTO