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    Torino, non vedente inciampa su un monopattino elettrico abbandonato

    Da quando sono diventati protagonisti della nuova mobilità, a Torino gli incidenti con i monopattini elettrici hanno coinvolto anche e soprattutto tante persone con disabilità visiva. Del resto, anche l’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) aveva denunciato l’allarme attraverso i media e in vari incontri con l’amministrazione del capoluogo piemontese.

    Monopattini elettrici, pericolo o nuova mobilità? Il confronto
    L’incidente del signor Giovanni
    Oggi, però, arriva un altro sgradevole episodio in tal senso. Qualche sera fa, infatti, Giovanni, 63enne residente nel quartire Parella, non vedente, stava percorrendo il marciapiede di via Salbertrand, quando all’improvviso è inciampato su un monopattino a noleggio lasciato in mezzo alla strada. Giovanni è così caduto, trascinandosi il mezzo addosso. Per fortuna, è stato prontamente soccorso da una passante, riuscendo a riprendere l’orientamento e a tornare a casa. Ma purtroppo, nonostante non si sia miracolosamente infortunato fisicamente, adesso Giovanni si sente molto meno sicuro ad uscire di casa da solo. E tutto ciò a causa di qualche incivile che ha abbandonato il monopattino in mezzo a una strada.
    L’appello dell’UICI di Torino e una possibile soluzione
    “Non siamo contrari ai mezzi ecologici – scriveva qualche tempo fa, in una lettera spedita a diversi quotidiani, il presidente di UICI Torino Giovanni Laiolo – ma serve una disciplina, che rispetti le esigenze di tutti. I marciapiedi sono diventati una giungla e, per chi non vede, il rischio di incidenti è alto”.
    Monopattini, multa fino a 6.000 per chi guida in stato di ebbrezza
    “Evidentemente gli appelli al senso civico non bastano – sottolinea l’associazione -. L’unico modo per risolvere il problema sarebbe prevedere degli spazi fissi e obbligatori in cui lasciare i veicoli. A questo punto, che cosa aspetta la politica a intervenire? Che qualcuno si faccia male “seriamente”?”. E la querelle torinese continua, tra le inevitabili polemiche. LEGGI TUTTO

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    GP Bahrain, Isola: “Hamilton maturato dopo sconfitta con Rosberg”

    ROMA – “Mercedes protagonista anche nel 2021? Non ci sono novità tecniche così grosse che mi portano a pensare a una rivoluzione delle forze in campo. Non avranno il DAS ma si saranno sicuramente già attrezzati per sopperire a questa mancanza”. Così Mario Isola, responsabile F1 e Car Racing Pirelli ai microfoni di Sky Sport. Nel 2021 cambieranno anche le gomme fornite dal costruttore italiano e le squadre stanno già testando le specifiche, come sottolineato dallo stesso Isola. “Abbiamo discusso con le squadre la possibilità di lasciare piu’ libertà in modo da far raccogliere dati piu’ rappresentativi per capire la gomma e disegnare le vetture 2021 in modo da utilizzarle al meglio. Abbiamo fatto modifiche che mirano ad aumentare il livello di integrità perché ci aspettiamo, per il prossimo anno, tempi super veloci – ha proseguito – Abbiamo cercato di disegnare una costruzione vicina a quella attuale per evitare di avere un impatto pesante sul disegno delle vetture. Impossibile dire che le squadre non toccheranno nulla”, ha detto Isola.

    Isola su Hamilton
    “Hamilton ha cambiato il suo atteggiamento dopo il campionato perso con Rosberg, quella sconfitta lo ha reso piu’ attento ai dettagli” racconta Isola sul campione del Mondo. “Quando siamo entrati in F1 nel 2011, era quello che faceva degradare le gomme di piu’ perché aveva una guida molta aggressiva e quindi era anche uno dei piloti che si lamentava di piu’. Il risultato è stato che, dopo un po’, Lewis ha capito che avrebbe dovuto adeguarsi per sfruttare al meglio quello che aveva a disposizione. Direi che ci è riuscito” ha concluso Isola.  LEGGI TUTTO

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    GP Bahrain, Isola: “Nel 2021 nessuna rivoluzione forze in campo”

    ROMA – “Mercedes protagonista anche nel 2021? Non ci sono novità tecniche così grosse che mi portano a pensare a una rivoluzione delle forze in campo. Non avranno il DAS ma si saranno sicuramente già attrezzati per sopperire a questa mancanza”. Così Mario Isola, responsabile F1 e Car Racing Pirelli ai microfoni di Sky Sport. Nel 2021 cambieranno anche le gomme fornite dal costruttore italiano e le squadre stanno già testando le specifiche, come sottolineato dallo stesso Isola. “Abbiamo discusso con le squadre la possibilità di lasciare piu’ libertà in modo da far raccogliere dati piu’ rappresentativi per capire la gomma e disegnare le vetture 2021 in modo da utilizzarle al meglio. Abbiamo fatto modifiche che mirano ad aumentare il livello di integrità perché ci aspettiamo, per il prossimo anno, tempi super veloci – ha proseguito – Abbiamo cercato di disegnare una costruzione vicina a quella attuale per evitare di avere un impatto pesante sul disegno delle vetture. Impossibile dire che le squadre non toccheranno nulla”, ha detto Isola.

    Isola su Hamilton
    “Hamilton ha cambiato il suo atteggiamento dopo il campionato perso con Rosberg, quella sconfitta lo ha reso piu’ attento ai dettagli” racconta Isola sul campione del Mondo. “Quando siamo entrati in F1 nel 2011, era quello che faceva degradare le gomme di piu’ perché aveva una guida molta aggressiva e quindi era anche uno dei piloti che si lamentava di piu’. Il risultato è stato che, dopo un po’, Lewis ha capito che avrebbe dovuto adeguarsi per sfruttare al meglio quello che aveva a disposizione. Direi che ci è riuscito” ha concluso Isola.  LEGGI TUTTO

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    MotoGp, pannelli luminosi obbligatori dal 2022

    ROMA – I pannelli luminosi saranno obbligatori anche in MotoGP dal 2022, in Superbike ed Endurance dall’anno successivo. L’accordo è stato raggiuto grazie alla nuova collaborazione sul tema sicurezza tra Fédération Internationale de l’Automobile (FIA) e Fédération Internationale de Motocyclisme (FIM).

    La nota FIM
    I pannelli, già presenti in alcuni circuiti, possono essere azionati dalla direzione gara o dai commissari lungo il tracciato e vengono utilizzati per la comunicazione di informazioni cruciali per i piloti, come bandiere, il meteo o l’utilizzo della Safety Car. Attualmente in F1 è il promotore a farsi carico della segnaletica, istallandola e rimuovendoli, di gara in gara. Questo però fa si che molte piste non ne siano provviste per altri eventi. Con il nuovo accordo, ciascuno dei circuiti FIA Grado 1 del calendario F1 dovrà installare la luce omologata con specifica T1 pannelli, che hanno superato l’ultimo standard FIA 3504-2019. Ciascuno dei circuiti FIM sui calendari MotoGP, World Superbike ed Endurance dovrà installare il Pannelli luminosi omologati T1 o T2. Il requisito – si legge in una nota della FIM – si estenderà ad altri circuiti FIA di grado 1 o 2 che ospitano eventi del campionato FIA, incluso il FIA World Endurance Championship nel 2023, dove i pannelli T2-spec saranno obbligatori, e Circuiti FIA di grado 3 che ospiteranno i Campionati FIA nel 2024 dove sarà richiesto il pannello luminoso T3.
    Parlano FIA e FIM
    Questo nuovo requisito si basa sulla collaborazione tra FIA e FIM sulla sicurezza del circuito e segue l’introduzione di uno standard di vernice per circuiti congiunti all’inizio di quest’anno. “Questo è un altro passo importante nel collaborazione tra FIA e FIM sulla sicurezza dei circuiti. Garantirà che tutti i campionati che gareggiare su questi circuiti di alto livello può avere accesso alle ultime innovazioni di sicurezza” spiega Stuart Robertson, Head of Circuit and Rally Safety della FIA. Mentre Franck Vayssié, Direttore della FIM Circuit Racing Commission afferma che: “La FIM e la FIA condividono un forte legame in termini di sicurezza e questo rafforza ulteriormente tale cooperazione. Rendere obbligatori questi pannelli luminosi sui circuiti FIM che ospitano i Campionati del Mondo MotoGP, Superbike ed Endurance contribuiranno a garantire i più alti livelli di sicurezza per tutte le serie che corrono su queste piste di alto livello”. LEGGI TUTTO

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    MotoGp, dal 2022 i pannelli luminosi saranno obbligatori

    ROMA – I pannelli luminosi saranno obbligatori anche in MotoGP dal 2022, in Superbike ed Endurance dall’anno successivo. L’accordo è stato raggiuto grazie alla nuova collaborazione sul tema sicurezza tra Fédération Internationale de l’Automobile (FIA) e Fédération Internationale de Motocyclisme (FIM).

    La nota FIM
    I pannelli, già presenti in alcuni circuiti, possono essere azionati dalla direzione gara o dai commissari lungo il tracciato e vengono utilizzati per la comunicazione di informazioni cruciali per i piloti, come bandiere, il meteo o l’utilizzo della Safety Car. Attualmente in F1 è il promotore a farsi carico della segnaletica, istallandola e rimuovendoli, di gara in gara. Questo però fa si che molte piste non ne siano provviste per altri eventi. Con il nuovo accordo, ciascuno dei circuiti FIA Grado 1 del calendario F1 dovrà installare la luce omologata con specifica T1 pannelli, che hanno superato l’ultimo standard FIA 3504-2019. Ciascuno dei circuiti FIM sui calendari MotoGP, World Superbike ed Endurance dovrà installare il Pannelli luminosi omologati T1 o T2. Il requisito – si legge in una nota della FIM – si estenderà ad altri circuiti FIA di grado 1 o 2 che ospitano eventi del campionato FIA, incluso il FIA World Endurance Championship nel 2023, dove i pannelli T2-spec saranno obbligatori, e Circuiti FIA di grado 3 che ospiteranno i Campionati FIA nel 2024 dove sarà richiesto il pannello luminoso T3.
    Parlano FIA e FIM
    Questo nuovo requisito si basa sulla collaborazione tra FIA e FIM sulla sicurezza del circuito e segue l’introduzione di uno standard di vernice per circuiti congiunti all’inizio di quest’anno. “Questo è un altro passo importante nel collaborazione tra FIA e FIM sulla sicurezza dei circuiti. Garantirà che tutti i campionati che gareggiare su questi circuiti di alto livello può avere accesso alle ultime innovazioni di sicurezza” spiega Stuart Robertson, Head of Circuit and Rally Safety della FIA. Mentre Franck Vayssié, Direttore della FIM Circuit Racing Commission afferma che: “La FIM e la FIA condividono un forte legame in termini di sicurezza e questo rafforza ulteriormente tale cooperazione. Rendere obbligatori questi pannelli luminosi sui circuiti FIM che ospitano i Campionati del Mondo MotoGP, Superbike ed Endurance contribuiranno a garantire i più alti livelli di sicurezza per tutte le serie che corrono su queste piste di alto livello”. LEGGI TUTTO

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    GP Bahrain, Hamilton: “Ultimi weekend come test in vista del 2021”

    ROMA – “Useremo questi weekend come test in vista del 2021”. Così il sette volte campione del Mondo Lewis Hamilton presenta il prossimo appuntamento di Formula 1, il Gran Premio del Bahrain.

    Il 2020 di Hamilton
    Il settimo titolo iridato che gli ha permesso di eguagliare Michael Schumacher, però, non è stato ancora metabolizzato dal britannico: “Dopo la vittoria di Istanbul ho spento tutto”, ha dichiarato il campione del Mondo. “Non ho ancora realizzato a pieno di aver vinto, probabilmente perché ci sono altri Gp da correre e siamo concentrati sul lavoro”. Segno che il 2020 di Lewis Hamilton non è ancora terminato: “Nelle prossime tre gare ci sarà una pressione diversa, è vero, ma useremo questi weekend come test per il prossimo anno, anche se non sperimenteremo troppo”, ha annunciato il pilota della Mercedes.
    Diritti umani fondamentali
    “È molto importante per tutti gli sport usare le proprie piattaforma per spingere per il cambiamento. La questione dei diritti umani è un grosso problema in molti dei posti in cui andiamo e noi siamo uno dei pochi sport che visita tanti Paesi per cui credo che dovremmo fare di piu'”. È questo invece l’invito al Circus da parte di Hamilton dopo che 30 parlamentari britannici hanno espresso tutte le loro preoccupazioni sulle violazioni dei diritti umani nel Paese del Golfo Persico. “Abbiamo già fatto dei passi nella direzione giusta ma possiamo sempre fare di piu'”, ha concluso. LEGGI TUTTO

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    GP Bahrain, Hamilton: “Useremo le ultime tre gare come test”

    ROMA – “Useremo questi weekend come test in vista del 2021”. Così il sette volte campione del Mondo Lewis Hamilton presenta il prossimo appuntamento di Formula 1, il Gran Premio del Bahrain.

    Il 2020 di Hamilton
    Il settimo titolo iridato che gli ha permesso di eguagliare Michael Schumacher, però, non è stato ancora metabolizzato dal britannico: “Dopo la vittoria di Istanbul ho spento tutto”, ha dichiarato il campione del Mondo. “Non ho ancora realizzato a pieno di aver vinto, probabilmente perché ci sono altri Gp da correre e siamo concentrati sul lavoro”. Segno che il 2020 di Lewis Hamilton non è ancora terminato: “Nelle prossime tre gare ci sarà una pressione diversa, è vero, ma useremo questi weekend come test per il prossimo anno, anche se non sperimenteremo troppo”, ha annunciato il pilota della Mercedes.
    Diritti umani fondamentali
    “È molto importante per tutti gli sport usare le proprie piattaforma per spingere per il cambiamento. La questione dei diritti umani è un grosso problema in molti dei posti in cui andiamo e noi siamo uno dei pochi sport che visita tanti Paesi per cui credo che dovremmo fare di piu'”. È questo invece l’invito al Circus da parte di Hamilton dopo che 30 parlamentari britannici hanno espresso tutte le loro preoccupazioni sulle violazioni dei diritti umani nel Paese del Golfo Persico. “Abbiamo già fatto dei passi nella direzione giusta ma possiamo sempre fare di piu'”, ha concluso. LEGGI TUTTO

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    Prova Mazda CX-3 2021: come le grandi

    Sempre di più, per farsi largo nel segmento delle city-crossover, è diventato necessario affilare le unghie. Come ha fatto Mazda con la sua CX-3, che in versione 2021 sposta ancora più in alto le proprie ambizioni, puntando forte sul proverbiale fascino da rubacuori, su qualità e dotazioni tipiche di auto di categoria superiore, su affinamenti mirati e tanta tecnologia a bordo. L’abbiamo messa alla prova in città, lungo percorsi extraurbani e autostradali, per scoprirne caratteristiche e peculiarità.La CX-3 2021 è disponibile nella sola motorizzazione Skyactiv-G 2.0 litri a benzina da 121 CV e trazione anteriore, in due allestimenti (Executive e Exceed) con prezzi a partire da 23.150 euro.

    DESIGN
    È bella e sa di esserlo! Al punto, che durante l’operazione di rinnovo, in Mazda hanno deciso di lasciarne pressoché invariate le linee. Niente fuochi d’artificio o inutili eccessi di design, solo tanta classe, fascino e un pizzico di aggressività, che emergono da un layout minimal e sofisticato, efficacemente modellato secondo i canoni consolidati dello stile Kodo.
    Anche le misure rimangono invariate. In particolare, la lunghezza di 4 metri e 275 millimetri, che rende la CX-3 equilibrata e ancora perfettamente gestibile in ambiente urbano. A cambiare, invece, sono le alette della calandra, con un diverso spessore per esprimere tridimensionalità insieme alle tipiche “ali” Mazda cromate. Inoltre, nella gamma colori, in cui spicca l’apprezzatissimo Soul Red Crystal, arriva anche il sofisticato Polymetal Grey Metallic, particolarmente elegante e d’effetto, soprattutto durante i cambi di luce.
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    INTERNI E DOTAZIONI DI BORDO
    Semplici ma raffinati, con una sensazione di qualità percepita davvero alta. In pieno stile Mazda, a bordo della CX-3 si ritrovano gli stessi standard elevati delle altre vetture in gamma. I nuovi sedili, ispirati alla Skyactiv-Vehicle Architecture, sono stati progettati facendo riferimento alla naturale capacità di equilibrio dell’uomo quando cammina: mantengono il bacino in posizione eretta, conservando la curvatura a S della colonna vertebrale. In questo modo, contribuiscono alla stabilità della testa a garanzia di un comfort elevato e di una migliore facilità di guida. Tutto secondo la filosofia di Mazda Jinba Ittai, che punta alla massima integrazione tra l’uomo e la macchina.Per quanto riguarda i sistemi di bordo, sono diversi gli aggiornamenti, in particolare sul fronte di connettività e ADAS. Il sistema multimediale MZD Connect, che sfrutta un display da 7 pollici, integra di serie DAB+, Android Auto ed Apple Carplay, quest’ultimo con connessione wireless (sempre di serie). In termini di sicurezza è stata ritarata la funzione di accensione automatica delle luci, ed è disponibile il monitoraggio con vista dall’alto della vettura a 360°, per facilitare le operazioni di manovra e parcheggio (grazie a 4 telecamere installate su frontale, fiancate e posteriore). Infine, è stato aggiornato anche il sistema di supporto intelligente alla frenata in città, di serie sulla CX-3 2021, che ora include il rilevamento notturno dei pedoni. Non mancano, infine, tra le dotazioni,  il cruise control adattivo e l’avviso acustico di uscita dalla corsia di marcia. 
    MECCANICA RINNOVATA
    Per quanto riguarda il motore, la base è sempre la stessa: il 2.0 litri 4 cilindri a corsa lunga, ora diventato Euro6d. I valori di potenza e coppia si confermano, rispettivamente, di 121 CV a 6.000 giri/min e 206 Nm a 2.800 giri/min. Numerosi, sono stati gli interventi che hanno permesso di incrementarne l’efficienza (anche nei consumi) e la resa. In particolare, i nuovi iniettori multiforo e multistadio (con una pressione fino a 30 MPa) e i pistoni di diversa forma, hanno consentito di aumentare la turbolenza, migliorare la combustione e ridurre gli attriti; in questo modo, è stato possibile rientrare nelle specifiche dell’omologazione Euro6d senza necessità di installare alcun filtro antiparticolato. Nelle versioni con cambio manuale (come l’esemplare in prova) è poi presente il sistema di disattivazione dei cilindri, che gestisce automaticamente lo spegnimento di due dei quattro cilindri, quando non necessari (cioè, in condizioni di guida a basso carico). Il risultato, in termini di efficienza, è notevole, con una riduzione media dei consumi del 14% rispetto al modello precedente: 5,3l/100 km il dato medio (consumo di carburante combinato NEDC).Per quanto riguarda le prestazioni, Mazda dichiara un’accelerazione da 0-100 km/h in 9,9 secondi e una velocità massima di 187 km/h, per i modelli con cambio automatico; le versioni con cambio manuale fanno segnare lo 0-100 km/h in 9,1 secondi e una velocità massima di 192 km/h.

    RESA DINAMICA
    La prima cosa che si avverte, non appena a bordo, è la sensazione di dominare la strada; in movimento, emergono invece precisione di guida ed elevata capacità di controllo (la taratura dello sterzo è stata rivista). Un long-run in autostrada ha evidenziato la comodità dei nuovi sedili sulle lunghe distanze; sensazione positiva, confermata anche sui percorsi più tortuosi, collinari e di montagna, dove sono risultati piacevolmente “avvolgenti”, e capaci di sostenere il guidatore anche nei passaggi più allegri tra le curve.Il motore, molto elastico, presenta una buona “schiena” lungo l’intero arco di utilizzo, ma è  oltre i 3000/3200 giri che cambia carattere e diverte, con una resa tipicamente Mazda e un bell’allungo fino ai 6.500 giri circa indicati.Le sospensioni (davanti ci sono ora molle di maggiore diametro e barra stabilizzatrice più piccola), in combine col sistema G-Vectoring (che quando il conducente sterza in uscita di curva, applica una leggera forza frenante alle ruote esterne, e micro-regolazioni della coppia per stabilizzare il veicolo), lavorano molto bene: da un lato assorbono perfettamente le asperità del manto stradale, compresi i temibili sampietrini romani; dall’altro, sostengono adeguatamente anche nella guida più spinta. Soprattutto nei cambi di direzione repentini e nelle “esse” più incisive, dove in genere si evidenziano cambi di carico importanti, direzionalità e precisione rimangono sempre più che buone.Da segnalare, infine, l’ottima resa del cambio manuale a 6 marce, preciso negli innesti e capace di esaltare, grazie alla rapportatura azzeccata, il lato più aggressivo di questa CX-3.
    Tutta la gamma Mazda: il listino completo LEGGI TUTTO