Il finale più amaro per una delle piste più spettacolari al mondo. L’annullamento del GP di Phillip Island della MotoGP (e di tutte le altre classi) lascia una ferita nel cuore di piloti e appassionati che avrebbero voluto salutare in altro modo quella che per molti è considerata la pista più bella del calendario del Motomondiale. A rovinare il finale dell’ultimo GP a Phillip Island (dal prossimo anno si correrà ad Adelaide) è stato il meteo, la pioggia prevista per domenica è arrivata puntuale ma a portare all’annullamento delle operazioni in pista nella giornata di domenica non è stata la pioggia presente sulla pista ma l’impossibilità per l’elisoccorso di raggiungere Melbourne a causa della scarsa visibilità.
Le parole di Webber
Come ha spiegato il Direttore di Gara Graham Webber: «L’elicottero medico deve avere una finestra operativa di circa 60 minuti, con condizioni di visibilità adeguata sia a Phillip Island sia a Melbourne, dove si trova l’ospedale di riferimento. Solo quando queste condizioni sono garantite in entrambe le località possiamo autorizzare la partenza della gara». Webber ha poi proseguito, spiegando cosa prevede il regolamento: «In altre piste possiamo utilizzare un’ambulanza, perché il regolamento prevede che sia possibile raggiungere una struttura sanitaria entro 45 minuti. A Phillip Island, il trasferimento via terra richiede più di questo tempo. Per questo dipendiamo completamente dall’elisoccorso e di conseguenza dalle condizioni meteo».
Le dichiarazioni di Rivola
In realtà in Australia una situazione analoga era già avvenuta nel 2023, con la Direzione Gara che nella giornata di venerdì, dopo che le previsioni meteo annunciavano raffiche di vento oltre i 60 km/h decise di anticipare il GP al sabato e spostare la Sprint a domenica, potendo così assegnare 25 punti nel weekend. Una proposta che, come ha spiegato Massimo Rivola, CEO Aprilia Racing, non è però mai stata presa in considerazione in questi giorni: «Non è mai girata questa proposta tra i Team Manager… col senno di poi sarebbe stata anche una buona idea. Eravamo sicuri che domenica avrebbe piovuto ma non così forte, soprattutto abbiamo sottovalutato il tema dell’elisoccorso». La cancellazione del GP Australia a 24 ore dall’infortunio di Jorge Martin nella Sprint (confermata la sola frattura composta del radio in sede distale), da un lato ha tolto a Marco Bezzecchi la possibilità di avvicinare Marc Marquez in campionato (il romagnolo si trova a 50 punti), dall’altro non ha consentito al ducatista di prendere vantaggio su Martin, scivolato a -10 dopo la caduta nella Sprint.
Marquez vuole gareggiare in Malesia
Lo spagnolo non rientrerà in Europa, ma volerà a Sepang provando a stringere i denti ed ottenere il fit, seppur oggi sembra difficile vederlo in pista in Malesia. «Il fatto che sia rimasto qui con la squadra mi fa molto piacere – ha commentato Rivola –. Sento molto affetto attorno a lui. Credo che la storia tra Aprilia e Jorge meriti un finale migliore: che si vinca o che si perda ma non da infortunato». Tutti i piloti hanno espresso grande tristezza per non aver potuto tributare a Phillip Island il finale che si meritava, tra questi ovviamente c’è il padrone di casa Jack Miller: «Sono qui da quando ero un ragazzino ed è stato bellissimo essere qui e fare questa esperienza. Mi dispiace non essere in pista davanti a voi e mi dà veramente fastidio non essere sceso in pista per davvero quest’oggi». L’australiano avrà però la possibilità di salutare nuovamente l’Isola il prossimo febbraio quando inizierà la stagione della SBK, anche lei per l’ultima volta a Phillip Island.
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