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Calendario ATP 2028, Medvedev sostiene la riforma: “Ho sempre preferito dare importanza ai tornei più grandi”


C’è grande attesa per conoscere il calendario ATP 2028, con l’ingresso del nuovo Masters 1000 in Arabia Saudita e vari altri spostamenti e migliorie annunciate dal presidente Andrea Gaudenzi per dare ordine all’annata tennistica e soprattutto privilegiare i tornei Premium, quelli che danno più valore anche per i giocatori. L’universo dei tennisti è vario, tra chi sostiene l’idea e chi invece è critico, chiedendo una stagione più corta oltre che razionale e ritenendo i tornei 250 importanti anche se meno remunerativi. Tra i sostenitori della visione dell’ATP c’è Daniil Medvedev che, parlando da Almaty prima del debutto nel torneo kazako (da campione in carica), afferma di preferire gli eventi più grandi, una soluzione che a suo dire darà giovamento alla salute del circuito.

“Cosa ne penso delle proposte di modifica al calendario? La risposta potrebbe essere molto lunga, ma cercherò di essere breve. Ho sempre preferito dare più importanza ai tornei più importanti, perché non è l’ideale poter arrivare a giocare fino a 30 settimane di tornei in un anno”, ha dichiarato il russo nel media day ad Almaty. “Penso che sarebbe positivo attribuire enorme importanza agli Slam e ai Masters 1000, giocare questi tornei e poi vedere come vanno le cose per il resto della stagione”, ha aggiunto l’ex numero uno del mondo. In un comunicato diffuso pochi giorni fa, scritto di pugno da Gaudenzi, si afferma che dal 2028 le settimane saranno riservate esclusivamente a ciascuna categoria di tornei e tutto lascia pensare che alcuni 250 scompariranno.

Medvedev arriva in Kazakistan dopo aver disputato ben 13 partite in 23 giorni durante la trasferta asiatica. Nonostante i ritmi intensi, ha deciso di non rinunciare all’appuntamento di Almaty, dove è il campione in carica e la testa di serie numero uno. Il suo esordio è previsto giovedì contro il giapponese Sho Shimabukuro. Il russo ha chiarito che la sua partecipazione al torneo non è legata esclusivamente alla corsa per qualificarsi alle ATP Finals, nonostante nell’ultimo mese abbia conquistato il titolo a Hangzhou e raggiunto le semifinali sia al China Open sia al Masters 1000 di Shanghai. Ad Almaty sta bene, inclusa la sua famiglia.

“Ci sono molte ragioni per cui sono tornato qua anche quest’anno” commenta Daniil, “non si tratta soltanto dei punti per Torino. Io e mia moglie abbiamo deciso di tornare perché è un bel posto per i bambini. Inoltre, ho un impegno con questo torneo. E poi non avrebbe assolutamente senso saltare soltanto Almaty e non Vienna: tornare a casa per appena tre giorni non ti dà alcun beneficio. È stata una decisione facile venire qui. Certamente sono un po’ stanco, ma non è la prima volta nella mia carriera che mi capita di esserlo”.

Medvedev è vicino a centrare l’obiettivo Finals: con un buon torneo ad Almaty potrebbe avvicinarsi concretamente, visto che al momento occupa la sesta posizione nella Race, con un margine di appena 300 punti sulla soglia di qualificazione. Dopo il torneo kazako Medvedev giocherà la doppietta Vienna – Parigi, con ben 1500 punti in palio. Da dietro scalpitano, ma tutto lascia pensare che il russo tornerà alle Finals, dopo l’assenza nel 2025 per colpa di una annata al di sotto del suo valore. Medvedev, in caso di qualificazione, disputerà le Finals per la settima volta, con un titolo ottenuto nel 2020, poco dopo il successo al Paris indoor (allora disputato a Bercy).

Marco Mazzoni


Fonte: http://feed.livetennis.it/livetennis/

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