F1, Giovinazzi: “Nel 2020 sono migliorato moltissimo”
Il pilota pugliese commenta la stagione 2020 dando uno sguardo anche al futuro: “Quello che voglio fare l’anno prossimo è un ulteriore passo avanti” LEGGI TUTTO
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Il pilota pugliese commenta la stagione 2020 dando uno sguardo anche al futuro: “Quello che voglio fare l’anno prossimo è un ulteriore passo avanti” LEGGI TUTTO
Il Mito, il Sogno Americano, Easy Rider, le canzoni. Tutto questo passa su una strada, “la” strada. Ovviamente parliamo della Route 66, scenario mitologico dell’età dell’oro a stelle e strisce che sta per trasformarsi in un qualcosa di nuovo: la pista ciclabile più lunga al mondo.
12 STATI AMERICANI
Il progetto si chiamerà “The Great American Rail Trail” e coprirà 6.000 chilometri in 12 Stati partendo dal Maryland. I ciclisti potranno percorrere le vie dell’oro, panorami meravigliosi e paesaggi da cinema d’autore grazie all’iniziativa dell’organizzazione Rails-to-Trails Conservancy di Washington, che ha cominciato a lavorare all’idea da circa un anno. Gli esperti sono al lavoro e stanno analizzando 300 diversi tracciati: un programma per cui sono arrivati già 18 milioni di dollari di finanziamenti e nel quale confluiscono 125 sentieri. Non è un’opera facile da realizzare, ci vorranno diversi anni di lavoro ma le basi sono fissate: Maryland, Illinois e Pennsylvania saranno i primi ad inaugurare i percorsi.
ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA
Le stime parlano di un introito di 138 miliardi di dollari, destinati in gran parte alle comunità locali che ospiteranno la pista ciclabile. L’iniziativa darebbe nuovo lustro alla Route 66 e al turismo a due ruote: attraversare il Paese a stelle e strisce diventerà oggetto di desiderio dei visitatori di tutto il pianeta, che almeno una volta vorranno provare le sensazioni di un viaggio unico raccontato mille volte nei libri, nei film e nelle canzoni storiche.
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La bicicletta targata Bianchi del compianto Marco Pantani stacca ancora una volta gli inseguitori e fugge in volata, conquistando il miglior risultato anche in un asta dedicata ai memorabilia sportivi organizzata da Aste Bolaffi. Infatti, una delle bici con cui il campione gareggiò nel Tour de France 2000 è stata battuta all’asta per ben 66 mila euro, oltre il doppio del valore iniziale con cui era stata stimata. Ad aggiudicarsela è stato il CT della Nazionale azzurra di ciclismo Davide Cassani e la sua cordata.
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Pantani, battuta per 66 mila euro la bici con cui gareggiò al Tour de France 2000
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LA BICI DELL’ULTIMO TOUR
L’asta dedicata ai memorabilia sportivi ha realizzato un totale di 530 mila euro, con il 90% dei lotti venduti. Oltre a numerosi cimeli, però, quello a cui era più interessata la cordata DC’s friends del CT azzurro – in costante aggiornamento telefonico con un importante imprenditore italiano che si è offerto di sostenere la causa – era proprio la bellissima bici con cui Pantani affrontò il suo ultimo tour, quello dell’ultimo sogno di riscatto andato ad infrangersi sul Col de Chatillon-Cluse. Proprio in quell’ultima salita di quell’ultima tappa alpina, quando dovette arrendersi al passo dell’americano Lance Armstrong.
“I 37 cimeli della Mercatone Uno – fa sapere Aste Bolaffi – sono stati tutti venduti totalizzando complessivamente 161.000 euro commissioni escluse. Anche per la seconda bici, quella preparata per la prova su strada delle Olimpiadi di Sydney del 2000, i concorrenti si sono dati battaglia fino all’ultimo con decine di offerte online che hanno fatto lievitare il prezzo fino a 46.000 euro. Tra gli altri migliori risultati della sezione ci sono le due maglie autografate da Pantani con dedica a Romano Cenni, la rosa dell’81esimo Giro d’Italia e la gialla del Tour de France del 1998, acquistate rispettivamente a 9.500 euro e 11.000 euro. Le offerte per i lotti del ciclismo sono arrivate da tutta Europa.”
Alla causa ha aderito anche la stessa casa d’aste, che ha donato al gruppo l’equivalente delle commissioni pari al 25% da aggiungere al prezzo di martello. Ora, la bici di uno dei più grandi campioni italiani troverà la sua destinazione finale presso lo Spazio Pantani di Cesenatico, il luogo più adatto ad accogliere un cimelio di così grande valore storico sportivo. LEGGI TUTTO
LONDRA – “Credo sia stato uno degli anni più difficili della mia carriera, se non il più duro, a causa dell’isolamento che abbiamo dovuto affrontare”. Parla onestamente Lewis Hamilton quando analizza la stagione di Formula 1 che lo ha visto impegnato in tantissime sfide dentro e fuori i circuiti.
Grazie alla Formula 1
Il campione del mondo afferma che le sfide al di fuori dei tracciati sono state molto più intense di quelle in pista dove il pilota inglese ha dominato: 11 vittorie su 17 gare totali lo hanno portato a centrare il settimo titolo raggiungendo così Michael Schumacher: “Come detto è stato è un anno particolarmente duro” ammette Hamilton che, oltre alla situazione legata al Coronavirus, ha dovuto affrontare quella del movimento Black Lives Matter di cui è stato grande promotore. “Siamo stati isolati dal resto del mondo e molte persone sono purtroppo morte. Ringrazio però la Formula 1 per averci dato modo di correre in sicurezza”. LEGGI TUTTO
Il campione del mondo ammette che la stagione appena trascorsa è stata molto complicata soprattutto per gli eventi fuori dalla pista LEGGI TUTTO
Da quel 29 dicembre 2013, la famiglia si è stretta intorno al sette volte campione del mondo, non lasciando trapelare nulla sul suo stato di salute LEGGI TUTTO
Dopo più di mezzo secolo, inizia il futuro di V7 in casa Moto Guzzi. A gennaio 2021 saranno presentate le nuove versioni V7 Stone e V7 Special. Un rinnovamento a tratti fedele, a tratti profondo.
Il nuovo corso parte dalla denominazione: le versioni dal ritorno sul mercato nel 2007 erano caratterizzate dalla classificazione progressiva dei modelli con numeri romani; da oggi, invece, si cambia.
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Moto Guzzi V7 Stone e V7 Special: scatti
POTENZA E COPPIA AUMENTATE
Il motore delle nuove V7 è derivato da quello della Tuttoterreno V85 TT, capace di ottime prestazioni e in generale molto efficiente. Potenza massima aumentata del 25% con 65 Cv scaricati a terra a 6.800 giri/min; coppia massima di 73 Nm a 5.000 giri, con l’80% della coppia disponibile già a 3.000 giri; anche la cubatura è maggiore rispetto al passato.
LE NOVITà
Nelle nuove versioni sono state completate le dotazioni ed è stato rinnovato lo styling dei tubi di scarico, per un impatto estetico dominato dalla trasmissione a giunto cardanico maggiorata sul posteriore, oltre alla ruota posteriore più grande e alla coppia di ammortizzatori Kayaba per una guida più comoda.
Nuovi anche i fianchetti e il parafango posteriore – più corto. Il telaio si evolve anch’esso, grazie all’aggiunta degli elementi in acciaio nella zona del cannotto di sterzo. Inediti i supporti per le pedane del pilota.
UGUALI MA DIVERSE
Moto Guzzi V7 proietta la sagoma dell’aquila con il nuovo impianto di illuminazione full LED del faro anteriore, mentre a livello di strumentazione le due versioni si differenziano l’una dall’altra: la Stone completamente digitale con singolo quadrante circolare; la Special mantiene l’analogico a doppio quadrante (tachimetro e contagiri). Diverse anche le dotazioni dei cerchi, in alluminio (Stone) e a raggi (Special). Moto Guzzi si rivolge anche ai neopatentati, con la versione depotenziata con controllo di trazione MGCT regolabile e disinseribile.
COLORI E CIFRE
In base al proprio gusto, gli appassionati potranno scegliere diverse colorazioni per le V7: Stone offre le varianti Nero Ruvido, Azzurro Ghiaccio e Arancione Rame; Special si presenta in Blu Formale o Grigio Casual. Per quanto riguarda i prezzi, V7 Stone sarà disponibile da gennaio 2021 a 8.840 euro f.c. mentre V7 Special parte da 9.140 euro f.c. Tutte le informazioni sul sito ufficiale e nei punti vendita autorizzati Moto Guzzi.
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Il 29 dicembre 2013 il sette volte campione del mondo cadde mentre era sugli sci sbattendo la testa su una roccia. Da quel momento poche notizie: silenzio assordante da parte della famiglia LEGGI TUTTO