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    Lexus e-TNGA, SUV elettrico in arrivo nel 2021

    Il 2021 in casa Lexus si apre con alcune importanti anticipazioni. Oltre al contributo apportato a Toyota nel corso del 2020 infatti – quello che le è valsa la nomina di primo costrutture al mondo con ben 718.715 vetture -, le novità più interessanti riguarderanno un nuovo progetto full electric – di stampo sport utility – basato su architettura e-TNGA (alla quale avrà accesso anche Subaru), che potrà contare su ben due motori elettrici e una potenza di  200 cv per ciascun motogeneratore.

    LANCIO ATTESO PER QUEST’ANNO
    La show car della quale Lexus regala un altro teaser ha le fattezze – se crossover sarà – di un progetto altamente emozionale, come racconta l’andamento della linea del tetto. Davanti si è già apprezzata la fedeltà agli stilemi evoluti intorno alla calandra a clessidra, al retrotreno si scopre un nuovo impianto stilistico, per linee orizzontali, che potrebbero diventare futuri stilemi del marchio.
    A margine della presentazione dei risultati 2020, Lexus ha confermato il lancio di un nuovo modello quest’anno (il suv elettrico a batterie), in una spinta di rinnovamento che proseguirà anche nel 2022.
    Detto di una riorganizzazione in atto della gamma che concentrerà sempre più le attenzioni sui suv e crossover, perlomeno in Europa, Lexus ha coperto ben l’81% dei volumi di vendita con questa tipologia di carrozzeria – da modelli come Lexus NX a Lexus UX, fino al più grande Lexus RX -.
    Sfoglia il listino Lexus di Auto.it: tutti i modelli sul mercato
    La quasi totalità delle vendite europee, nell’area centrale e occidentale, è frutto di motorizzazioni ibride (96%). Sebbene in calo del 19% le vendite nel Vecchio continente, la quota di mercato è cresciuta per attestarsi su cifre mai così elevate per Lexus: al 2,3% del mercato premium, con un 3% raggiunto tra l’utenza privata. LEGGI TUTTO

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    Tesla Model S, la cloche alla Supercar? Tutta italiana

    Elon Musk. Un nome che continua a riecheggiare all’interno del mondo dell’automotive… e non solo. A confermarlo,  l’ultima trovata del boss Tesla presentata insieme al restyling della Model S. Nei rendering divulgati, infatti, a far discutere è stato un particolare che sembra uscito direttamente dalla serie tv Knight Rider, un volante con la forma di una cloche. Tuttavia, non è poi così rivoluzionario come si crede.

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    Tesla Model S 2021 e Tesla Model X restyling

    COME NEL TELEFILM
    Tutto ruota, è il caso di dire, attorno al volante. Musk ha scelto di ripensare al concetto di volante, sostituendo la corona con una cloche vista solo sui prototipi futuristici mostrati ai Saloni e su KITT, la Pontiac nera protagonista del telefilm degli anni ’80.
    Foto fittizia per creare clamore e attesa attorno al modello scatenando discussioni tra gli appassionati e haters? Optional che verrà usato su richiesta? Questo è tutto da vedere perché, al momento, notizie ufficiali sull’omologazione del dispositivo in Europa e USA non ce ne sono. Inoltre, è vero che questo rende azionabili i comandi senza staccare le mani, ma il disegno della cloche lascia immaginare a una forzatura della loro posizione. Le mani restano fisse, si rischia l’incrocio in percorrenza di curva, senza citare manovre in retromarcia… Staremo a vedere.
    PRIMA VENNE NARDI
    Elon Musk è geniale nel trovare sempre il modo per far parlare dei suoi prodotti, anche quando non ci sono, ma ecco, su questo argomento è arrivato secondo. Infatti, alla futuristica cloche ci aveva già pensato un’azienda nostrana, con un concetto molto più innovativo e pratico.
    Nardi, lo storico produttore italiano di volanti, aveva presentato il Two Spokes nel 2007, cloche progettata per non spostare mai le mani dalla posizione ideale, la classica 9:15.
    Il dispositivo si basa sull’idea di rimpicciolire l’impugnatura (il manubrio monorazza ha un diametro di appena 33 cm) per rendere più visibile la strumentazione e sul funzionamento tramite due impugnature ai lati che ruotano su se stesse. In questo modo le mani non solo non si staccano, ma lo strumento può essere utilizzato anche con una mano sola (tipo pomello degli sterzi dei camion) rendendolo adatto per la guida dei portatori di handicap.
    Ed è applicabile a tutte le auto che non abbiano restrizioni specifiche definite sul libretto.
    Ultima cosa: è reale, non un rendering.

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    Nardi Two Spokes LEGGI TUTTO

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    Progetto Bloodhound, per il record di velocità servono 8 milioni di sterline

    Nuovi compagni d’avventura, o tutto finirà presto. Il progetto Bloodhound ha le ore contate e già è stato salvato, nel 2018, dall’intervento di Ian Warhurst e la sua Grafton LSR; oggi il Covid si è rivelato un ostacolo molto difficile da superare ed è iniziata la ricerca di nuovi partner per non essere costretti a far tramontare l’idea di un’auto a reazione che tocchi quota 1.000 miglia orarie.

    ANCORA LONTANO IL RECORD
    La holding presieduta da Warhurst, Grafton LSR, è in vendita dopo l’uscita dal progetto Bloodhound, che nel 2019 aveva compiuto il primo passo verso il record di velocità su terra: 600 mph (965 km/h) nei test di velocità in Sudafrica, poi il Coronavirus ha fermato il mondo. Ora, se non si troverà un acquirente per Grafton LSR, Bloodhound sarà parcheggiata in un deposito e probabilmente non ne uscirà mai più. Secondo il calendario del team, l’auto a reazione dovrebbe riuscire a sfondare quota 1.000 mph (1.609 km/h) nel 2022, raggiungendo lo scopo della cifra tonda e naturalmente del nuovo record mondiale, oggi fermo a 763 mph (Thrust SSC nel 1997). Il prossimo step di Bloodhoud sarebbe quello di implementare il razzo monopropellente su misura derivato dall’Eurofighter Typhoon, che consentirebbe di arrivare a 800 mph. Questa fase del lavoro necessita di un investimento di 8 milioni di sterline, l’ostacolo più grande dopo la crisi economica scaturita dalla pandemia.
    WARHURST: “ABBIAMO CREATO LAVORO”
    Warhurst cerca dei partner: “L’idea era di provare che la cosa potesse funzionare, poi ottenere una sponsorizzazione che ci avrebbe portato all’ultima parte del viaggio, ma questo non è successo. Il Covid ci ha reso la vita molto difficile. La gente mi chiede se i soldi sono stati sprecati. Io non credo: abbiamo dato lavoro a delle persone, quelle persone e quelle imprese hanno pagato le tasse, quindi è stato un bene per il paese. È frustrante dover fare un passo indietro, perché il prossimo passo è la tecnologia d’avanguardia. È lì che usiamo la migliore tecnologia delle batterie e i migliori motori elettrici, dove usiamo la stessa tecnologia dei razzi che usano per mettere in orbita i veicoli spaziali”.
    Il pilota di Bloodhound Andy Green, recordman di velocità su terra, ha detto: “Abbiamo lanciato Bloodhound proprio quando è scoppiata la crisi bancaria del 2008, e siamo sopravvissuti. Abbiamo fatto il nostro primo shakedown proprio quando le preoccupazioni della Brexit stavano raggiungendo l’apice, e siamo sopravvissuti a questo per fare 628 miglia orarie in Sud Africa. Più recentemente, il Covid ci ha buttato giù di nuovo ma ci rialzeremo e continueremo a combattere”.
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