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Hamilton leader, Ferrari mai doma ma con rimpianto: il bilancio di Sepang


Un podio che cela tante riflessioni. Il Gran Premio del Bahrain consegna alla Ferrari un risultato che, per come si era messa la gara, vale quasi una vittoria morale. Lewis Hamilton terzo e Charles Leclerc quarto raccontano due facce della stessa domenica: quella di una squadra capace di reagire a un errore strategico, ma anche quella di un gruppo che deve crescere nella lettura delle gare più complesse. Prima della partenza, Benedetto Vigna aveva insistito soprattutto sul clima interno al team. «Una squadra unita, determinata e che ha voglia di fare sempre meglio» aveva detto l’amministratore delegato Ferrari, aggiungendo che «conta la realtà». Parole pronunciate prima che pioggia e scelte di gomme trasformassero il weekend. La realtà, alla fine, è stata una Rossa competitiva, ma costretta a inseguire dopo aver puntato sulle slick quando l’asfalto era ancora troppo bagnato.

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Vasseur: “Prestazione forte ed efficace”

Fred Vasseur ha difeso la scelta di non differenziare le strategie tra le due monoposto. «Quando sei convinto che un’opzione sia meglio delle altre devi puntarci con entrambi i piloti» ha spiegato il team principal, ricordando come prima del via le informazioni fossero limitate. Una posizione comprensibile, ma i fatti raccontano altro: Red Bull ha interpretato meglio le condizioni e la Scuderia si è ritrovata rapidamente lontanissima dal vertice. Da quel momento, però, la SF-26 ha mostrato un passo convincente. Vasseur ha definito la prestazione «forte e efficace», sottolineando la rimonta dal fondo fino al terzo e quarto posto e il ritmo mostrato da entrambe le vetture. Ed è qui che nasce il vero rimpianto: quando una macchina è abbastanza competitiva da permettere ai due piloti di risalire così tanto, diventa inevitabile chiedersi dove avrebbe potuto arrivare con la scelta corretta al via.


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/formula-1

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