Il torneo di Buenos Aires si prepara a una svolta destinata a cambiare profondamente la propria identità. Dal 2028 l’Argentina Open dovrebbe abbandonare la terra battuta per passare al cemento, nell’ambito della ristrutturazione del calendario ATP. Il 2027 rappresenterebbe quindi l’ultima edizione sulla superficie che ha caratterizzato il torneo sin dal 2001.
L’annuncio ufficiale non è ancora arrivato, ma sarebbe ormai vicino: potrebbe essere diffuso durante le ATP Finals di Torino o persino prima. Al momento, inoltre, il cambiamento non prevederebbe una promozione di categoria: Buenos Aires resterebbe un ATP 250, senza quel passaggio al livello 500 auspicato da tempo dal pubblico argentino.
La cessione della licenza e il nuovo calendario
Alla base della trasformazione ci sarebbe la vendita della licenza del torneo, precedentemente appartenuta a Tennium, alla stessa ATP nel settembre scorso. Un’operazione realizzata con il sostegno di SURJ, gruppo di investimento saudita, e inserita in un progetto più ampio di revisione del circuito.
Il punto centrale è la necessità di trovare spazio a febbraio per il nuovo Masters 1000 in Arabia Saudita. Il suo inserimento modificherebbe gli equilibri di una parte della stagione tradizionalmente divisa tra la terra battuta sudamericana e i tornei sul cemento.
In questo scenario, mantenere la tournée sudamericana nella sua configurazione attuale sarebbe diventato sempre più complicato. Tra le ipotesi considerate ci sarebbe stato anche uno spostamento in un altro periodo dell’anno, ma per Buenos Aires la soluzione individuata sarebbe quella di conservare la collocazione a febbraio cambiando superficie.
Rio verso la stessa scelta, Santiago resta un’incognita
La trasformazione non riguarderebbe soltanto il torneo argentino. Anche Rio de Janeiro dovrebbe seguire la stessa strada, adattandosi al nuovo assetto del calendario con il passaggio al cemento. Il riordino coinvolgerebbe inoltre gli equilibri degli appuntamenti messicani di Acapulco e Los Cabos.
Resta invece da chiarire il futuro di Santiago. Il torneo cileno non avrebbe ceduto la propria licenza all’ATP e, al momento, non avrebbe manifestato l’intenzione di rinunciare alla terra battuta.
La sua posizione diventerebbe però delicata: restare l’unico appuntamento sulla terra di una tournée convertita al cemento potrebbe ridurne l’attrattiva per i giocatori, chiamati a cambiare superficie per una sola settimana.
Cinque campi da trasformare, senza il salto ad ATP 500
Per Buenos Aires il passaggio avrebbe conseguenze concrete anche sul piano organizzativo. Sarebbe necessario intervenire su cinque campi del Buenos Aires Lawn Tennis Club: tre destinati alla competizione e due agli allenamenti.
Un investimento significativo, accompagnato da una scelta che tocca la tradizione stessa dell’Argentina Open. Dopo le 27 edizioni sulla terra battuta previste tra il 2001 e il 2027, il torneo cambierebbe superficie mantenendo però, almeno nei piani attuali, la categoria ATP 250.
Una svolta per il tennis sudamericano
Il cambiamento segnerebbe la fine di una delle caratteristiche più riconoscibili del calendario di febbraio: la possibilità di scegliere tra percorsi diversi, con gli specialisti della terra protagonisti in Sudamerica e gli altri giocatori impegnati sul cemento.
Per Buenos Aires la sfida sarà conservare il legame con il proprio pubblico e la propria storia dentro un circuito sempre più orientato verso i grandi appuntamenti sulle superfici rapide. In attesa dell’ufficialità, il 2027 si profila come un’edizione dal forte valore simbolico: l’ultima sulla terra prima dell’inizio di una nuova fase.
Francesco Paolo Villarico
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