Carlos Alcaraz conquista la finale dell’ATP 500 di Tokyo dopo una semifinale dai due volti. Il numero tre del mondo supera il connazionale Jaume Munar per 5-7 6-3 6-1, reagendo a un passaggio a vuoto che aveva trasformato un primo set apparentemente sotto controllo in una partita da recuperare.
Per lo spagnolo è la 36ª finale della carriera e la prima dal Masters 1000 di Montecarlo. Resta così aperta la possibilità di difendere il titolo nella capitale giapponese e di conquistare il 27° trofeo, il primo dall’ATP 500 di Doha. In finale affronterà il vincitore della sfida tra Jiri Lehecka e Valentin Vacherot.
Primo set: dal vantaggio di 5-3 al blackout
L’avvio è equilibrato, con entrambi capaci di conservare il servizio. Alcaraz deve recuperare da 0-30 nel sesto gioco, poi trova il primo break della partita e lo conferma, salendo sul 5-3.
Da quel momento, però, il parziale cambia completamente direzione. Munar tiene la battuta dopo essere passato dalla parità e Alcaraz perde a zero entrambi i successivi turni di servizio. Il connazionale completa così una serie di quattro game consecutivi e chiude 7-5.
Il blackout di Carlos arriva a 16 punti persi consecutivamente, contando anche l’inizio del secondo set. Una sequenza sorprendente, che gli costa il vantaggio costruito e mette in evidenza le oscillazioni di rendimento che continuano ad accompagnare questa sua settimana a Tokyo.
Secondo set: Alcaraz ritrova una direzione
Lo spagnolo riesce però a interrompere la serie negativa e a ripartire. Il secondo parziale si apre con tre break consecutivi: Alcaraz strappa il servizio a Munar, subisce il controbreak e torna immediatamente avanti.
Il quarto gioco è importante per consolidare la reazione: Carlos annulla una palla break e conserva il vantaggio. Da lì riesce a difendere i propri turni di battuta, prima di colpire nuovamente in risposta nel nono game e chiudere 6-3.
La rimonta prende forma senza che spariscano subito tutte le difficoltà. Alcaraz deve ancora lavorare per mantenere il controllo, ma questa volta riesce a superare i passaggi delicati e a impedire al connazionale di riprendere l’iniziativa nel punteggio.
Terzo set: superato il primo pericolo, Carlos dilaga
Anche il set decisivo comincia con un’insidia: Alcaraz salva una palla break nel game iniziale. È l’ultimo vero momento di rischio, prima dell’allungo che indirizza definitivamente la semifinale.
Carlos conquista il break nel secondo gioco, raddoppia il vantaggio nel quarto e si porta sul 5-0. Munar interrompe la serie tenendo il servizio, ma non riesce a riaprire il confronto: Alcaraz completa il lavoro nel game successivo e firma il 6-1.
Il finale è nettamente più convincente dell’avvio. Dopo aver rischiato di complicarsi ulteriormente la partita, Alcaraz aumenta il rendimento e conclude con autorità, lasciando al connazionale un solo gioco nel terzo parziale.
Il successo gli consegna anche la 20ª vittoria consecutiva nei tornei ATP 500. A Tokyo resta adesso un ultimo passo: trasformare una settimana di partite combattute e prestazioni irregolari nel ritorno al titolo.
Alcaraz dopo la rimonta su Munar: “Non so cosa succeda nei primi set. Ma sono felice di come reagisco”
Carlos Alcaraz conquista la finale di Tokyo, ma continua a interrogarsi sulle difficoltà che accompagnano l’inizio delle sue partite. Dopo il successo in rimonta su Jaume Munar per 5-7 6-3 6-1, lo spagnolo ha commentato il passaggio a vuoto del primo parziale, mettendo però in evidenza anche la capacità di ritrovare il proprio tennis e ribaltare il confronto.
“Non so cosa sia successo nel primo set… Nei primi set in generale, a essere sincero. Non lo so. Avevo iniziato bene la partita, avevo fatto il break e stavo servendo per il set. Non so cosa sia successo”, ha dichiarato Alcaraz.
Contro Munar, Carlos sembrava aver trovato la strada per conquistare il parziale d’apertura: avanti 5-3, aveva la possibilità di chiudere con il proprio servizio. Il finale del set ha invece cambiato direzione, costringendolo a inseguire e a costruire un’altra rimonta.
Le sue parole raccontano soprattutto la difficoltà di individuare una spiegazione immediata. Alcaraz riconosce di aver cominciato bene, ma non riesce a chiarire perché quel vantaggio sia sfumato.
“Sembra che io faccia fatica in ogni primo set”, ha aggiunto.
È un’osservazione che allarga l’analisi oltre la semifinale con Munar. Lo spagnolo avverte una difficoltà ricorrente nelle prime frazioni, un aspetto sul quale vuole evidentemente trovare maggiore continuità. La vittoria non cancella quindi l’autocritica: arrivare in finale resta un risultato importante, ma il modo in cui alcune partite si complicano continua a lasciargli interrogativi.
La soddisfazione nasce dalla risposta alle difficoltà. Dopo aver perso il primo set, Alcaraz ha recuperato il controllo del punteggio nel secondo e concluso con un netto 6-1 nel terzo. Una reazione che gli permette di guardare anche al lato positivo della prestazione.
“Ma sono davvero felice del modo in cui riesco a rimontare ogni volta”.
Nelle dichiarazioni convivono così due sensazioni: l’incertezza per quei momenti in cui il suo tennis perde continuità e la fiducia nella capacità di reagire. Contro Munar, questa seconda qualità è stata decisiva per conquistare il posto nell’ultimo atto.
Francesco Paolo Villarico
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