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”La decisione si è resa necessaria in conseguenza della inspiegabile indisponibilità del Governo ad inserire le piccole e piccolissime imprese di gestione a cui sono affidati gli impianti, nel novero delle categorie che beneficiano dei provvedimenti di sostegno inseriti nei diversi Decreti Ristori”. Si giustificano così, in comunicato stampa condiviso, le Organizzazioni di categoria, Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio. La decisione in questione riguarda il grande sciopero, della durata di ben tre giorni, dei benzinai. Dalla sera di lunedì 14 dicembre fino alla mattina di giovedì 17, gli impianti di distribuzione carburanti, sia in rete ordinaria sia su viabilità autostradale, saranno chiusi.
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Fallimento piccole imprese di gestione
Continua il comunicato di Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio: “La distribuzione carburanti è classificata come servizio pubblico essenziale, dovendo garantire, pur nelle attuali come già nelle passate circostanze emergenziali, la continuità e regolarità dell’attività, nell’interesse della collettività, per consentire lo spostamento delle persone ed il trasporto di ogni genere di merci”. Ma quali sono le conseguenze per i gestori? Su questo punto dibattono molto i sindacati: “Ne consegue che i gestori, oltre a subire contrazioni drammatiche del proprio fatturato per effetto delle restrizioni alla mobilità e del coprifuoco notturno, non hanno alcuna possibilità di contenere i notevoli costi fissi necessari a mantenere l’attività di distribuzione a disposizione del pubblico. Ciò che, già in questi giorni, sta causando sul territorio chiusure incontrollate e forzate, a causa della mancanza di liquidità e della impossibilità di acquistare forniture di prodotti”.
Non è la prima volta che i benzinai mettono in atto uno sciopero dopo la pandemia: la crisi causata dal Covid ha duramente colpito questo settore, “Fatti che preludono – si conclude il comunicato – all’ormai prossimo progressivo fallimento delle piccole imprese di gestione, con riflessi drammatici sui livelli occupazionali del settore che dà lavoro a quasi 100.000 persone”.
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Il pilota spagnolo si è sottoposto al terzo intervento a causa di problemi riscontrati durante la riabilitazione. Tempi lunghi per il rientro, previsto non prima del prossimo maggio LEGGI TUTTO
ROMA – L'”annus horribilis” di Marc Marquez non ha fine. Le indiscrezioni diventano realtà e come conferma la Honda in una nota, il 27enne di Cervera si è sottoposto ieri a un terzo intervento al braccio destro “a causa della lenta guarigione dell’osso dell’omero”: il trattamento con onde d’urto adottato per il pilota spagnolo non ha infatti dato gli esisti sperati. Già da tempo si parlava di un possibile nuovo intervento e le voci erano diventate più insistenti proprio ieri, quando il Cabroncito è stato scovato a Madrid per quello che sembrava solo un consulto. Alla fine Marquez è andato sotto i ferri all’Hospital Ruber Internacional per la pseudoartrosi dell’omero destro: operazione durata otto ore, durante le quali l’equipe medica ha rimosso la placca precedente e ne ha inserito una nuova “con l’aggiunta di un innesto osseo di cresta iliaca con lembo libero corticoperiostale”.
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MotoGp, Marc Marquez sta pensando a un nuovo intervento
La caduta e l’azzardo
Il calvario del Cabroncito è iniziato il 19 luglio scorso, nel Gran Premio di Spagna che ha inaugurato il motomondiale 2020, quando a causa di una caduta ha riportato una frattura all’omero destro. Sottoposto a una prima operazione, Marquez ha provato a bruciare le tappe tornando in pista a Jerez a pochi giorni dall’intervento ma dopo aver preso parte alle libere ha dovuto gettare la spugna. Un azzardo pagato a caro prezzo, perché a inizio agosto è stato necessario finire di nuovo sotto i ferri: inizialmente si pensava che potesse tornare in sella nel giro di 2-3 mesi ma alla fine l’otto volte iridato è stato costretto a saltare l’intera stagione. I dolori al braccio non sono spariti, da qui il consulto e l’operazione di oggi. Dalla Honda bocche cucite sui tempi di recupero ma secondo la stampa spagnola Marquez resterà fermo per sei mesi, perdendosi i test invernali e le prime tre gare del 2021 (Qatar, Argentina e Americhe) per provare a rientrare proprio a Jerez il 2 maggio. Stando così le cose, alla HRC dovranno trovare un sostituto e il candidato numero uno per affiancare Pol Espargarò sembra Stefan Bradl, che già nella stagione appena conclusa ha fatto le veci di Marquez. Occhio però anche all’opzione Andrea Dovizioso, libero dopo l’addio alla Ducati, mentre è difficile che venga richiamato Alex Marquez, che dunque dovrebbe regolarmente salire in sella alla Honda LCR. LEGGI TUTTO
Per Audi Q3 e Q3 Sportback è tempo di accogliere l’ibrido plug-in. Le compatte lo fanno con la sigla TFSI e declinate nel livello di potenza maggiore che il sistema composto dal motore termico 1.4 litri turbo benzina e il motore elettrico è in grado di esprimere: 245 cavalli e 400 Nm dalla visione ibrida plug-in sui due suv compatti.
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Ultima generazione di TFSI e lanciata con A3 Sportback, inizialmente nello step 204 cavalli e la medesima formula tecnica. Il motore elettrico su Q3 TFSI e si trova installato sul cambio doppia frizione 6 marce, innestato da un frizione dedicata, dalla quale passa il supplemento di coppia lungo la linea di trazione e dal quale operare nei panni di alternatore.
Vantaggi ‘green’: il recupero d’energia
C’è la tecnica di scuola Audi e-tron, oltre ai servizi di ricarica, l’accesso alla rete pubblica Audi e-tron Charging Service. Segnatamente, i due Q3 TFSI e adottano il recupero in frenata dell’energia cinetica, trasformata in energia elettrica fino a 40 kW; non manca l’ottimizzazione dell’efficienza, con i freni elettroidraulici e l’eliminazione della coppia residua in frenata, grazie a un maggior distanziamento delle pastiglie dai dischi freno: minori attriti e una frenata comunque sempre pronta, per l’attuazione elettrica e l’operato congiunto tra decelerazione assistita dal motore elettrico e frenata idraulica combinata.
Q3 Sportback TFSI E, quanto dura l’autonomia
Quanta autonomia dichiarano Audi Q3 Sportback TFSI e il gemello dalle curve strettamente suv, senza inclinazioni coupé? Grazie ai 13 kWh della batteria il motore elettrico percorre fino a 51 km, con un’andatura massima di 140 km/h.
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Audi Q3 e Q3 Sportback mild hybrid: GLI SCATTI
Vanta una bella verve per le prestazioni dichiarate, la proposta ibrida plug-in Q3: 210 orari di velocità massima e 7”3 in accelerazione sullo zero-cento, numeri ai quali sommare la funzione “boost”, di massima potenza del sistema per 10 secondi se il selettore Audi drive select è in posizione dynamic e il cambio in modalità S.
Tra ibrido, elettrico e i programmi Battery
Il funzionamento in elettrico puro è selezionabile tra le modalità di guida, al di là dei profili di risposta del motore, cambio, assetto, personalizzabili dall’Audi drive select. Alternativo a EV è il funzionamento Auto, una modalità ibrida dalla gestione affidata completamente all’elettronica, in grado di decidere quale sia la strategia ottimale di ricorso al motore termico e quello elettrico: le emissioni di Co2 si attestano sui 32 g/km, valore dichiarato da Audi e riferibile a una batteria carica, così da sfruttare l’autonomia in elettrico.
Altre due modalità permettono di privilegiare ora la guida esclusivamente con motore termico – i 150 cavalli del turbo benzina 1.4 litri – ora di incrementare la carica della batteria; la prima fattispecie è propria del programma Battery Hold, che preserva la carica della batteria per un utilizzo successivo, la seconda, in Battery Charge, oltre a non consumare energia incrementa la carica della batteria durante la guida senza
Ricarica domestica e tariffe di consumo
Operazioni di ricarica che avvengono durante la guida o dalla presa domestica, a corrente alternata e fino a 3,6 kW e 400 volt di tensione, scenario ottimale della ricarica in casa, per la quale in meno di 4 ore si ha il 100% della carica. Un utilizzo facile delle ibride plug-in che va oltre le possibilità di programmare la ricarica, controllare lo status, l’autonomia residua, tutto via app myAudi, che replica i servizi Audi connect accessibili dall’infotainment.
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Ricarica facile con le soluzioni integrate che sul mercato italiano Audi propone ai clienti con il supporto di Alpiq e una tariffa di consumo flat, tutto incluso con 5.000 kWh di energia in un anno, a un prezzo di 110 euro più iva e imposte, della soluzione standard. In termini concreti, al costo di 4,40 euro al giorno si avrà l’equivalente di una carica da 0 al 100% della batteria del proprio Q3 Sportback TFSI e ogni giorno dell’anno. LEGGI TUTTO
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