Scovare giovani talenti che giocano con il rovescio ad una mano è sempre più una rarità, interessante non solo per i “vecchi” appassionati avvezzi ai gesti bianchi decantati dal vate Gianni Clerici ma anche per tutti coloro che cercano un tennis un po’ diverso dal modello imperante di pressione, potenza, fisicità. Per questo all’ATP 250 Lione è stato curioso l’esordio davanti al grande pubblico internazionale di Felix Balshaw, ragazzone nato a Leeds in Inghilterra ma con passaporto francese, bravo a vincere il suo match d’esordio contro il portoghese Jaime Faria nella sua primissima vittoria a livello di tour maggiore. Un tennis moderno, forte di un bel servizio, ma con quel rovescio monomane che gli consente anche tagli e variazioni. La sua storia è curiosa: figlio di un campione inglese di rugby, emigrato in Francia per giocare in uno dei principali club della massima serie transalpina, è cresciuto a Biarritz e si sente per questo francese, tanto da giocare con orgoglio per i Bleus, pur non rinnegando le sue radici britanniche. Infatti, intervistato da BBC, il cronista subito afferma che “Gli accenti rivelano, molto rapidamente, molte cose di una persona”.
Felix è nato nello Yorkshire occidentale, quando il padre Iain, campione del mondo con l’Inghilterra di rugby, giocava nei Leeds Tykes, club della Premiership inglese. La famiglia si è poi trasferita a Biarritz, quando il padre — esplosivo estremo e ala, autore di tre mete nella storica cavalcata dell’Inghilterra ai Mondiali del 2003 — ha seguito il flusso di giocatori britannici che attraversavano la Manica per approdare nel Top 14 francese, un campionato altissimo livello e assai ricco a livello di stipendi. “I Balshaw sono rimasti nella fascinosa città costiera dei Paesi Baschi francesi, celebre per le architetture della Belle Époque, i casinò affacciati sull’Atlantico e le sue onde, tra le più apprezzate dagli appassionati di surf” si racconta.
Felix ricorda i primi anni vissuti in Francia con grande trasporto. “Siamo arrivati a Biarritz nel 2009 e ci siamo innamorati subito del posto”, racconta il giovane tennista, entrato per la prima volta tra i primi 200 del ranking mondiale nel mese di settembre. “Sono cresciuto in Francia e, giorno dopo giorno, mi sono sentito sempre più francese. Fin da quando ero piccolo, da quando ho iniziato a giocare nei tornei giovanili del circuito Tennis Europe, accanto al mio nome c’è sempre stata la bandiera francese”.
La famiglia Balshaw si è ambientata talmente bene a Biarritz da farne molto più di una residenza. Il legame con la natia Gran Bretagna si è fatto ben presso sempre più flebile, tanto che i loro contatti con la terra d’origine sono diventati sporadici, limitandosi a poche riunioni familiari durante il periodo natalizio. La nonna materna vive a Bath, mentre Felix non è mai stato a Blackburn, la città natale del padre. Un caso particolare visto che Iain è davvero una leggenda per i tantissimi appassionati della palla ovale: all’epoca giocatore del Bath, il padre infatti realizzò tre mete nella fase a gironi della memorabile Coppa del Mondo del 2003 e nella finale contro l’Australia contribuì al successo per 20-17 che consegnò all’Inghilterra il suo primo titolo iridato nella storia.
Felix da piccolo ha praticato anche il rugby e nutre una forte ammirazione per il padre. “Quando giocava a Biarritz, stavo sempre in un angolino della tribuna insieme al gruppo di tifosi del rugby. Guardarlo era davvero, davvero stimolante” racconta. “Come padre è severo, ma è importante che abbia così tanta esperienza nel rugby: ha molte cose da insegnarmi. È sempre stato una presenza fondamentale nella mia vita. Mi ha sempre sostenuto e non mi ha mai fatto mancare il suo appoggio”.
Felix ha iniziato a giocare a tennis a quattro anni, ma sotto l’ala protettrice di papà ha mostrato fin da piccolo anche un certo talento per il rugby. La classica scelta su quale sport continuare è arrivata a 13 anni: con un padre ex campione, la prospettiva di intraprendere una carriera professionistica divenne più che una probabilità, quindi era il tempo di decidere su quale dei due sport puntare. “Quando sei piccolo e tuo padre è un campione di rugby, è naturale voler seguire le sue orme e ripercorrere il suo stesso cammino”, afferma Balshaw. “Ma sentivo semplicemente che il rugby non sarebbe stato il mio sport. Credo che il tennis sia più difficile rispetto al rugby, perché è uno sport individuale, ma quando giocavo a tennis sentivo di avere qualcosa in più dentro, una fiamma più viva. E questo mi ha fatto capire che scegliere il tennis era la decisione giusta”.
È curioso rilevare la similitudine al contrario tra Balshaw e Arthur Fery, esploso quest’anno con la clamorosa corsa a Wimbledon: Fery è nato in Francia ma diventato a tutti gli effetti britannico, e grazie ai punti ottenuti con la semifinale ai Championships è attualmente n.1 nazionale. I due si sono incontrati per la prima volta proprio questa settimana, nel torneo ATP 250 di Lione. Dopo il successo contro il n.56 ATP portoghese, ha fatto il giro del mondo la curiosa esultanza di Balshaw, un gesto arcaico da “martello di Thor”, mostrando così un lato insolito e di personalità.
BBC chiede a Felix se mai sia stato avvicinato dalla LTA per diventare un tennista britannico. Sorridendo, Felix così chiosa all’argomento: “Forse i miei genitori mi nascondono qualcosa e io non lo so… ma personalmente non sono mai stato contattato dalla LTA. Credo che per loro la cosa più importante sia che io sia felice. Se lo sono io, lo saranno anche loro”. Intanto con i punti conquistati a Lione, Balshaw si attesa al n.177 nel ranking Live, al proprio best, una posizione che gli consentirà di giocare le qualificazioni in molti ATP e chissà, magari riportare in auge quel rovescio ad un mano che moltissimi appassionati amano e che è diventato ormai una rarità.
Marco Mazzoni
Fonte: http://feed.livetennis.it/livetennis/
