Da un po’ di tempo si sono perse le tracce di Simona Halep, discussa ex n.1 del tennis femminile, ritiratasi a 33 il 4 febbraio di 2025. La rumena è intervenuta a Sports Festival x 30:0, soffermando sulla propria vita dopo il ritiro dal tennis. In un’intervista dal titolo «Mi sento libera», come riporta Marca, Simona Halep ha raccontato che, dopo una carriera caratterizzata da grandi successi e da una fortissima esposizione mediatica, il suo desiderio è costruirsi una vita lontano dai riflettori insieme al suo attuale compagno, l’imprenditore Dorin Mateiu (di 24 anni più grande di lei).
La carriera di Halep subì una drastica interruzione dopo gli US Open 2022, quando fu trovata positiva al roxadustat, sostanza assunta attraverso un integratore alimentare contaminato. Dopo una lunghissima battaglia legale e una prima squalifica di quattro anni, Halep trovò una sentenza più favorevole dal Tribunale Arbitrale dello Sport, che ridusse la sanzione a nove mesi, consentendole di tornare alle competizioni dopo 568 giorni di assenza. Tuttavia, non riuscendo più a ritrovare il livello espresso in precedenza e e afflitta da problemi fisici, la rumena decise di ritirarsi dal tennis.
“Per molti anni sono appartenuta a tutti e ora è arrivato il momento di appartenere a me stessa” afferma Simona nell’intervista. “Voglio costruire una famiglia come desidero e vivere liberamente, senza essere continuamente giudicata, soprattutto perché sono usciti innumerevoli articoli e opinioni su di me, e continuano a uscirne”.
L’ex numero 1 del mondo, in precedenza sposata con l’imprenditore Toni Iuruc, cerca di vivere la sua vita lontana dai riflettori, con rare apparizioni in eventi pubblici. Il motivo: la volontà di non apparire e non essere oggetto delle attenzioni degli altri. “Mi piacerebbe davvero smettere di essere un oggetto del consumo pubblico, concedermi la possibilità di vivere la mia vita e far capire alle persone che la tennista Simona Halep ha concluso il suo percorso nello sport. Ora sarò una persona normale, come tutte le altre”.
Mario Cecchi
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