Dunque Imola resta in ballo, sia pure come riserva, e d’altronde dieci giorni fa il boss Stefano Domenicali aveva confermato Qatar e Abu Dhabi in calendario con una singolare precisazione: «Sulla base delle informazioni che abbiamo e con le assicurazioni che dobbiamo assolutamente avere».
Intanto Imola continuava a lavorare per ospitare il “GP dell’Emilia Romagna e del Made in Italy“ il 6 dicembre, e lo fa tuttora. Nessuno ovviamente, pur volendo bene al circuito “Enzo e Dino Ferrari”, soffia sui venti di guerra che spazzano il Medio Oriente: l’unica vera priorità è che cessino i conflitti, ma bisogna anche essere realisti.
Il match-point di Antonelli
Il caso politico e organizzativo ha implicazioni sportive. La più evidente: se alla conclusione del Mondiale non mancassero più sei gare ma cinque, il match-point di Antonelli ad Austin sarebbe più agevole. Kimi per dirsi campione non dovrebbe più vincere con Russell nono o peggio (e Hamilton quinto o peggio), ma gli basterebbe perdere meno di due punti da Russell, meno di 11 da Hamilton, meno di 19 da Verstappen.
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