Novak Djokovic può ancora inseguire un record di Andy Murray, mentre Lorenzo Musetti ha le qualità per avvicinarsi a Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Sono le prospettive indicate da Murray e Fabio Fognini, che guardano alle prossime sfide del circuito attraverso l’esperienza maturata affrontando i suoi protagonisti.
Lo scozzese non esclude che Djokovic possa raggiungerlo a quota due ori olimpici nel singolare. Murray ha conquistato il titolo a Londra 2012 e a Rio 2016; il serbo ha invece completato la propria collezione con il successo a Parigi 2024, battendo Alcaraz in finale. Il prossimo appuntamento è Los Angeles 2028, un traguardo che Novak ha già indicato tra le proprie ambizioni. Arrivarci competitivo sarebbe una nuova impresa di longevità: durante quei Giochi avrebbe 41 anni.
Fognini guarda invece alla possibilità che Musetti riduca la distanza da Sinner e Alcaraz. Nelle dichiarazioni l’ex tennista ligure colloca i due campioni su un gradino superiore, ma individua nel connazionale un giocatore con ampi margini di crescita.
L’osservazione più interessante riguarda proprio la ricchezza delle soluzioni di Lorenzo: «Ha così tanto talento che, ogni tanto, gli gioca contro». Un giudizio che accompagna la fiducia nelle sue possibilità di avvicinarsi ai migliori.
Fognini distingue anche le qualità che ammira nei due riferimenti della nuova generazione: «Di Jannik ammiro la dedizione, di Carlitos il talento». Nel suo personale panorama tecnico assegna inoltre a Zverev il miglior servizio e indica Alcaraz e Dimitrov come riferimenti a rete.
Per Djokovic l’orizzonte resta una nuova sfida olimpica; per Musetti, nelle valutazioni di Fognini, la possibilità di trasformare un repertorio straordinario in risultati capaci di avvicinarlo ai vertici.
Marco Rossi
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