Eravamo rimasti alla grande festa di popolo per le strade di New York per il titolo che alla Grande Mela mancava da 53 anni. E allora l’Nba che comincia stasera non può che ripartire dai Knicks, dalla cerimonia di consegna dell’anello che si terrà questa notte al Madison Square Garden prima della partita contro i Philadelphia 76ers. Jalen Brunson e compagni, con Andre Drummond sotto canestro al posto di Mitchell Robinson e con il sardo Riccardo Fois confermatissimo nello staff tecnico, cercano il bis e certamente aver mantenuto in gran parte l’ossatura della passata stagione aiuta e non poco a coltivare ambizioni. Quelle che esistono e forti anche in Texas, a San Antonio: i giovani baldanzosi Spurs tornano sempre attorno al loro totem Wembanyama e con un anno di esperienza in più sulle spalle, ma anche con più pressione dopo la cavalcata dell’anno scorso chiusa in finale proprio contro i Knicks.
NBA, le favorite per il titolo: Thunder, 76ers, Denver e Detroit
Dietro le due finaliste 2026 spingono in tante per un ruolo da protagonista. Gli Oklahoma City Thunder, per esempio, con Shai Gilgeous-Alexander che cerca il tris consecutivo come MVP della Lega e con un gruppo desideroso di rivincite dopo aver mancato l’approdo alle finals. O i rinnovati, e non poco, Philadelphia 76ers che a Joel Embiid hanno aggiunto Jaylen Brown e LeBron James per una squadra che, se dovesse avere la salute fisica dalla sua, ha tutto per essere una seria candidata per il titolo. Cade Cunnigham proverà a portare Detroit a fare un passo in più dopo l’ottima regular season passata, così come Nikola Jokic – che in preseason ha distribuito assist fantascientifici con la solita naturalezza – guiderà una Denver vogliosa di risalire le gerarchie a Ovest.
NBA, Eastern e Western Conference: le squadre da tenere d’occhio
In generale la Western Conference appare meno competitiva rispetto al passato: i Lakers sono totalmente dipendenti da Luka Doncic e hanno poco altro, gli Warriors sono alla chiusura del ciclo magico, Minnesota ha potenziato gli esterni a scapito del pacchetto lunghi. A Est invece il livello appare decisamente più alto. Oltre alle squadre sopra citate, bisogna aggiungere Toronto che ha riabbracciato Kawhi Leonard, i Celtics che sono pur sempre i Celtics di Jayson Tatum e compagnia, i Cavaliers della coppia Harden-Mitchell, Indiana che riabbraccia Haliburton. E poi l’altra protagonista del mercato, ovvero Miami, che ha portato a South Beach i talenti di Giannis Antetokounmpo nel tentativo di tornare a essere una piena contender, magari con l’aiuto dalla panchina di Simone Fontecchio. L’altro italiano in Florida, Paolo Banchero, è il leader designato degli Orlando Magic attesi al salto di qualità dopo stagioni positive ma fino a un certo punto. Puntiamo lo sguardo anche sugli Atlanta Hawks, dove Ettore Messina ha iniziato una nuova fase della sua carriera da consulente.
NBA 2026-27, infortuni e giocatori a rischio: da Haliburton a Curry
Infine occhio come sempre agli infortuni, variabile dietro l’angolo e sempre condizionante. Per un Tyrese Haliburton che torna in campo dopo un anno di stop per la rottura del tendine d’Achille, Ben Simmons dei Sacramento Kings ha subito lo stesso infortunio in allenamento chiudendo la stagione senza nemmeno cominciarla. I tifosi di Golden State, che già non sanno quando vedranno in campo Jimmy Butler e Kristaps Porzingis, hanno tremato quando hanno visto Steph Curry uscire dolorante dall’allenamento dell’altro giorno: dovrebbe trattarsi di un lieve problema alla caviglia. E poi c’è Donte DiVincenzo di Minnesota con la rottura del tendine d’Achille, Mark Williams di Phoenix con una frattura alla spalla, Jordan Miller dei Clippers con infortunio alla cuffia dei rotatori alla spalla, Jusuf Nurkic di Utah con un infortunio al piede destro… La lista è già corposa e bisogna ancora cominciare.
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