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    Porsche 911 GT3, motore e aerodinamica da competizione

    Ala posteriore, un esordio
    Aerodinamica e motore sono le aree principali di sinergia tecnica. Dall’aerodinamica si parte per raccontare l’inedita soluzione – perlomeno sulle Porsche stradali – dei supporti dell’ala posteriore rovesciati, a collo d’anatra. Sorreggono il piano dell’ala dalla parte superiore, due bracci in alluminio che, così facendo, liberano spazio nella zona inferiore del profilo, permettendo un miglior  scorrimento dei flussi in una zona molto sensibile dell’ala. 
    I vantaggi? Anzitutto di ridotto “lift”, portanza, oltre a un bilanciamento maggiore. Poter far correre i flussi rapidamente nella zona bassa dell’ala permette un funzionamento ottimale tra parti del profilo sulle quali diversa è la velocità e pressioe dei flussi, fattori dai quali si ottiene parte del carico aerodinamico.
    “Abbiamo sviluppato l’aerodinamica della nuova 911 GT3 in circa 700 simulazioni, abbiamo passato più di 160 ore impegnati in regolazioni di fino della macchina in galleria del vento.
    La nuova 911 GT3 sviluppa oltre il 50% in più di carico rispetto al modello precedente, a 200 km/h e nei parametri impostati di fabbrica.
    Se si opera in configurazione di massimo carico, il dato incrementa fino al +150%”, spiega l’ingegnere Mathias Roll.
    I test in galleria del vento
    Assetto aerodinamico variabile, con l’ala posteriore che può essere regolata su 4 diversi valori di incidenza del bordo d’attacco del profilo e, contestualmente, quattro valori differenti operano sul diffusore frontale per gestire i flussi d’aria che investono il sottoscocca. Essenziale bilanciare gli assi per il bilanciamento aerodinamico omogeneo tra anteriore e posteriore. “Non solo i componenti sono davvero simili a quelli impiegati nelle nostre auto da corsa, anche i metodi di sviluppo sono molto simili. 
    Nella galleria del vento di Weissanch non simuliamo solo la marcia rettilinea ma anche ogni situazione immaginabile di guida. Facciamo inclinare la macchina lateralmente, in beccheggio e in imbardata, per simulare l’impatto fisico della pista”. E sono condizioni che incidono sul comportamento aerodinamico, il cosiddetto bilanciamento.
    Boxer: caratteristiche
    Dall’aerodinamica al motore, per raccontare lo sviluppo del boxer 6 cilindri 4 litri aspirato, passato da 600 test sulle emissioni inquinanti nella fase di sviluppo – molto più stringenti che non al tempo dello sviluppo della precedente 911 GT3, rispetto alla quale il nuovo modello è comunque 10 cv più potente -. Un motore che si differenzia dall’unità da corsa per l’impianto di scarico e la centralina, dicono i tecnici Porsche.
    Un motore caratterizzato da cuscinetti dell’albero motore maggiorati, rivestimento dei cilindri al plasma, controllo della valvola dell’acceleratore per ciascun cilindro, controllo delle valvole Variocam e lubrificazione a carter secco, un must per un progetto da pista. Per avere un’idea dell’affidabilità di un tale motore, sono sufficienti pochi dati: al banco sono state condotte sessioni per oltre 22 mila ore, simulando specifici profili dei circuiti e con un’alta percentuale del tempo trascorso con acceleratore in pieno.
    Dai banchi di prova alla realtà, il long run di 5.000 km effettuato a Nardò, impianto di proprietà Porsche, stabilmente a 300 km/h e con le uniche pause dettate dalle esigenze di rifornimento. LEGGI TUTTO

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    Skoda Octavia Sportline, wagon e berlina più dinamica

    Skoda Octavia Sportline è la nuova variante della wagon e berlina boema, un allestimento che si integra in gamma a Ambition, Executive, Style e RS. Una versione sportiva che aveva già esordito su altri modelli Skoda, e che oggi esordisce sulla nuova Octavia (leggi la prova su strada) per abbinarsi a tutte le motorizzazioni.Guarda la gallerySkoda Octavia Wagon, la prova FOTO
    Benzina, metano, turbodiesel, PHEV
    Livelli di potenza che oscillano tra i 115 cavalli del turbodiesel 2.0 TDI e i 204 cavalli dell’ibrido plug-in, passando per il benzina 1.5 litri mild hybrid 150 cavalli, il bifuel a metano Skoda Octavia G-Tec da 130 cavalli e le soluzioni diesel, tutte 2.0 TDI, da 150 e 200 cavalli.
    Il look
    La personalizzazione estetica interessa gli esterni con una serie di elementi in nero lucido, a cominciare dalla calandra – cornice e griglia – proseguendo con le applicazioni sul paraurti, le calotte degli specchietti, il finto diffusore con cromature e il lettering Skoda.
    Ampia la possibilità di scelta sul design e dimensioni dei cerchi in lega. I 17 pollici, con finitura lucida, sono il set di serie, in alternativa largo ai 18 pollici Vega e ai 19 pollici Taurus, specifici dell’allestimento Octavia Sportline.
    Dentro
    Detto dei contenuti di sicurezza e assistenza alla guida optional, dal Crew Protect Assistant al sistema Collision Avoid Assistant, a bordo di Octavia Sportine la novità è rappresentata dai sedili sportivi con poggiatesta integrato allo schienale e rivestimenti in Thermoflex. Il volante tre razze multifunzione è anch’esso un contenuto standard, mentre il controllo dell’assetto DCC, in grado di modificare tra gli altri anche la rigidità degli ammortizzatori, è offerto tra gli optional.
    Sul mercato italiano, Skoda Octavia Sportline verrà commercializzata a partire dal mese di maggio. LEGGI TUTTO

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    ePrix di Roma, Audi in cerca il riscatto

    Da Riad, Audi, è ripartita con un magro bottino. Punti buoni quelli portati da Rene Rast, soprattutto in gara-1, conclusa al quarto posto con Di Grassi nono: quinto posto nel Costruttori, ottavo Rast nel mondiale Piloti.
    L’ePrix di Roma attende, con il circuito dell’EUR, spettacolare come nessun altro in calendario, che si è regalato un maquillage a estenderne la lunghezza fino ai 3.385 metri – seconda tracciatura più lunga nella storia della Formula E, dopo Pechino -, preservare le caratteristiche sezioni veloci e con saliscendi. Sabato 10 e domenica 11 aprile sarà teatro di due ePrix di certo movimentati, come sempre accaduto finora con la Formula E nella Capitale.
    Sforzi da ripagare
    Verso Roma, Audi procede sapendo di aver reso sotto al potenziale della FE07, con il nuovo motore elettrico sviluppato interamente dai tecnici Audi Sport. Unità che sarà sul prototipo impegnato alla Dakar 2022.
    “I risultati finora non riflettono la nostra vera forza. Tuttavia, tutte le Audi e-tron FE07 sono state veloci a Diriyah (quelle del team ufficiale come – e di più – le Envision Virgin Racing di Frijns e Cassidy; ndr).
    Con l’esperienza della prima gara, dei test supplementari e una preparazione intensa, abbiamo guadagnato una fiducia supplementare una molla nell’avanzare. Adesso vogliamo premiare il duro lavoro con i trofei”, ha chiarito Allan McNish.
    Rast, replica gradita
    Roma momento clou del campionato, dove René Rast sarà al debutto e con l’aspetto positivo di correre due ePrix nel week end: “Mi darà l’opportunità di osservare i dati dopo la prima giornata e imparare qualcosa per la seconda gara.
    Anche se non avremo il pubblico a seguirci, non vedo l’ora che arrivi il week end: sono stato molte volte a Roma e la città è straordinaria, poter correre su quelle strade è qualcosa di molto speciale per me”. LEGGI TUTTO