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    E-bike senza catena: ci prova Oyo

    Gli amanti della bici amano sporcarsi le mani quiando devo rimettere a posto la catena. Ma c’è anche chi ama la cinghia di trasmissione di cui sono dotate le e-bike e deve fare, quindi, il minimo sforzo. E poi c’è chi sta aspettando con curiosità il nuovo modello Oyo, a trasmissione idraulica e prodotto da BC Bikes, che di manutenzione dovrebbe averne davvero poco bisogno. Vediamo di cosa si tratta.
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    In fase di sperimentazione
    Oyo è ancora in fase di sperimentazione, quindi per vedere il lavoro completo dovremo aspettare un altro po’ di tempo. Ma intanto capiamo di cosa di tratta. L’e-bike sarà dotata di un sistema sigillato a circuito chiuso: qui la potenza della pedalata pompa fluido idraulico che a sua volta passa per i tubi di un motore elettrico da 250 watt posizionato nella parte posteriore della bici. In questo modo, oltre a dare la spinta per far muovere la ruota posteriore, farà muovere anche quella anteriore con il fluido che passa nella pompa.
    Il fatto di adottare un sistema di trasmissione idraulica permette al ciclista di non perdere troppo tempo dietro alla manutenzione della sua due ruote. Qui, le varie parti della bici, possono muoversi grazie a una trasmissione a variazione continua, passando con più facilità da un rapporto all’altro.
    Anche il sistema antifurto
    Oltre al motore elettrico già citato, troviamo anche un display sul manubrio, con i suoi cinque livelli di assistenza elettrica, telaio in alluminio, freni a disco idraulici Tektro e sistema di antifurto. La velocità massima raggiungibile è di 25 km/h, tenuta sotto controllo dai sensori integrati. Visto che si tratta di un modello in fase di sperimentazione (c’è una campagna di crowdfunding su Indiegogo), non sono ancora stati rilasciati dati precisi in merito alla durata della batteria (sappiamo che è al litio) e quindi anche all’autonomia della e-bike.
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    F1, FIA: “Al lavoro per riaprire circuiti al pubblico”

    ROMA – Ad oltre un anno dall’inizio della pandemia, il mondo dello sport è alle prese con il difficile compito di riportare il pubblico ad assistere alle competizioni. Anche la Formula 1 è stata colpita, e da mesi ha dovuto adattarsi ai Gran Premi senza spettatori. Adesso, con l’inizio delle campagne di vaccinazione, si è finalmente riaccesa una speranza, e la FIA pensa a riportare i tifosi alle gare, come del resto sta avvenendo anche in altri sport (si pensi alla UEFA, intenzionata a giocare i prossimi europei con gli stadi aperti almeno in parte). Vista la situazione a livello internazionale, tuttavia, non si tratta di una sfida semplice. “Dal punto di vista di un organizzatore, parlando della F1 e dei suoi spettatorei, averli presenti sugli spalti è una parte integrante dello sport, ma penso che debba essere fatto in modo sicuro, per non rischiare”, ha commentato Dr. Paul Rea, nuovo Head of Medical & Rescue della FIA.
    Le parole del direttore medico
    “Riportare gli spettatori sugli spalti in questo sport sarà ancora una sfida, ma vedremo come andranno avanti le vaccinazioni con l’avanzare della stagione e come i governi nazionali allenteranno le loro linee guida – ha detto Rea – Dal punto di vista delle squadre, quest’anno dovrebbe essere più gestibile rispetto a quello passato, perché tutti hanno familiarità con i protocolli. Un altro aspetto è che le linee guida nazionali, da paese a paese, si sono molto semplificate e sono molto più simili rispetto all’anno scorso, perché le persone hanno avuto più tempo per prendere confidenza con le linee guida”. LEGGI TUTTO

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    F1, FIA: “Riportare pubblico alle gare sarà una sfida”

    ROMA – Il mondo dello sport vuole riportare il pubblico negli stadi e agli eventi, a oltre un anno dall’inizio della pandemia. Vale anche per la Formula 1, che da mesi ha dovuto adattarsi ai Gran Premi senza pubblico. Ma ora, con l’arrivo dei vaccini, la FIA pensa a riportare i tifosi alle gare, come del resto sta avvenendo anche in altri sport (si pensi alla UEFA, intenzionata a giocare i prossimi europei con gli stadi aperti almeno in parte). Vista la situazione a livello internazionale, però, si tratta di una sfida complicata. “Dal punto di vista di un organizzatore, parlando dellae dei suoi spettatorei, averli presenti sugli spalti è una parte integrante dello sport, ma penso che debba essere fatto in modo sicuro, per non rischiare”, ha spiegato il dottor Paul Rea, nuovo Head of Medical & Rescue della FIA.
    Le parole di Rea
    “Un altro aspetto è che le linee guida nazionali, da paese a paese, si sono molto semplificate e sono molto più simili rispetto all’anno scorso, perché le persone hanno avuto più tempo per prendere confidenza con le linee guida – ha aggiunto il direttore medico – Riportare gli spettatori sugli spalti in questo sport sarà ancora una sfida, ma vedremo come andranno avanti le vaccinazioni con l’avanzare della stagione e come i governi nazionali allenteranno le loro linee guida. Dal punto di vista delle squadre – ha concluso – quest’anno dovrebbe essere più gestibile rispetto a quello passato, perché tutti hanno familiarità con i protocolli”.  LEGGI TUTTO

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    Triumph Scrambler 1200, un'edizione limitata per Steve McQueen

    Il mondo lo ha conosciuto come attore, come stuntman e anche come appassionato di auto da corsa. A lui in realtà piacevano, e non poco, anche le moto: e infatti è a Steve McQueen che è dedicata la nuova edizione limitata presentata da Triumph. Realizzata sulla base della Scrambler 1200 XE, la Steve McQueen Edition vanta una livrea dedicata e una serie di dettagli esclusivi.
    Elementi esclusivi, solo 1.000 esemplari
    Solo 1.000 unità per questo modello, ispirato all’originaria Triumph TR6 da competizione, resa celebre dalla scena del salto del filo spinato nel classico film del 1963 “La Grande Fuga”, con attore protagonista proprio McQueen. La moto, progettata in collaborazione con la famiglia dell’attore scomparso nel 1980, avrà un numero di serie inciso a macchina sul manubrio e un’esclusiva firma di Steve McQueen al laser. Inoltre, ogni esemplare verrà corredato da un certificato di autenticità, legato al numero identificativo del telaio della moto, firmato da Nick Bloor, CEO di Triumph, e dal figlio di Steve, l’attore Chad McQueen.
    Look classico
    Lo schema cromatico dedicato prevede serbatoio in Competition Green con incavi per le ginocchia spazzolati, raffinati filetti color oro dipinti a mano, loghi Triumph “heritage”, grafica serbatoio Steve McQueen, tappo serbatoio Monza in alluminio spazzolato e cinghia serbatoio in allumimio spazzolato. Gli accessori originali montati ex-fabrica includono il parafango anteriore in alluminio montato in posizione alta, in finitura Competition Green così come il parafango posteriore. Sono incluse anche le barre di protezione per il motore e una griglia addizionale a protezione del radiatore, montata di serie, che ottimizza il flusso d’aria. L’elegante sella marrone, con cucitura e logo Triumph, completa lo stile ‘classic’ della moto. LEGGI TUTTO

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    Principe Filippo: l’ultimo desiderio è un Land Rover Defender per il funerale

    Il principe Filippo d’Inghilterra ha voluto esprimere un ultimo desiderio per quello che tra pochi giorni sarà il suo funerale. Ovvero, percorrere l’ultimo viaggio, prima del definitivo addio a questa vita terrena, a bordo di un Defender esplicitamente richiesto da lui.

    Non è certo nuova la passione dell’ormai compianto duca di Edimburgo per le auto, specialmente quelle del Marchio inglese. Lo stesso, infatti, era un grandissimo appassionato e collezionista di vetture e anche per la sua cerimonia funebre non ha voluto rinunciare alle sue amate quattro ruote.

    Guarda la galleryLand Rover Defender 130 Gun Bus per i funerali del Principe Filippo

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    Un Land Rover come carro funebre

    Niente affusto di cannone, quindi, ma una Land Rover Defender scoperta e modificata appositamente per trasportare il feretro del Duca dal Castello di Windsor alla cappella di San Giorgio. Ancora non ci sono grandi conferme sul modello in questione, ma secondo i tabloid inglesi con tutta probabilità si tratterà di un Land Rover Defender 130 Gun Bus (in copertina), commissionato dallo stesso principe nel lontano 2006 alla Foley Specialist Vehicles, una delle più antiche aziende inglesi dedicate esclusivamente all’elaborazione del modello Defender.

    In queste ore i tecnici e meccanici del Corps of the Royal Electrical and Mechanical Engineers, come confermano i rumors, stanno lavorando freneticamente su due esemplari del 130 Gun Bus. Secondo le ultime volontà del Duca, uno sarà nero e uno verde, con il primo, lo spare, che sarà il modello di riserva e verrà utilizzato in caso di imprevisti affinché nulla vada storto.

    I Defender 130 Gun Bus vengono prodotti su misura dalla società inglese infatti – come dichiarato dalla stessa – vengono confezionati interamente in base alle richieste dei clienti e, quindi, anche quello del principe Filippo probabilmente avrà un layout interno specificatamente prodotto per il suo ultimo saluto all’Inghilterra. LEGGI TUTTO

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    F1, Toto Wolff e il duello con Red Bull: “Sono avanti, lavoriamo per colmare il gap”

    ROMA – La vittoria in Bahrain, il duello con la Red Bull, il prossimo Gran Premio di Imola. A pochi giorni dal secondo appuntamento del mondiale Fomula 1, che questa settimana fa tappa in Emilia Romagna, il team principal Mercedes, Toto Wolff, ha parlato delle sue sensazioni sulla stagione appena cominciata, e sulle sfide che attendono la scuderia. “La stagione è iniziata nel migliore dei modi, con un doppio podio – ha detto Wolff – Speriamo che la sfida nel deserto con la Red Bull sia un assaggio di ciò che ci aspetta quest’anno”. In Bahrain, le due Mercedes hanno portato a casa la prima partita contro il team austriaco, con Hamilton che è arrivato primo davanti a Verstappen e Bottas che si è classificato terzo. Tuttavia, per il numero uno della scuderia tedesca, la vettura Red Bull è ancora superiore. “Possiamo aver vinto il primo round, ma non ci facciamo illusioni: non sarà una stagione in discesa. La macchina ha ancora un passo più lento nel giro, e la Red Bull al momento sembra essere avanti. Siamo a lavoro per colmare il gap, ed è una sfida che ci stimola”.
    Domenica si corre a Imola
    Un duello, quello tra Mercedes e Red Bull, che si riproporrà anche a Imola, pista sulla quale la scuderia di Milton Keynes parte con i favori del pronostico: “Non vediamo l’ora di tornare in pista dopo la pausa, e il Gran Premio di Imola è dietro l’angolo. Imola è una pista storica, che piace ai piloti per la velocità e la varietà di curve. E’ una pista stretta, che rende i sorpassi complicati, per questo le qualifiche saranno ancora più importanti. Ci ha fatto molto piacere, dopo 14 anni, tornare a Imola del 2020, e ancora di più conquistare lì il 7° titolo costruttori. Non vediamo l’ora di correre e di scoprire cosa ci riserverà il 2021”, ha concluso Toto Wolff. LEGGI TUTTO