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Medvedev ritrova il suo tennis a Shanghai: “Al mio miglior livello sono difficile da battere. Torino? Anche le Maldive vanno bene”


Daniil Medvedev conquista i quarti di finale del Masters 1000 di Shanghai e conferma le buone sensazioni della trasferta cinese. Dopo il successo per 6-4, 7-5 contro Stefanos Tsitsipas, il russo ha parlato della fiducia ritrovata, delle condizioni di gioco favorevoli e della corsa alle ATP Finals, chiudendo con una battuta sulle possibili alternative a Torino.
Nelle sue parole emerge soprattutto la soddisfazione di riuscire a esprimere in partita il tennis sul quale lavora in allenamento, dopo le difficoltà incontrate durante la tournée americana.

“Qui capisco quello che sto facendo in campo”
Medvedev riconosce il proprio buon momento, ma sottolinea anche il contributo delle condizioni trovate in Cina.
“Mi sembra che le palline, che sono le stesse da tre settimane, e i campi si adattino bene al mio gioco. Sento di capire quello che sto facendo in campo e quali colpi voglio giocare.”
Il confronto con gli Stati Uniti arriva accompagnato da una risata: “Non mi ritrovo a pensare: perché diavolo il mio rovescio finisce in rete, quando l’ho allenato per tre settimane?”
Il russo chiarisce che l’impegno non è cambiato rispetto ai tornei nei quali i risultati non arrivavano.
“Cerco di dare il massimo ogni settimana. Anche negli Stati Uniti, quando perdevo al primo turno, facevo del mio meglio. Sono contento che qui il mio meglio sia migliore di quanto fosse a volte là.”

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Tsitsipas e due set dall’andamento diverso
A proposito della rivalità con il greco, Medvedev offre una spiegazione semplice della qualità dei loro confronti: “Penso che dipenda dal fatto che siamo entrambi buoni giocatori. Durante la stagione a volte giochiamo un po’ meglio, altre un po’ peggio. Ma in una singola partita tutto è possibile.”
Passando all’analisi del successo odierno, distingue chiaramente le due frazioni.
“Nel primo set ero superiore. Credo di aver avuto palle break in ogni gioco, tranne uno nel quale ero comunque avanti 0-30.”
Il secondo parziale ha richiesto invece maggiore pazienza: “È stata un’altra storia, molto equilibrata. Sono contento di essere riuscito, sul 5-5, a trovare alcune buone risposte, prendere ritmo e ottenere il break. In generale sono soddisfatto della partita e di come ho giocato.”

“Nei quarti di un Masters tutti devono temere tutti”
Alla domanda su quanto gli avversari debbano preoccuparsi di affrontarlo, Medvedev evita di attribuirsi un ruolo particolare tra i giocatori rimasti in corsa.
“Quando arrivi nei quarti di un Masters, tutti dovrebbero avere paura di tutti. Bergs ha battuto Alcaraz, Paul ha battuto Vacherot, il campione in carica.”
Il rispetto per gli altri non gli impedisce però di riconoscere le proprie possibilità: “Anche loro stanno giocando benissimo. Io cerco semplicemente di esprimere il mio miglior livello. Quando ci riesco, so di essere difficile da battere.”

La corsa alle Finals: “Dipende dai risultati”
Medvedev affronta con pragmatismo anche la lotta per un posto a Torino. A suo giudizio, la differenza la fanno i risultati accumulati durante l’anno.
“Se avessi giocato bene in Canada, raggiunto i quarti e poi continuato con questi risultati, senza perdere 200 punti da qualche parte la settimana scorsa, probabilmente sarei già qualificato ufficialmente.”
Il riferimento ai punti persi viene lasciato volutamente sul piano della battuta, mentre il ragionamento resta concreto: “Se perdi al primo turno, forse non vai a Torino. Se raggiungi i quarti in ogni Masters dell’anno, probabilmente ci vai.”
Poi la chiusura nel suo stile: “Cerco di dare il massimo. Se sarò lì, perfetto. Altrimenti, anche le Maldive vanno bene.”

L’omaggio a Monfils: “Diventa pericoloso quando sei avanti”
Informato durante l’intervista della notizia relativa al ritiro di Gaël Monfils, Medvedev ha inizialmente chiesto chiarimenti, prima di dedicare parole affettuose al francese.
“È divertentissimo e molto difficile da affrontare. Soprattutto quando sei avanti nel punteggio, perché si rilassa e comincia a provare qualsiasi cosa, colpi sotto le gambe e tutto il resto.”
Il russo ha poi espresso un augurio personale: “Spero prima di tutto che stia bene, che si diverta e che si senta bene. Ha avuto una carriera straordinaria ed è probabilmente uno dei pochi giocatori dei quali nessuno direbbe qualcosa di negativo.”

Francesco Paolo Villarico


Fonte: http://feed.livetennis.it/livetennis/

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