More stories

  • in

    Wta Finals 2025, Paolini nel girone con Sabalenka e Gauff

    Sorteggiati i gironi delle Wta Finals, in programma a Riyadh, in Arabia Saudita, dal 1° all’8 novembre. Jasmine Paolini è stata inserita nel gruppo Steffi Graf con Sabalenka e Gauff. L’azzurra giocherà anche il torneo di doppio con Sara Errani. Ecco i gironi. Le Wta Finals sono in diretta su Sky Sport e in streaming su NOW LEGGI TUTTO

  • in

    Sinner: “Felice dei cambiamenti a Parigi. Il corpo sta bene, il mio obiettivo è chiudere al meglio la stagione”

    Jannik Sinner ITA, 2001.08.16 – Foto Patrick Boren

    Jannik promuove la nuova sede del Rolex Paris Masters e guarda avanti: “Il campo è diverso, non facile da leggere, ma mi sento in forma e concentrato. Il numero 1? Sarà un obiettivo per il prossimo anno.”
    Jannik Sinner ha parlato alla vigilia del suo debutto al Rolex Paris Masters, l’ultimo Masters 1000 della stagione, che quest’anno si disputa per la prima volta alla Paris La Défense Arena. L’altoatesino, reduce dalla finale di Vienna, si è presentato sereno e fiducioso, soddisfatto dei cambiamenti e consapevole della fatica accumulata dopo un finale di stagione intensissimo.“È bello vedere così tanti cambiamenti. Mi sembra il secondo torneo dell’anno, dopo Cincinnati, dove sono state fatte tante migliorie importanti — ha spiegato Sinner —. È positivo per il nostro sport: anche le aree riservate ai giocatori sono molto più comode, il centrale è più grande e i campi 1 e 2 sono eccellenti.All’esterno ci sono strutture perfette per allenarsi, una grande palestra, tutto organizzato nel modo giusto. Sono molto felice di vedere questi miglioramenti. Penso che tutti noi giocatori ci sentiamo meglio, e questo è un grande passo avanti.”
    “Fisicamente sto bene, i crampi a Vienna sono stati normali”Reduce da cinque match consecutivi a Vienna, culminati nella finale, Sinner ha chiarito le sue condizioni fisiche dopo i problemi di crampi accusati contro Medvedev.“Non è stato lo stesso problema di Shanghai — ha spiegato —. È stato normale: ho giocato per cinque giorni di fila e la finale è stata molto fisica, può succedere. Ora mi sento bene, solo un po’ stanco, ovviamente, ma sto recuperando giorno dopo giorno.Domani sarà il mio primo match, sono concentrato e spero di giocare un buon tennis anche qui. Non sono preoccupato fisicamente: mi sento in buona forma, anche tennisticamente. Spero in un buon inizio.”
    “Wimbledon il momento più bello, ma la stagione non è finita”Guardando all’anno straordinario che lo ha portato a vincere Wimbledon e a disputare quattro finali Slam, Sinner non nasconde la soddisfazione.“È difficile scegliere un solo momento — ha raccontato —. Uno dei nostri obiettivi era andare il più avanti possibile a Wimbledon, e non poteva andare meglio.È stata una stagione incredibile, con tante partite importanti e risultati costanti. Ma non è finita: ora penso a Parigi, un torneo dove non ho mai giocato bene, e poi ci sarà Torino, che aspetto con entusiasmo.Nel complesso è stata un’annata fantastica, molto costante e ricca di vittorie. Non potrei chiedere di più.”
    “Il numero 1? Non è nelle mie mani, ci penserò nel 2026”Sinner ha poi risposto a una domanda sul possibile assalto al trono mondiale, oggi occupato da Alcaraz:
    “No, onestamente è impossibile — ha ammesso sorridendo —. Non ci penso adesso, sarà un obiettivo per l’anno prossimo. Quest’anno non è più nelle mie mani.Guardando però a quanto fatto, abbiamo raggiunto risultati incredibili. Ora voglio solo finire la stagione nel miglior modo possibile. Se arriverà qualcosa di grande, fantastico. Se no, ho già fatto tanto.Come l’anno scorso, anche dicembre sarà un mese molto importante: lavoreremo tanto per migliorare ancora e prepararci bene alla nuova stagione. Sono tranquillo e molto felice di ciò che abbiamo costruito.”
    “Decisione Davis definitiva. Il campo? Diverso, serve fiducia”Alla domanda su una possibile revisione della sua scelta di non giocare la Coppa Davis, Jannik è stato chiaro:“No, la decisione è presa. Ho già detto tutto su questo argomento nei giorni scorsi.”Infine, una riflessione sulle condizioni di gioco della Paris La Défense Arena, più lente rispetto al passato, come confermato anche da Alcaraz:“Per me è una superficie un po’ diversa, né lenta né veloce — ha spiegato —. Muoversi qui non è semplice: a volte si scivola, altre no. È un tipo di campo su cui in passato ho sempre avuto un po’ di difficoltà, ma è solo una questione di fiducia.Ho giocato mezz’ora ieri e un’ora oggi: il mio feedback è ancora limitato, vi saprò dire di più dopo la prima partita. È solo questione di abituarsi e ritrovare ritmo.”Sinner affronta così l’ultimo Masters 1000 della stagione, con la mente già proiettata alle ATP Finals di Torino e con un obiettivo chiaro: chiudere un 2025 da protagonista.Da Parigi il nostro inviato Enrico Milani LEGGI TUTTO

  • in

    Tien: “Il 2025 è stato un grande anno per me. La cosa più importante? Non la classifica ma l’esperienza da vittorie e sconfitte”

    Learner Tien

    “Learner”, ossia lo studente, colui che impara. Nomen omen direbbero i latini, su Learner Tien, uno dei giovani più interessanti e migliorati nel corso del 2025. Il teenager statunitense ha iniziato la stagione da n.122 al mondo e dopo aver passato le qualificazioni ha brillato agli Australian Open, con una splendida vittoria di Medvedev e l’approdo negli ottavi, stoppato da Sonego. Poi i quarti anche al 500 di Acapulco, un apprendistato senza grandi risultati sulla terra battuta e sull’erba i quarti a Maiorca. Sul natio cemento in Nord America ha ripreso a macinare buoni risultati, esplodendo di nuovo in Asia dove ha centro i quarti a Hangzhou e soprattutto la finale a Pechino, dove solo Sinner ha fermato la sua corsa. Prima di Parigi indoor aveva un bilancio di 26 vittorie e 22 sconfitte, tanti i tornei disputati e grande il bagaglio di esperienza acquisito. Proprio l’esperienza è a suo dire l’aspetto più importante del suo anno, anche più del best ranking ragguardevole al n.36 (ora è appena dietro al n.39). Parlando a Parigi con Tennis Channel, Tien si è detto molto soddisfatto del suo primo importante anno da Pro.
    “Cerco solo di trarre il massimo dalle vittorie e dalle sconfitte”, afferma Learner,  “Ovviamente è più difficile trarre qualcosa dalle vittorie, quindi bisogna apprezzare un po’ le sconfitte, soprattutto le tante prime volte di questo 2025. C’è stato tanto in questo anno, in tutti i sensi”.
    “Giocare questi nuovi eventi, con giocatori che non conoscevo ancora, ti fa scoprire aspetti del tuo gioco che forse non sapevi esistessero. Prendi quel che hai vissuto in partita, quindi ci ripensi e cerchi di correggere i difetti. Penso che questo sia stato fondamentale per me per tutto l’anno.”
    Con una “vecchia volpe” come Michael Chang a suo fianco il tennis tattico e ragionato di Tien ha uno stimolo in più ad evolvere e diventare sempre più completo. “Il 2025 non è ancora finito! Voglio prendermi questa opportunità per fare ancora un po’ di strada e magari riuscire a salire anche in classifica” conclude Tien, che a Parigi dopo aver battuto Borges all’esordio affronterà di nuovo Rublev, loro terza volta nel 2025 (una vittoria a testa i precedenti tra Washington e Cincinnati). Non è un obiettivo facile, ma Tien non è lontano dall’assicurarsi un posto tra le teste di serie ai prossimi Australian Open. Obiettivo a breve, ma lui guarda lontano, consapevole di poter ambire anche a posizioni ben più importanti.
    Mario Cecchi  LEGGI TUTTO

  • in

    Sinner-Bergs all’Atp Parigi, dove vedere in tv e streaming

    Jannik Sinner si prepara all’esordio al Masters 1000 di Parigi. Reduce dal titolo a Vienna, l’azzurro esordirà a La Défense Arena contro il belga Zizou Bergs, n. 41 al mondo. Il match è in programma mercoledì sul Campo Centrale come terzo dalle ore 11, in diretta su Sky Sport e in streaming su NOW,

    Come arrivano Sinner e Bergs

    Sinner arriva a Parigi dopo i trionfi al Six Kings Slam e Vienna. Otto vittorie consecutive per l’azzurro che non gioca il Masters 1000 francese dal 2023 (allora si giocava a Bercy), quando diede forfait prima degli ottavi di finale e dopo aver giocato fino alle 2.37 contro McDonald. Bergs, invece, si presenta dopo la vittoria all’esordio contro Alex Michelsen, piegato in tre set dopo quasi due ore di gioco. Per il belga sarà il secondo match in carriera contro un top 3 dopo il ko a Tokyo lo scorso settembre con Alcaraz. LEGGI TUTTO

  • in

    Atp Parigi, i risultati di oggi: Alcaraz eliminato al 2° turno da Norrie

    Clamoroso a Parigi, dove esce di scena la prima testa di serie Carlos Alcaraz. Lo spagnolo, nella sua probabile peggior versione del 2025, viene battuto dal britannico Cameron Norrie con i parziali di 6-4, 3-6, 6-4 dopo oltre due ore e venti di gioco. Al rientro dopo il trionfo a Tokyo e il ko in finale al Six Kings Slam, il numero 31 del ranking sfrutta la serata nera del campione di New York, che ha messo a referto 54 errori gratuiti, quasi tutti concentrati tra il 2° e il 3° set. Carlitos, che tornerà in campo per chiudere la stagione alle Finals e in Coppa Davis, rischia il 1° posto nel ranking, con Sinner alla finestra. 

    Auger-Aliassime vince e tiene vive le speranze Finals

    Debutto sofferto ma vincente per Felix Auger-Aliassime al Masters 1000 di Parigi. Il canadese raggiunge il secondo turno dopo aver faticato contro l’argentino Francisco Comesana, n. 68 al mondo e proveniente dalle qualificazioni, battuto con il punteggio di 6-7, 6-3, 6-3 in 2 ore e 18 minuti di gioco. Una partita di alti e bassi per Auger-Aliassime che ha iniziato a cambiare marcia dal secondo set, quando Comesana è calato fisicamente e non ha più inciso con il back di rovescio. Non sono mancate, però, le difficoltà anche nel terzo set: avanti di un break, il canadese ha perso il servizio, ma ha poi ritrovato lucidità per chiudere con una serie di tre game consecutivi. Una vittoria importante per le chance di qualificazione di Auger-Aliassime alle Atp Finals di Torino: al prossimo turno il 25enne di Montreal affronterà il francese Alexandre Muller. Tra gli altri risultati di giornata spicca la vittoria di Valentin Vacherot che dopo il trionfo a Shanghai inizia bene anche il Masters 1000 transalpino, battendono in due set Jiri Lehecka. Per il monegasco ci sarà al secondo turno il remake della finale di Shanghai contro il cugino Arthur Rinderknech. Avanza anche Joao Fonseca: il brasiliano, fresco di vittoria a Basilea, ha superato in rimonta Denis Shapovalov.  LEGGI TUTTO

  • in

    Il Rolex Paris Masters cambia volto: addio Bercy, benvenuta La Défense Arena

    L’impianto di Parigi nei campi secondari – Foto Patrick Boren

    Dopo 39 anni, il Masters 1000 di Parigi lascia la storica Accor Arena per una sede ultramoderna. Più spazio, più comfort e un tennis più autentico. Alcaraz: “Campo più lento, finalmente si vede del vero tennis”. Alcune abitudini linguistiche saranno difficili da far sparire. Il Rolex Paris Masters (RPM) è iniziato lunedì, ma per la prima volta dal 1986 non si andrà più “a Bercy” per assistere all’ultimo Masters 1000 della stagione.Non serve lamentarsi: il torneo parigino non aveva altra scelta. Per sopravvivere mantenendo il proprio status, doveva lasciare la sua sede storica — il POPB, l’Accor Arena, o semplicemente Bercy. Chiamatelo come volete, ma non rispondeva più agli standard richiesti dall’ATP. Non tanto il campo centrale, ancora magnifico e rinnovato solo pochi anni fa, quanto la struttura nel suo complesso, in particolare i due campi secondari, troppo piccoli e angusti, che l’ATP non voleva più.
    Dalla nostalgia alla modernità. Dopo aver trascorso i suoi primi 39 anni di vita a Bercy, il Masters 1000 di Parigi si trasferisce quest’anno nella nuova Paris La Défense Arena, e non è mai facile abbandonare il tetto della propria infanzia. Cambiando quartiere, il torneo guadagna spazi, metri quadrati e funzionalità, ma lascia dietro di sé una casa piena di storia e di ricordi. La nuova era si è aperta in un’atmosfera elettrica sin dal primo giorno, nonostante i dibattiti sulla perdita dell’anima unica del vecchio Bercy. I giocatori hanno unanimemente elogiato l’immensità e il comfort del nuovo impianto. Il campo centrale, da 17.500 posti, è stato inaugurato da Arthur Cazaux, vincitore in due set su Luciano Darderi. Il francese ha descritto il sito come “immenso” e “impressionante”, sottolineando la distanza dal pubblico e l’impatto scenico del luogo: “C’è molto spazio e tanta gente, ma mi ero preparato. Il campo è incredibile, e il pubblico ha risposto presente. Mi sono divertito.”
    Uno stadio da rugby trasformato in arena di tennis. La Défense Arena è lo stadio coperto dove gioca il Racing 92, squadra di rugby parigina. Si tratta, a tutti gli effetti, di uno stadio di calcio indoor da 32.000 posti, adattato per il tennis. Lo spazio è stato diviso in due: da una parte il centrale, secondo per capienza solo a quello degli US Open, dall’altra quattro campi, tre di gara e uno di allenamento. Con 40 metri di altezza del tetto, vedere bene la pallina gialla dal terzo anello non è semplice — meglio munirsi di binocolo — ma dall’alto si può comunque apprezzare la maestosità del luogo. L’accessibilità è meno immediata rispetto a Bercy: servono circa 800 metri a piedi dal capolinea della metropolitana (linea 1), ma la breve passeggiata attraverso i grattacieli della Défense ha il suo fascino.
    All’interno colpisce il total black che esalta il verde del campo: un’atmosfera teatrale, con i campi illuminati e il pubblico nell’oscurità, pronto a godersi lo spettacolo. Più spazio, meno attese e… qualche rumore di troppo. Due campi in più permettono un programma più leggero sul centrale, orari migliori per i giocatori e addio ai match terminati a notte fonda. I biglietti danno accesso a tutti i campi e la circolazione del pubblico è migliorata. Ma non tutto è perfetto: il “mezzo flop” del nuovo impianto resta il rumore. Se a Bercy i campi secondari erano quasi in una cantina, rumorosi come quindici motori d’Airbus A380, almeno erano isolati. Alla Défense, invece, le tende divisorie sembrano avere orecchie.Nonostante 9.000 m² di tende fonoassorbenti, il direttore del torneo Cédric Pioline ha ammesso che l’isolamento non è ancora ottimale: “Abbiamo fatto dei test, ma i risultati non erano soddisfacenti. Abbiamo optato per tende oscuranti che assorbono parzialmente il suono. Il torneo si evolverà verso un’identità più simile a Roland-Garros, con più atmosfera, rumore e vita.” Un’argomentazione che sa di compromesso. È vero che i campi 2 e 3, separati solo da una piccola tribuna, ricordano l’atmosfera di Roland-Garros, ma la sovrapposizione dei suoni — la musica del centrale, gli incitamenti dei tifosi — a volte sfiora la mancanza di rispetto. Nuno Borges lo ha provato sulla propria pelle, sconfitto da Learner Tien sul campo n.2: “Sentivo la musica, forse a fine set. Sono cose a cui ci abituiamo, ma questa volta il centrale si sentiva parecchio. Resta comunque un posto incredibile.”
    Le nuove esigenze dell’ATP e il comfort dei giocatori. Il trasferimento non mirava tanto a ricreare l’atmosfera di Bercy, quanto a soddisfare le richieste dell’ATP e offrire migliori condizioni ai giocatori, in un contesto sempre più competitivo. Con l’Arabia Saudita pronta a ospitare un nuovo Masters 1000 dal 2028, Parigi doveva modernizzarsi per restare al passo. “C’è stato un salto di qualità rispetto agli anni scorsi — spiega Borges — gli spogliatoi sono più grandi, il ristorante è spazioso e siamo più vicini agli hotel.”
    Verso un tennis più moderno e coinvolgente. Cazaux conferma: “A un certo punto ho sentito rumore da un altro campo, forse la fine di un match, proprio mentre stavo servendo. Ma non mi ha disturbato. Si percepiva di più l’atmosfera generale, e mi sono divertito.”La nuova concezione si ispira a un tennis più “vivente”: un’evoluzione dai gesti bianchi a uno sport d’atmosfera, dove, nel rispetto dei giocatori, il pubblico può partecipare, incitare, vivere lo spettacolo. E dove si riducono le lunghe attese per accedere alle tribune, ancora oggi un’anomalia nel mondo dello sport.
    Una superficie più lenta e più tecnica. Ultimo ma non meno importante, la superficie è più lenta rispetto all’anno scorso. Una scelta voluta per avvicinare il torneo alle condizioni delle Finals di Torino (9-16 novembre). Ed è proprio il numero uno del mondo Carlos Alcaraz a promuovere la scelta: “È completamente diverso dall’anno scorso, più lento. E lo preferisco così”, spiega lo spagnolo, che qui non è mai andato oltre i quarti di finale (2022). “Quando il campo è più lento, si può vedere del vero tennis. Non è solo servizio e un colpo dietro: ci sono scambi, punti, tennis vero. È molto meglio.” Una scommessa vinta. Per il momento, il trasferimento da Bercy a La Défense sembra dunque una scommessa vinta: più comfort per i giocatori, una cornice spettacolare, e — come dice Alcaraz — un tennis più autentico, tecnico e godibile.
    Dal nostro inviato a Parigi, Enrico Milani LEGGI TUTTO

  • in

    La storia si ripete: a Parigi andrà in scena il secondo atto della sfida tra cugini Vacherot – Rinderknech

    Valentin Vacherot a Parigi

    54 minuti. Meno di un’ora è bastata a Valentin Vacherot per aver la meglio sul quotato (ma un po’ spento) Jiri Lehecka nel primo turno di Masters 1000 di Parigi, un eloquente 6-1 6-3 che porta il monegasco al secondo turno del torneo indoor de La Defense dove ritrova il cugino Arthur Rinderknech. Simpatico è stato il saluto scritto da Vacherot sulla telecamera a fine partita, “Merci Paris, Cousinade numero 2”, ossia seconda sfida tra cugini dopo l’incredibile e storica finale a Shanghai, vinta da Valentin su Arthur al termine di due cavalcate davvero affascinanti. Il successo su Lehecka è il quarto contro un top 20 ottenuto dal tennista di Monaco.

    WW
    Vacherot slams home a return to cap off the perfect performance against Lehecka 6-1 6-3!#RolexParisMasters pic.twitter.com/DcDba4WZaZ
    — Tennis TV (@TennisTV) October 28, 2025

    Ricordiamo l’incredibile scalata di Vacherot che, da “Alternate”, vinse il torneo di Masters 1000 di Shanghai, balzando n. 204 nel ranking al n.39. Grazie ad una wild card, è entrato nel main draw di Parigi e visto che anche il cugino Rinderknech ha passato il primo turno battendo Marozsan, adesso i due si affronteranno di nuovo, per la felicità di entrambi.
    Oltre all’aspetto emozionale della vicenda, davvero unica, Vacherot sta confermando in campo un valore tecnico davvero notevole. Dopo la pazzesca vittoria a Shanghai, la scorsa settimana a Basilea ha impegnato sino al fine Taylor Fritz, confermando che il suo tennis aggressivo e forte di un grandissimo servizio in condizioni indoor è davvero insidioso anche per i migliori. Sarà la seconda “Cousinade” ma anche importante per il torneo: chi vincerà il secondo match tra cugini, avrà molto probabilmente in “premio” una super sfida negli ottavi contro Carlos Alcaraz, che oggi parte nettamente favorito contro Norrie.
    Mario Cecchi LEGGI TUTTO

  • in

    Binaghi rivela: “Il no alla Davis 2025? Jannik lo disse l’anno scorso a Torino, davanti a me e al ministro Giorgetti. Per l’Italia è più importante che torni numero 1 di un’altra Davis”

    Angelo Binaghi, Presidente FITP

    Il Presidente della FITP Angelo Binaghi difende Jannik Sinner da tutte le accuse mosse per la sua indisponibilità a giocare la Final 8 di Davis Cup il prossimo mese a Bologna, e conferma che alle Finals ci sarà uno show spettacolare ad accompagnare gli incontri del torneo. Il livello del tennis in Italia è altissimo, non sarà facile crescere ancora ma c’è l’intenzione di rendere l’edizione 2025 del “Master” di Torino indimenticabile, una sorta di Super Bowl. Binaghi ha parlato a La Stampa, con alcune dichiarazioni che riportiamo nei passaggi più salienti.
    “Il livello che abbiamo raggiunto fa paura” afferma Binaghi, “siamo vicini al massimo e possiamo solo scendere. Più di così francamente è impossibile. A Torino e a Riyadh i nostri daranno il massimo in campo e noi faremo la nostra parte per rendere indimenticabile l’edizione 2025 delle Finals”.
    Il Presidente rivela quando ha saputo da Sinner del suo “no” alla Davis: “L’anno scorso. Jannik lo disse davanti a me e al ministro Giorgetti, a Torino. Ho sperato che il lungo e forzato riposo per la squalifica lo portasse a rivedere i suoi programmi. Dopo il ritiro di Shanghai, mi sono detto: magari ci ripensa. Invece niente. Abbiamo capito e anche condiviso la decisione. La storia ci insegna che ogni sua rinuncia ha prodotto conseguenze positive. Sarà così anche questa volta: per la FITP e per l’Italia è più importante che Jannik torni numero uno al mondo di un’altra Davis“.
    Secca la risposta di Binaghi in merito alla presunta poca riconoscenza sollevata da alcuni commentatori (perlopiù non tennistici ma di testate generaliste). “Conosco Jannik fin da quando era bambino, come la sua famiglia e il suo team. Erano stati chiari fin da subito, lo difenderò sempre e a prescindere. La riconoscenza nei confronti del tennis italiano si concretizzerà quando tornerà numero 1 al mondo. La Davis ha una differenza rispetto agli altri tornei, non dà punti per la classifica. Con un altro regolamento cambierebbe anche lo spirito dei giocatori. A fine stagione per chi l’ha già vinta vale come il Six Kings Slam, con meno soldi e molta più fatica. Prima di tacciarlo di disaffezione per la maglia azzurra aspettiamo 10 anni: se non la giocherà più ne riparleremo”.
    Oltretutto il Presidente è sicuro del grande valore della nostra nazionale, anche priva di Sinner. “Abbiamo uno squadrone” commenta Binaghi, “Con Jannik partiamo da un punto e mezzo a zero per noi, così sarà più equilibrata. Ce la giochiamo con la Spagna di Alcaraz, la Repubblica Ceca e la Francia. A Musetti ho sempre detto che ha un talento inarrivabile ma che rischiava di perderlo per le troppe proteste e per l’incostanza al servizio. Ora l’ha migliorato e parla molto meno, non ha più le cadute di prima e arrivare a Torino sarebbe il coronamento della sua crescita”.
    Proprio su Torino l’ultima considerazione di Binaghi, un evento che vuol portare al livello del Super Bowl della NFL americana per impatto: “Potremmo avere due italiani in campo alle FInals e la stagione 2025 da oro diventerebbe di platino. Organizzeremo uno spettacolo senza precedenti in Italia, uno show dentro lo show. L’ultimo nome è quello di Gianni Morandi: le Finals saranno il nostro Super Bowl. Portarcele via sarà più difficile. Abbiamo firmato il rinnovo del contratto e anche il governo ne conosce il testo da molto tempo. Non si può tornare indietro, sarebbe una grave perdita di credibilità per il Paese”.
    Interessante l’idea di Binaghi sulla Davis Cup: riportare punti per il ranking per i match disputati, potrebbe avere un impatto sulla volontà dei migliori giocatori di partecipare? Tra le molte ipotesi per rivedere e migliorare quest’evento storico, oltre alla collocazione nel calendario – il punto dolente – anche il discorso ranking potrebbe avere un impatto non indifferente.
    Marco Mazzoni LEGGI TUTTO