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    Nuova Toyota Aygo, apparsi i primi muletti di sviluppo

    Toyota Aygo è da sempre simbolo e sinonimo di citycar e continuerà ad esserlo anche nel prossimo futuro. La Casa giapponese, infatti, produrrà la terza generazione in Repubblica Ceca – nel sito produttivo di Kolin -, rilevato di recente dall’Azienda nipponica. 

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    NUOVA AYGO, LOOK DA CROSSOVER
    Su strada appaiono i primi muletti di sviluppo, con carrozzeria definitiva, a indicare la direzione dello sviluppo. Le foto spia diffuse su Instagram da Wilcoblok, immagini di @i_am_stevo, dicono di una nuova Aygo apparentemente destinata ad avere un altezza da terra maggiore del solito, probabilmente per creare un look da crossover. Tuttavia, potrebbe tradire la prospettiva dello scatto.

    Del muletto spiccano altri elementi chiave del design, sotto mascherature dalle quali si intravedono alcuni dettagli: il frontale probabilmente ancora con un inserto tra fari e fascia paraurti a disegnare una X, la fiancata con le cinque porte e il taglio spigoloso del finestrino posteriore. Minimo elemento, ma segnale di una maggiore attenzione costruttiva al netto del contenimento assoluto dei costi, l’adozione del doppio tergicristallo.
    PRESENTAZIONE ATTESA PER FINE 2021
    Saranno differenti anche le proporzioni, una due volumi ben definita in quello anteriore, sotto al quale è atteso un motore benzina aspirato e, solo in un secondo momento – probabilmente a metà del ciclo vitale – la possibilità che nuova Toyota Aygo diventi anche citycar elettrica.
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    La presentazione della Aygo è attesa tra fine 2021 e inizio 2022. LEGGI TUTTO

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    Bike sharing, ripresa post-Covid lenta: le cause

    La mobilità post-pandemia in Italia, soprattutto dal punto di vista del bike sharing, si sta sviluppando secondo pieghe diverse. Ad analizzarla, è stato il IV Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility, che ha fornito i numeri del 2019 e i primi dati offerti dal 2020 riguardo il tema.

    Bike sharing, 2019 più che positivo
    Concentrandoci esclusivamente sul bike sharing, il primo dato da sottolineare è che nel 2019 il settore è ampiamente cresciuto sia come città servite che per numero di esemplari circolanti (12,5 milioni di utilizzi, record). Ed è la modalità flee floating, “a flusso libero” (quella che non prevede stalli di presa e rilascio dedicati) quella che ha registrato l’aumento maggiore, +150% rispetto al 2017. I servizi flee floating, tra cui rientrano anche le biciclette, sono preferite per i percorsi molto brevi, nel 73% dei casi entro 500 metri e con un tempo di percorrenza inferiore ai 5 minuti nell 50% e oltre dei casi.
    Un 2020 difficile
    Il 2020 propone numeri diversi. Il bike sharing è tornato ai livelli pre-Covid solamente a settembre 2020, almeno nelle maggiori città italiane. Se però l’analisi diventa più specifica, ci sono profonde differenze. I noleggi, in media, sono infatti aumentati a Milano e Palermo, mentre invece le altre città hanno conosciuto una netta diminuzione, con Roma al primo posto di questa classifica negativa. I motivi sono sostanzialmente due: lo smart working, che ha necessariamente “tolto” dalle strade tantissimi potenziali utenti; e il sempre più crescente utilizzo dei monopattini elettrici.
    Monopattini elettrici, pericolo o nuova mobilità? Il confronto
    Lo studio ha riportato un dato significativo per spiegare il vantaggio dei monopattini rispetto alle biciclette: a parità di tempo medio di noleggio (9,6 minuti per entrambi), infatti, con la bicicletta si percorre una distanza media di 900 metri, mentre il monopattino elettrico si spinge fino a 1,6 km. Una differenza netta e sostanziale. Vedremo se in futuro i valori potranno essere ribaltati. LEGGI TUTTO

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    Volkswagen ID.4 GTX, suv elettrico da 306 cv

    Dopo aver presentato GTI, GTD e GTE, ad occupare il tassello dei suv sportivi in chiave elettrica sarà Volkswagen ID.4 GTX. Destinato ad arrivare sul mercato italiano nel corso del 2021 – con presentazione ufficiale prevista in primavera -, il suv tedesco sarà dotato di due motori elettrici capaci di sviluppare 306 cv complessivi (204 cv dati dal motore posteriore e 102 da quello posto sull’avantreno), che gli consentiranno di scattare da 0 a 100 km/h in appena 8,5 secondi.

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    Foto Volkswagen ID.4

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    Pacco batterie da 77 kWh
    Maggior potenza che avrà sempre un pacco batterie da 77 kWh, come già le versioni due ruote motrici di ID.4. Vorrà dire barattare una quota dell’autonomia di marcia in favore di prestazioni sportive, che sullo zero-cento orari si attesteranno poco sopra i 6”, per un miglioramento di 2”3 rispetto alle ID.4 due ruote motrici 204 cv.
    Le percorrenze massime dovrebbero posizionarsi sui 470 km, un valore che, se confermato, rappresenterebbe una diminuzione di circa 50 km rispetto al miglior dato dichiarato, di 520 km, su ID.4 1st Edition.
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    L’ampliamento dell’offerta ID.4 con la GTX, diversamente da quanto vorrebbero alcuni rumours di stampa, sarebbe un progetto diverso dal suv ID.4 dal design posteriore simil-coupé, per il quale potrebbe essere ID.5 la sigla del debutto sul mercato. LEGGI TUTTO

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    GP Abu Dhabi, Vettel: “Terzo ferrarista più vincente, peccato per il titolo”

    ABU DHABI – “Me ne vado come terzo ferrarista con più vittorie (dietro a Michael Schumacher e Niki Lauda), ma il nostro obiettivo non era quello, era più ambizioso. E non l’abbiamo centrato. Per me il capitolo finisce qui, ne comincia uno nuovo con un’altra squadra”. Sebastian Vettel parla così della fine della sua avventura in Ferrari alla vigilia del Gran Premio di Abu Dhabi.

    Malesia speciale
    Il quattro volte campione del mondo fa un salto indietro e ricorda i suoi 6 anni con la Rossa:”La prima vittoria in Malesia nel 2015 è stata speciale. Ma anche vittoria a Monaco nel 2017, o quella in Canada nel 2018” le parole di Vettel. “Ci sono diverse vittorie tra cui scegliere. Non abbastanza, ma i momenti emozionanti sono stati molti. E nel frattempo in squadra molte sono cambiate, sono cambiate le persone al comando. L’atmosfera nel garage però è rimasta sempre la stessa, non ci sono state vere rotture”.
    Il pilota tedesco poi spiega il significato di essere un pilota di Maranello: “Pressione? Sono stato il primo a rendermi conto del significato di far parte della Ferrari. Come quando per esempio la macchina è finita nella ghiaia in Germania nel 2018: ero amareggiato e non avevo certo bisogno di sapere quanto scontenti sarebbero stati scontenti i fan. Della pressione all’esterno non ho mai avuto bisogno”, conclude il pilota tedesco. LEGGI TUTTO

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    GP Abu Dhabi: Binotto torna in Italia

    ABU DHABI – Mattia Binotto, team principal della Ferrari, è tornato in Italia dopo aver accusato un malessere a Sakhir e non sarà così al muretto nel Gran Premio di Abu Dhabi in programma domenica prossima sul circuito di Yas Marina.

    Misure precauzionali
    Il numero uno di Maranello, come riferito dal sito specializzato Motorsport.com, ha deciso di tornare in Italia per quello che dovrebbe essere normale un malanno di stagione. Binotto, come in Turchia e Bahrain, verrà sostituito dal direttore sportivo della Ferrari Laurent Mekies e non potrà assistere all’ultimo gran premio sulla Rossa di Sebastian Vettel. LEGGI TUTTO